NFL Preview 2025: New Orleans Saints

Era dal 2005 che a New Orleans non si vedeva un record più deludente di quello da 5 vittorie e 12 sconfitte della scorsa regular season. Nel mentre, i Saints hanno vissuto gli anni d’oro di Sean Payton e Drew Brees, nove qualificazioni ai playoff e il Super Bowl XLIV vinto contro i Colts. Dopo aver conquistato quattro AFC South di fila e aver sfiorato una seconda finale, il recente passato non ha regalato particolari soddisfazioni, ma la caduta nel baratro potrebbe non essersi conclusa. Anzi, ci sono forti possibilità che in questo momento la franchigia abbia oggi il peggior roster in NFL.

OFFENSE

A partire dal reparto d’attacco, si fa fatica a pensare ai Saints competitivi. Fin dalle basi: dopo aver tagliato Jake Haener, rimangono Spencer Rattler e Tyler Shough a disposizione tra i quarterback. Il primo, scelto al quinto round del Draft 2024, ha collezionato appena 1.317 passing yard con il 57% al lancio, 4 touchdown pass e 5 intercetti in 7 partite giocate nella stagione da rookie. Il secondo, chiamato lo scorso aprile con la numero 40, compirà 26 anni il prossimo 28 settembre e ha una lunga serie di infortuni alle spalle nelle stagioni al college. D’altronde, anche Kelvin Banks Jr, tackle arrivato con la nona assoluta, non era considerato tra i primissimi prospetti e la sensazione è che New Orleans si sia fatta sfuggire pezzi assai più pregiati, anche nel medesimo ruolo. L’offensive line, nel complesso, non è da buttare, anzi gioventù e talento si allargano a Cesar Ruiz, Trevor Penning e Taliese Fuaga, tutti scelti nel recente passato al primo giro del Draft, anche se il pezzo più pregiato sembra essere lo straordinario centro Erik McCoy.

Passando agli uomini a disposizione di Rattler, che giocherà almeno nella prossima Week 1, la punta di diamante è Chris Olave, nonostante l’infortunio che ha interrotto anzitempo la scorsa regular season con 400 yard e 1 touchdown in 8 partite giocate. Le precedenti due da 1.042 e 1.123 ci raccontano, però, il forte impatto che il wide receiver ha avuto a New Orleans. A proposito di problemi fisici, anche Rashid Shaheed dovrà ridurli al minimo per provare a tornare sui livelli del 2023, quando collezionò 719 yard e 5 TD. Brandin Cooks fa ritorno nella franchigia che lo scelse al Draft del 2014, ma difficilmente potrà avere un impatto sostanziale, mentre qualcosa in più ci si può aspettare da Devaughn Vele, arrivato dai Broncos dopo una stagione da esordiente da 475 yard e 3 TD, o dal tight-end Juwan Johnson, che ha toccato le 548 yard con 3 TD nella scorsa annata. Nel ruolo, il tuttofare è Taysom Hill, ma il grave infortunio al ginocchio subito lo scorso 2 dicembre lo terrà ancora lontano dal terreno di gioco almeno fino a Week 5. Dulcis in fundo, da anni a fare la differenza nei Saints è Alvin Kamara: mai oltre le 1.000 rushing yard, ha sempre superato quota 1.000 from scrimmage con numeri clamorosi su ricezione e, nella scorsa regular season, alle 950 yard su corsa ha aggiunto 543 yard extra, con 8 touchdown totali. Riuscirà a ripetersi anche in questo reparto?

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DEFENSE

I problemi, però, non sono concentrati tutti in attacco, perché anche la difesa sembra essere parecchio disfunzionale. In un front seven in là con gli anni e decisamente calato di rendimento nel recente passato, il punto di riferimento è Carl Granderson, 9 tackle for loss, 5.5 sack e 4 pass deflected nel 2024, e con lui Bryan Breese, tackle scelto al primo giro nel 2023 e salito a quota 7.5 sack dai 4.5 della stagione da rookie. Per il resto, si punta tutto sull’esperienza decennale di Cameron Jordan, 121.5 sack in carriera, ma appena 6 nelle ultime due stagioni messe insieme, e DeMario Davis, che dal 2012 a oggi ha ammassato 1.394 tackle e ancora 136 nell’ultima stagione, anche se appena 5 con guadagno di yard. Più delicato è il capitolo che riguarda Chase Young: il defensive end non è riuscito neanche lontanamente a soddisfare le attese della seconda scelta assoluta al Draft 2020, ma lo scorso anno ha giocato la prima stagione per intero in carriera, collezionando 8 tackle for loss e 5.5 sack e guadagnandosi un ricco – forse azzardato – rinnovo triennale a 51 milioni di dollari.

Citati i giocatori più rappresentativi, per quanto non per forza raffiguranti certezze, restano forti dubbi sulla restante parte del front seven, se non altro arricchito da Vernon Broughton e Danny Stutsman tra terzo e quarto giro al Draft. Nel medesimo contesto sono arrivati anche la safety Jonas Sanker e il cornerback Quincy Riley, ma è difficile che possano svoltare la situazione in secondaria, soprattutto dopo il doloroso ritiro di Tyrann Mathieu, tra le migliori safety dell’ultimo decennio. Il reparto conterà quindi sui due ottimi nuovi arrivati in free agency, Julian Blackmon e Justin Reid, che hanno convinto rispettivamente ai Colts e ai Chiefs. L’anello debole sono senz’altro i cornerback, che vedono Kool-Aid McKinstry, seconda scelta al Draft 2024 reduce da una stagione da rookie non così brillante, affiancare Isaac Yiadom, arrivato a fine contratto dai 49ers senza particolare clamore. Riusciranno le tante scelte giovani a ridare fiducia alla difesa?

SPECIAL TEAM

È stato confermato il kicker Blake Grupe, salito di rendimento rispetto all’81.1% del 2023 fino all’87.1%. Restano 4 field goal sbagliati su 31 tentati e un errore entro le 40 yard, che si accompagna però a un ottimo rendimento da 7/8 oltre le 40 e da 6/8 oltre le 50 yard. Da evitare i due extra point mancati su 33 totali. Il punter Kai Kroeger giocherà le prime partite in carriera con la maglia dei Saints, mentre non è una novità il già citato Shaheed, che, oltre a dare una mano a Rattler e Shough in ricezione, avrà il consueto ruolo fondamentale nell’ambito di punt e kickoff return.

COACHING STAFF

Tante delle speranze tra presente e futuro dei Saints sono rivolte verso il nuovo head coach, Kellen Moore. Dopo un paio di esperienze con luci e ombre tra Cowboys e Chargers, l’ex quarterback ha scelto gli Eagles come offensive coordinator nella passata stagione e la decisione lo ha portato a vincere il Super Bowl da assoluto protagonista, in un reparto che, se non altro con Saquon Barkley e il gioco di corse, ha riscritto la storia NFL. Il ruolo di capo allenatore è tutt’altra cosa, ma New Orleans, se non altro, può avere fiducia in un ragazzo di 37 anni con un’esperienza vincente di questo profilo. Moore non è arrivato da solo, per altro, ma in tutte le recenti esperienze ha portato con sé Doug Nussmeier, l’anno scorso quarterback coach di Philadelphia e oggi offensive coordinator a New Orleans, in una posizione che in carriera aveva svolto solo al college. Non è un novizio, invece, Brandon Staley, eletto defensive coordinator. Dopo aver dominato la scena nel ruolo nel 2020 ai Rams, è stato head coach dei Chargers per tre stagioni e ha chiuso l’esperienza con un 24-24 e una cocente rimonta subita dai Jaguars ai playoff. Di ritorno alla guida di una difesa, proverà a estrarre il meglio da un reparto non eccezionale.

Record previsto: 4-13

Il progetto Saints è, senz’altro, rivolto al lungo periodo. La scelta di un head coach come Moore, che ha portato con sé uomini fedeli e capaci, non si accompagna oggi a un roster di qualità. Soprattutto perché privo di giocatori importanti in ruoli chiave, a partire dal quarterback: tra Rattler e Shough le aspettative sono molto basse e ciò potrebbe portare a una sofferenza complessiva dell’attacco e, di conseguenza, a una difesa impegnata per molto tempo in campo, esattamente quel che non si addice a un reparto mediamente non più giovanissimo.

I nostri voti

Offense - 5.5
Defense - 5.5
Coaching Staff - 7

6

Il progetto Saints è sul lungo periodo: il nuovo coach Moore non potrà fare miracoli con un roster senza particolari qualità, a partire dai quarterback.

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Alessio Salerio

Scopre il football nella notte dell'upset di Phoenix del 2008, se ne innamora quattro anni dopo grazie ai medesimi protagonisti. Ideatore della rubrica "Colori, episodi, emozioni", negli anni cambiata di nome, non nella sostanza.

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