Vittoria meritata (Minnesota Vikings vs Los Angeles Chargers 27-20)

Vittoria meritata dei Minnesota Vikings al SoFi Stadium di Los Angeles contro i Chargers.

Cronaca

Nell’ennesima partita giocata sul filo dell’equilibrio, i Vikings stavolta riescono a vincere.
Il primo periodo vede le due difese protagoniste costringere gli attacchi avversari a ricorrere al punt, finchè, all’inizio del secondo periodo, Greg Joseph mette a segno un FG da 46 yard portando Minnesota in vantaggio subito dopo l’inversione di campo. I Chargers replicano con un FG di 46 yard di Hopkins, ma nel possesso seguente i Vikings tornano avanti con un altro FG di Joseph da 30 yard.
Il primo scossone alla partita arriva nel successivo possesso di Los Angeles in cui un Justin Herbert insolitamente dimesso si vede intercettare da Eric Kendricks un pass inteso per Keenan Allen. Il conseguente possesso sulle 31 yard dei Chargers permette a Kirk Cousins, dopo un gran passaggio a Justin Jefferson, di chiudere il drive con un TD pass di 5 yard per Tyler Conklin.
Lo svantaggio di dieci punti provoca finalmente una reazione orgogliosa di Herbert, che gestisce un lungo drive che si conclude con un breve rush di Larry Rauntree in end zone. Fino alla chiusura del periodo non succede altro e si va al riposo con Minnesota avanti 13-10.

Il terzo periodo inizia con un buon drive condotto da un Justin Herbert finalmente all’altezza delle sue abituali performances, che dopo aver conquistato diversi primi down grazie ad un’ottima sequenza di passaggi, effettua un pass di 2 yard per mandare Austin Ekeler in End-zone, portando i Chargers per la prima volta in vantaggio 17-13.
Tra la fine del terzo e la prima metà del quarto periodo però sale in cattedra Kirk Cousins, che nei due possessi successivi manda in TD prima Conklin con un pass da 1 yard e poi Delvin Cook con una corsa breve riportando il vantaggio a dieci punti: 27-17. Nel tempo che resta i Chargers devono accontentarsi di un FG da 24 yard per poi lasciare l’ovale nelle mani di Cousins che gestisce l’ultimo possesso consumando i quattro minuti e mezzo residui.

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Commento

Gli ambiziosi Chargers dell’astro nascente Justin Herbert questa volta non sono riusciti a ripetere le belle prestazioni che hanno caratterizzato finora la loro stagione. Molta parte del merito va ai Vikings, che hanno confermato di essere una squadra difficile da piegare, come testimoniano tutte le partite precedenti, concluse tutte con scarti minimi sia nel bene che nel male.

Oggi è stata la grande giornata di Kirk Cousins, che prescindendo dalla statistica finale, buona ma non eccellente (25 su 37 per 294 yard e 2 TD) ha messo in campo tutta la sua esperienza nella gestione dei possessi e del tempo e una notevole freddezza quando si è trattato di convertire dei “terzo e lungo” e un paio di quarti down.
Una validissima mano gli è stata data da tutti i suoi ricevitori, su tutti un eccellente Justin Jefferson (9 catches su 11 per 143 yard) e il “solito” Adam Thielen (5 su 7 per 65 yard) ma Cousins ha potuto contare anche sull’apporto di tutti gli altri, compreso Tyler Conklin, che ha ricevuto due volte in TD.
Il resto lo ha fatto Delvin Cook, con 94 yard guadagnate con 24 portate.
Nota negativa nella prestazione dell’attacco viola è stata l’incapacità di chiudere in end zone due possessi all’interno delle 5 yard dei Chargers vanificati dall’ottima “goal line defense” di Los Angeles
Inoltre, se Herbert e compagni hanno prodotto yard e punti al di sotto del loro standard, non si può non riconoscere i meriti della difesa, che ha sottoposto il giovane QB dei Chargers ad una pressione ossessiva.

Per i Chargers una sconfitta che può rivelarsi un utile lezione di umiltà, anche per il suo giovane QB. Herbert non ha giocato con la sicurezza che è una delle sue caratteristiche più spiccate: è partito in sordina e può aver accusato il colpo per l’intercetto di Hendricks costato poi il TD del 13-3.
In seguito ha ripreso coraggio guidando due buoni drive che hanno permesso ai Chargers di restare in partita, ma è rimasto comunque lontano dal suo livello abituale (solo il 58,9% di completi per 195 yard).
La difesa ha subito un po’ troppo le incursioni di Delvin Cook e soprattutto è stata in grande difficoltà nel contrastare il gioco aereo dei Vikings, in special modo quando Cousins ha lanciato sul profondo In realtà, in una partita in cui le due squadre si sono equivalse, alla fine ha prevalso la compagine che si è dimostrata più solida e, in particolare, tra i due registi, ha avuto la meglio Kirk Cousins, che ha messo in campo tutta la sua esperienza, infondendo sicurezza a tutta la squadra.

In conclusione una partita che non ridimensiona troppo le ambizioni dei Chargers, che possono ancora competere per l’accesso alla post-season in una division che si fa sempre più equilibrata e nella quale conteranno molto gli scontri diretti: il talento non manca e l’esperienza arriverà anche attraverso sconfitte come quella di oggi. Per i Vikings, con un record ancora negativo e con i Packers lontani, c’è la possibilità di concorrere per una wild-card: è una squadra che ha dimostrato di potersela giocare alla pari con tutti, come dimostrano le sconfitte tutte di misura. Questa vittoria potrebbe risultare importante soprattutto per il morale.
Uno sguardo al futuro: i Vikings attendono la visita dei Packers per una partita difficilissima ma che, in caso di vittoria, potrebbe anche rilanciarli, mentre i Chargers cercheranno il riscatto, ancora sul proprio campo, contro gli Steelers, un’altra squadra alquanto ostica.

Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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