Profondo Roster 2021: Arizona Cardinals

Dopo 13 giornate di campionato gli Arizona Cardinals sono, a buon diritto, la grande sorpresa della NFL avendo, con dieci vittorie e due sole sconfitte, il miglior record dell’intera Lega. Non male per un team che prima dell’avvio della stagione era dato da molti esperti con un record finale oscillante fra le 8 e le 10 vittorie. In realtà manca ancora praticamente un terzo di regular season e Arizona ha un gruppo di inseguitori davvero temibile, dai Packers ai Buccaneers ai Cowboys ai Rams loro prossimi avversari, ma la truppa di coach Kingsbury ha dimostrato in questo 2021 di poter vincere anche senza pedine importanti come Murray, Hopkins o J.J.Watt, e se i Cardinals dovessero riuscire nell’impresa di chiudere col miglior record NFL sarebbe la prima volta per la franchigia biancorossa dal lontanissimo 1948.

OFFENSE

Dalla disastrosa stagione 2018, quando Arizona “sfoderò” il peggior attacco della NFL sia per punti segnati che per yard conquistate, sono cambiate molte cose per un reparto offensivo che in questo 2021 è terzo per punti messi a segno e decimo per yard conquistate. L’arrivo della coppia Kliff Kingsbury- Kyler Murray ha ridato vita ad un gruppo che ora ha davvero tante armi a sua disposizione. Kingsbury, discepolo dell’Air Raid offense, un attacco che prevede molto sovente l’utilizzo di 4 receiver in contemporanea, ha introdotto modifiche importanti agli schemi base, come ad esempio l’uso piuttosto esteso di due tight end, trasformando l’attacco di Arizona in un reparto in grado di giocare anche un football decisamente fisico.

Da quando è entrato nella NFL come prima scelta assoluta del 2019 Murray è stato in costante crescita: la percentuale di completi è passata da 64,4 a 67,2 e ora a 72,7, le yard medie a partita sono salite da 232 a 248 e quindi a 266 e, infine, il QB rating dall’87,4 di due anni fa è diventato 94,3 lo scorso anno mentre nel campionato corrente si è trasformato in un sensazionale 112,2, nettamente il migliore fra i registi titolari davanti al 106 di Cousins e Stafford ed il 105,5 di Rodgers. La voce intercetti è ancora un po’ un punto dolente (la media è quasi di uno a partita) ma nell’annata in corso Murray dovrebbe superare ampiamente il suo record di TD pass lanciati in una stagione.

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Naturalmente una caratteristica fondamentale di Murray è la bravura nel correre con la palla in mano, ma in realtà se andiamo a vedere le statistiche scopriamo che nel 2021 l’ex Oklahoma ha portato palla 59 volte per 206 yard, media 3 yard e mezzo, dunque ben lontana dai leader come Lamar Jackson, che corre a quasi 6 yard di media o Jalen Hurts e Justin Herbert a quota 5,7. In compenso Murray ha già al suo attivo 5 touchdown su corsa ma, soprattutto, usa la sua mobilità per sfuggire alla pass rush e guadagnare qualche secondo in più per poter trovare i suoi terminali.

Un passing game monodimensionale nel 2020, con il solo DeAndre Hopkins protagonista e gli altri a fare da comprimari, si è trasformato in un attacco aereo con tanti importanti elementi. Hopkins ha saltato tre gare per un problema muscolare, così dopo dodici partite il leading receiver è Christian Kirk, che si avvia a disputare la sua migliore stagione in NFL, con 50 ricezioni, seguito dal rookie tuttofare Rondale Moore con 48 quindi da Hopkins con 37 e da A.J. Green con 35. L’ex Bengal è lontano dalle super stagioni da oltre 1000 yard ma ha già superato il bottino del campionato 2020 ed ha aiutato il team a sopperire al ritiro “virtuale” del futuro Hall of Famer Larry Fitzgerald che dopo 17 stagioni tutte in maglia Cardinals, con 1432 ricezioni, 17492 yard e 121 TD non ha ancora ufficialmente appeso il paraspalle al chiodo anche se, come lui stesso ha confessato in agosto, non aveva lo stimolo per iniziare una nuova stagione (stimolo che evidentemente è tutt’ora latente).

Attori importanti nel gioco aereo sono anche il runner Chase Edmonds che, pur menomato da un problema alla caviglia che lo tiene fuori dal nono turno, ha contribuito con 30 ricezioni, e il tight end Zach Ertz, arrivato a stagione in corso dagli Eagles al posto dell’infortunato Maxx Williams, che in maglia Cardinals ha 23 ricezioni e tre mete ma, soprattutto, può offrire l’utilissima esperienza di un veterano che il Super Bowl l’ha già giocato e vinto. Con l’infortunio a Edmonds è notevolmente cresciuto l’utilizzo come terminale fuori dal backfield dell’ex Steeler James Conner che nelle ultime quattro gare ha all’attivo 15 ricezioni per 175 yard e due mete (tra l’altro contro Chicago Conner ha sfoderato una grande ricezione a una mano su una palla non esattamente millimetrica di Murray).

Il running game dei Cardinals si regge sulla coppia ottimamente assortita James Conner- Chase Edmonds. Il primo è il classico runner di potenza, che ama il contatto fisico ed è finora stato letale vicino alla goal line visto che è già andato a segno 12 volte. Edmonds è invece un atleta elusivo, difficile da fermare negli spazi aperti, che sta correndo alla notevolissima media di 5,7 yard a portata, con ottime capacità anche come receiver fuori dal backfield ma assolutamente privo della “durabilità” indispensabile per essere un runner numero 1 in un team NFL.

Durante l’assenza di Edmonds, che dovrebbe però rientrare lunedì contro i Rams, si è ben disimpegnato il giovanissimo Eno Benjamin, atleta che nel suo anno da sophomore ha stabilito il record di yard conquistate in una singola partita dell’università di Arizona State con 312, mentre coach Kingsbury non disdegna di far portar palla anche al rookie Rondale Moore che di mestiere fa il receiver ma  è impiegato anche a ritornare sia i punt che i kickoff.

Una linea offensiva che, soprattutto all’interno è stata bersagliata dagli infortuni, è guidata al centro dall’ex Raiders Rodney Hudson, il quale non avrà il rendimento altissimo dei suoi anni in quel di Oakland ma che rimane sicuramente il miglior centro schierato dai Cardinals nelle ultime annate. I due posti di guardia hanno visto un notevole avvicendarsi di nomi in questi tre mesi di campionato. Guardia sinistra è stato per le prime nove partite Justin Pugh, arrivato quattro anni fa dopo alcune ottime annate con i Giants, che ora però è ai box per un problema al polpaccio. Nel deserto, Pugh non ha mai pienamente convinto, anche se quest’anno sta disputando la miglior annata in biancorosso.

Al suo posto è stato schierato Sean Harlow che in stagione ha anche giocato centro, con risultati modesti, quando è stato indisponibile Hudson mentre come guardia fin qui non ha demeritato. La curiosa storia sportiva di Harlow è un inno alla perseveranza perché dopo essere stato scelto al draft 2017 dai Falcons è stato tagliato da Atlanta l’anno successivo, quindi acquisito dai Colts che l’hanno lasciato nella practice squad per un mesetto prima di tagliarlo nuovamente. L’ex Oregon State è tornato ai Falcons dove, a parte due fugaci apparizioni a roster, ha fondamentalmente fatto numero nella practice squad dal 2018 al 2020 prima di essere ingaggiato a gennaio 2021 dai Cardinals.

Guardia destra ad inizio stagione è invece stato schierato Josh Jones, terza scelta del 2020, ma a metà campionato, complice un rendimento tutt’altro che esaltante, è subentrato l’ex Bronco Max Garcia, che finora però ha convinto decisamente più sul passing game che sul running game. Tackle a sinistra è l’ottimo  D.J.Humphries, prima scelta di Arizona nel 2015 che da qualche anno sta trovando finalmente continuità sia a livello fisico che di prestazioni, elementi che erano mancati nelle prime tre annate da pro. Tackle a destra è un altro veterano, il trentaduenne Kelvin Beachum che finora però ha faticato, soprattutto nel running game.

murray cardinals bears

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DEFENSE

Nella terribile stagione 2018, la difesa dei Cardinals si è piazzata al ventesimo posto per yard concesse poi, l’anno successivo, quello di esordio di coach Vance Joseph come defensive coordinator, il reparto è stato il peggiore dell’intera NFL nella stessa categoria. Dal secondo anno sotto Joseph però Baker e compagni hanno iniziato una decisa risalita, e in questo 2021 dopo 13 partite sono quarti per punti subiti e quinti per yard concesse. Per trovare una difesa Big Red con un piazzamento così alto nella categoria punti subiti bisogna tornare addirittura al 1994. Finora Arizona è stata costretta ad utilizzare ben undici interior linemen, con il colpo estivo di mercato, J.J. Watt che è risultato fin qui il migliore ma che, come gli è successo spesso negli ultimi anni, si trova da oltre un mese in IR per un problema alla spalla. Le speranze di rivedere Watt in questa stagione sono davvero ridotte al lumicino, anche se con Watt mai dire mai,  soprattutto se Arizona dovesse fare un lungo cammino nei playoff).

In una linea che però ruota spesso i suoi effettivi, sono Zach Allen e Jordan Phillips che nelle ultime giornate sono stati maggiormente utilizzati, seppur con risultati altalenanti. Allen ha iniziato la stagione malino, poi da metà campionato si è ripreso anche se contro la corsa continua a mostrare evidenti limiti mentre a livello di pass rush ha contribuito in maniera significativa con 3 sack, 3 hit e 8 hurries.

Sicuramente meglio ha fatto Jordan Philips il quale, risolti i problemi prima di covid poi muscolari, sta giocando il miglior football di una carriera però tutto sommato deludente per un giocatore scelto dai Dolphins al secondo giro nel 2015. Anche il resto della linea difensiva, da Michael Dogbe, a Corey Peters a Leki Fotou onestamente non sta brillando in entrambe le fasi del gioco. Le note negative del reparto di coach Joseph finiscono però qui, perché per il resto la difesa di Arizona sta facendo cose egregie.

I due edge più utilizzati sono il rientrante Chandler Jones e Markus Golden che insieme hanno messo a segno 19 sack e 18 hit sui registi avversari. Gli altri due rusher utilizzati sono Devon Kennard e Dennis Gardeck, lontani come rendimento sulla pass rush dai due titolari, ma decisamente più affidabili nel contenere il gioco di corsa.

Jordan Hicks ed Isaiah Simmons sono i due linebacker in campo quasi perennemente (sono infatti i due difensori con all’attivo il maggior numero di snap). Hicks tornato su buoni livelli dopo un 2020 da dimenticare, è più il classico middle linebacker, mentre Simmons è un ibrido linebacker-safety ed è stato schierato un po’ in tutte le posizioni; largo sulla LOS oppure come linebacker nel box oppure ancora come slot cornerback.

I due cornerback titolari sono il rookie Marco Wilson, che fra alti e bassi non sta demeritando, e l’esperto Robert Alford, che dopo aver completamente saltato le stagioni 2019 e 2020 per infortuni vari, sta disputando davvero un’ottima stagione. Slot corner è un altro punto di forza della difesa in rosso, quel Byron Murphy che da quando è arrivato in NFL due anni fa è cresciuto in modo impressionante. Come anche Simmons, grazie alla sua versatilità, Murphy viene schierato un po’ dappertutto, cornerback esterno, interno, safety e alcune volte nel box come linebacker. Tra l’altro Murphy è il leader del team con quattro intercetti, davanti a Budda Baker con tre ed è il defensive backs che ha concesso ai suoi avversari la percentuale più bassa di ricezioni con il 60%.

Il tre volte Pro Bowler Budda Baker e Jalen Thompson costituiscono l’ottima coppia di safety, con coach Joseph abile a sfruttare la duttilità di Baker, che unita a quella di Simmons e Murphy, rende la difesa in rosso spesso difficile da leggere. In questo 2021 Baker è leggermente al di sotto dei suoi standard abituali, anche se rimane naturalmente un elemento fondamentale, mentre Thompson è il leading tackler del team con 68 placcaggi e nella stagione corrente sta dimostrando di poter assicurare un ottimo rendimento anche con un utilizzo più esteso. Tra l’altro in più di una occasione sia Baker che Thompson sono stati bravi ad evitare big play dei runner avversari.

LA SORPRESA

Dopo una annata da rookie promettente, le premesse per una crescita importante del cornerback Byron Murphy c’erano tutte, difficile però prevedere il grande salto effettuato dall’ex Washington fra il 2020 ed il 2021 

LA DELUSIONE

Difficile onestamente trovare una vera delusione in un team che sta sicuramente superando le aspettative ma l’assenza di un vero run stuffer in mezzo alla linea potrebbe causare ad Arizona più di un problema nella post season           

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