Le Aquile volano troppo in alto (Philadelphia Eagles vs Tampa Bay Buccaneers 25-11)

Uno dei due Monday Night Football della terza giornata della NFL vedeva i Philadelphia Eagles (vice campioni in carica) contro i padroni di casa dei Tampa Bay Buccaneers con entrambi i team sul record di 2 vittorie e 0 sconfitte.

Tampa deve ancora rinunciare al CB titolare Davis e al DT rookie Cancey, mentre gli ospiti possono contare su una squadra praticamente al completo, con le stelle Hurts (QB) Swift (RB) Brown e Smith (WR) in attacco e Cox (DT) Sweat (DE) e Slay (CB) in difesa. La franchigia di Coach Bowles si affida ad un Mayfield (QB) che sembra già a suo agio nel suo nuovo team e ad un Mike Evans particolarmente in forma in questo inizio stagione; anche la difesa ha fatto già vedere ottime cose, con i vari White, Tryon-Shoynka, Winfield ed Izien (undrafted rookie)

Dopo il primo e improduttivo drive dei Bucs gli Eagles giocano un quarto down in piena red zone avversaria ma la difesa di Tampa è brava a bloccare l’attacco di Philadelphia. L’attacco di Canales non riesce a rendersi pericoloso e gli ospiti, in una situazione simile al loro primo drive, vanno per il field goal che trasformato da Elliott muove il punteggio (3-0) I Buccaneers collezionano punt di Camarda, visto la poca capacità di muovere il pallone, soprattutto col gioco di corsa e gli Eagles arrotondano lo score con un altro FG (6-0) A inizio secondo quarto Mayfield sembra riuscire a coinvolgere maggiormente Evans e Godwin ben affiancati da White (RB) e, complice una sanguinosa penalità avversaria (pass interference) su un terzo tentativo e 8 yard da prendere, il kicker McLaughlin può mettere a referto i primi punti per Tampa (6-3).

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Philadelphia allunga subito, con un drive lungo (84 yard) ben diretto da Hurts con un mix di corse e lanci e concluso da Zaccheaus che viene trovato in end zone con un lancio di 34 yard (10-3) Il tentativo di rimonta dei Buccaneers si infrange quasi subito con Mayfield che subisce il primo intercetto stagionale per mano di Blankenship in una posizione di campo critica; per fortuna di Tampa anche Hurts viene intercettato da Devin White che riporta l’ovale fin quasi a metà campo ma Mayfield subisce immediatamente un sack con relativo fumble che rida il possesso agli Eagles che segnano ancora con un FG (13-3) allo scadere del primo tempo.

La ripresa vede un netto allungo del team ospite (drive di 75 yard) con lo stesso Hurts che entra in end zone per il provvisorio 20-3. I Buccaneers continuano a fare estrema fatica in attacco anche se la propria difesa intercetta ancora Hurts su un lancio profondo del QB per Smith, ma ridà la palla all’attacco in una posizione critica sulla 1 yard; infatti White viene placcato in end zone per una safety (22-3) e nuovo possesso per Philadelphia che va a segno con un altro FG (25-3) Tampa è con le spalle al muro e Mayfield si affida a Evans che riesce a segnare il touchdown di “consolazione” (25 -11 con la trasformazione da 2 punti) Gli Eagles utilizzano il successivo drive per portare il cronometro a ZERO e vincere così il match.

I Buccaneers hanno fatto troppo poco in attacco (174 yard di cui solo 41 su corsa) per poter contendere il successo finale al team di Coach Sirianni e hanno commesso errori fatali (1 fumble e 1 intercetto) mentre nelle precedenti gare il punto di forza della franchigia della Florida era stato proprio il differenziale positivo nella categoria turnover. Mayfield (15 su 25, 146 yard con 1 TD e 1 intercetto e 2 sack subiti) non ha avuto una serata positiva ma è sempre stato pressato dalla pass rush di Philadelphia ed è grazie alla sua mobilità se il numero di sack non è stato maggiore. Il QB di Tampa non è stato assistito neanche dal gioco di corsa, dove White ha totalizzato 38 yard in 14 corse (misera media di 2.7 a portata) Ad eccezione di Evans (5 ricezioni per 60 yard e 1 TD) anche il corpo ricevitori non è stato all’altezza del proprio potenziale (Godwin 3 ricezioni per 32 yard).

La difesa ha retto decisamente meglio, anche se man mano ha dovuto cedere nel punteggio e nelle yard subite. Devin White ha mantenuto i suoi standard mentre la pass rush non ha mai impensierito seriamente il QB avversario (1 solo sack) La secondaria ha subito eccessivamente le giocate dei ricevitori opposti (nonostante i 2 intercetti in situazioni critiche di campo) e anche sulle corse il front seven non è mai stato in grado di contenere le giocate avversarie (201 yard sul terreno)

Gli Eagles partivano con i favori dei pronostici e hanno saputo mantenere le aspettative; l’attacco ha mosso il pallone sempre molto efficacemente e in modo bilanciato (472 yard totali, 271 su lancio e 201 su corsa) Hurts (23 su 37, 277 yard con 1 TD e 2 intercetti) ha ben diretto un attacco produttivo (6.1 media a gioco e 1 solo punt) in cui si è distinto Swift nel gioco di corsa (130 yard in 16 portate) ben coadiuvato dal compagno di reparto Gainwell (43 yard) Tra i ricevitori il protagonista è stato Brown (9 ricezioni per 131 yard) con valide “spalle” in Smith, Goedert e Zaccheaus. La difesa è sempre stata asfissiante coprendo efficacemente sia le corse che i lanci e mettendo costantemente sotto pressione Mayfield.

L’esito del match non è mai stato in dubbio e Sirianni ha dimostrato di guidare un team di primo livello con tutte le intenzioni di ripetere la positiva scorsa stagione anche se la concorrenza nella NFC rimane numerosa e di alto livello. I Buccaneers arrivavano alla partita con l’umore altissimo supportato da buone prestazioni, sia in attacco che in difesa, ma contro avversari non di prima fascia (Vikings e Bears). Philadelphia ha pochi aggiustamenti da fare, è già in testa alla propria Division è solida sia in attacco che in difesa e ben allenata dal proprio coaching staff; nella prossima giornata se la vedrà contro Washington (2-1) in un classico duello divisionale che si giocherà tra le mura amiche del Lincoln Financial Field. Tampa avrà poco tempo per leccarsi le ferite della sconfitta e dovrà volare a New Orleans dove affronterà i Saints (2-1) in un altro, ennesimo, episodio di una rivalità storica che si rinnova negli anni.

La franchigia della Louisiana dovrà fare a meno del QB Derek Carr, infortunatosi nella partita contro i Packers, e schiererà Jameis Winston, vecchia conoscenza dei Buccaneers (prima scelta assoluta nel 2015) Il match del Caesars Superdome vedrà quindi di fronte due “first pick overall!” essendo stato Mayfield prima scelta assoluta di Cleveland nel 2018. Il match si annuncia equilibrato ed avvincente con entrambe le squadre che puntano a mantenere la testa della division. Se i Buccaneers vorranno spuntarla dovranno decisamente migliorare in attacco dove hanno evidenziato un playbook prevedibile e non certo spumeggiante. Il periodo delle sfide decisive è già iniziato e Philadelphia e Tampa devono combattere con le altre squadre della NFC per migliorare il loro record e poter recitare un ruolo da protagonista nella stagione NFL!

Roberto Abelli

Tifoso Bucs dal 1984 Ex giocatore ed ora coach Appassionato di football NFL e NCAA

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