Review di week 3 UFL

Dopo la terza giornata, la classifica della UFL vede Dallas Renegades e Orlando Storm ancora imbattute. Ancora senza vittorie Louisville Kings e Columbus Aviators, ma le ultime buone prestazioni hanno evidenziato notevoli miglioramenti. Ecco come é andata partita per partita.

Louisville Kings – Orlando Storm 27-29 OT

La partita più bella della stagione, risolta agli shootout dopo un emozionante testa a testa in cui i Kings, ancora senza vittorie, hanno conteso fino alla fine la vittoria agli imbattuti Storm. Le due squadre si erano incontrate ad Orlando solo una settimana prima e gli Storm avevano vinto con merito. Sul campo amico, davanti a undicimila spettatori, i Kings hanno giocato un’ottima partita mostrando un efficace passing game che ha prodotto  375 yard alla media di 7,81 yard/attempt. Il giovane quarterback Jason Bean ha confermato le caratteristiche già evidenziate nella prima uscita: un buon braccio che gli ha permesso di completare passaggi in profondità alla bella media di 15 yard/completo, ma una affidabilità ancora da affinare, che si é tradotta in un non eccellente 52% di completi. L’altro fattore che va certamente migliorato é il gioco a terra che nelle due partite contro Orlando é stato poco utilizzato. Dall’altra parte Orlando, di solito run-oriented, ha incrementato il gioco aereo confermando un Jack Plummer molto affidabile con un buon 62% di completi per una media di 6,71 yard/attempt e 3 TD pass. A beneficiare della buona vena dei due registi sono stati, per Louisville Isaiah Winstead con 114 yard in 7 catches, Zac Davidson, il TE con 79 yard e 2 TD in 4 ricezioni e Lucky Jackson che con 6 ricezioni ha coperto 78 yard. Nelle file degli Storm invece spiccano le 113 yard di Chris Rowland e le 74 in 3 catches di K.J. Hamler. Non particolarmente ermetiche le due difese, che hanno concesso troppo al gioco aereo.

Si parte con Orlando in possesso che dopo sette minuti e 51 yard coperte deve fermarsi sulle 10 di Louisville per tentare un field goal che Michael Lantz fallisce da 28 yard. Louisville risponde a sua volta con un FG di Tanner Brown che da 51 yard non sbaglia. Il successivo possesso degli Storm é coronato dal successo e in apertura del secondo quarto Jack Plummer serve a Chris Rowland il TD pass di 8 yard che dopo il punto addizionale porta Orlando sul 7-3. Prima della chiusura del primo tempo i Kings mettono a segno un altro field goal da 27 yard, a cui risponde subito dopo Lantz con un calcio da 44 yard per il 10-6.

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Il terzo quarto comincia con Jason Bean che dimostra il proprio talento con 61 yard guadagnate con tre passaggi, l‘ultimo dei quali, di 23 yard pesca Zach Davidson  in endzone per il sorpasso. Plummer non ci sta e replica subito confezionando un drive da 66 yard che si conclude con un passaggio di 20 yard a Jashaun Corbin per riportare Orlando avanti per 17-13. Louisville ritorna in vantaggio in seguito a un pass di 13 yard di Bean per Lucky Jackson: 20-17 per la franchigia del Kentucky. Su questo punteggio si entra nell’ultima frazione quando Lantz impatta segnando un field goal da 40 yard. La replica dei Kings questa volta si esaurisce in un uirnover on downs sulle 48 di Orlando e Plummer con un passaggio di 40 yard per K.J. Hamler per il touchdown che porta Orlando sul 27-20. Seguono un turnover on downs a testa delle due squadre, con Orlando che fallisce la conversione di un “quarto e 23” coprendo solo 20 yard. La palla torna a Bean che consuma poco più di quattro degli ultimi cinque minuti per risalire il campo fino alle 6 di Orlando per poi servire a Davidson il passaggio per il pareggio.

Si va agli shootout e, dopo tre tentativi falliti a testa, al quarto tentativo Orlando vince per una penalità di 5 yard inflitta alla difesa di Louisville per un holding difensivo di Corey Mayfield.

D.C. Defenders – Houston Gamblers 45-7

I Gamblers, dopo la vittoria in fotofinish sugli Stallions, erano chiamati a una conferma, ma sono stati ridimensionati dai Defenders in una partita a senso unico che si é di fatto chiusa alla fine del primo tempo. Con i due QB Nolan Henderson e Hunter Dekkers entrambi infortunati, che si erano alternati nelle prime partite, coach Kevin Sumlin ha affidato le chiavi dell’attacco a Taulia Tagovailoa, fratello minore del QB dei Dolphins che l’anno scorso fece un paio di partite con gli Hamburgh Sea Devils nella lega europea. Il fratello d’arte però, complice una offensive line che ha concesso 4 sacks alla difesa avversaria, ha offerto una prestazione mediocre, concludendo con un modesto 21 su 40 per 171 yard e un intercetto. A parziale attenuante per l’attacco texano va riconosciuta la notevole prestazione della difesa dei capitolini che già l’anno scorso contribuì in modo determinante alla conquista del titolo. L’altra chiave della vittoria dei Defenders sta nell’eccellente gioco di corsa che ha prodotto 163 yard nette alla media di 6,04 yard/carry per merito soprattutto di Deon Jackson con 70 yard e un TD, supportato da Abram Smith con altre 37 yard in 9 portate. L’attacco dei Defenders ha giocato un mix equilibrato tra corse e passaggi e Jordan Ta’Amu ha contribuito con un discreto 15 su 27 per 173 yard e un TD pass.

La partita ha preso subito una piega favorevole ai campioni anche a causa dei troppi errori compiuti dall’attacco dei texani che, nel primo tempo, hanno commesso tre turnover, uno per fumble, uno per intercetto e il terzo per downs. I Defenders sono andati in touchdown al primo possesso grazie a una corsa di 60 yard di Deon Jackson che ha sorpreso la difesa dei Gamblers, poi hanno segnato un field goal da quattro punti che Matt McCrane ha realizzato da 60 yard. Sull’11-0 i texani non sono ancora riusciti a conquistare un primo down, ma conquistano un possesso grazie a Major Burns che intercetta nella propria endzone un tentativo di passaggio di Jordan Ta’Amu. I conseguente drive offensivo però si spegne per un fumble di Tagovailoa che viene ricoverato per D.C.da Bryce Thompson che riporta il football fino alle 32 di Houston. Ta’Amu non va oltre quattro yard e al quarto tentativo lascia a McCrane l’incarico di mettere a segno un field goal da 40 yard per il 14-0. Piove sul bagnato per i Gamblers, giacché Tagovailoa si fa intercettare da Gareon Conley che dalle proprie 30 fa un pick six da 70 yard per il touchdown che per effetto del calcio addizionale porta il punteggio sul 21-0. Prima del riposo, dopo un TOD di Houston con Taigovaloa sackato da Derrick Robertson, i Defenders segnano ancora con una corsa di 28 yard di Briley Moore.

Al ritorno in campo i Defenders segnano ancora un FG da 38 yard con McCrane chiudendo di fatto la partita. I Gamblers reagiscono con il loro primo touchdown ottenuto con un passaggio di 6 yard di Tagovailos a Justin Hall per il 31-6. Nell’ultima frazione, in pieno “garbage time”, i campioni infieriscono con altri due touchdowns, il primo di Briley Moore che riceve un passaggio di 20 yard di Ta’Amu, e il secondo di Abram Smith con un run di 15 yard.

Dallas Renegades – Columbus Aviators  28-23

I Renegades mantengono l’imbattibilità ma sono meno brillanti rispetto alle prime esibizioni e soffrono l’intraprendenza degli Aviators che pur giocando una buona partita devono incassare la terza sconfitta. Il giovane QB di Dallas questa volta si limita ad un 18 su 30 per sole 147 yard anche per merito della difesa di Columbus che concede poco all’offense texana, solo 225 yard totali, mentre l’offense Aviators gioca una buona partita soprattutto con il gioco aereo. Jalan McClendon completa il 72% dei passaggi con 2 TD passes, ma subisce anche due intercetti, uno dei quali riportato in endzone da Ajene Harris. Si gioca davanti a poco più di cinquemila spettatori e, vista la scarsa affluenza di pubblico alle tre partite casalinghe dei Renegades, c’é da chiedersi se sia stato giusto eliminare la franchigia di San Antonio che garantiva undicimila spettatori per privilegiare Dallas che, storicamente, non ha mai avuto grandi affluenze di pubblico.

Ma veniamo alla cronaca. Gli Aviators, a sorpresa, si portano in vantaggio al primo possesso con McClendan che serve un TD pass di 8 yard al RB John Lovett. Dopo un punt dei Renegades, gli Aviators hanno un’altra occasione per incrementare il punteggio, ma il tentativo di FG di Ryan Coe da 50 yard non va a buon fine. Intanto si passa al secondo quarto e Dallas pareggia al termine di un drive da 61 yard con un passaggio di 2 yard di Austin Reed per Deontay Burnett. Seguono un possesso improduttivo a testa, poi Columbus arrivata sulle 35 dei Renegades, al quarto tentativo opta per il field goal che questa volta Coe realizza da 50 yard per il 10-7. L’attacco di Dallas continua a non girare e dopo un three & out riconsegna l’ovale a McClendon che dalle proprie 13 tenta un passaggio che il CB Shaun Wade intercetta e passa al compagno Ajene Harris che riporta l’intercetto in endzone per il 14-10 che resta invariato fino al riposo.

Il primo possesso del terzo quarto é di Dallas che al termine di un lunghissimo drive di nove minuti copre 79 yard per chiudere con un TD run di una yard di Dae Dae Hunter per il 21-10 che mette un’ipoteca sulla vittoria finale, anche perché McClendon si fa di nuovo intercettare, questa volta dal safety Tra Fuellen che riporta fino alle 32 degli Aviators. Reed non si fa sfuggire l’occasione e, con l’aiuto anche di due penalties, chiude l’incontro con un passaggio di 2 yard ad Emmanuel Butler. Restano meno di tre minuti ma Columbus non si arrende e accorcia le distanze con una corsa breve di John Lovett che porta il punteggio sul 17-28 riaccendendo le speranze. Si entra nell’ultimo quarto con un possesso improduttivo a testa, poi, dopo l’ennesimo punt dei Renegades, McClendon imbastisce un buon drive in cui in cinque minuti risale per 73 yard fino alle 2 di Dallas e da lì serve ad Antwan Wells il TD pass di 2 yard per il 23-28 che rimane invariato perché la conversione da due punti non va a buon fine. Restano due minuti e Columbus prova a conservare il possesso tentando, senza successo, la conversione del “quarto e 12”. L’ovale torna ai Renegades che, nel territorio di Columbus, rischiano il minimi indispensabile per portare a termine la partita.

St Louis Battlehawks – Birmingham Stallions 34-30

Davanti a poco più di 20mila spettatori, minimo storico per i Battlehawks, i padroni di casa hanno sconfitto di misura gli Stallions al termine di una partita da due volti: un primo tempo dominato dalle due difese, o meglio determinato dai tanti errori di entrambi gli attacchi, e un secondo tempo che ha invece riservato azioni spettacolari in cui entrambi i quarterbacks hanno prodotto big plays. La partita, ha avuto comunque il pregio di mantenere alta l’attenzione del pubblico perché l’esito é rimasto incertissimo fino al finale. Nel gioco offensivo le due squadre hanno seguito scelte differenti: St Louis ha distribuito in modo abbastanza equilibrato le corse e i passaggi con una leggera prevalenza del gioco a terra, mentre Birmingham ha privilegiato il passing game, scelto nel 60% delle azioni. Per entrambe i risultati sono stati abbastanza deludenti per quanto riguarda il gioco a terra con medie inferiori alle 3 yard, mentre é andata meglio col gioco aereo in cui entrambe hanno prodotto più di 7 yard/attempt, dato migliorato nel secondo tempo, in cui si sono viste le azioni migliori. Bene le difese che hanno bloccato gli attacchi avversari al punto che tutte le segnature del primo tempo sono arrivate in seguito a turnovers. Singolare la partita del QB dei Battlehawks Harrison Frost: entrato per sostituire un Brandon Silvers in grande difficoltà, il trentenne QB da West Georgia ha lanciato due intercetti ai primi due tentativi di passaggio facendo un iniziale 0su 3 e completando solo al quarto tentativo, ma poi, superato lo sbandamento iniziale, ha  chiuso in crescendo lanciando per 3 TD con la fattiva collaborazione di Hakeem Butler che con 4 catches su 8 target ha coperto 146 yard e segnato un touchdown. Dall’altra parte Matt Corrall ha chiuso con un poco esaltante 16 su 33 ma con 2 TD passes e 243 yard nette avendo come terminale Deon Cain che con sole 3 ricezioni su 8 target ha guadagnato 116 yard. Dati statistici a dir poco contraddittori per una partita che ha avuto un’andamento bizzarro.

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Ma andiamo alla cronaca. Il primo possesso é di St Louis ma produce soltanto un punt. L’ovale passa nelle mani di Matt Corrall che al primo tentativo di passaggio si fa intercettare da Jordan Williams che fa un pick-six riportando in endzone per 10 yard. Seguono un punt a testa prima che Corrall incappi nel secondo intercetto, questa volta ad opera di Nevelle Clark, Tornata in possesso sulle proprie 26, St Louis arriva fino alle 36 di Birmingham dove al quarto down opta per il field goal che Tucker McCann realizza da 54 yard per il 10-0. Con gli Stallions in possesso si entra nel secondo quarto, ma Birmingham perde ancora la palla, questa volta per un turnover on downs. Questa volta i falchi non capitalizzano, anzi perdono a loro volta la palla perché Brandon Silvers si fa intercettare dal LB Tae Crowder che riporta fino alle 35 di St Louis, posizione dalla quale Corrall lancia il TD pass per il TE Jordan Thomas. Prima della fine del primo tempo arriva un altro turnover di Birmingham, questa volta per un fumble del runner Snoop Conner, che viene ricoperto sulle 12 di Birmingham da LaVonta Bentley. Nonostante la favorevole posizione di partenza però i falchi devono accontentarsi di un altro FG di McCann per il 13-7 che chiude il primo tempo.

Il terzo quarto inizia con un field goal di Jonathan Garibay da 34 yard che porta Birmingham a -3 sul 10-13. Intanto é entrato Harrison Frost che esordisce con un intercetto che Mario Goodrich riporta per 40 yard in endzone portando gli Stallions in vantaggio 16-13. Possesso di nuovo per i Falchi e Frost subisce il secondo intercetto: possesso a Birmingham sulle 37 di St Louis e gli Stallions vanno ancora in endzone con un rush di una yard di Anthony McFarland per il 23-13 I Battlehawks sono alle corde e fino alla fine del quarto il risultato rimane invariato. I l terzo quarto ha visto gli Stallions prevalere con 7 primi down a 1 e 102 yard contro 21. La partita sembra segnata, ma nell’ultimo quarto Frost fa un gran passaggio di 31 yard per Hakeem Butler che viene fermato a una yard dalla goal line, ma poi arriva il TD pass per Steven McBride per il 20-23 che rimette i Battlehawks in partita. L’esultanza é di breve durata perché subito dopo Matt Corrall fa a sua volta il big play con un passaggio a Deon Cain per un TD da 67 yard e riporta gli Stallions avanti di 10 sul 30-20. Mancano ancora dodici minuti abbondanti e Frost, che ha superato lo sbandamento iniziale, completa un passaggio di 64 yard ancora per Butler per riportare St Louis a -3. Il successivo drive degli Stallions si chiude con un punt che consegna il football a St Louis sulle 25 yard. Frost gestisce il drive affidandosi un po’ alle corse di Jarveon Howard e Kevon Latulas e un po’ ai passaggi per Hakeem Butler, Tyler Neville e Jahcour Pearson arrivando fino alle 11 di Birmingham. Da qui serve ancora a Neville il TD pass del 34-30. Restano da giocare meno di due minuti e Corrall, dopo un bel passaggio di 22 yard per Jaydon Mickens, lancia quattro incompleti per un altro TOD che permette a Frost di inginocchiarsi per chiudere la partita.

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Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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