NFL Preview 2026: Cincinnati Bengals

Dopo tre annate consecutive senza raggiungere i playoff, finalmente i Cincinnati Bengals sembrano essersi rimessi sulla strada giusta per raggiungere la postseason.

Lo scorso anno la franchigia neroarancio aveva scommesso tutto sulla capacità del nuovo defensive coordinator di far rendere da subito un gruppo giovane che aveva deluso e, come era prevedibile, i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Quest’anno il front office ha capito che, pur continuando a dare fiducia al coaching staff, doveva fare dei cambiamenti significativi nel roster difensivo e l’arrivo di Dexter Lawrence in cambio della pick n.10 del draft, ha messo il pilastro su cui ricostruire una delle peggiori difese della storia della NFL. L’hype conseguente di tutto l’ambiente (giocatori, media e tifosi) testimonia come questa scelta sia stata la chiave fondamentale per ambire ai playoff e si sa che, una volta raggiunti, Joe Burrow ti garantirà sempre una chance di vittoria contro chiunque.

OFFENSE

Finché i Cincinnati Bengals riusciranno a schierare un Joe Burrow sano e garantire la sua protezione, rappresenteranno un rompicapo ostico per qualsiasi defensive coordinator. L’offensive line coach, Scott Peters, è riuscito a mettere in piedi una linea affidabile: Orlando Brown Jr, Fairchild, Karras, Risner, Mims sono 5 elementi che hanno trovato il giusto affiatamento in pass protection, rendendo il gioco di passaggio dei Bengals uno dei più letali della lega. Le perplessità rimangono sulla profondità del roster in questo reparto: un solo veterano, l’onesto mestierante Cody Ford, un giovane al secondo anno, Jalen Rivers, e i rookie Connor Lew e Brian Parker II; insomma non proprio i backup che uno auspicherebbe di vedere in campo in caso di necessità. La firma di un free agent esperto di discreto livello darebbe sicuramente più tranquillità, dal momento che è statisticamente improbabile che questi starter restino tutti sani per il secondo anno consecutivo. Un altro punto debole è rappresentato dalla scelta tattica di Joe Burrow di giocare spesso e volentieri in shotgun, rendendo l’attacco molto più prevedibile e semplificando le letture dei pass rusher avversari. Un maggior uso della play action con partenza under center, agevolerebbe notevolmente il compito degli offensive tackle, come dimostrato nella scorsa stagione durante il periodo con Joe Flacco al timone.

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Negli ultimi 3 anni le squadre hanno messo a segno mediamente 47 giochi esplosivi usando la play action con partenza under center, Joe Burrow 1! Di fronte a numeri del genere non si può ignorare la necessità di un cambiamento nel playbook da parte del coaching staff. Questa soluzione tattica aiuterebbe anche il reparto dei running back, che è stato confermato in blocco, e che ha visto Chase Brown superare le 1.000 yard per la prima volta in carriera. Da vedere se migliorerà anche la capacità di conquistare sul terreno il corto yardaggio per chiudere il down, che è rimasto uno dei punti deboli di questo attacco. Resta di primissimo ordine il reparto WR-TE. Chase, Higgins, Iosivas e Gesicki sono delle garanzie assolute e il rientro, dopo un anno e mezzo per infortunio al ginocchio, del tight end Erik All Jr, rappresenterà una ritrovata freccia all’arco di Joe Burrow, con il valore aggiunto della sua qualità in fase di bloccaggio che renderà il reparto molto più equilibrato. I nuovi arrivi dal draft, Colbie Young e Jack Endries, andranno a garantire profondità in dei ruoli già molto coperti e ricchi di talento. Al netto di infortuni, l’attacco dei Cincinnati Bengals ha grandi possibilità di far vedere tutto il suo potenziale e, con l’introduzione di qualche innovazione tattica per diventare ancora più imprevedibile, affermarsi come uno dei più forti della lega.

DEFENSE

L’arrivo di Dexter Lawrence è il vero pilastro su cui si fonderà tutta la difesa della prossima stagione. Nella NFL attuale è indispensabile avere un defensive tackle capace non solo di fermare le corse, ma anche di mettere pressione al QB dal centro. Lawrence rappresenta esattamente quel tipo di giocatore, quello che mancava ai Bengals dalla partenza di D.J.Reader, sia in termini di leadership, che in termini di utilità in campo. La partenza di Trey Hendrickson, fortissimo pass rusher ma monodimensionale, verrà compensata dagli arrivi del free agent Mafe, dal rookie Howell e, si spera, dalla crescita di Murphy e Stewart. Questo variegato committee potrebbe dare quella variabilità e imprevedibilità che spesso sono mancate nelle passate stagioni e sicuramente godrà dei benefici della pressione dall’interno che Lawrence, BJ Hill e il nuovo arrivato Jonathan Allen riusciranno a portare.

La defensive line è un reparto in cui Cincinnati ha investito tantissimo e che rappresenterà il punto di forza della prossima stagione, fornendo non solo talento, ma anche profondità e varietà di schemi, infatti, visto il personale a disposizione, non è da escludere che possano schierarsi anche con il 3-4 rispetto al tradizionale 4-3 usato ormai da molti anni in casa Bengals. Questa soluzione tattica vedrebbe Howell come principale indiziato a scalare in certe situazioni di gioco per rafforzare il reparto linebacker composto da Knight Jr e Carter, che più di tutti hanno pagato la loro inesperienza nella passata stagione. L’auspicio è che con molti snap accumulati nel loro anno da rookie e con una defensive line finalmente di livello, anche i due giovani linebacker possano fare un salto di qualità, anche perché l’assenza di backup di livello nel ruolo, ad eccezione forse di Oren Burks, non permette grandi alternative. In secondaria, l’arrivo da Kansas City della safety Bryan Cook, il migliore nel suo ruolo disponibile in free agency, può essere la soluzione per sistemare un reparto giovane e talentuoso, ma che finora non ha prodotto i risultati sperati, anche a causa dell’assenza di un leader che li guidasse. Turner II e Hill saranno i cornerback titolari, con il rookie Tacario Davis che cercherà di ritagliarsi un ruolo a stagione in corso e durante le chiare situazioni di passaggio.

L’inserimento di alcuni giocatori non solo di esperienza, ma con grande carisma, come Lawrence, Cook e Allen, potrà aiutare Golden a superare i momenti critici di certe partite e certe fasi della stagione che, nella passata stagione, hanno visto invece affondare la difesa senza nemmeno dare l’impressione di lottare. Durante il training camp ci saranno molte lotte interessanti per conquistarsi un posto a roster in defensive line e non è da escludere che qualcuno (Slaton?) possa essere tradato per aumentare la profondità in altri reparti. Questa difesa non sarà tra le migliori delle NFL, ma per lo meno non dovrebbe rappresentare un handicap, come nella passata stagione, che faceva perdere delle partite in cui l’attacco aveva segnato più di 40 punti.

SPECIAL TEAM

Seppur in un paio di partite il punter Ryan Rehkow e il kicker Evan McPherson abbiano commesso errori decisivi che hanno contribuito alla sconfitta, sono comunque due specialisti di buon livello che garantiscono una discreta affidabilità. McPherson si è ben comportato nei field goal non sbagliando mai sotto le 50 yard, ma ha commesso qualche errore di troppo nella trasformazione dei punti addizionali. La posizione di ritornatore sarà come sempre oggetto di battaglia durante il training camp, con Charlie Jones favorito, ma bisognerà vedere se, complice anche la sua propensione agli infortuni, qualcun altro riuscirà a ritagliarsi un ruolo in queste posizioni.

COACHING STAFF

In una AFC North con tutte le rivali divisionali che hanno cambiato Head Coach, ancora una volta a Cincinnati ha prevalso la linea della continuità. Zac Taylor è arrivato alla sua ottava stagione e, in caso l’obiettivo playoff non venga centrato, difficilmente ne vedrà un’altra in Ohio. L’alibi dell’assenza di Joe Burrow, troppo spesso addotto nelle passate stagioni, non lo esime dalle colpe di non riuscire a garantire un livello di gioco accettabile anche senza il suo QB titolare e soprattutto a mostrare una varietà di schemi che una formazione che gioca insieme da anni dovrebbe eseguire con facilità visto il talento a disposizione. Il playbook dei Bengals resta molto “scolastico”, puntando più sulla precisione nell’esecuzione che sull’imprevedibilità nell’applicazione e basta che i suoi principali interpreti non siano nella forma migliore per incepparsi.

L’offensive coordinator, Dan Pitcher, sta acquistando popolarità in NFL per la sua capacità di disegnare gli schemi, al punto da essersi guadagnato in questa offseason le prime interviste per il ruolo di Head Coach, e alcuni tifosi lo vorrebbero incaricato di chiamare i giochi al posto di Taylor, cosa che però difficilmente avverrà. L’offensive line coach, Scott Peters, deve continuare a far vedere i progressi mostrati nella seconda fase della stagione, in particolar modo nel running game che ha ancora ampi margini di miglioramento. Interessante sarà vedere quanto sarà in grado di sviluppare i giovani presenti nel reparto qualora siano chiamati in causa. Il ruolo più attenzionato dopo Taylor sarà sicuramente quello del defensive coordinator Al Golden, che nella prima parte di stagione ci ha capito davvero poco, guidando una difesa che, ad un certo punto, è stata statisticamente la peggiore della storia della NFL.

Una serie di aggiustamenti in corsa e delle avversarie più agevoli nella seconda parte della regular season, hanno migliorato la situazione, garantendogli la riconferma, ma dovrà dimostrare di riuscire a mettere a frutto i numerosi innesti difensivi che gli sono stati messi a disposizione in offseason. In particolar modo dovrà mostrare più aggressività e capacità di mettere pressione ai quarterback avversari, viste le numerose e varie opzioni su cui potrà contare in pass rush. Nessuna novità invece per gli special team con la conferma del veterano Darrin Simmons, che rappresenta una certezza in casa Bengals.

Record previsto 11-6

Questa volta la dirigenza dei Bengals ha mostrato la volontà di mettere insieme una squadra competitiva con delle mosse che non hanno precedenti: scambiare la decima pick assoluta per Lawrence e ristrutturare il contratto di Joe Burrow per aumentare il salary cap a disposizione e lasciarsi aperta la porta per la firma di ulteriori giocatori, magari a stagione in corso. In una division con molte incognite e una AFC senza squadre nettamente favorite, i Cincinnati Bengals possono giocarsi le loro carte non solo per raggiungere i playoff, ma per rendere la vita dura a qualsiasi avversario. La mancata riconferma di Trey Hendrickson poteva essere vista come il solito segnale di austerità e invece a questa hanno fatto seguito delle mosse mirate che hanno sicuramente rappresentato un upgrade del reparto difensivo rispetto alla passata stagione. L’euforia si percepisce in tutto l’ambiente e dovrà essere bravo Zac Taylor a sfruttarla, magari mettendo a segno una prima parte di stagione migliore di quella degli ultimi anni.

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Burrow ha dichiarato che è il roster più forte in cui abbia giocato finora e che le sensazioni sono le stesse che percepiva prima della vittoriosa stagione a LSU; naturalmente sono dichiarazioni un po’ di circostanza, ma che dimostrano la sua maggior fiducia rispetto ad esempio alla passata stagione. Questi Bengals non sono una squadra completa, alcuni reparti sono molto talentuosi e profondi (QB,WR,TE) e altri sono scarni se non addirittura delle vere e proprie scommesse (LB,DB,OL), ma sicuramente inizia a vedersi la luce in fondo al tunnel degli ultimi tre anni bui, che hanno allontanato la squadra dalla posizione di costante contender che le si attribuiva dopo le stagioni 2021 e 2022. Gli alibi sono finiti, il coaching staff deve dimostrare di essere un valore aggiunto e governare la squadra anche nei momenti di difficoltà, perché questa formazione deve vincere anche grazie a Zac Taylor, non nonostante Zac Taylor, altrimenti è evidente che si debba cambiare l’head coach.

I nostri voti

Offense - 9
Defense - 7
Coaching staff - 6

7.3

In una division con molte incognite e una AFC senza squadre nettamente favorite, i Cincinnati Bengals possono giocarsi le loro carte non solo per raggiungere i playoff, ma per rendere la vita dura a qualsiasi avversario.

T.Shirt e tazze di Huddle Magazine Merchandising

Giorgio Prunotto

Appassionato da 30 anni di football americano e dei Cincinnati Bengals, stregato dal design del loro casco, dalle magie di Boomer Esiason e dalla Ickey Shuffle.

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