Fine della striscia (Denver Broncos vs Dallas Cowboys 30-16)

Con una partita magistrale i Denver Broncos interrompono la striscia di sei partite vinte dei Dallas Cowboys.

Cronaca

Il primo possesso di Dallas, grazie ad un return da 54 yard di Tony Pollard, parte dalle 47 di Denver, ma dopo aver guadagnato nove yard in situazione di “quarto e uno”, Dallas decide di non ricorrere ad un FG, ma Zach Elliott viene respinto dalla difesa di Denver che conquista il possesso ma è subito costretta al punt. Ripreso il comando delle operazioni, Dak Prescott, dopo una serie di giocate improduttive, azzecca un pass di 32 yard per Amari Cooper, poi però si ritrova sulle 20 del territorio dei Broncos per un quarto e due. Sarebbe un FG facile, ma anche stavolta si decide di giocare. Pass incompleto e nuovo turnover on downs.
Questa volta, però, Teddy Bridgewater imbastisce un drive in cui si affida alle ricezioni di Jerry Jeudy e alle portate di Javonte Williams e Melvin Gordon per concludere in endzone con una corsa di tre yard di quest’ultimo. Brandon McManus fallisce la trasformazione e si va sul 6-0.
Da qui alla fine del primo tempo Dallas colleziona tre three & out mentre i blu arancio del Colorado incrementano il vantaggio prima con Bridgewater che mette a segno un TD pass da 44 yard per Tim Patrick e poi con un Field Goal da 52 yard che questa volta McManus realizza.

Nell primo possesso del terzo periodo Denver è costretta al punt che sposta l’ovale di sole due yard, ma sulle 19 yard di Denver, Nahshon Wright, che aveva raccolto la palla, commette un fumble che restituisce il posseso ai Broncos. Bridgewater porta avanti un altro bel drive e in situazione di “quarto e uno” dalle nove yard di Dallas, si affida al manuale e opta per un comodo FG che McManus trasforma.
Nel seguito, sulla falsariga del primo tempo, assistiamo ad un’altra serie di three & out dei Cowboys intervallati da un altro TD di Bridgewater e coronato da una trasformazione da due e poi da un FG da 42 yard di McManus che porta Denver sul 30-0.
E’ solo nel “garbage time” che resta che finalmente Dak Prescott riesce a mandare due volte Malik Turner in end zone chiudendo, grazie alle trasformazioni alla mano, sul 30-16 finale, ma i Broncos erano già col pensiero alle docce.

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Commento

Dopo una promettente serie di sei vittorie, seguite all’onorevolissima sconfitta contro i Buccaneers all’esordio, i Cowboys cadono pesantemente all’AT&T Stadium di fronte ai Broncos autori di una partita magistrale. A dire il vero già domenica scorsa Dallas era stata meno brillante del solito vincendo, con l’aiuto di un po’ di fortuna, la sfida con i Vikings. Contro Denver invece nulla ha funzionato facendoci ricordare i disastrosi Cowboys della stagione passata. Il dato più raccapricciante è rappresentato dai primi down conquistati; zero in tutto il primo tempo, otto nel secondo, e soltanto negli ultimi due possessi, a partita ormai chiusa. Se non è un record, poco ci manca.
L’attacco è stato completamente improduttivo e i numeri lo dicono chiaramente. Prescott completa poco più del 42% dei passaggi e si tratta di un dato migliorato nel quarto periodo. Deficitaria la prestazione di Zeke Elliott che con le sue 50 yard in 10 portate alla fine risulta il più positivo della squadra, avendo guadagnato altre 25 yard in tre ricezioni. Disastrosa la partita dei ricevitori, che contribuiscono in maniera determinante alla statistica negativa di Prescott. Amari Cooper, che era stato tra i protagonisti del successo sui Vikings, porta a casa solo 37 yard con due ricezioni su cinque target, ma la delusione maggiore è arrivata da DeeCee Lamb che ha ricevuto solo due volte su nove target per la miseria di 23 yard.

Di una prestazione così deficitaria dell’attacco ha finito per pagarne le spese anche la difesa. Costretta a restare in campo per più di quaranta minuti e quindi sottoposta a turni stancanti, ha comunque fatto dignitosamente la sua parte, riuscendo a mettere a segno ben quattro sack, specialmente grazie al solito Micah Parsons, autore di otto tackle di cui due ai danni del QB, ben coadiuvato da Leighton van der Esch. In definitiva una giornata da dimenticare e da far dimenticare ai tifosi al più presto.

Se un’attenuante si può accordare ai Cowboys, questa è rappresentata dall’eccellente partita giocata dai Broncos e dalla prestazione di Teddy Bridgewater, un QB che forse è stato a lungo sottostimato.
E’ vero che non è dotato di un braccio super potente e non ama assumersi grandi rischi. Questo comporta che non guadagni moltissime yard ma, per converso, gli permette di mantenere ottime percentuali di completi. Anche a Dallas, con 19 completi su 28 tentativi ha guadagnato “solo”247 yard, anche se è riuscito comunque a realizzare almeno tre big plays, uno dei quali è stato un TD pass di 44 yard per Tim Patrick. A Dallas tutto l’attacco ha girato benissimo. dal momento che i due RB Javonte Williams e Melvin Gordon hanno contribuito rispettivamente con 111 e 80 yard al bottino di yard conquistate su corsa. Ottima anche la prova dei ricevitori con Tim Patrick (4/5 e 85yds) e Jerry Jeudy (6/8 e 69 yard) su tutti, ma tutta la batteria ha contribuito all’ottima performance di Bridgewater.

Sugli scudi tutta la difesa e questa non è una novità dal momento che fin dall’anno scorso era il reparto migliore di Denver. Se l’attacco di Dallas, e soprattutto, se la coppia Elliott-Pollard è stata limitata a sole 70 yard sulle corse, gran parte del merito va alla difesa, dove si sono fatti particolarmente notare Kareem Jackson e Jonathon Cooper. Menzione particolare per tutto il secondario che ha cancellato il gioco aereo di Dallas, salvo che nel quarto periodo, quando però la partita dei Broncos era finita.

Dallas è attesa dal confronto casalingo con Atlanta e a seguire dalla trasferta a Kansas City. Due partite che ci diranno se quello con Denver è stato solo un incidente di percorso e se i texani resteranno favoriti nella corsa al titolo divisionale. Denver riceverà gli Eagles e poi avrà il turno di bye. In una Division che si sta rivelando molto equilibrata verso l’alto, dovranno mantenere uno standard molto elevato per giocarsi l’accesso alla post-season, ma sembrano attrezzati per giocarsela.

Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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