Il riassunto di Week 4 NFL

Dopo una Week 4 ad altissima intensità c’è soltanto una squadra ancora imbattuta: sono i Cardinals, che guidano la NFC, mentre in AFC sono tante le squadre al comando con tre vittorie all’attivo. Le 16 sfide lasciano col fiato sospeso: partiamo!

Nonostante Chark abbia dovuto abbandonare la partita per una frattura alla caviglia, i Jaguars (0-4) hanno avuto la possibilità di poter chiudere la partita senza grandi problemi. Avanti 14-0 alla fine del primo tempo e ad una yard dalla end zone dei Bengals (3-1), decidono di provare a segnare al quarto tentativo con lo scramble di Lawrence (17/24 per 204 yard) che viene però fermato dietro la linea di scrimmage. La squadra di Burrow (25/32 per 348 yard e 2 TD) approfitta dell’intervallo per riordinare le idee e grazie ad una ricezione di Chase da 33 yard arriva il primo touchdown dei padroni di casa; il pareggio arriva nel possesso successivo con una corsa di Mixon (16×67 yard e 1 TD) e, dopo un touchdown per parte, i Bengals ritornano in attacco a 5:33 dal termine. L’holding chiamato al cornerback Herndon e la ricezione da 26 yard di Uzomah (6×95 e 2 TD) permettono al team di Cincinnati di avanzare fino al field goal range: il kicker McPherson non sbaglia il calcio da 35 yard che regala la vittoria ai Bengals per 24 a 21 con il primo vantaggio della serata.

Nella NFL è incredibile quante cose possano cambiare in una sola settimana e la vittoria dei Bears (2-2) sui Lions (0-4) per 24 a 14 è decisamente una prova. Sappiamo bene che l’attacco dei Bears era stato pessimo contro i Browns, ma appena sette giorni dopo, Fields (11/17 per 209 yard e 1 INT) e compagni hanno cambiato decisamente registro: certo, la difesa dei Lions lascia molto a desiderare ma gli errori commessi si possono contare sulle dita di una mano. Nonostante l’intercetto il quarterback di Chicago ha dato spettacolo con i lanci lunghi, per esempio una bomba da 64 yard per Mooney (5×125 yard), che insieme alle corse di Montgomery (23×106 yard e 2 TD) gli hanno permesso di portare a casa la prima vittoria in carriera. Per il running back purtroppo il bicchiere è mezzo vuoto: se da una parte c’è la sua ottima prestazione, dall’altra c’è linfortunio alla gamba che lo ha obbligato a lasciare il terreno all’ultimo periodo. I Lions hanno avuto parecchie opportunità per ribaltare il risultato ma si sono sempre tirati la zappa sui piedi: sotto 7-0 perdono palla in un primo e goal, nel drive successivo ritornano a poche yard dalla endzone ma è un incompleto sul quarto tentativo a chiudere l’azione e infine è ancora Goff (24/38 per 299 yard e 2 TD) a subire uno strip-sack, sempre dentro le 5. I numeri del quarterback di Detroit sono obiettivamente buoni ma i suoi errori insieme a quelli dei suoi compagni nella redzone sono stati l’ago della bilancia.

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Sia i Washington (2-2) che i Falcons (1-3) avevano bisogno di una vittoria per rimanere agganciati ai leader delle rispettive division; entrambe le squadre hanno mostrato delle grosse lacune in difesa ma Heinicke (23/33 per 290 yard e 3 TD) ha dominato la partita regalando ai suoi una splendida vittoria in rimonta per 34 a 30. Inizia bene l’attacco guidato da Ryan (25/42 per 283 yard e 4 TD) che macina terreno ma conquista solo 3 punti. All’inizio del secondo quarto aumenta il vantaggio con la ricezione di Patterson (5×82 e 3 TD) da 42 yard; immediata la risposta degli ospiti con McLaurin (6×123 e 2 TD). A 2 minuti dall’intervallo Washington passa in vantaggio con Heinicke che prima lancia Seals-Jones, poi corre per 20 yard lasciando infine a Gibson gli onori del touchdown; il poco tempo rimasto si rivela più che sufficiente per l’ultimo drive dei Falcons che ritornano davanti 17-13 ancora con una ricezione di Patterson. Parte bene il secondo degli ospiti che segnano con il kick-off return da 101 yard di Carter; la squadra di Atlanta si appoggia ancora al terzo touchdown di Patterson per mantenere la testa dell’incontro, nonostante il field goal di Hopkins. Una discutibile penalità chiamata contro la difesa di Washington fa si che Davis abbia l’occasione di correre in endzone per l’allungo di 30 a 22; con 10 minuti rimasti è ancora Heinicke a guidare uno splendido drive che si chiude con la ricezione e il touchdown di McLaurin: la trasformazione da 2 punti purtroppo fallisce e i Falcons si trovano il pallone in mano con 4 minuti da giocare e in vantaggio di soli 2 punti. Washington riesce a conquistare il possesso per il possibile vantaggio quando mancano 1:47 al termine: i completi di Carter e Humphries permettono a Heinicke di lanciare corto per McKissic dentro le 35, il running back chiude la partita con un’azione miracolosa da 30 yard.

Il punteggio di 27 a 17 per i Colts (1-3) contro i Dolphins (1-3) rischia di sembrare fuorviante per quello che è successo durante la partita: l’incontro è stato infatti molto equilibrato difensivamente ed è stato deciso dai numerosi errori dei Dolphins. Miami si trova in vantaggio 3-0 all’inizio del secondo quarto ma una penalità durante un punt regala ai Colts un’extra drive che si chiude con il touchdown di Taylor (16×103 e 1 TD). I Dolphins nel terzo quarto regalano 10 punti a causa di due fumble: il primo durante il ritorno di un punt, il secondo invece è causato dallo strip-sack subito da Brissett (20/30 per 199 yard e 2 TD). I 17 punti di distacco all’inizio dell’ultimo quarto si riveleranno fatali per i padroni di casa. A parte i tanti errori, i Colts hanno potuto approfittare di un Wentz (24/32 per 228 yard e 2 TD) molto più in salute rispetto a settimana scorsa; non si è potuto allenare regolarmente ma nessuno se ne è accorto.

Top giocatori difensivi di week 4

Il calendario non ha sicuramente favorito l’ingresso di Wilson (21/34 per 297 yard, 2 TD e 1 INT) nella NFL, prima l’ostica difesa dei Panthers poi Belichick e Fangio; al primo matchup “abbordabile” contro la difesa rimaneggiata dei Titans (2-2) gioca però un ottimo secondo tempo e overtime guidando i Jets (1-3) alla prima vittoria. L’inizio è stato sulla falsa riga dei precedenti, lanci sbagliati, l’intercetto di Fulton e i completi che arrivano a malapena al 50%; ma la musica cambia dopo il ritorno dagli spogliatoi. Dopo la bomba da 54 yard per Cole gli ingranaggi cominciano a girare e i Jets passano in vantaggio grazie al field goal di Ammendola; al touchdown di Henry (33×157 yard e 1 TD) risponde la ricezione in endzone di Crowder per il 17 pari. Nel possesso seguente il quarterback di New York si inventa un missile da 53 yard che esplode tra le mani di Davis (4×111 yard e 1 TD) in endzone e che porta i Jets in vantagghio 24 a 17. I Titans mandano la partita all’overtime grazie al lancio di Tannehill (30/49 per 298 yard e 1 TD) per Batson: un’altra grande giocata di Cole permette ai Jets di segnare i 3 punti che si rivelano decisivi poiché Bullock non riesce a centrare i pali da 49 yard, fatale il delay of game che ha spostato la palla 5 yard indietro. Sicuramente una sconfitta che farà passare una brutta settimana ai Titans, i quali però a onor del vero non hanno potuto godere dei servizi di Jones e Brown, non proprio gli ultimi arrivati.

Il punteggio di 40 a 0 per i Bills (3-1) sui Texans (1-3) non rispecchia a pieno la prestazione dell’attacco di Buffalo: un solo touchdown nel primo tempo e tanti errori nella red zone, a causa anche delle condizioni climatiche avverse. Poco male perché la difesa ha scherzato con l’attacco di Houston: Mills (11/21 per 87 yard e 4 INT) chiude il primo tempo con un completo su 7 tentativi per 3 yard totali e 2 intercetti. Allen (20/29 per 248 yard, 2 TD e 1 INT) rimedia ad un mediocre primo tempo con 9 completi su 11 nel secondo che gli fruttano 114 yard e un touchdown; entrambi i lanci in endzone sono stati ricevuti da Knox (5×37 e 2 TD), nessuna segnatura invece per Diggs protagonista comunque di un’ottima prestazione con 7 ricezioni per 114 yard. Singletary e Moss hanno entrambi corso per 14 volte con il primo che ha guadagnato più yard, 79, ma è Moss ad aver segnato un touchdown. Sui Texans non c’è poco altro da aggiungere, i brutti numeri di Mills, al quale va aggiunto un fumble ad inizio partita, sono stati fatali per l’esito dell’incontro: i numeri parlano chiaro, solo 2 giocatori sono stati in grado di guadagnare più di 6 yard su ricezione, Cooks e Johnson.

La difesa e il running game dei Browns (3-1) meritano tutti gli onori della vittoria per 14 a 7 sui Vikings (1-3). Questi ultimi riescono a segnare un touchdown all’inizio della partita con il lancio di Cousins (20/38 per 203 yard, 1 TD e 1 INT) per Jefferson (6×84 e 1 TD) ma è stata l’unica segnatura per la squadra del Minnesota: la difesa di Cleveland costringe l’attacco avversario a sole 4 yard per azione e, se settimana scorsa aveva messo a segno 9 sack contro i Bears, questa domenica ha neutralizzato Cousins e compagni. Il running game guidato da Chubb (21×100) e Hunt (14×69 e 1 TD) ha fornito una prestazione eccellente per le yard guadagnate, con il secondo in grado di convertire un 3° e 20 con una fenomenale corsa da 33 yard. Nonostante tutto, se comuqnue i punti segnati alla fine sono solo 14, il maggior colpevole è senza dubbio Mayfield (15/33 per 155 yard) che non riesce mai ad entrare in partita nonostante una secondaria rivedibile: molto impreciso, sbaglia la metà dei lanci alcuni dei quali buoni per arrivare in endzone, Beckham è sicuramente il ricevitore che ne ha risentito di più.

I Cowboys (3-1) vincono la terza partita consecutiva contro gli, ex, imbattuti Panthers (3-1) 36 a 28. La difesa di Dallas ha subito molto le 2 corse in endzone di Darnold (26/39 per 301 yard, 2 TD e 2 INT) che portano in vantaggio i Panthers alla fine del primo tempo 14 a 13. La partita cambia però radicalmente nella ripresa grazie alle tante ottime azioni dell’attacco di Dallas: prima una ricezione in endzone di Cooper da 35 yard, poi è una corsa di Elliott (20×143 e 1 TD) da 47 yard a regalare un primo down sulle 4 di Carolina, infine un altro lancio da touchdown per Wilson. Un parziale da 23 a 0. I numeri di Prescott (14/22 per 188 yard e 4 TD) non fanno di certo strabuzzare gli occhi ma si è dimostrato solido e parecchio efficiente, sopratutto nel secondo tempo lanciando 3 touchdown e un solo incompleto. L’unica nota negativa per i Cowboys è senza dubbio Lamb che verrà ricordato per essere il solo giocatore di Dallas ad aver ricevuto senza aver segnato. I proprietari di Moore (8×113 yard e 2 TD) al fantasy possono accendere un cero per il garbage time, grazie al quale il ricevitore dei Panthers riesce a segnare per due volte verso la fine dell’incontro.

Rookie Watch di week 4 NFL

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Pazzesca prestazione di forza per i Cardinals (4-0), che demoliscono i Rams (3-1) in una sfida tra imbattute. Los Angeles prova a mettere il turbo nel primo quarto con il field goal da 42 yard di Matt Gay e il touchdown per 14 yard di Vance Jefferson su lancio di un incostante Matthew Stafford (26/41 per 280 yard con 2 TD pass e 1 INT), ma Kyler Murray (24/32 per 268 yard e 2 TD pass) è in stato di grazia e sigla il sorpasso con i touchdown pass per A.J. Green e Maxx Williams. Da qui in avanti la partita si trasforma in un monologo di Arizona, a segno con le due corse vincenti da 1 yard di James Conner e con i field goal di Matt Prater da 23, 55 e 23 yard, mentre i padroni di casa replicano con il solo Gay, che centra i pali da 22 yard. Nel finale Stafford fa il bis sull’asse con Robert Woods, ma è troppo tardi: i Cardinals vincono per 37-20 sui Rams e volano in testa alla NFC West.

Un’altra eccellente prestazione di Justin Herbert (25/38 per 222 yard e 3 TD pass) guida i Chargers (3-1) nella vittoria contro gli (ex) imbattuti Raiders (3-1). Il quarterback si regala un tris di touchdown pass nel solo primo tempo, tra le mani di Donald Parham per 4 yard, Jared Cook per 10 e Austin Ekeler per 14. Il runningback è devastante e, alle 28 yard in 3 ricezioni, ne aggiunge ben 117 in 15 portate, con un secondo viaggio in end zone, su corsa da 11 yard. Un altalenante Derek Carr (21/34 per 196 yard con 2 TD pass, 1 INT e 1 fumble) replica solo in parte, con i touchdown pass per Hunter Renfrow e Darren Waller, ma la difesa di Los Angeles fa buona guardia nell’ultimo periodo e la partita scivola fino al fischio finale. I Chargers vincono per 28-14 contro i Raiders.

A proposito di ex imbattuti, i Broncos (3-1) cadono in casa contro i combattivi Ravens (3-1). Denver parte con convinzione e Teddy Bridgewater (7/16 per 65 yard e 1 TD pass) si regala l’unica gioia di giornata, lanciando Noah Fant in touchdown per 3 yard. Da qui in avanti Bridgewater e il suo sostituto Drew Lock cadono preda della fenomenale difesa di Baltimore, guidata da Tyus Bowser (3 tackle, 2 sack, 2 tackle for loss), e Denver non segna più alcun punto a tabellone. Latavius Murray pareggia i conti con la corsa vincente da 11 yard, poi un efficace Lamar Jackson (22/37 per 316 yard e 1 TD pass) sigla il sorpasso con la collaborazione di Malcom Brown, spettacolare nel touchdown su ricezione per 49 yard. Justin Tucker aggiunge i field goal da 40, 46 e 20 yard e il gioco è fatto. I Ravens piegano i Broncos per 23-7.

Il grande ritorno di Tom Brady in casa dei Patriots (1-3) coincide con una vittoria per i Buccaneers (3-1). Il quarterback, in realtà, non gioca una partita da protagonista (22/43 per 269 yard), anzi è in ombra rispetto al suo erede Mac Jones (31/40 per 275 yard con 2 TD pass e 1 INT), che lancia in touchdown nell’ordine Hunter Henry e Jonnu Smith, per 11 e 1 yard. Il gioco di corse di New England, però, è terrificante e scende addirittura in negativo (-1), mentre Tampa Bay vola oltre le 100 rushing yard e Ronald Jones aggiunge una corsa vincente da 8 yard. Al resto pensa un Ryan Succop quasi perfetto: poker di field goal a segno da 29, 44, 27 e 48 yard e il sorpasso è servito a poco meno di due minuti dal termine. Nick Folk, invece, manca i pali da 56 yard e i Patriots escono sconfitti. I Buccaneers vincono 19-17 e Brady festeggia al meglio il sorpasso a Drew Brees e alle sue 80.358 passing yard, ora non più record all time per un quarterback NFL.

It’s QB Time 2k21: i migliori e peggiori quarterback di week 4

I Seahawks (2-2) si rialzano con una bella vittoria contro i Niners (2-2). Jimmy Garoppolo (14/23 per 165 yard con 1 TD pass e 1 INT) lancia Ross Dwelley in end zone prima di farsi da parte per infortunio, ma un grande Russell Wilson (16/23 per 149 yard con 2 TD pass e 1 fumble) sfrutta la confusione nel passaggio del testimone di San Francisco per indirizzare la partita. Il quarterback colleziona i touchdown pass per DK Metcalf e Freddie Swain e, nel frattempo, si regala anche un rushing touchdown da 16 yard. Il convincente rookie Trey Lance (9/18 per 157 yard e 2 TD pass), però, non demorde e sull’asse con un Deebo Samuel incontenibile (8 ricezioni per 156 yard e 2 TD) riapre la partita con la doppia gemma per 76 e 8 yard. Alex Collins varca la end zone con la corsa vincente da 14 yard e il decisivo onside kick finisce tra le mani dei Seahawks, che vincono 28-21 sui Niners.

I Chiefs (2-2) tornano a vincere, pur soffrendo a lungo contro i tenaci Eagles (1-3). Il merito è da ascrivere pressoché interamente a un Patrick Mahomes da urlo (24/30 per 278 yard con 5 TD pass e 1 INT), che fa sognare soprattutto sull’asse con un pazzesco Tyreek Hill (11 ricezioni per 186 yard e 3 TD), a segno con i touchdown per 6, 12 e 44 yard. Per siglare la cinquina, però, il quarterback si serve anche dell’aiuto del tuttofare Clyde Edwards-Helaire (14 portate per 102 yard) e di Jody Fortson. Ciascuno di questi touchdown è necessario per tenere a distanza di sicurezza Philadelphia, guidata da un produttivo Jalen Hurts (32/48 per 387 yard con 2 TD pass e 1 INT), che si esalta insieme al rookie DeVonta Smith (7 ricezioni per 122 yard) e poi colpisce in collaborazione con Dallas Goedert e Greg Ward. Le corse vincenti di Damien Williams da una parte e di Kenneth Gainwell dall’altra si equivalgono, Jake Elliott aggiunge i field goal da 29, 25 e 31 yard, ma di fronte a questo Mahomes non c’è nulla da fare. I Chiefs piegano gli Eagles con il successo per 42-30.

I Packers (3-1) legittimano un ottimo periodo con la vittoria contro gli Steelers (1-3), ormai in crisi nera. Il touchdown pass numero 400 nella carriera di Ben Roethlisberger (26/40 per 232 yard con 1 TD pass, 1 INT e 1 fumble), per 45 yard tra le mani di Diontae Johnson, non basta a rialzarlo da una prestazione deludente. Al contrario, Aaron Rodgers (20/36 per 248 yard e 2 TD pass) gestisce la partita con saggezza, ritrova una connection affidabile con Randall Cobb, a segno con i touchdown per 23 e 1 yard, e varca anche la end zone in solitaria con la corsa vincente da 4 yard. Aggiungete un Mason Crosby infallibile, che centra i pali con i field goal da 26 e 29 yard, e la ricetta è completa. Pittsburgh, nel frattempo, getta al vento i due sack di T.J. Watt e un’onesta prestazione difensiva perché l’attacco si ferma al cospetto di Green Bay, almeno finché Najee Harris varca la end zone da 1 yard. Troppo tardi, però: i Packers vincono 27-17 sugli Steelers.

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Si rialzano i Giants (1-3), che vincono la prima stagionale contro i Saints (2-2). Un Daniel Jones mai domo (28/40 per 402 yard con 2 TD pass e 1 INT) inizia la sua ottima partita con un touchdown pass per 51 yard per John Ross, poi la produzione offensiva di New York si ferma. Ne approfitta Jameis Winston (17/23 per 226 yard e 1 TD pass), abile nel lanciare Juwan Johnson in end zone, prima che il camaleontico Taysom Hill si regali un doppio rushing touchdown da 8 yard. Gli ospiti sono alle corde, ma nel quarto periodo Jones esce dalla morsa di Marcus Williams (7 tackle, 1 pass deflected, 1 INT e 1 FF) e pareggia la partita. Saquon Barkley vola in end zone per 54 yard su lancio del suo quarterback, poi è Graham Gano a siglare il 21-21 con il field goal da 48 yard. Si va in overtime e i Giants non lasciano diritto di replica agli avversari: Barkley fa il bis di touchdown con la corsa vincente da 6 yard e i Saints sono sconfitti, con il punteggio di 21-27.

La Week 5 si apre con un Thursday Night da urlo tra Seahawks e Rams, degno antipasto di una grande domenica di football, che vede sul piatto tra le altre anche le sfide tra Chargers e Browns e tra Chiefs e Bills. A chiudere il weekend, invece, è un bel Monday Night tra Ravens e Colts.

a cura di Massimiliano Poli e Alessio Salerio

Alessio Salerio

Scopre il football nella notte dell'upset di Phoenix del 2008, se ne innamora quattro anni dopo grazie ai medesimi protagonisti. Ideatore della rubrica "Colori, episodi, emozioni", negli anni cambiata di nome, non nella sostanza.

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