Battle of Ohio (Cleveland Browns vs Cincinnati Bengals 41-16)

La partita che mi accingo a commentare si svolge al Paul Brown Stadium di Cincinnati, dedicato al primo allenatore della squadra di Cleveland, da cui ha anche preso il nome (“Browns”) e fondatore dei Cincinnati Bengals, di cui è rimasto proprietario fino alla morte nel 1991 e che sono ancora in mano alla sua famiglia, nella persona del figlio Mike, ora presidente della franchigia.

Queste due squadre dunque si intuirà che, oltre allo stato di appartenenza, l’Ohio, non a caso questa partita è denominata “Battle of Ohio”, il colore arancione e la division, AFC North, hanno molto in comune anche nella ascendenza.

Di sicuro questo interessa relativamente ora a coaching staff e giocatori delle due compagini, entrambi affrontano un momento di dubbi e incertezze: i Bengals dopo la convincente vittoria contro i Ravens sembravano finalmente avviati a una stagione in cui si sarebbero affermati tra le migliori squadre nella AFC, ma puntualmente la settimana dopo hanno perso con i Jets guidati da Mike White e ieri sono stati schiantati dai Browns, anch’essi in un momento di difficoltà, dopo un inizio altalenante che non ci si aspettava a seguito dell’ottima corsa ai playoff della scorsa stagione e dei rafforzamenti in offseason, oltre a un training camp completo sotto coach Stefanski.

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Come se non bastasse, in settimana è esploso il caso Odell Beckham Jr, con il padre del ricevitore che ha postato sui social un video che mostrava tutte le volte che suo figlio, smarcato sul campo, non aveva ricevuto il pallone da Mayfield, e anche LeBron, vicino a Beckham, ha pubblicato un tweet chiusosi con l’emblematico hashtag #FreeOdell. Cleveland ha provato a scambiarlo fino al termine della trade deadline, ma non riuscitaci, ha convertito il salario in bonus perché non gravasse eccessivamente sul cap dei Brown e l’ha rilasciato.

Considerazioni

Di fatto la contesa è stata aperta solo fino al pareggio sul 7-7, raggiunto dai Bengals dopo il touchdown di Mixon. La partita offensiva di Joe Burrow e compagni era iniziata bene, marciando giù per il campo con relativo agio in 11 azioni, ma la bellezza del football sta anche nel fatto che da un momento all’altro un drive offensivo ben congegnato può andare in fumo per un fumble o un intercetto, ed è questo e altro che è successo: su 3rd & Goal alle 3 di Cleveland, Burrow ha voluto forzare la palla per Ja’Marr Chase nonostante dal replay fosse evidente che Denzel Ward avesse letto benissimo la out route corsa dal rookie wide receiver, difatti il cornerback intercetta il pallone e corre 99 yard per un pick six.

I Bengals come detto pareggiano il drive successivo con una corsa di Joe Mixon, al termine di un drive simile al precedente, fatto di 10 azioni per 70 yds, senza particolari ostacoli posti dalla difesa dei Browns, che nel complesso questa stagione, nonostante i nomi presenti a roster, non ha rispettato le aspettative.

Da questo momento in poi però i Browns segneranno altri 34 punti, i Bengals solo 9, indicativo di come la squadra di Cleveland sia stata superiore nelle due fasi di gioco a Cincinnati.

La pass rush dei Browns ha divelto la linea di protezione dei Bengals e dato la caccia a Burrow tutta la partita, colpendolo con 5 sack ma costringendolo soprattutto a scappare dalla tasca o liberarsi frettolosamente del pallone, rompendo il timing delle tracce. Soprattutto il fatto che i Browns siano scappati così presto ha forzato i Bengals ad abbandonare la scelta di schemi di corsa, ma anche screen, sweep, che permettevano a Burrow di liberarsi velocemente del pallone e annullare così la pass rush di Cleveland.

La secondaria dei Browns ha giocato una partita eccezionale, oltre al pick six di Denzel Ward, i cornerback sono stati sempre attaccati ai ricevitori, e nessuno ha sfigurato pur ruotando gli attaccanti a cui erano abbinati, con il rookie Greg Newsome II, che per caso o volontà esplicita del piano offensivo dei Bengals, è stato spesso bersagliato ma che ha anche impedito un gran numero di prese, con 2 palle deviate.

L’attacco dei Browns ha giocato una partita perfetta, raddoppiando sul pick six iniziale della propria difesa, ritrovando la propria identità di gioco anche probabilmente grazie al compattamento nello spogliatoio portato dall’addio di Beckham, con un gioco di corse trascinante, Chubb in 14 portate ha guadagnato 137 yds e segnato 2 TD, la linea offensiva è una delle migliori se non la migliore nel bloccare per le corse, pur mancando il right tackle Jack Conklin. Osservare questi uomini massici bloccare, andare in pull con tecnica perfetta e con coralità, è uno spettacolo, si veda la corsa di touchdown di Chubb per 70 yds nel terzo quarto, Teller in pull tira via la safety, Bulaga e Tretter aprono un varco sulla parte sinistra della linea e Jedrick Wills dopo aver aiutato in un double team Bulaga scherma il middle linebacker Wilson dal poter intervenire sulla linea di corsa di Chubb che fa esplodere i suoi cavalli.

L’attacco sui passaggi dei Browns è efficace quando fa da complemento a un gioco di corse dominante, Baker Mayfield non può trascinare alla vittoria da solo questa squadra, soprattutto ora con un infortunio, per fortuna, alla spalla che non lancia; probabilmente la presenza di Odell la soffriva quanto a serenità mentale nel non avere costrizioni sulla scelta dei suoi target,  di sicuro ieri Donovan Peoples-Jones ha fatto due ricezioni da receiver one che non sarebbe stato scandaloso veder fare a Beckham, probabilmente è banalmente una questione di chimica mai nata e ostacolata anche dagli infortuni del ricevitore ex Giants e ormai Browns.

I Bengals hanno ampiamente deluso da ambo i lati del pallone, la bye week non potrebbe arrivare in un momento più propizio: ieri la linea offensiva ha mostrato tutti i suoi limiti sia nel bloccare per passaggi che corse, non comprendo perché il coaching staff abbia abbandonato così presto il tentativo di correre costringendo Burrow a lanciare 40 volte per 0 TD e 2 INT, oltre a ciò i Bengals hanno eseguito 4 fumble di cui uno perso da Chase e 1 turnover on downs a metà campo, da dove Baker ha eseguito il lancio per il touchdown da 60 yds per Donovan Peoples-Jones.

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Paradossalmente, ed è emblematico della AFC, i Bengals in due settimane sono passati dal primo posto nella conference all’ultimo nella AFC North, battuti dai Browns che avevano avuto un inizio di stagione traballante. Di sicuro entrambe queste franchigie hanno roster per fare la postseason, il coaching staff dei Browns e la struttura che ha Cleveland dà maggiori garanzie di stabilità ma nella posizione di quarterback non hanno un playmaker come Joe Burrow.

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