No Murray, no problem (Arizona Cardinals vs San Francisco 49ers 31-17)

Una partita senza storia quella tra i Cardinals e i 49ers, con la squadra di casa che è stata demolita da un attacco guidato da un McCoy in grande spolvero. Una prestazione senza punti negativi. James Conner è stato il mattatore della partita sia sulle corse che sui passaggi, riuscendo a sfruttare tutte le lacune della difesa di San Francisco. La stessa San Francisco che ha sbagliato troppo per poter vincere una partita del genere: sotto di 17 punti fin da subito, Jimmy Garoppolo non è riuscito nell’impresa. Una sfida che ha nettamente solcato la differenza tra i valori delle due squadre, con Arizona che ha dominato nonostante le tante assenze, tra cui Murray, Hopkins e Watt. Un chiaro segnale lanciato a tutta la lega da parte della squadra di Kingsbury, che dimostra di poter vincere in ogni situazione in questa stagione. Mentre la squadra di Shanahan da un’ulteriore prova di essere stata sopravvalutata un po’ da tutti in off season.

IL COMMENTO

I Cardinals hanno affrontato la partita nella maniera giusta, specialmente in attacco: approfittando delle nette difficoltà della difesa dei 49ers contro le corse (specialmente senza Kinlaw), il piano offensivo di Kingsbury, è stato quello di correre. Molto semplice. Non c’è da pensare troppo quando una cosa funziona: linea offensiva e Conner, hanno fatto un lavoro davvero eccellente. Una quantità di corse davvero buone per i Cardinals, che hanno saputo sfruttare al meglio il cronometro, tenendo sotto controllo la partita, fin dal primo snap. Colt McCoy ha disputato una splendida partita, coadiuvato da un play calling perfetto. Passaggi in ritmo, per lo più di corta-media gittata, sfruttando i cuscinetti lasciati dai difensori di San Francisco, preoccupatissimi della velocità di Moore e Kirk. Screen, quick pass laterali, davvero tutto perfetto. James Conner ha approfittato al meglio dell’infortunio di Edmonds, correndo in lungo e in largo e ricevendo benissimo la palla, sfruttando i blocchi perfetti della linea e segnando il touchdown che ha distrutto il minimo di momentum recuperato da San Francisco.

La linea difensiva ha messo in terribile difficoltà San Francisco, specialmente dopo l’infortunio di McGlinchey, che ha aperto un buco sul lato destro della linea, pienamente sfruttato da Markus Golden, autore di una splendida partita. Anche i vari Zack Allen e Chandler Jones hanno lasciato il proprio marchio sulla gara. Nonostante la pressione, i defensive back hanno sofferto le giocate di Aiyuk e del rientrante Kittle, che sono stati in grado di sfruttare le zone “morte” della difesa a zona dei Cardinals. La corsa dei 49ers è stata disinnescata, probabilmente più per il bisogno dei 49ers di dover recuperare tanti punti che per merito della stessa difesa. Comunque, l’obiettivo è stato raggiunto. Una vittoria importantissima per Arizona, non tanto per il record, ma per il tipo di vittoria. Senza, forse, i tre miglior giocatori della squadra, sono riusciti a dominare una squadra, che sulla carta, era favorita alla vigilia. Kingsbury ha la squadra e lo spogliatoio in mano, sa quello che fa ed è in grado di vincere anche senza il suo Quarterback titolare. Tanto di cappello. Un’ulteriore ventata di aria fresca nelle vele per questa squadra, che ora giocherà in casa contro Carolina, sperando di poter recuperare sia Murray che Hopkins.

Ora passiamo a San Francisco: da dove cominciare, un tifoso (come il sottoscritto) esce da una partita del genere con le mani nei capelli. Partiamo dai lati positivi: Jimmy Garoppolo è stato in grado di muovere bene l’attacco trovando bene sia Aiyuk che Kittle. Forse la miglior prestazione dell’anno di Jimmy, più di quella contro Chicago, che era stata di molto pompata dalle giocate di Deebo Samuel. L’intercetto lanciato nelle mani di Baker è un brutto errore, sia chiaro, ma non offusca una prestazione più che buona nel complesso. George Kittle torna dopo un infortunio e dimostra subito di essere fondamentale: una macchina da yard e ricezioni. Il fumble perso è pesantissimo, ma non si può biasimare George per la sconfitta. Aiyuk, finalmente, dà prova del suo talento, con ricezioni acrobatiche ed efficienti. Anche il suo fumble è pesantissimo e grave, ma va lodata comunque la sua prestazione, dopo un inizio di stagione alquanto deludente. Elijah Mitchell, per nulla cavalcato in questa partita, non molla mai e dà tutto sul campo, cosa che molti dei suoi compagni non fanno.

 

Ora, i lati negativi: la linea offensiva è stata deflagrata dalla pressione dei Cardinals. Senza il tanto vituperato McGlinchey, il lato destro della linea è stato devastato. Garoppolo non ha avuto vita facile, spesso pressato e messo in difficoltà nella tasca. La difesa, mamma mia la difesa. La linea non ha praticamente sfiorato McCoy, che ha avuto spesso la tasca pulita. Conner ha fatto quel che voleva, sulle corse e sugli screen, sfruttando le voragini create. Le secondarie non sono secondarie di livello NFL, sinceramente: errori di copertura, flag e tackle mancati inqualificabili. Proprio i tackle mancati sono quelli che fanno più innervosire, non si possono vedere certi errori in una lega di professionisti di questo livello, davvero ingiustificabili. Non è tanto il talento, ma sembra proprio che ci sia un problema alla base. Ryans, defensive coordinator, non sta dando i giusti sagnali e rischia seriamente di perdere il posto, soprattutto per certi errori così banali. Le flag per pass interference sono calate si, ma non si possono mancare così tanti tackle durante una gara. Shanahan sembra aver perso il timone della squadra ed è, al momento, l’altro lato della medaglia rispetto a Kingsbury: non ci sono idee, non c’è mai la sensazione che i 49ers riescano a vincere la partita. Non c’è davvero nulla e questo preoccupa terribilmente per il futuro. Non so se Kyle rischi il posto, forse dipenderà da Trey Lance, che resta una delle poche luci in quel di San Francisco. I 49ers non vincono una partita in casa da oltre un anno e ora andranno a sfidare i Rams, in un incontro che sembra improbo al momento.

Emiliano Guadagnoli

Sono un grande appassionato di football Nfl, seguo questo fantastico sport dal 2012. Sedotto e abbandonato da Kaepernick, tifo i San Francisco 49ers. Scrivo anche sui prospetti con la rubrica "La strada verso il Draft"

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