NCAA Bowl Preview 2020: Fiesta Bowl

Pure in questa stagione travagliata ci sono molti Bowl NCAA in programma che ci terranno compagnia fino alla finale nazionale dell’11 gennaio e cercheremo di presentarvene il più possibile. Vi presentiamo il Fiesta Bowl tra Iowa State e Oregon.

INFO

Data: 2 Gennaio
Luogo: Glendale, Arizona
Stadio: State Farm Stadium
Dal: 1971
Conference Coinvolte: Group of five e College Football Playoff dal dicembre 2014

STORIA

Il Fiesta Bowl è uno dei bowl più prestigiosi nel panorama nazionale. Dal 1971 e il 2006 si giocò al Sun Devil Stadium a Tempe, Arizona per poi essere spostato nel nuovissimo State Farm Stadium di Glendale (stadio degli Arizona Cardinals).
Dal 1998, il Fiesta Bowl è entrato a far parte dei Bowl Championship Series (BCS) e prima del 2006 ogni quattro anni (più recentemente nel 2010) era designato come la partita che decretava il campione nazionale. A partire dalla stagione 2014, il Fiesta Bowl è diventato membro del College Football Playoff, ospitando una partita di semifinale ogni tre anni.
Il Fiesta Bowl è nato da inutili tentativi della Western Athletic Conference di ottenere inviti ai bowl per i suoi campioni. Nel 1968 e nel 1969, rispettivamente, i campioni Wyoming e Arizona State non ricevettero alcuna selezione per i bowl. L’anno successivo, l’Arizona State imbattuto fu ignorato dai principali bowl e dovette accontentarsi del meno prestigioso Peach Bowl. Il Fiesta Bowl quindi inizialmente forniva un posto automatico per il campione WAC. Nel suo primo decennio di esistenza, il Fiesta Bowl si giocava nell’ultima settimana di dicembre (incluso il pomeriggio del giorno di Natale dal 1976 al 1979).
Nel 1978, Arizona e Arizona State si unirono entrambi alla Pac-10 e il legame con il Fiesta Bowl con la WAC terminò quando il suo campione giocò il Holiday Bowl appena inaugurato. Da allora fino all’avvento della Bowl Coalition, i matchup del Fiesta Bowl in genere presentavano i secondi classificati delle principali conference e / o principali college indipendenti.

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Il bowl ha continuato ad attirare abbinamenti di alta qualità, quindi a partire dal gioco del 1981 il Fiesta Bowl è passato al giorno di Capodanno insieme ai principali bowl: Cotton, Orange, Sugar e Rose. All’epoca NBC aveva i diritti di trasmissione di Fiesta, Rose e Orange; il Fiesta è stato giocato per prima e ha avuto il calcio d’inizio della tarda mattinata. Fu il primo bowl ad acquisire uno sponsor del titolo quando divenne il “Sunkist Fiesta Bowl” a partire dal 1986.
Un importante passo avanti si ebbe dopo la stagione 1986, quando le due migliori squadre del paese, Miami e Penn State, accettarono di giocare per il titolo nazionale di fatto nel Fiesta Bowl.

Prima della partita del 1991, diverse importanti università rifiutarono gli inviti a causa della decisione dello stato dell’Arizona in quel momento di non festeggiare il Martin Luther King day. Tuttavia, nel 1992, il Fiesta Bowl fu invitato a partecipare alla Bowl Coalition, un predecessore del Bowl Championship Series. Ciò ha assicurato che il bowl avrebbe ospitato i principali campioni delle conference o prestigiosi secondi classificati e ha consolidato il suo status di grande bowl. Quando il Bowl Coalition fu riconfigurato come Bowl Alliance, il Fiesta fu inclusa come uno dei tre migliori bowl.
Nel 1996, ha ospitato di nuovo la partita che valeva il titolo nazionale con Nebraska Nr1 imbattuta e Florida Nr2 imbattuta. Nebraska vinse la partita per 62-24, il margine di vittoria più grande nella storia di una finale nazionale e il maggior numero di punti mai segnati in una partita valevole campionato nazionale.

31 Dicembre 2014 > Boise State vs Arizona 38-30 / 66896 spettatori
1 Gennaio 2016 > Ohio State vs Notre Dame 44-28 / 71123 spettatori
31 Dicembre 2016 > Clemson vs Ohio State 31-0 / 70236 spettatori
30 Dicembre 2017 > Penn State vs Washington 35-28 / 61842 spettatori
1 Gennaio 2019 > LSU vs UCF 40-32 / 69927 spettatori
28 Dicembre 2019 > Clemson vs Ohio State 29-23 / 71,330 spettatori

CURIOSITÀ

Ci sono stati tantissime edizioni memorabili del Fiesta Bowl, dopo aver parlato delle 2 finali nazionali non possiamo non nominare l’edizione del 2002 dove i campioni nazionali in carica e la Nr1, i Miami Hurricanes venivano da 34 vittorie consecutive con una delle squadre più talentuose della storia del football universitario fidava la Nr2 Ohio State che a sua volta veniva da 6 vittorie con un touchdown o meno e prima della partita veniva data sfavorita di 11,5 punti dai bookmakers. Alla fine dei tempi regolamentari la partita fini 17 a 17.
Nel primo possesso dell’overtime Miami segnò il TD con Kellen Winslow Jr su un 4°down. Nel possesso successivo dei Buckeyes su un 4&3 sulle 5 yard di Miami il QB Krenzel tentò un passaggio su Michael Jenkins che è stato ben difeso da Glenn Sharpe. I giocatori di Miami si sono precipitarono in campo per festeggiare, ma una chiamata di pass interference chiamata in ritardo e molto controversa su Sharpe ha fatto prolungare la partita. Nell’azione successiva Krenzel segnò facilmente, portando la partita al 2° overtime dove i Buckeyes segnarono con una corsa drammatica di 5 yard da parte di Clarett. Miami arrivò fino alla linea di 1 yard ma Donnie Nickey difese bene il passaggio di Dorsey nel 4°down. Fino ad oggi, i giocatori e i fan di Miami si sentono derubati di quello che avrebbe dovuto essere il sesto titolo nazionale del proprio ateneo.

Con LSU e Alabama in procinto di rigiocare il BCS Championship Game, gli occhi del mondo universitario erano sul Fiesta Bowl del 2011 che vedeva Oklahoma State al 3° posto e Stanford al 4° posto. Entrambe le squadre erano 11-1 e avevano delle legittime lamentele per essere state escluse dal Championship Game, ma hanno incanalato la loro frustrazione attraverso questa partita ad alto punteggio. Stanford è passata in vantaggio per 14-0 grazie ad un passaggio di touchdown da Andrew Luck a Ty Montgomery e un touchdown run di 24 yard da parte di Jeremy Stewart. Oklahoma State ha pareggiato la partita in poco più di due minuti e mezzo con due passaggi profondi di Brandon Weeden a Justin Blackmon. Le due squadre hanno chiuso il primo tempo in parità di 21-21. Nell’ultimo quarto Stanford segnò con 1 yard run TD con Stepfan Taylor portando il risultato sul 38-31 con 4:33 alla fine. Joseph Randle dei Cowboys pareggiò la partita, a fine dei tempi regolamentari il kicker di Stanford, Jordan Williamson sbagliò un FG da 35 yard. All’overtime Williamson sbagliò di nuovo un FG. Nel possesso dei Cowboys, dopo un passaggio di Weeden per Colton Chelf di 24 yard, da l’opportunità al proprio kicker Quinn Sharp di segnare il FG della vittoria, chiudendo la partita sul 41 a 38.
Nella scorsa edizione abbiamo visto la Nr11 LSU battere la Nr9 UCF che arrivava a questa partita con un record immacolato per 40 a 32.

EDIZIONE 2020

Iowa  State non finisce la stagione nella Top 25 da 20 anni, si troverà di fronte Oregon per concludere un’annata storica. I Ducks hanno un record di 4 vittorie e 2 sconfitte ma sono sembrati molto in forma nell’ultima partita giocata contro USC che ha regalato a Cristobal il secondo titolo consecutivo della Pac 12. L’incertezza davanti a questa partita è data anche dal fatto che i Cyclones ne hanno giocate quasi il doppio rispetto a Oregon (11 contro 6): sarà la squadra più “fresca” a prevalere? Oppure la squadra che si è allenata ed ha giocato di più?

Tra le file di Oregon il giocatore chiave è il defensive end Kayvon Thibodeaux, uno dei pass-rusher più pericolosi di tutta la nazione, mentre per Iowa State fari puntati su Breece Hall: se Oregon vuole vincere questa partita, fermare il forte running back di Matt Campbell sarà imperativo.

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Guido Semplici

College Football - Co-Host di Scusate il CFB, mi trovate anche su Podcast Verso il Draft e su Twitter.

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