Uno sguardo al 2017: Denver Broncos

A stagione conclusa, vi proponiamo la review della stagione 2017 delle trentadue squadre NFL. Oggi è il turno dei Denver Broncos.

COME DOVEVA ANDARE…

I Broncos erano una sorta di mina vagante in vista della stagione 2017, con una difesa sulla carta fortissima ed un attacco con una miriade di punti interrogativi, a partire dalla posizione più importante, quella di quarterback. Con l’arrivo di Jamaal Charles, il recupero di C. J. Anderson, la presenza di un atleta interessante come Booker e l’ingaggio della guardia Ron Leary e del tackle Menelik Watson, i Broncos speravano di aver dato all’offensive coordinator Mike McCoy abbastanza materiale per avere un running game quantomeno affidabile. L’aver un nuovo head coach, Vance Joseph, alla sua prima esperienza come capo allenatore, dava un ulteriore alone di incertezza ai Broncos, cui le proiezioni davano un record fra le 7 e le 8 vittorie, anche se, con un po’ di fortuna, l’accesso alla post season poteva forse non essere così irraggiungibile.

E COME E’ ANDATA…

A seconda di come volete veder il bicchiere, che rimane ampiamente vuoto, direi fra male e malissimo. I blu-arancio hanno illuso i tifosi con un successo all’esordio contro i Los Angeles Chargers, doppiato dalla miglior prestazione stagionale dell’intero team: un pesantissimo 42-17 inflitto ai Dallas Cowboys con Zeke Elliott. Poi è arrivato un primo campanello d’allarme, il k.o. subito a Buffalo, ma al quarto turno un nuovo successo contro i rivali di divisione degli Oakland Raiders sembrava rimettere in carreggiata Von Miller e soci. Dopo la bye però il team di coach Joseph entrava in una crisi profondissima, fatta di otto sconfitte consecutive, alcune delle quali veramente imbarazzanti, come il k.o. senza far neppure un punto nel “return match” con i Chargers, i 92 punti subiti in appena 7 giorni ad opera di Eagles e Patriots e lo stop casalingo contro i Giants, unico successo esterno per un team che ha chiuso la stagione 3-13. A dicembre arrivavano altri due successi, soprattutto grazie alla difesa e alla pochezza dell’avversario, contro Jets e Colts, ma il calvario per i tifosi in arancio e blu non era finito, visto che i Broncos chiudevano la stagione con altre due battute d’arresto contro Redskins e Chiefs.

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Lynch Broncos Chiefs

COSA HA FUNZIONATO…

Onestamente non molto. Il neo acquisto Ron Leary ha disputato un’ottima stagione nella posizione di guardia destra prima di andare k.o. nell’undicesima settimana. Bene ha fatto anche Demaryius Thomas, di gran lunga il miglior ricevitore del team, il quale, fra il problema alla caviglia che ha limitato Sanders e l’inettitudine degli altri receiver, si è trovato spesso a dover “far reparto” da solo. In difesa Von Miller ha vissuto un’altra stagione da incorniciare ma oltre a lui sono da menzionare anche il defensive tackle Shelby Harris e l’altro outside linebacker Shaquil Barrett. Il reparto migliore della compagine del Colorado è stato però il secondario, con Talib e Chris Harris Junior ancora una volta superlativi, aiutati dal bravo Bradley Roby e dall’ottima safety Justin Simmons.

E COSA NON HA FUNZIONATO…

a differenza della sua prima stagione da titolare, il regista Siemian ha lanciato più intercetti che touchdown e, con un rating di 73,3, è stato il peggiore fra i quarterback titolari dell’intera NFL a parte Kizer, il qb rookie dei derelitti Cleveland Browns. Il rushing game non ha mai trovato una vera continuità, e qui non sembra essere scevro da colpe un coaching staff che onestamente non ha convinto. In difesa è mancata la pass rush ad opera della linea, fattore che ha portato i Broncos a mettere a segno appena 33 sacks, il dato peggiore dal 2010. Fra i linebacker stagione negativa per Brandon Marshall, mentre Todd Davis è migliorato contro la corsa ma rimane un punto interrogativo sul passaggio. Male anche Shane Ray i cui errori hanno pesato più delle buone giocate.

Harris Broncos Jets

E ADESSO?

Sfumato il colpo grosso, l’arrivo del regista Kirk Cousins dai Redskins, i Broncos si sono comunque assicurati i servigi di Casey Keenum, reduce dall’aver portato i Minnesota Vikings ad un passo dal Superbowl. Keenum non è un fenomeno, ma è sicuramente anni luce meglio dei vari Lynch, Siemian o Osweiler. Dai Cardinals è arrivato il right tackle Veldheer, che dovrebbe aver risolto uno dei problemi della linea offensiva. La perdita di Talib, approdato ai Rams, creerà qualche grattacapo in più nel secondario, ma se i Broncos ritroveranno la pressione dalla linea difensiva il ritorno ai playoff potrebbe non essere troppo lontano.

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Un Commento

  1. Denver è un cantiere ancora aperto, e, da tifoso, credo siano ipotizzabili almeno 2 anni per tornare competitivi per i play off… non sono fan di Keenum, ma i problemi sono nella OL … senza quella vinci solo se hai Manning (ma si è ritairato)… in attacco c’è una nuova rivoluzione con Laery che torna nella posizione naturale e un nuovo LT adeguato, manca una G a sinistra che dia garanzie, manca un 3° ricevitore e un RB da tante corse e di peso … in difesa sono preoccupato della perdita di Talib che aveva fatto crescere tutta la secondaria, speriamo in Brock arrivato in FA e nel Draft per trovare il 3° Cb… per me i problemi della difesa rimangono gli ILB un po’ leggerini per aiutare sulle corse e piccoli per aiutare in copertura sui TE avversari… è arrivato Cravens ibrid-safety e sulla cara potrebbe aver risolto molti problemi … In ogni caso per i Bronco-fan si prospetta un altro anno di attesa che speriamo sia bene augurante in prospettiva…

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