I molti santi della Louisiana (Detroit Lions vs New Orleans Saints 33-28)

Dopo aver dominato i primi due quarti di partita, i Detroit Lions resistono al tentativo di rimonta avversario e strappano una vittoria on the road che li eleva ad assoluti padroni della NFC North, piazzandosi alle spalle dei due colossi della National Conference: 49ers e Eagles. La squadra del Michigan non aveva un record di nove vittorie e tre sconfitte dal 1962, più di sessant’anni fa.

I primi minuti di partita facevano presagire ad una gara a senso unico e dall’esito scontato, ma così non è stato. La prima marcatura porta la firma di David Montgomery, che porta la palla in endzone indisturbato, a seguito di una corsa da 40 yard di Jahmyr Gibbs.

Sam Laporta e Amon Ra St. Brown accrescono ulteriormente il vantaggio dopo aver ricevuto due ottimi lanci da Jared Goff che a Detroit sembra aver trovato la sua dimensione ed un coaching staff che guarda a lui come il quarterback presente e futuro dei Lions.

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La prima risposta dei padroni di casa arriva a metà secondo quarto quando Jimmy Graham riceve in endzone l’assist di Derek Carr e segna i primi sei punti della gara per i suoi. Il drive offensivo dei Saints è arrivato nella red zone soprattutto grazie ai grandi spunti di Alvin Kamara, che nel corso della partita diventerà il leader per rushing touchdowns nella storia dei Saints, e Chris Olave, ricevitore ventitreenne che alla sua seconda stagione nella lega sta facendo delle prestazioni incredibili, per numeri e qualità delle giocate.

Il secondo tempo si apre in modo esattamente opposto al primo però, con i Lions totalmente in balia dei Saints e con quest’ultimi capaci di muovere le catene con grande pazienza e meticolosità. I risultati si vedono immediatamente, New Orleans segna due rushing touchdowns che li portano a soli tre punti dagli avversari, riaprono la partita e riportano l’entusiasmo anche sugli spalti, tra le file dei loro sostenitori.

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I Saints però perdono malamente il pallone, lasciando a Goff e compagni il possesso in zona punti. Il turnover, il secondo della gara dopo l’intercetto del primo quarto, costerà caro ai padroni di casa che subiscono il quarto touchdown della gara e tornano a due possessi di svantaggio.

Svantaggio che si riduce con il secondo touchdown personale di Kamara, grazie ad una ricezione da opportunista puro di Chris Olave che sfrutta la deviazione di un difensore, che mette fuori causa il compagno pronto ad intercettare il lancio, per prendersi il primo down all’interno della linea delle cinque yard, tenendo vivo il drive offensivo.

La partita, però, non ha ulteriori colpi di scena. L’ultima offensiva dei Saints si traduce in un  nulla di fatto, Goff e compagni riescono a conquistare due primi down estremamente clutch e a lasciar scorrere il cronometro fino al fischio finale.

La gara che le due squadre in campo ci hanno regalato conferma quello che fino ad ora sapevamo: la grande solidità e resilienza dei Lions da una parte, i grandi giocatori d’attacco dei Saints dall’altra.

La partita dei Lions offre diversi punti su cui vale la pena soffermarsi. Al primo posto troviamo la performance di Sam Laporta, il rookie tight end ha preso tutti i lanci indirizzati verso di lui (9/9) compreso quello a meno di due minuti dal termine che ha consentito il raggiungimento del primo down, per un totale di 140 yard di ricezione e un touchdown. LaPorta ha la possibilità di battere non solo il record di touchdown per un rookie tight end dei Lions, ma quello di tutta la NFL. Un altro fattore che ha determinato la vittoria è stata la gestione dei cosiddetti ‘critical moments’. Coach Campbell ha optato, in due occasioni consecutive, per lanciare la palla con meno di due minuti restanti. Scelta che ha pagato ottimi dividendi grazie ai due completi di Goff che è preciso nonostante la pressione avversaria.

Infine ci sono la grande efficacia dei rushing play, utilizzati con notevole frequenza nel primo quarto, dove i Lions hanno espresso il loro predominio e indirizzato la gara nel modo per loro corretto e la capacità di rimettersi nella giusta carreggiata dopo la sconfitta rimediata la scorsa settimana contro i rinati Green Bay Packers, nel giorno del Ringraziamento.

Dopo aver sfiorato l’impresa lo scorso anno, Detroit è vicinissima a tornare ai playoff della NFL, ci tornerà con grande consapevolezza, vecchie certezze e nuovi innesti che hanno dato alla squadra la spinta che mancava. Sottovalutare i Lions, per quanto possa sembrare strano a dirsi, sarebbe un errore gravissimo.

Tiberio Favaretto

Entrato, di domenica, in un pub nel West End di Boston per un pranzo veloce, scopre di essere nel locale in cui si trovano i tifosi Bills a guardare la partita, si unisce ai canti e si fa trasportare dall'atmosfera unica e coinvolgente. Ne è tifoso da allora. #LetsGoBuffalo!

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Un Commento

  1. Mi permetto di sottolineare che se si fa un articolo di resoconto su una partita e non si dice che Derek Carr è uscito per infortunio prima della fine della partita si fa torto a chi legge…
    Non mi sembra una notiza di poco conto.
    Per il resto, tutto ok!

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