Caos calmo (Las Vegas Raiders vs New York Giants 16-23)

I Raiders quest’anno non trovano pace, e una stagione iniziata in maniera molto promettente si sta trasformando in un incubo. Dalle polemiche che hanno portato alle dimissioni dell’head coach Jon Gruden la compagine nero-argento era uscita sorprendentemente bene, conquistando due vittorie consecutive sotto la guida dell’interim head coach Rich Bisaccia e del nuovo play caller offensivo Greg Olson. Primi nella AFC West, in corsa per il primo posto nella intera conference, i Raiders potevano concedersi il lusso della bye week per recuperare qualche infortunato e preparare con calma la trasferta contro i non certo imbattibili New York Giants.

All’improvviso, nelle prime ore del mattino del 2 novembre, una tragedia ha colpito la squadra e la comunità di Las Vegas. Il promettente WR Henry Ruggs III, scelto 12° assoluto nell’NFL Draft 2020, ha causato un incidente stradale che è costato la vita ad una giovane donna ed al suo cane. Ruggs, con un tasso alcolemico pari a due volte il limite consentito nel Nevada, stava viaggiando con la sua Chevrolet Corvette a oltre 250 km/h quando ha colpito la macchina di Tina Tintor, che ha preso fuoco. Il giocatore è stato trovato in possesso anche di una pistola carica. Nello schianto anche la compagna di Ruggs, che era seduta nel posto del passeggero, ha subito un serio infortunio. I Raiders hanno subito tagliato la loro stella, che rischia ora fino ad oltre 40 anni di carcere.

C’era una partita da preparare, una partita decisamente alla portata della squadra di Las Vegas. I Giants si presentavano alla sfida con una difesa di tutto rispetto ma un attacco spuntato e per di più privo del RB Saquon Barkley e del WR Sterling Shepard. Nonostante tutto i padroni di casa sono partiti subito forte, andando a segnare un TD nel drive d’apertura. La difesa nero-argento si è dimostrata ancora una volta vulnerabile sul gioco di corse e i Giants sono stati bravi a sfruttare il mismatch tra il TE Evan Engram e il S Johnathan Abram, il cui punto di forza non è certamente la marcatura dei ricevitori avversari. I Silver & Black hanno reagito subito, riportando la partita in parità grazie all’alternanza di corse e passaggi. E’ stato il solito Hunter Renfrow a ricevere in end zone il TD pass di Derek Carr.

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Un punt per parte e poi è stata la difesa guidata da Gus Bradley a salire in cattedra, con lo strip sack del DE Yannick Ngakoue ricoperto da Darius Philon sulle 30 di New York. Una occasione ghiotta, se non fosse che l’attacco dei Raiders spesso si spegne dentro la red zone. Dal turnover sono usciti solo 3 punti grazie al field goal da 25 yard di Daniel Carlson.

Sul finale del primo tempo, dopo che un field goal da 35 yard di Graham Gano aveva riportato il risultato in parità, i Raiders hanno avuto la possibilità di affondare la sciabola nel fianco dei Giants. Incapaci ancora una volta di concretizzare da dentro la red zone, anche per via di un Carr per la prima volta in stagione decisamente appannato, i predoni si sono nuovamente dovuti accontentare di un field goal. Questa volta Carlson lo piazza tra i pali da 32 yard e i Raiders vanno a riposo con la consapevolezza di avere la palla in attacco per iniziare il secondo tempo. L’appannamento di Carr, unito alle evidenti difficoltà dell’attacco per l’assenza di un giocatore come Ruggs che allungava le difese avversarie, regala ai padroni di casa un pick-six che cambia la partita. E’ Xavier McKinney ad involarsi per 41 yard fino alla end zone dopo aver letto alla perfezione un lancio telefonato del QB nero-argento diretto verso Hunter Renfrow.

Senza soluzioni sul profondo, i Raiders hanno provato a distribuire palloni anche ai RB e al FB, sfruttando qualche play action e lanciando qualche screen pass. Arrivati nuovamente dentro la red zone dei Giants, ovviamente, il motore dell’attacco si è spento, la fantasia si è prosciugata, e ancora una volta un drive promettente ha portato solo 3 punti, con Carlson ancora preciso da 25 yard. Nel quarto quarto la difesa nero-argento ha fatto il possibile per dare una chance alla squadra, fermando più volte l’avanzata di Jones e compagni e limitando i danni a 6 punti, dati da due field goal di Gano.

I Raiders hanno avuto tre drive per segnare, e l’attacco ha fallito in tutte e tre le occasioni dopo aver illuso i tifosi. Arrivati ancora una volta in red zone i Silver & Black hanno deciso di accontentarsi dell’ennesimo field goal da 25 yard, ma questa volta il solitamente preciso Carlson ha mancato incredibilmente il bersaglio. Nel secondo drive Carr si è fatto nuovamente intercettare da McKinney e sul finale di partita, arrivato abbastanza agevolmente in red zone, il QB ha subito uno strip-sack da Quincy Roche che ha permesso a New York di inginocchiarsi per far passare i secondi finali.

A fine partita Carr si è assunto le colpe della sconfitta; tre turnover sono certamente un buon indicatore delle responsabilità del numero 4. Si è trattata di una partita storta? Gli avvenimenti delle ultime settimane stanno iniziando a minare la fiducia della squadra? Sono domande alle quali è prematuro rispondere, sarà necessario vedere le contromosse della squadra. Certamente le due sconfitte contro avversari di livello inferiore come Bears e Giants potrebbero rivelarsi decisive nella corsa ai playoff, ora che arrivano partite storicamente impegnative come quelle casalinghe contro Chiefs e Bengals e la trasferta di Dallas nel giorno del ringraziamento.

I Raiders hanno messo sotto contratto il WR DeSean Jackson, recentemente tagliato dai Rams, nella speranza che il quasi trentacinquenne possa rimpiazzare Ruggs come arma per allungare le difese. Jackson in 7 partite da comprimario a Los Angeles ha ricevuto 8 passaggi per 221 yard (27.6 di media) e 1 TD.

Un altro colpo di scena ha ravvivato il lunedì nero-argento. La squadra ha deciso di tagliare il CB Damon Arnette, scelto 19° assoluto lo scorso anno, dopo l’ennesimo incidente che lo ha visto protagonista. Il giocatore, che si trovava momentaneamente in Reserve/Injured list, è oggetto di una indagine per un incidente stradale che avrebbe causato danni fisici al passeggero dell’altro veicolo. A rendere più complicata la questione si aggiunge l’accusa di aver lasciato il luogo dell’incidente senza attendere l’arrivo della polizia. Secondo indiscrezioni condivise dal solitamente ben informato Ian Rapoport di NFL Network, Arnette avrebbe inoltre danneggiato ben quattro macchine a noleggio in un solo mese.

Non è però questo che ha fatto propendere la squadra per tagliare i ponti con il giocatore: recentemente sui social ha iniziato a circolare un video che mostra Arnette brandire delle armi e minacciare di morte qualcuno. “Ci sono state una serie di decisioni sbagliate nell’ultimo anno [da parte di Arnette]”, ha detto il GM Mike Mayock ai cronisti lunedì. “Ma non possiamo tollerare il video di Damon con un’arma, che minaccia di togliere la vita a qualcuno”. “Il contenuto era inaccettabile, è contrario ai nostri valori, ed il nostro proprietario Mark Davis è stato molto chiaro e molto coerente nel far capire che non è questo il modo in cui ci comportiamo in questa comunità. Per riassumere, i Raiders non tollerano questo atteggiamento”.

Mayock si è assunto le responsabilità per il fallimento di Arnette, pessimo in campo e pessimo fuori. Il GM ha ammesso che c’erano forti perplessità sul carattere del giocatore prima del Draft, ma dalle indagini fatte dalla squadra e dalle informazioni raccolte sembrava che il rischio valesse la pena di essere corso visto il presunto talento del giocatore. I Raiders, a detta di Mayock, hanno investito molto tempo e denaro per cercare di tenere Arnette in carreggiata, ma il video con le armi è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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Il Draft 2020 si dimostra sempre più un grosso fallimento. Tolto Ruggs, che in campo stava iniziando a mostrare il suo talento fino a che le terribile scelte della notte dell’incidente non hanno stravolto la sua esistenza (e tolto la vita ad una ragazza di appena 23 anni), l’elenco dei giocatori scelti comprende Arnette al primo giro e Lynn Bowden Jr. (mandato a Miami prima ancora dell’inizio della scorsa stagione) e Tanner Muse (in Reserve/Injured list lo scorso anno e tagliato senza aver mai giocato all’inizio di questa stagione) al terzo giro. Restano ancora in squadra il WR Bryan Edwards (dal buon potenziale ma attualmente ancora non sbocciato), la G John Simpson (titolare in una OL rattoppata per via degli infortuni) e il CB Amik Robertson (attualmente backup).

Troverà pace e stabilità da qui in avanti la compagine nero-argento? Saprà Carr trovare da subito l’affiatamento con DeSean Jackson, saprà la OL tenere in piedi il suo QB e dargli il tempo di lanciare? Saprà la difesa – brava a mettere pressione sul QB – limitare l’efficacia del gioco di corse avversario? Domenica prossima inizieranno le prime risposte, quando alla Death Star di Las Vegas arriveranno i Chiefs di Patrick Mahomes, che nonostante l’inizio di stagione altalenante sono pur sempre una delle super potenze del football NFL.

Mako Mameli

Appassionato di football americano fin dall'infanzia, gioisce e soprattutto soffre con i suoi Raiders e aspetta pazientemente che la squadra torni a regalargli qualche soddisfazione, convinto che sarà ancora in vita quando Mark Davis solleverà il quarto Lombardi Trophy. Nel tempo libero gioca a flag football e mette in pratica gli insegnamenti di Al Davis lanciando lungo ad ogni down... peccato che abbia una percentuale di completi peggiore di quella di JaMarcus Russell.

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Un Commento

  1. Fin da subito dall’espressione di Carr si capiva che sarebbe stata un’altra partita come quella contro i Bears.
    Il taglio di Arnette è una buona notizia a livello di gioco.

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