Dopo una stagione inaspettata dal punto di vista dei risultati, i San Francisco 49ers hanno cercato di rinforzarsi in varie zone del campo per limare la distanza che ancora è presente dai Los Angeles Rams e i Seattle Seahawks. Non c’è stata una rivoluzione voluta da alcuni tifosi, ma si continua con la costruzione e il potenziamento di un roster che ha sorpreso tantissimo. I 49ers sono infatti arrivati al secondo turno dei playoff nonostante fossero martoriati da una pletora di infortuni quasi infinita, culminata con la rottura del tendine d’Achille subita da George Kittle contro gli Eagles proprio ai playoff. Nonostante gli enormi problemi, Shanahan è riuscito a costruire un roster unito e pronto a superare i propri limiti. Con un lavoro buono durante la off season, ma sicuramente non completo, sulla carta San Francisco resta ancora la terza forza della sua Division e paradossalmente tra le squadre più forti dell’intera Conference.
OFFENSE
Iniziamo con il ruolo del quarterback: nonostante l’infortunio al piede, Brock Purdy ha continuato a crescere ed è ormai diventato un giocatore su cui poter fare affidamento ad occhi chiusi. Un bel vantaggio, visto che occupa il ruolo più importante del football NFL. Brock, per quanto possa non piacere, è una sicurezza assoluta e uno dei perni dei San Francisco 49ers. Con una stagione senza infortuni di sorta, potrebbe fare un ulteriore passo in avanti nella sua carriera. Ci sono tutte le prospettive per farlo. Dietro di lui un’altra sicurezza: Mac Jones è il miglior backup QB dell’intera lega, e lo ha pienamente dimostrato la scorsa stagione tenendo in piedi la squadra proprio quando Purdy era ai box per infortunio. La franchigia non l’ha ceduto, continuando a chiedere una prima scelta per farlo. Non essendo arrivata, i San Francisco 49ers si trovano ancora in casa un QB di affidamento assoluto. McCaffrey guiderà ancora il reparto dei running back: l’ex Stanford resta l’arma offensiva principale della squadra. Nessun dubbio sulle qualità assolute sia su corsa sia in ricezione (resta uno dei migliori nel mix dei due aspetti), ma va gestito con accuratezza. Gli anni passano e i chilometri aumentano: forse servirà una gestione più oculata, specialmente durante la regular season. Per questo sarà fondamentale l’apporto di Jordan James, che ha giocato pochissimo la scorsa stagione, e del rookie Kaelon Black. Se anche solo uno di questi due riuscirà a convincere Shanahan, McCaffrey potrebbe avere meno portate in questa stagione.
Il reparto dei ricevitori è cambiato e sulla carta si è rinforzato: nulla da fare per Pearsall, che si è dovuto operare per il problema cronico al ginocchio; Lynch e Shanahan hanno puntato fortemente su un veterano come Mike Evans. L’ex Buccaneers è stato il colpo della free agency per la franchigia della California. Un ricevitore esperto che è ancora in grado di battere le difese in profondità. Serviva assolutamente. C’è poi il ritorno di Deebo Samuel, apparso in forma smagliante: vedremo quale sarà il suo apporto. E infine l’arrivo dal Draft del rookie De’Zhaun Stribling da Ole Miss. Scelto con la prima scelta del secondo round, ha giocato una preseason eccezionale dimostrando di avere sulla carta tutte le qualità e le caratteristiche per diventare in futuro un WR numero uno per questa franchigia. Kittle (che dovrebbe tornare dall’infortunio già da week 1) resta la sicurezza nel reparto tight end: da capire quale versione di Kittle avremo dopo il grave infortunio subito ai playoff. Chiusura sulla linea offensiva: qui ci sono i dubbi maggiori. Trent Williams, dopo altre beghe contrattuali, è rimasto, ma ha un anno in più sulle spalle. A destra resta Colton McKivitz, starter affidabile, ma sicuramente non un OT eccelso. Al centro ancora più dubbi: guardia destra resta Puni, come centro Brendel e a sinistra resta aperta la competizione. Non c’è ancora un giocatore che dia una sicurezza assoluta. Sarà una linea tutta da verificare e sarà fondamentale, visto che San Francisco giocherà due volte contro la difesa formidabile di Seattle e due volte contro LA, che può contare su Garrett e Aaron Donald.
DEFENSE
Una difesa che ha perso il suo coordinatore Saleh e che dovrà capire il più in fretta possibile i nuovi schemi di Raheem Morris. Anche qui c’è stato un colpo importantissimo in off season: San Francisco ha scambiato una terza scelta per Osa Odighizuwa, defensive tackle arrivato da Dallas che aumenta sensibilmente le capacità di pass rushing interne della squadra. Da capire poi come e quando torneranno due elementi che saranno fondamentali per la linea: parliamo di Nick Bosa e Mykel Williams. L’ex Ohio State è un edge rusher d’élite quando è al meglio, ed è la seconda volta che tornerà dopo un infortunio al legamento crociato del ginocchio. Fu devastante la prima volta, vedremo cosa darà questa volta. Più dubbi sul rookie della scorsa stagione che ha subito lo stesso infortunio: aveva dato segnali importanti specialmente contro le corse. Dubbi anche tra i defensive back: non sono arrivati investimenti sensibili, con Green e Lenoir che restano gli starter per quanto riguarda i CB esterni. Stout sarà il nickel, mentre Brown, Mustapha e Sigle ruoteranno come free e strong safety. Manca la star in questo reparto, ma è la filosofia di Lynch e Shanahan: investire sulla linea e aiutare le secondarie grazie alla pressione sui QB avversari. Il reparto dei linebacker è sulla carta formidabile: Fred Warner (anche lui al rientro da un grave infortunio) guida la difesa. Resta tra i migliori in assoluto nel suo ruolo. Al suo fianco è tornato Dre Greenlaw che nella sua esperienza passata ai 49ers era stato devastante. Occhio poi allo sviluppo del rookie Jaden Dugger: potenzialità atletiche infinite, potrebbe essere un diamante grezzo pronto a esplodere in futuro.
SPECIAL TEAM
Come kicker è rimasto Eddy Pineiro, autore di una stagione eccezionale, mentre come punter è arrivato Corliss Waitman, giocatore esperto e affidabile specialmente per quanto riguarda l’hang time dei punt. Il WR Jacob Cowing dovrebbe essere il ritornatore designato, ma occhio sempre a Deebo Samuel.
COACHING STAFF
Kyle Shanahan resta pienamente a capo di questa franchigia: può non piacere, ha i suoi difetti, ma ha cambiato il volto dei 49ers da quando è arrivato, diventando uno dei migliori head coach della lega. Resta il fardello di non aver ancora vinto nulla, con due Super Bowl persi contro i Chiefs di Mahomes e Reid. Non sarà mai apprezzato totalmente fin quando non riuscirà a indossare l’anello (il che potrebbe anche capitare con un’altra franchigia, prima o poi). Come detto, è arrivato Raheem Morris come defensive coordinator: un allenatore molto esperto e bravo che sulla carta non dovrebbe far sentire troppo la partenza di Saleh. Occhio poi a Klay Kubiak (OC) e K.J. Wright (coach dei linebacker): due tecnici molto giovani, ma decisamente interessanti da monitorare come possibili candidati head coach per altre franchigie.
Record previsto: 11-6
I San Francisco 49ers si presentano alla griglia di partenza della stagione con un roster ancora molto importante, anche se con un anno in più sulle gambe di tanti giocatori fondamentali per questa franchigia. Come detto, sono una delle squadre più forti di tutta la Conference, ma paradossalmente partono dietro a Seattle e ai Rams nella NFC West. La squadra di Shanahan è in ritardo di un paio di anni rispetto ai progetti delle rivali, e lo si vede anche nei rispettivi roster: manca qualcosa in difesa e soprattutto sulla linea offensiva per poter competere per vincere l’anello. Questo sulla carta, ovviamente. Resta fondamentale limitare al minimo gli infortuni che hanno devastato la franchigia nella scorsa stagione. Una previsione realistica vede una qualificazione ai playoff possibile, ma sarà difficile arrivare fino in fondo quando ci sono due corazzate come i Rams e i Seahawks.
I nostri voti
Offense - 8
Defense - 7.5
Coaching Staff - 8.5
8
I San Francisco 49ers si presentano alla griglia di partenza della stagione con un roster ancora molto importante, anche se con un anno in più sulle gambe di tanti giocatori fondamentali per questa franchigia.




