San Francisco cavalca a Miami (Green Bay Packers vs San Francisco 49ers 20-37)

Al Levi’s Stadium di Santa Clara va in scena la finale del NFC Championship, che determinerà la rappresentante per la National Football Conference al Super Bowl LIV di Miami il 2 febbraio.

Cronaca

La contesa inizia in maniera promettente e illusoria per la difesa dei Green Bay Packers, che riesce a tenere i San Francisco 49ers a un 3 & out sul loro primo possesso.

Alla seconda occasione l’attacco multiforme della squadra della baia colpisce il bersaglio grosso. In sole 6 azioni percorre 89 yds, con Jimmy Garoppolo che lancia 3 dei suoi 8 passaggi di serata, dei quali due vanno a completo nelle mani di Deebo Samuel per 46 yds complessive; alle 36 avversarie su 3rd & 8 è esplicativa la fiducia che Kyle Shanahan ha nel suo gioco di corse, perché se qualunque altro allenatore avrebbe messo la palla nelle mani del proprio quarterback, lui la mette in quelle del proprio runningback, Mostert, che sfrutta i blocchi eccezionali della propria linea offensiva, scattando sulla sinistra e non offrendo ai defensive back angoli per placcarlo, finendo in end zone, dove conclude l’azione con la caratteristica esultanza da surfista(gli era stato offerto un contratto dalla Billabong prima di andare all in con il football). 0-7

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L’attacco dei Packers non cava un ragno dal buco e Bosa su 3rd & 7 porta a terra Rodgers, spinto fuori dalla tasca dalla pressione dei compagni di reparto del rookie da Ohio State. Punt Packers.

Un buon ritorno di Richie James da 26 yds fa ripartire i 49ers dalla metà campo, i quali in 5 azioni saranno fermati dalla difesa avversaria, allungando comunque grazie a un calcio da 54 yds di Gould, record per un kicker di San Francisco in post season. 0-10

I Packers vanno ancora 3 snap e punt, ma per loro sarebbe potuta andare ancora peggio perché il corner K’Waun Williams, mandato in blitz dal coordinatore di difesa Robert Saleh, aveva causato un fumble grazie a un tocco di mano preciso sulla palla, per fortuna di Green Bay recuperata dalla guardia Turner. All’inizio horror della squadra di LaFleur si aggiunge anche il punter JK Scott che sbaglia completamente il calcio facendo uscire lo sferoide alle proprie 37.

Da dove a prendere definitivamente la scena è Mostert, che guadagna ai suoi complessivamente 31 yds, compresa la corsa da 9 in end zone, eseguita dopo la conversione di un 3rd & 1 chiave con una sneak da parte di Garoppolo. In occasione di questa corsa, Samuel ha corso dietro la linea fingendo una sweep (situazione nella quale lui è molto sfruttato), la palla viene affidata a Mostert che segue i blocchi della guardia destra, Mike Person, che va in “pull” (si sgancia dalla linea andando verso sinistra) e dello stesso Samuel, entrando in end zone dall’angolo sinistro. 0-17

Mostert 49ers Packers

I Packers sono già sotto di 3 possessi, devono reagire, e così sembra stiano facendo, giungendo alle 25 avversarie grazie a una ricezione nel centro del campo da 23 yds di Kumerow (cugino di Nick Bosa) e delle efficaci corse di Jones. Dalle 25 però Rodgers, dietro il centro, dà il segnale dello snap allo stesso, la palla però colpisce il deretano dell’uomo di linea, finendo a terra, è una fumble recuperata da DeForest Buckner.

Green Bay non trova (e non troverà) un antidoto alle corse dei 49ers, che dunque le continueranno ad adoperare: il possesso seguente parte con una corsa da 34 yds di Mostert su un toss (lancio eseguito all’indietro in stile rugbistico dal quarterback per il runningback), Garoppolo sarà chiamato all’azione su due snap consecutivi, un incompleto e un passaggio da 6 yds, che non varranno alla chiusura del down, comportando il ritorno in campo di Gould. 0-20

Rodgers trova un raro completo nel centro del campo per Lazard, che viene ribaltato da Ward dopo aver preso 19 yds, sulle proprie 22 su situazione di 2nd & 15 cerca Allison su una traccia in verticale, il quale in effetti ha trovato una zona cieca nella copertura avversaria, ma il passaggio di Aaron è troppo spinto all’esterno venendo intercettato da Moseley.

Ancora una volta l’attacco guidato da Kyle Shanahan parte in posizione favorevole, le 30 avversarie, e ancora una volta a fare tutto ci pensa Raheem Mostert, che dalle 18 finisce con una splendida corsa per vie centrali, non dando occasione ai defensive back né ai linebacker di farsi agganciare. 0-27

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A inizio secondo tempo, per forza di cose, Green Bay ha una reazione, orchestrata da Aaron Rodgers, che dalle 9 avversarie esegue con i suoi compagni per la seconda volta consecutiva uno screen pass, schema ideale per sfruttare a proprio favore l’aggressività della linea di difesa di San Francisco, il primo era andato al tight end veterano Marcedes Lewis, questo più classicamente al runningback Jones che entra in end zone. 7-27

Per essere sicuri di aver fatto capire il messaggio agli avversari, i 49ers eseguono un altro drive rapido (7 giochi) di sole corse che li portano ad allungare di sette. Visto che Coleman è dovuto uscire in precedenza per un infortunio alla spalla, il carico delle portate grava tutto sulla schiena di Mostert, che viene parzialmente aiutato da una grande giocata di Samuel, letale sugli schemi di reverse che lo portano in campo aperto, sul quale guadagna 32 yds. A colpire poi è sempre lui, Raheem Mostert, che dalle 22, seguendo i blocchi di tutta la sua linea e del fullback Juszczyk che si spostano armoniosamente verso sinistra, libera il suo scatto sull’esterno, aggira un difensore tenuto da Samuel ed entra nell’area da 6 punti, che diventeranno 7 con il punto addizionale di Gould. 7-34

Green Bay continua a lottare per l’orgoglio, Rodgers chiude un quarto e due con una staffilata per Lazard all’interno, per poi trovare il primo big play di serata: una delle due safety dei 49ers si abbassa, lasciando liberissima la zona arretrata del campo, dove si infila Jimmy Graham che va a ricevere, tirato a terra corto di una iarda dalla end zone dall’unica safety rimasta alta, Ward. Da questa posizione Rodgers consegna semplicemente la palla ad Aaron Jones, che segna il secondo touchdown personale e di squadra. La conversione da 2 punti sarà mancata dai Packers, Adams aveva corso una splendida traccia verso l’esterno della end zone ma il lancio di Rodgers è risultato troppo strozzato, in direzione del piloncino basso. 14-34

 3 & out e palla nuovamente ai Packers, A-Rod trova il secondo big play di serata, Adams brucia Sherman all’interno prendendo una considerevole separazione e il quarterback ex Cal fa il resto lanciando uno splendido campanile che finisce giusto tra le mani del ricevitore All-Pro, 65 yds per loro. In red zone, dalle 8, Rodgers esce dalla tasca alla sua destra, mantenendo la concentrazione per continuare a cercare possibili soluzioni, il rookie tight end Sternberger è bravo a capire il bisogno del suo quarterback, a invertire la sua direzione liberandosi sul retro della end zone. 20-34

Ancora una volta i Niners, come pompieri, spengono il fuoco delle velleità di rimonta di Green Bay, con un drive articolato, dove tra l’altro vi è la prima e unica ricezione di Kittle in serata (19 yds), oltre alle consuete corse di Mostert, giungono in territorio avversario, dove daranno a Gould un abbordabile calcio da 42 yds, che il kicker prontamente realizza. 20-37

Sotto di 17, senza timeout a 1 minuto e 59 secondi dalla fine, su primo down dalle proprie 38, Rodgers prova un lancio della disperazione per il proprio ricevitore più affidabile, Davante Adams, la potenza c’è ma il giocatore si trova doppiamente coperto, dalla safety Tartt e il cornerback Sherman, che a dispetto dell’età, mostra oltre all’intelligenza tattica che sappiamo lo contraddistingue, anche sprizzante atletismo, perché prende quel metro di vantaggio su Adams che gli fa eseguire l’intercetto che pone, se ce ne fosse stato bisogno, la parola fine alla disputa, forse anche per rivalsa personale, dopo che in precedenza era stato battuto dall’appena citato Adams.

Considerazioni

Per quanto visto lungo tutto l’arco della stagione, i 49ers si sono meritati a fondo il raggiungimento del Super Bowl e il titolo di campioni della NFC.

In stagione regolare hanno dovuto affrontare due volte i rivali divisionali Rams e Seahawks (forse quelli che gli hanno dato più problemi), la stessa Green Bay, battuta nettamente anche in quell’occasione, i Saints e i caldissimi Ravens, perdendo solo contro questi ultimi per un field goal all’ultimo e in casa contro Seattle sempre per un calcio, sbagliato dal proprio kicker, in quell’occasione McLaughlin che sostituiva Gould.

Oltre alla schedule impegnativa, hanno dovuto fronteggiare infortuni chiave, come quelli del left tackle Staley, fullback Juszczyk, edge rusher Dee Ford e linebacker Kwon Alexander, trovando sempre alternative schematiche o giocatori di seconda fascia in grado di integrarsi nel sistema immediatamente, ad esempio è grazie anche al sostituto di Alexander, il rookie Dre Greenlaw, se hanno ottenuto lo spot numero uno nella NFC, quando al Century Link Field di Seattle ha fermato Hollister a centimetri dal touchdown della vittoria per la franchigia del nord-ovest.

Kyle Shanahan è uno degli allenatori più illuminati e preparati in circolazione, ha creato un sistema in cui tutti sanno fare tutto, capendo con il general manager Lynch che si vince dominando la linea di scrimmage (difatti negli ultimi anni al draft hanno scelto nei primi giri solo uomini di linea offensiva e difensiva) e con un gioco di corse efficace, aggettivo che per quello che ha messo in mostra San Francisco è riduttivo.

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Una menzione speciale per Raheem Mostert: osservato più volte in questa stagione, sicuramente non sarà Barry Sanders e giova di una linea offensiva ben oliata ma vederlo correre è un piacere, scivola sul campo come sulle onde con la tavola, è impressionante la difficoltà che trovano i difensori nel placcarlo, pazzesco pensare che i Niners siano la settima franchigia NFL in cui finisce in sole cinque stagioni. Va fatto notare che delle sue quattro corse da touchdown, nessuna è stata di una lunghezza corta, ad esempio sfondando nella end zone dalla 1 alla Marshawn Lynch, ma rispettivamente dalla prima alla quarta: 36, 9, 18 e 22 yds, soprattutto dopo che aveva portato la palla copiosamente e con risultati negli stessi possessi da lui stessi capitalizzati, concluderà il match con una linea statistica pazzesca: 29 corse per 220 yds(record della squadra e secondo per distanza corsa in una partita di playoff) e 4 TD(record in un NFC Championship) con una media di 7.6 yds guadagnate per corsa, si capisce perché è stato chiesto a Garoppolo di lanciare solo 8 volte.

Notevole anche la dedizione alla causa superiore di tutta la squadra: un tight end come Kittle che ama si bloccare(in grado di farlo singolarmente anche contro uno dei migliori pass rusher quale Za’Darius Smith) ma ha eseguito la sua prima ricezione nel quarto quarto, di ricevitori come Sanders, Samuel e Bourne che anche loro hanno principalmente funto da uomini di linea aggiunti nel bloccare sulle corse di Mostert, e soprattutto del quarterback Garoppolo, chiamato a lanciare solo 8 volte per 6 completi da 77 yds. È vero che sono pagati per scendere in campo ed eseguire gli schemi chiamati dai coach, ma ci sono giocatori nella lega che non accetterebbero prestazioni da gregari su questo palcoscenico, testimonianza dell’amalgama che ha creato in questo spogliatoio Shanahan e il suo staff.

Rodgers Bosa Packers 49ers

I Packers possono essere contenti di un ritorno ad altissimi livelli, sebbene un finale amaro di stagione.

Rodgers retrocede a un record di 1-3 negli NFC Championship, con uno score di 6 TD e 7 intercetti, 0-3 contro i 49ers in postseason, la squadra contro cui una vittoria avrebbe avuto quel gusto un po’ più dolce, poiché lo ha lasciato cadere nel draft del 2005 fino alla ventiquattresima scelta, pur avendo il primo pick assoluto con cui ha preso un altro quarterback, Alex Smith.

In offseason bisognerà, congiuntamente con Rodgers che appare di difficili gusti, trovare armi per il quarterback futuro Hall of Famer ed evitare amnesie che hanno portato a sconfitte cocenti come quella contro i Chargers e in casa contro gli Eagles, oltre alla vittoria risicata in week 17 contro i Lions di David Blough, che non avevano più nulla da chiedere alla stagione.

La strada intrapresa è quella giusta, Rodgers non può più trascinare singolarmente la squadra, l’affermazione di un gioco di corse e di una difesa (migliorata in free agency e draft ma che andrà solidificata) potrebbero garantirgli a 36 anni un’ultima corsa al Lombardi Trophy.

Per il quale trofeo si sfideranno tra due settimane a Miami, Kansas City e San Francisco, primo incontro in postseason per le due franchigie. Per i primi sarà il terzo viaggio al Super Bowl, di cui ne hanno vinto uno, per i secondi sarà la settima finalissima, delle quali ne hanno vinte ben cinque, ma non conquistano il trofeo dal 1995.

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