NFL Preview 2025: Denver Broncos

Dopo un sorprendente 2024 concluso con un record di 10-7 e un ritorno ai playoff (il primo dal 2015!)  i Denver Broncos si avviano alla stagione 2025 con una ritrovata carica di fiducia. L’entusiasmo è palpabile sia da parte dei tifosi, ma soprattutto sul fronte del coaching e del roster.

OFFENSE

Dopo anni di esperimenti falliti a quarterback, i Broncos hanno finalmente trovato in Bo Nix il loro progetto a lungo termine. Nel 2024 il Rookie ha avuto i suoi momenti, belli e brutti, ma quello che ha colpito guardandolo è stata la calma. Non è esplosivo come Lamar, non è un alieno come Mahomes, ma è quel tipo di quarterback che Sean Payton ama costruire: metodico, ritmico, chirurgico. Guardate i suoi lanci tra i numeri: rapidi, anticipati, con la fiducia di chi sa che i suoi ricevitori saranno lì dove devono essere. Non è un caso che in offseason si sia allenato con Drew Brees e Tom House, lavorando su precisione e ritmo.
La franchigia gli ha messo accanto continuità e talento. Per prima cosa una linea offensiva, fra le più solide della lega. Bolles, Powers, Wattenberg, Meinertz, e McGlinchey, sono stati tutti confermati dopo un anno fra le migliori 5 OL della lega. Con una OL così, potrebbe anche non importare se Nix non è ancora un tier 1 QB, l’attacco dovrebbe funzionare comunque.

A ricevere ci sono Courtland Sutton, fresco di estensione quadriennale da 92 milioni, che rimane l’arma principale nel passing game, Devaughn Vele come WR2, e Evan Engram, tight end (più ricevitore che TE puro) arrivato via free agency. Engram dovrebbe offrire quella dimensione intermedia che negli schemi di Sean Payton è fondamentale: un bersaglio affidabile nei terzi down e in red zone. Per lo stesso motivo al draft è stato preso Pat Bryant da Illinois, WR he ha droppato un solo pallone ricevibile nella scorsa stagione al college. Gli altri due receivers principali sono Mims e Franklin, i due velocisti per stretchare il campo.

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Nel Backfield ci sono RJ Harvey, preso al secondo giro del Draft, e JK Dobbins, per cercare di ricreare quel duo Kamara-Ingram che ai Saints fece furore nel 2017. Jaleel McLaughlin e Audric Estime sono quelli per fare rifiatare. Onestamente non mi sento di dirvi di aspettarvi giochi di artificio e 40 punti ogni domenica. Ma questo attacco, con tanti elementi giovani (nel reparto ricevitori soprattutto, tolti due veterani) potrebbe essere un’arma a lenta combustione durante la stagione che a fine 2025 potrebbe esplodere sul serio.

DEFENSE

La difesa dei Denver Broncos ha generando un notevole interesse in vista della stagione 2025. Nel 2023 questa difesa aveva preso 70 punti, a fine 2024 è stata 3° per punti difensivi subiti. L’unità è ampiamente attesa come una delle migliori della lega. Patrick Surtain II, DPOY in carica, non dovrebbe essere considerato solo un cornerback, ma un deterrente bellico. I Quarterback avversari semplicemente ad un certo punto hanno smesso di guardare dal suo lato. Ma la cosa più spaventosa è che il resto della difesa sta crescendo intorno a lui, con l’arrivo in Free Agency di Dre Greenlaw e Talanoa Hufanga. Arrivati dalla Baia di San Francisco portando la loro mentalità da “violenza controllata” ai piedi delle Montagne Rocciose.

Le fondamenta di questa difesa formidabile partono dalla linea difensiva, che è tra le migliori della NFL, anche quella non cambiata dal 2024. Ad ancorare la linea ci sono Zach Allen, DJ Jones e John Franklin-Myers, mentre per la pass rush c’è Cooper e l’elettrico Bonitto.

La secondaria è considerata il miglior gruppo di posizioni della squadra. Dall’altro lato di Surtain ci dovrebbe essere Riley Moss, e il rookie di primo turno Jahdae Barron, un CB più ibrido che può fare CB2, Nickel, e Safety se necessario. A Brandon Jones, safety sottovalutata che l’anno scorso ha fatto più giocate decisive di quanto molti si siano accorti, si unisce Talanoa Hufanga fornisce un notevole miglioramento, creando un tandem che si completa perfettamente. Al centro del campo, i Broncos hanno visto l’addio di Cody Barton che ha giocato il 92% degli snap lo scorso anno, ma il ritorno di Alex Singleton, e l’aggiunta di linebacker di razza come Dre Greenlaw. Da sperare che non si facciano male

Lo schema difensivo generale è stato semplificabile in : “Per prima cosa non ci corrono di sopra, e visto che abbiamo un’ottima secondaria, giochiamo principalmente a uomo e blitziamo fino a farli sbagliare”. Se questa difesa resta sana potrebbe meritarsi un nome che vada oltre NoFlyZone 2.0.

COACHING STAFF

Se c’è una cosa che separa le squadre probanti da quelle perfettamente costruite, non è il talento dei giocatori, ma l’intelligenza dell’organizzazione. E Sean Payton, nel suo terzo anno a Denver, sta mettendo in piedi una macchina ben oliata.

Al suo fianco come Offensive Coordinator c’è Joe Lombardi, il suo braccio destro dai tempi dei Saints. Uno che lo conosce e sa cosa vuole e lo porta poi in allenamento e in partita.
Poi c’è Darren Rizzi, arrivato come special teams coordinator, se il nome vi è familiare è perché ha guidato per un periodo i Saints come interim dopo l’esonero di Dennis Allen. Rizzi non è un nome da primo piano, ma è il tipo di figura cui Payton si fida e a cui affida le parti da aggiustare. Se gli special team a Denver smettono di essere la costante delusione del team, il merito sarà suo.

Sul versante difensivo, ovviamente c’è Vance Joseph, che dopo la scoppola di 2 anni fa contro i Dolphins ha rimesso la difesa in carreggiata e portata ad essere una delle migliori della lega.  Ma la vera gemma da tenere d’occhio è Jim Leonhard. Arrivato nel 2024 come defensive backs coach, già promosso a defensive pass game coordinator e assistant head coach nel 2025. Denver Broncos. Pat Surtain II è diventato DPOY sotto la sua guida. Almeno tre squadre lo hanno cercato per il ruolo di DC, ma lui ha scelto di restare per ora al Mile High. Se un giorno Vance Joseph dovesse andare altrove, Leonhard è il primo nome sulla lista.

Record previsto:10-7

Quando Sean Payton è arrivato a Denver, la squadra sembrava un cantiere abbandonato. Un roster con pezzi costosi fuori posto, un quarterback che non si integrava con l’attacco, e soprattutto una cultura che viveva ancora dei fantasmi di Manning e Von Miller. Due anni dopo, eccoci qui: i Broncos sono di nuovo una squadra con un’identità. Non perfetta, non ancora dominante, ma per la prima volta da quasi un decennio… credibile.

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I nostri voti

Offense - 7
Defense - 9
Coaching Staff - 8

8

I Broncos sono di nuovo una squadra con un’identità. Non perfetta, non ancora dominante, ma per la prima volta da quasi un decennio… credibile.

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Emanuele Sortino

Ph.D. in Material Science and Engineering at University of Colorado Boulder. Titolo preso solo col scusa di avere una copertura per la sua smania di football. SKO Buffs e GO Broncos!

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