Doug Pederson è il nuovo head coach dei Jacksonville Jaguars

I Jacksonville Jaguars si sono presi molto più tempo di quello che ci si potesse aspettare per poter scegliere il proprio nuovo head coach e dopo una scelta molto ponderata (?) è stato ufficializzato il nome di Doug Pederson.

Pederson è un coach di tutto rispetto, basti pensare che il suo nome è legato indissolubilmente all’unica vittoria, al momento, di un Super Bowl da parte dei Philadelphia Eagles ed è uno dei soli trentaquattro – ripeto TREN-TA-QUAT-TRO – head coach ad aver vinto il Championship finale. Solo questo basta per garantirgli a vita un contratto durante per tutto il proseguo della sua carriera.

Eppure la scelta di Doug Pederson da parte dei Jacksonville Jaguars è stata molto travagliata in quanto non è sembrato quasi in nessun momento il favorito principale per la sideline. Per questo motivo è visto da molti – compreso il sottoscritto – come un ripiego piuttosto che una prima scelta. Dan Quinn è stato il primo a rifiutare di fatto la “panchina” dei Jaguars a cui sono andati a ruota Nathaniel Hackett e Matt Eberflus che si sono accasati rispettivamente a Denver e Chicago nonostante Jacksonville su di loro si fosse mossa con molto anticipo rispetto alle altre franchigie. Il candidato cardine tuttavia per questo nuovo corso sembrava essere il figliol prodigo pronto a tornare a casa Byron Leftwich. In quel di Jacksonville era arrivato giovanissimo nel 2003 scelto come numero sette al primo giro del draft dello stesso anno ed era pronto a tornarci come nuovo guru offensivo del team. Le cose non sono andate come sembravano dovessero andare. Eppure le parti sono state molto vicine, estremamente vicine. Leftwich ha parlato in maniera fitta per una intera settimana direttamente con i proprietari della franchigia, Tony e Shahid Khan, ma pare che la trattativa si sia arenata su uno scoglio insormontabile: la presenza di Trent Baalke come general manager. Leftwich avrebbe chiesto di fatto che questi venisse esautorato, i Khan non l’hanno accontentato. Fine della trattativa e virata decisiva su Doug Pederson.

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La figura di Trent Baalke è da tempo sotto le luci della ribalta già dai tempi dei 49ers quando portò di fatto Jim Harbaugh a “scappare” a Michigan abbandonando la NFL. Uscito dai radar del ruolo per diventare un executive a Jacksonville è rispuntato fuori nel 2021 come general manager proprio dei Jaguars. Particolarmente amato dai tifosi, ovviamente un eufemismo, non ha particolari fortune nemmeno con i vari head coach o candidati tali. Fin dal licenziamento di Urban Meyer era evidente come nonostante da una parte vi fosse la possibilità di lavorare con Trevor Lawrence dall’altra vi fosse una problematica Baalke da sormontare. Tutt’altro che facile.

Curioso che un coach che goda di tanta considerazione come Doug Pederson abbia deciso di accettare laddove molti altri smaniosi di voler finalmente avere la propria prima occasione da capo allenatore hanno desistito. Che non abbia avuto tutto quell’appeal che a detta di molti avrebbe dovuto avere? Effettivamente non tutte le squadre lo hanno cercato ed anche chi lo ha fatto dopo un primo colloquio ha poi abbandonato la pista. Le problematiche sorte nella gestione dello spogliatoio Eagles, le difficoltà relazionali con il proprio franchise quarterback urlata ai quattro venti e l’incapacità di riformare uno staff offensivo di livello dopo la partenza di Frank Reich per Indianapolis ha fatto scattare un campanello d’allarme a molti. Non a Jacksonville a quanto parte. Pederson ha già avuto modo di lavorare con un general manager piuttosto invadente e protagonista come è Howie Roseman agli Eagles. A Philadelphia alla prima difficoltà Roseman non ha atteso un attimo per lasciare tutte le colpe degli insuccessi sull’head coach e a Jacksonville difficilmente potrebbe essere il contrario in caso di fallimento.

Riguardo alla carriera da coach di Pederson c’è ben poco da dire dato che ha iniziato nella NFL nel 2009 proprio agli Eagles come coach offensivo sotto la guida di Andy Reid poi seguito fedelmente in quel di Kansas City. Dai Chiefs il volo di ritorno piuttosto piacevole a Philadelphia nel 2016 con la vittoria del Super Bowl appena l’anno dopo, in maniera beffarda prima del proprio mentore Reid che ci riuscirà solo due anni dopo.

Tornando al discorso di seconda scelta è ancora più emblematico come non vi sia stata praticamente nessuna mossa per cercare innanzitutto i coordinatori principali quando, in ottica assunzione, i team solitamente cominciano già a muoversi sulle indicazioni del nuovo head coach prima ancora di ufficializzarne la firma. In ottica offensive coordinator si parla dell’offensive assistant Press Taylor già coach sotto Pederson a Philadelphia e passato sotto Frank Reich la scorsa stagione. Altro nome è quello del QB coach dei Texans Pep Hamilton, accostato praticamente ad ogni team: un nome di assoluto livello che farebbe molto bene a Trevor Lawrence ma occhio alla sua possibile permanenza ai Texans. Come Defensive coordinator invece il nome è quello dell’ILB coach Mike Caldwell dei Buccaneers ma francamente pare una candidatura debole.

Pederson non avrà un compito facile. Dovrà portare entusiasmo in quel di Jacksonville dove ormai si sono abituati a prestazioni e stagioni mediocri, oltre a dover collaborare e convivere con un general manager come Trent Baalke che sarà più un problema che un aiuto. Ha Lawrence dalla sua, il quale si è detto entusiasta del suo arrivo. Almeno un qualcosa di positivo per iniziare…

Eugenio Casadei

Appassionato di calcio (Bologna) e trekking, segue il football assiduamente dal momento in cui vide giocare Peyton Manning con la maglia orange di Denver, divenire tifoso Broncos una naturale conseguenza. Scrive la rubrica settimanale "Indiscrezioni di mercato NFL" in offseason e la "Top Ten" in regular season con grande divertimento e passione.

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