Super Bowl LIV: L’inizio di una nuova Era (San Francisco 49ers vs Kansas City Chiefs 20-31)

Il Super Bowl LIV, nella splendida cornice dell’Hard Rock Stadium di Miami, vede affrontarsi due corazzate che hanno meritato a fondo di giungere in questa posizione: San Francisco 49ers, al loro settimo Super Bowl di cui ne hanno vinti 5 (seconda franchigia per numero di Lombardi Trophy dietro Steelers e Patriots) e Kansas City Chiefs, che non si disputavano la finalissima dal Super Bowl IV, 50 anni fa, vinto contro i Minnesota Vikings.

Cronaca

I 49ers vincono il lancio della monetina e decidono di lasciare il possesso iniziale a Kansas City, che vuole invertire la tendenza che l’ha vista andare sempre in svantaggio in questi playoff.

Devono fare però i conti con la linea difensiva di San Francisco, che dopo la prima corsa centrale di Williams da 7 yds, costringe a due incompleti Mahomes, il primo concretamente deviato da Bosa, il secondo causato dalla fretta con cui il quarterback ex Texas Tech si è dovuto liberare della palla sentendosi il fiato sul collo dei difensori. 3 & out Chiefs.

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I 49ers, al contrario, che non sono mai stati in svantaggio in questa postseason, e non vogliono sperimentarlo, partono forti, Kittle esegue una ricezione e corsa che vale 11 yds e un primo down, poi il ricevitore Samuel si esibisce in uno schema nel quale eccelle, il reverse, dove passa dietro il centro e riceve palla dal quarterback diventando a tutti gli effetti un runningback, la guardia Garland esegue un grandissimo blocco, così come il tackle di destra che si proietta a ostacolare un defensive back, e Samuel fa il resto correndo 32 yds, se non fosse stato per il recupero di Tyrann Mathieu sarebbe andato tranquillamente in end zone. Uno screen pass sull’esterno per Samuel, letto benissimo dal cornerback Breeland per una perdita di terreno, e un incompleto, costringeranno i Niners ad accontentarsi dei 3 punti, che Gould conquista grazie alla realizzazione del calcio, rimanendo perfetto nei tentativi di field goal ed extra point in postseason. 3-0

I Chiefs sanno che San Francisco non è né Houston né Tennessee, con le quali è pensabile rimontare, così rientrano in campo volenterosi nel rispondere immediatamente. Mahomes trova i suoi ricevitori preferiti e più affidabili, Kelce e Hill per guadagni medio-corti, Williams fa il resto con una notevole corsa da 14 yds nella quale è da sottolineare il lavoro della linea offensiva di Kansas City, che sposta quella difensiva di San Francisco verso destra aprendo una linea di corsa al proprio runningback sulla sinistra. Su 3rd & 11 dalle 15 avversarie, Mahomes non vede soluzioni ma nota lo spazio alla propria destra, così palla in mano corre puntando la end zone, un grandissimo intervento di Ward, che arriva volando su di lui non solo gli impedirà di ottenere il touchdown ma anche il primo down, perché gli fa uscire lo sferoide dalle mani facendolo finire fuori dal campo dietro la linea di primo down. Su 4th & 1 dalle 5 Andy Reid non ha dubbi nell’andare per la conversione, i Chiefs si presentano con una formazione pesante con 8 bloccatori, nel backfield vi sono Mahomes, Williams e Sammy Watkins in posizione di halfback , questi tre eseguono una piroetta di 360 gradi che li sposta di una posizione verso destra, cosicchè Damien Williams è dietro il centro mentre Mahomes in una sorta di posizione da fullback, l’appena citato Williams riceve lo snap e prende il primo down mancando di poco il touchdown. Su 2nd & goal Mahomes corre sull’esterno con Williams alla propria destra a cui potrebbe eventualmente passarla lateralmente e solo un difensore (Tartt) a coprirli, quest’ultimo giustamente copre l’esterno così che Mahomes può entrare in end zone agevolmente. 3-7

L’attacco dei Chiefs torna presto in campo perché dopo sole due azioni, Jimmy Garoppolo lancia un intercetto: Chris Jones penetra immediatamente nel backfield, Garoppolo evita il suo sack ma con la coda dell’occhio vede che Pennel sta arrivando indisturbato su di lui e non lo mancherà, dunque probabilmente intendendo lanciarla fuori dal campo, fa uscire un campanile corto e lontano da qualsiasi suo compagno, che viene intercettato agevolmente da Brashad Breeland.

Mahomes trova la prima grande giocata di serata, su play action centra Watkins che ha corso una splendida traccia a incunearsi sull’esterno tra le coperture a zona dei 49ers, per 28 yds. Kansas City converte un 4th & 1 con una situazione simile a quella del loro primo touchdown, Mahomes coraggiosamente si fa arrivare addosso Nick Bosa, lanciando con un movimento laterale del braccio la palla a Damien Williams, che prende con facilità il primo down. Arrivati in red zone i Chiefs verranno costretti a un 4th & 7 per il quale saggiamente non rischiano un turnover e guadagnano il vantaggio di un touchdown. 3-10

Garoppolo è bravissimo nel lasciarsi scivolare addosso gli errori, e così fa, passando da un bruttissimo intercetto a una serie di completi a raffica (andrà 10/10 per 120 yds). Il gioco di corse lo supporta a dovere, Mostert prende 21 yds complessive, Coleman (che gioca dopo essersi slogato una spalla due settimane fa contro Green Bay) 17, il quarterback ex New England trova Sanders e Samuel nel mezzo del campo rispettivamente per 16 e 11 yds; dalle 15 i Niners mettono in campo un altro loro marchio di fabbrica, il play action con tutta la linea offensiva che si sposta e sposta la difesa, nella direzione opposta rispetto a quella dove andrà il quarterback e si sviluppano le tracce, il fullback Juszczyk è bravo nel piantare i piedi e invertire il proprio verso di marcia, eseguendo una presa sicura e bassa con Sorensen che ha provato a deviare la palla in tuffo, evitata questa possibilità Juszczyk ha campo libero per la end zone dove si tuffa per il pareggio Niners. 10-10

Juszczyk 49ers chiefs

Pur trovando qualche completo interessante, i Chiefs vengono costretti al secondo punt di serata. Stranamente quando viene decretato il 4th & 13, Shanahan non chiama il timeout per interrompere il tempo, pur disponendo ancora di tutti e tre, espressione della particolarità di questa scelta è la gestualità del general manager dei 49ers, John Lynch, ex giocatore, che in tribuna fa il segno simbolo di time out, dando per scontato il suo allenatore l’avrebbe chiamato. Probabilmente Shanahan voleva andare negli spogliatoi sapendo che avrebbe ricevuto la palla al ritorno dall’intervallo, teoria confermata dalle due corse chiamate dopo il punt avversario; vengono “costretti” a giocare da Andy Reid che al contrario dell’omologo chiama la pausa per interrompere il fluire del tempo. I Niners trovano un ottimo guadagno di 20 yds da parte del terzo runningback di serata Wilson, specializzato nel fondamentale della ricezione fuori dal backfield, che li porta fino alle 45, facendo annusare loro la possibilità di un field goal allo scadere. Conquista che pare ovvia quando Kittle esegue una ricezione da 42 yds su uno splendido passaggio sull’esterno di Garoppolo, sul manto viene però lanciata una flag, gli arbitri attribuiscono a Kittle la penalità di pass interference perché nello sviluppo della traccia aveva usato il suo braccio per tenere a distanza Sorensen, niente di esagerato ma penalità comprensibile, cosicché si va negli spogliatoi in piena parità. 10-10

Al ritorno dalla pancia dello stadio l’attacco della squadra californiana riprende da dove aveva lasciato, Garoppolo trova Sanders tra i numeri per 15 yds, Samuel su un end around prende 14 yds, sul quale è rimarcabile l’atletismo di Kittle che prima finge di andare verso destra per poi correre davanti a Samuel sulla side line sinistra bloccando per lui. La difesa di Kansas City è brava nel contenere il gioco di corse degli avversari e li limita a un field goal da 42 yds di Gould, che rimane perfetto. Sorpasso San Francisco. 13-10

Bosa, che incrociandosi al momento della partenza, ha battuto Fisher sull’interno, tocca la palla facendola uscire dalle mani di Mahomes che ha la prontezza di tuffarsi su di essa e recuperarla, i Chiefs perdono 7 yds ma non il possesso. O meglio, non ancora, perché allo snap successivo, Mahomes lancia un bruttissimo intercetto provando a forzare la palla verso Tyreeek Hill circondato da 4 difensori, lo sferoide esce traballante dalla sua mano destra e finisce agevolmente tra le mani di Fred Warner.

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L’attacco di Shanahan, guidato da un “red hot” Jimmy Garoppolo, converte questo turnover in 6 punti. Il quarterback ex East Illinois esegue lanci critici come quello da 26 yds per Bourne, non il suo ricevitore più affidabile, a convertire un 3rd & 8; su uno schema simile a quello del primo touchdown dei rosso-oro, trova il full back Juszczyk che si muove in contro flusso con una finta rispetto al resto dell’attacco arrivando a centimetri dalla linea di realizzazione, dalla quale di potenza entra Raheem Mostert, più dieci Niners. 20-10

KC riesce a orchestrare un drive che li porta in territorio avversario, dalle 23 su 3rd & 6, però, Mahomes lancia un altro intercetto la cui responsabilità ricade su di lui, infatti cerca Hill liberatosi nel centro del campo su una traccia slant, il passaggio è troppo arretrato, il ricevitore deve allungare le braccia all’indietro toccando la palla quanto basta per farla rallentare e allungarne la traiettoria, sulla quale piomba come un rapace Moore, il quale esegue l’intercetto. Mahomes non aveva a referto intercetti in postseason, ne ha lanciati due in altrettanti drive.

Questo è probabilmente il momento di maggior scoramento per i Chiefs, quando ci troviamo all’inizio del quarto quarto, sulla panchina l’”Honey Badger” Mathieu sfoga la propria frustrazione con i compagni, con quello che dalla nostra prospettiva sembrava più un rimprovero che un incoraggiamento, chiudendo l’arringa con il classico gesto del “mandare al quel paese”.

Tyrann Mathieu però è uno tra i giocatori più carismatici della lega, sarà per questo che la sua difesa non sembra mollare, anzi, costringe i Niners al punt ridando la palla al proprio condottiero Mahomes.

Il quale ringrazia e inizia la cavalcata dell’inseguimento e sorpasso. Il momento chiave in cui il motore di Kansas City accende i cavalli è un 3rd & 15 dalle proprie 35, Mahomes con DeForest Buckner a 1 cm dal viso lancia senza piantare i piedi, solo di braccio, una bomba di 44 yds per “Cheetah”(ghepardo) Tyreek Hill, che dopo aver finto una traccia post, (lunga che dopo uno sviluppo verticale taglia verso il centro del campo) si è mosso verso l’esterno ricevendo senza nessun difensore intorno, provando di possedere oltre alla velocità anche grande conoscenza e intelligenza per il gioco. Una penalità corretta per pass interference in end zone ai danni di Kelce, contro l’autore dell’intercetto precedente Moore, porta i Chiefs alla 1, da dove danno l’impressione di voler correre, presentandosi con una formazione imbottita di offensive linemen e tight end, la difesa di Robert Saleh abbocca e Mahomes fa in tempo su play action a lanciare per Kelce indisturbato nel retro della end zone. Il momentum si è spostato. 20-17

La difesa di Kansas City spinge l’attacco, costringendo Garoppolo & Co a un 3 & out: dopo un’eccellente deviazione di passaggio da parte di Chris Jones sulla linea di scrimmage, e un passaggio incompleto forzato dalla penetrazione del linebacker Niemann che rifila a Garoppolo una botta notevole.

L’attacco dei Chiefs sulle ali dell’entusiasmo chiama 3 schemi consecutivi in “no huddle” (senza riunirsi attorno al quarterback per sentire la chiamata che arriva dal play caller) per impedire alla difesa dei Niners di eseguire sostituzioni, che sfruttano soprattutto in linea difensiva per avere sempre personale fresco in campo. Mahomes trova un altro “big play” per il suo ricevitore numero due, Sammy Watkins, che con un rilascio all’interno e correndo verticalmente tendendo verso l’esterno del campo, ha bruciato Richard Sherman per 38 yds. Su 3rd & Goal dalle 5 avversarie, Mahomes passa corto a destra per Damien Williams, che scatta verso il piloncino basso destro, allungandosi per fare passare la palla all’interno di esso, visto che Sherman era giunto su di lui rapidamente. Gli arbitri sul campo decretano il touchdown ma rivedono l’azione perché v’era il dubbio se quando Williams aveva toccato con la punta del piede destro la linea laterale, avesse già fatto toccare allo sferoide lo spazio da 6 punti. In queste situazioni, il replay deve portare prove sufficienti a invertire la decisione sul campo, cosa che non avviene in questo caso, touchdown di sorpasso Chiefs. 20-24

San Francisco viene costretta ad un 4th & 10 alla metà campo, dopo tre incompleti consecutivi dovuti all’ennesima deviazione sulla linea di Chris Jones, che dimostra grande consapevolezza nel saper quando smettere di spingere sul bloccatore e estendersi in altezza a cercare una deviazione, e Kendall Fuller, che ha trovato nuova linfa da quando è stato spostato da cornerback in posizione di free safety occasionalmente, va vicinissimo a un intercetto avendo letto l’ennesima traccia slant. Torniamo al 4th & 10, Steve Spagnuolo manda in pressione sei, dei quali a mandare a terra Garoppolo per un turnover on downs è l’All Pro Frank Clark.

L’attacco di Andy Reid e Eric Bieniemy riprende già in territorio avversario e ha come intenzione quella di correre per far usare tutti e tre i timeout a Shanahan, un primo down significherebbe game over. Riescono a fare più di questo: su secondo down, il fullback Sherman prende prontamente la penetrazione di Kwon Alexander e Damien Williams rimbalza sull’esterno correndo 38 yds per il touchdown della vittoria. 20-31

A mettere la definitiva parola fine alla disputa è l’intercetto spettacolare di Kendall Fuller che arpiona la palla lanciata nel mezzo per Deebo Samuel.

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Finale: 20-31.

watkins sherman chiefs 49ers

Considerazioni

Andy Reid si è meritato a fondo questo anello, essendo l’allenatore con più vittorie (221) senza un titolo, alla numero 222 è arrivato per il migliore maestro di football in circolazione e una delle persone più ammirate e rispettate nella NFL.

Mahomes, a 24 anni è il quarterback più giovane della storia ad aver vinto MVP e Super Bowl, la sua carriera ha già i crismi di quella di un G.O.A.T. (Greatest Of All Time).

Questi Chiefs sono poi la prima squadra nella storia ad aver vinto il Super Bowl dopo essere stati in svantaggio di 10 o più punti in tutte le fasi dei playoff, sono arrivati di rincorsa al posto numero due della loro conference (AFC) e hanno rincorso tutta la postseason senza mai essere davvero in affanno o panico, consci della propria forza.

Anche la loro difesa è arrivata di rincorsa, criticata per buona parte di stagione per essere la “solita” difesa dei Chiefs, più un fardello che una spinta per Mahomes, nelle ultime settimane di regular season ha iniziato a far parlare di sé per i numeri che metteva in campo, l’amalgama che il nuovo coordinatore di difesa Steve Spagnuolo ha lavorato tutto l’anno era pronta. Ieri, dopo aver visto una difesa di Green Bay vittima sacrificale contro le corse di San Francisco, si è visto un reparto compatto, aggressivo, convinto, che si muove a mille all’ora all’unisono, in grado di apportare aggiustamenti per fermare le corse e mettere la partita nelle mani di Jimmy Garoppolo, cui non hanno concesso un completo facile di numero.

Sembra perfetto che nella centesima stagione della NFL, il titolo vada a una franchigia che non vinceva da 50 anni (stagione 1969) il cui fondatore Lamar Hunt, oltre che padre dei Kansas City Chiefs (nominati all’inizio Dallas Texans) nel 1960, è stato tra i creatori della AFL (American Football League) poi unitasi alla NFL come AFC, il cui trofeo ha preso il nome da lui e quest’anno è tornato a casa. Se questo non bastasse Lamar Hunt è anche l’ideatore del termine Super Bowl a indicare la finalissima tra i campioni delle due conference.

Dall’altro lato Kyle Shanahan soffre un’altra rimonta nel Super Bowl, dopo la sanguinosa sconfitta patita da New England 3 anni fa come coordinatore dell’attacco di Atlanta, quando conduceva 28-3 a un certo punto della partita, ma non toglie nulla al lavoro fatto negli ultimi anni con il suo general manager John Lynch e coordinatore della difesa Robert Saleh, sbocciato quest’anno ma che troverà sicuramente continuità anche nelle prossime stagioni.

Dei punti cardine di questi 49ers, nessuno si muoverà dalla baia, (salvo eventuali ritiri di veterani quali il left tackle Staley) e se possibile questo roster già dotato qualitativamente e fisicamente, sarà implementato nel perimetro, sia offensivo che difensivo; insieme alla crescita di giovani quali Bosa, Buckner, Armstead, Warner, McGlinchey, i tifosi Niner possono guardare con ottimismo al futuro della propria squadra.

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