Padroni al Nord (Green Bay Packers vs Minnesota Vikings 23-10)

I Green Bay Packers dominano lo scontro per la vetta della NFC North in casa dei Minnesota Vikings nell’ultimo Monday Night della stagione e grazie a questo successo Rodgers e compagni non solo si aggiudicano il titolo divisionale, ma si guadagnano pure un’ottima chance di avere la bye al primo turno di playoff. I Packers non dovranno sbagliare nell’ultimo match contro i Lions, che giocheranno ancora con David Blough il loro qb #3, per saltare le wild card. Non solo, ma se per caso i 49ers dovessero andare k.o. contro Seattle, i Packers, vincendo, conquisterebbero addirittura il seed #1 della NFC.

Minnesota era già sicura dell’approdo ai playoff prima della sfida di lunedì, ma la prestazione degli uomini in viola, soprattutto in attacco, avrà fatto passare alcune notti in bianco a coach Zimmer che ha visto dei Vikings troppo brutti per essere veri. Non tragga in inganno il punteggio infatti; i padroni di casa sono rimasti in partita finchè i Packers hanno continuato a pasticciare in attacco. Nel secondo tempo gli ospiti sono stati un pochino più attenti, la difesa di Minnesota ha progressivamente terminato la benzina e non c’è più stata partita.

Nei primi 30 minuti di gioco in effetti l’attacco dei Packers non ha impressionato: sono arrivate tante yards, 221, però anche tre fumble, di cui due persi, e un intercetto di un Rodgers decisamente rivedibile soprattutto suo passaggi lunghi. E tre turnover in un tempo, contro team che hanno attacchi o difese che non perdonano (49ers e Saints solo per citarne un paio) possono diventare un fardello pesantissimo. 

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Nel secondo tempo invece coach LaFleur ha trovato una via migliore per utilizzare Lazard e la linea offensiva ha progressivamente vinto la battaglia fisica con i dirimpettai dei Vikings. Rodgers ha vissuto un primo tempo strano, con ben 30 passaggi tentati e 156 yard lanciate ma con scarsi risultati a livello di punteggio. L’ex Cal Bears è stato poi chirurgico nella ripresa, in cui però ha lanciato per appena 10 volte completando 8 passaggi per 60 yard. In pratica, a differenza del solito, nel secondo tempo Rodgers è stato da supporto al rushing game e non viceversa.

Fra i bersagli del regista ospite, spiccano naturalmente le 13 ricezioni, record in carriera, di Davante Adams per 116 yards, però nel tabellino, dopo il receiver numero 17, c’è il vuoto, con Lazard secondo con 5 palle catturate per 45 yard. In effetti il bottino di quest’ultimo è scarno, ed il ragazzo ha dimostrato di non essere pronto per il ruolo di deep threat,  ma Lazard è stato ottimo in un secondo tempo in cui Rodgers l’ha cercato con pass medio-corti ed il numero 13 ha potuto far valere il suo fisico.

Chi invece rimane assolutamente un fantasma nell’attacco di coach LaFleur è il tight end Graham che a questo punto è un giocatore di importanza molto relativa e le 34 ricezioni, minimo in carriera se si esclude la stagione da rookie, sono lì a dimostrarlo. Contro Minnesota l’ex Saint ha ricevuto una sola palla per 16 yard e a fine azione ha pure commesso un fumble recuperato, per fortuna degli ospiti, da Allison.

Il rushing game è stato contento discretamente dai Vikings nel primo tempo, poi nel secondo Aaron Jones ha fatto quello che ha voluto soprattutto con le corse all’esterno che hanno letteralmente demolito la difesa di casa.

Una difesa non certo formidabile come quella di coach Pettine (prima del Monday Night i Packers erano ventitreesimi nella NFL per yard concesse) ha invece vissuto una giornata strepitosa.  Dalla week # 5 il regista di Minnesota Cousins era fra i primi quattro QB per yard lanciate, touchdown, percentuale di completi e minor numero di intercetti subiti. Invece il total offense degli uomini in viola parla di 139 yard totali, alla media, inguardabile, di 2,6 yard per gioco.

Nella gara di lunedì spicca la prestazione monstre di un Za’Darius Smith che si è confermato un acquisto di grande valore: il numero 55 ha messo insieme 3,5 sack, altri tre placcaggi per perdita di yards più 5 hit su Cousins. Ma in linea hanno giocato un ottimo match anche Lowry e Clark, con quest’ultimo che sta venendo fuori alla distanza dopo un avvio di stagione poco brillante. In copertura un po’ tutto il secondario ha fatto bella figura, da Tramon Williams a King a Sullivan ad Alexander, mentre i linebacker hanno concesso molti completi a runner e tight end dei Vikings senza però permettere lunghi guadagni.        

Minnesota in attacco ha dunque collezionato un clamoroso non pervenuto. Vero, mancavano per infortunio il forte runner Dalvin Cook e pure la sua riserva Mattison, però ciò non può giustificare l’inguardabile prestazione del Monday Night, ancor di più davanti al pubblico amico. Due dati sono significativi per descrivere la serata di Cousins e compagni: il drive più lungo degli uomini in viola ha coperto appena 31 yard e in questo 2019 solo i Jets, sul campo di New England e con Falk come quarterback, avevano racimolato meno primi down.  La linea offensiva non è mai stata in grado di bloccare il front seven avversario, sia sui passaggi che sulle corse, col risultato che anche quando è riuscito ad avere un minimo di tranquillità Cousins ha spesso mancato il bersaglio.

Il leading receiver è così stato il runner Abdullah che ha chiuso la gara con 6 ricezioni per 31 yard, mentre in fatto di yard Diggs ha fatto la parte del leone con 57, cioè quasi la metà dell’intero team di casa. Clamorose in senso negativo sono anche le statistiche di un Thielen che è stato cercato quattro volte da Cousins senza mai riuscire ad agguantare un pallone. Ed il rushing game ha fatto forse peggio: 16 portate, 57 yard, anche qui con un buon Abdullah (4-27), mentre il titolare Boone (11-28) si è trovato spesso un muro in bianco a fermarlo.

La difesa in viola ha disputato una buona partita finchè le energie hanno retto.  Il linebacker Barr e la safety Harrison Smith hanno causato due fumble recuperati da Kendricks, l’altra safety Harris ha intercettato Rodgers, e a livello tattico il coaching staff è stato bravo nel mettere in difficoltà Rodgers facendo vedere un tipo di copertura e poi giocandone un altro, tutto questo soprattutto grazie alla bravura delle due safety Harris e Smith.

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Ancora nel secondario c’è invece da notare l’ennesima prestazione sottotono di Xavier Rhodes: il prodotto da Florida State ha concesso a Davante Adams 5 ricezioni su sei palle lanciate nella sua direzione per 51 yard, mentre oltre a quella delle safety c’è da registrare l’ottima gara anche del cornerback Waynes. A livello di pass rush spiccano le prestazioni di Danielle Hunter, autore di un sack e ben 5 hurries, e di Odenigbo, che con un sack, un hit e un altro hurry ha fatto meglio del right end titolare Griffen. In generale invece ha faticato la difesa sulla corsa, soprattutto la linea difensiva, visto che i migliori nel contrastare Jones e compagni sono stati l’onnipresente Harrison Smith, Waynes, che però di professione fa il cornerback, l’end Weatherly, altra riserva, e il linebacker Kendricks che però è rimasto in campo per poco più di un quarto e mezzo per poi essere appiedato da un problema muscolare.

L’avvio di partita era per altro decisamente da dimenticare per i Packers, con Aaron Jones in versione receiver che veniva placcato da Barr perdendo il possesso dell’ovale prontamente recuperato da Kendricks.  Ma pur avendo il pallone in posizione favorevolissima (le 10 avversarie), i Vikings guadagnavano appena 5 yard con una corsa di Boone, prima che la pressione dei Packers costringesse Cousins a due incompleti. I Vikings dovevano dunque ricorrere al field goal che Bailey metteva fra i pali da 23 yard.

Un buon passaggio su una shallow cross ad Adams per 18 yard non svegliava l’attacco dei Packers che erano costretti poco dopo al punt, ma i Vikings non facevano di meglio e così Green Bay recuperava il possesso con 6 minuti da giocare nel primo quarto. Stavolta l’attacco delle Cheeseheads muoveva bene il pallone ma sulle 24 di Minnesota ancora Jones mancava una presa non difficile su un terzo e 3 e Crosby si incaricava si portare Green Bay in parità. L’attacco di Minnesota continuava però a latitare e i Packers riottenevano rapidamente un nuovo possesso dell’ovale. Ma sul primo gioco del secondo quarto arrivava un altro pasticcio: i Vikings mostravano una cover 2 poi però Harris si portava in mezzo alla zona profonda ed intercettava il lancio, piuttosto pigro a dire il vero, di Rodgers. Per la safety si trattava del sesto pick, come White dei Bills e Gilmore dei Patriots, con i tre che sono i leader in fatto di intercetti per questo 2019. E stavolta Minnesota non si lasciava sfuggire l’occasione con, finalmente, un bel passaggio di Cousins a Diggs per 21 yard che fruttava ai padroni di casa il 10-3.

Nel resto del primo tempo, Minnesota non riusciva a guadagnare neppure un down, non sfruttando oltre a tutto un terzo drive iniziato nella metà campo avversaria grazie ad un fumble di Adams su grande intervento di Harrison Smith, mentre Green Bay metteva a segno due field goal. Nel drive del 10-6 erano decisive le belle corse di Jones (5 per 31 yard), mentre all’interno dell’ultimo minuto Rodgers trovava in rapida successione Graham per 18 yard, Williams per 11 poi due volte Adams per 19 yard, e alla fine Crosby a tempo scaduto portava gli ospiti a -1.

A metà del terzo quarto poi anche Cousins si faceva intercettare da King che raddoppiava su Diggs e sul rovesciamento di fronte Green Bay metteva per la prima volta in naso avanti con un bel drive iniziato con le corse di Jamaal Williams e terminato con la portata all’esterno di Jones da 12 yard che sfruttava il blocco del receiver Lazard. Nei due drive successivi Minnesota guadagnava la miseria di un primo down e a metà dell’ultimo quarto i Packers mettevano praticamente in ghiaccio la partita. Un bel passaggio di Rodgers ad Adams per 18 yard faceva da preludio ad una grande corsa di Adams che sprintava sulle sinistra, sfruttava un bel blocco di Valdez-Scantling e seminava la difesa di casa per il 23-10.

La partita praticamente si chiudeva qui, anche perché Minnesota riusciva a combinare finalmente una grande azione in attacco, con Cousins che serviva Olabisi Johnson che andava in meta dopo una galoppata da 53 yard, ma il touchdown era annullato per un fallo di holding di Reiff, degna conclusone di una serata da dimenticare per gli uomini di Zimmer.

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