NFL Preview 2025: Carolina Panthers

I Carolina Panthers approdano al 2025 come un grande cantiere in costruzione, un cantiere aperto dal 2020 circa, che ha visto diversi crolli e più tentativi di ricostruzione falliti. Del resto, come tutti i grandi progetti le tempistiche sono sempre lunghe e molto spesso in ritardo. Dave Canales è l’architetto incaricato per il progetto attuale, in procinto di iniziare il suo secondo anno alla guida della franchigia nero-blu-argento. Il fatto di essere al secondo anno è già una notizia per un Head Coach dei Panthers e in effetti Canales si è meritata la conferma grazie soprattutto a una buona seconda parte di stagione scorsa, non tanto nel record, perchè 5-12 non si può considerare un buon record, ma nell’esprimere un football con una sua logica, soprattutto dal punto di vista offensivo. Questo, sommato all’evoluzione di Bryce Young anch’essa nella seconda parte di stagione 2024, ha infuso fiducia e ottimismo nel Front Office, ritenendo che la base c’è e ora piano piano si va a costruire il resto.

Non è secondario anche notare come, rispetto l’anno scorso, l’ingombrante figura di David Tepper sembra essersi ridimensionata, lasciando molto spazio decisionale ai suoi uomini sul campo, Dan Morgan per il comparto tecnico, Canales per le scelte tecnico-tattiche. Nelle ore più buie Tepper è stato addidato come il primo responsabile delle scelte scellerate e delle scommesse rovinosamente perdute che hanno portato il team negli ultimi 5 anni a sguazzare nella mediocrità, e dopo feroci critiche sembra che il Chairman abbia finalmente convenuto con il popolo delle Carolinas che debba fare un passo, se non indietro, almeno di lato. Però, tra tante scelte sbagliate, forse imporsi su Bryce Young invece che su CJ Stroud, potrebbe alla fine rivelarsi la scelta vincente, o per lo meno dimostrare che in entrambi i casi si sarebbe caduti in piedi. Stroud sembra averlo già dimostrato, per Young a quanto pare serve più tempo.

Il rebus QB non è banale ed è ancora in piedi, perchè il miglioramento oggettivo e anche impressionante che il giovane QB di Philadelphia ha avuto nella seconda metà di stagione scorsa è di certo incoraggiante, ma non basta da solo a dire con certezza che Young è la risposta: questa per lui sicuramente è la stagione della verità. Anche perchè quest’anno gli investimenti e le scelte fatte da Morgan sia in tempo di free agency, che in tempo di draft, hanno permesso di dotare Young di un attacco di certo molto più competitivo, di certo più di due anni fa.

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Situazione di Young a parte, la strategia in entrata Free Agency è stata interessante e a tratti sorprendente. In attacco saggia e prevedibile mossa di riconfermare la linea, che ben ha funzionato l’anno scorso (solo 29 sacks subiti), riconfermare Dalton, sempre per chiocciare Young, e riconfermare qualche giocatore in cui si crede ancora (a torto o ragione) nel potenziale, come Tommy Tremble e David Moore. Siccome è ampiamente dimostrato che i Panthers credono nelle seconde chance, ecco l’arrivo di Hunter Renfrow, alla ricerca di rilanciarsi dopo il brutto infortunio subito, è un giocatore che ha già superato le 1000 yard in carriera in una stagione, quindi male non fa.

Sul fronte degli addii invece salutiamo e “ringraziamo” Miles Sanders, che non lascerà di certo un ricordo indelebile dopo due anni davvero anonimi e deludenti, rimpiazzato da un emergente e promettente Rico Dowdle, le cui prestazioni l’anno scorso non hanno convinto i Cowboys per riconfermarlo, ma 1079 yard messe a segno da comprimario hanno convinto Morgan sul fatto che sicuramente possa essere una ottima spalla per Chuba Hubbard.

Se saltiamo dall’altra parte della linea di scrimmage il cantiere è di certo molto più indietro. L’anno scorso la difesa Panthers è stata tra le ultime della lega e la 32sima sulla difesa contro le corse, di certo oltri i limiti e la staticità tattica di un Ejiro Evero che non vuole saperne di muoversi dalla 34 defense, c’è anche un discorso di capitale umano molto povero, con poche eccezioni, tra cui il duo Cornerback Jaycee Horn e Mike Jackson, che sono stati confermati a suon di dollaroni, soprattutto Horn. L’addio dopo solo un anno a Jadeweon Clowney fa notizia, anche perchè il nativo del South Carolina il suo lo aveva fatto, a quanto pare però non abbastanza. Tra gli arrivi illustri in difesa spicca sicuramente Tre’Von Moehrig, forte safety da Las Vegas e Christian Rozeboom, che fatto parlare di se a Los Angeles sponda Rams.

Si arriva quindi al draft con la convinzione, condivisa da praticamente da tutti gli addetti ai lavori, che i Panthers avrebbero pesantemente agito sulla difesa, data la povertà sia a livello inside linebacker e pass rushers… e invece no! Prima scelta: Tetairoa McMillan, wr da University of Arizona. Mascelle spalancate e facce perplesse.

Statuario ragazzone nativo delle Hawaii “T-Mac” è stato scelto per incontestabili doti tecniche; eccelso route runner, mani da assicurare per milioni di dollari e una rara capacità di agire sulla palla anche in condizioni precarie. Non il più veloce, non il più esplosivo, ma in grado di prendere anche le palle più difficili, e in un momento dove il QB sta sviluppando la sua accuracy, avere in arsenale un wr del genere può fare la differenza. Dopo McMillan viene scelta una coppia di OLB/Edge rusher, Prince Umanmielen e Nic Scourton, per andare a compensare una chiara lacuna in pass rush, profili simili, prototipi dell’OLB moderno, che ben si prestano a una 34 defense. Attenzione quindi poi al RB Trevor Etienne, il fratello del più famoso Travis Etienne in forza ai Jaguars, se buon sangue non mente, questa scelta potrebbe rivelarsi una “steal”, anche la S Latham Ransom e il WR Jimmy Horn sono da osservare attentamente. Sembra tutto ben definito e chiaro. Si svecchia un po’, si riconfermano le certezze, si scommette con cautela, si rinforza dove serve, si potenzia dove si è già forniti.

La preseason scorre senza gioie nello score confermando le solite convinzioni, attacco più avanti della difesa, ma al 53 man roster cut le sorprese riguardano ancora l’attacco, perchè viene clamorosamente tagliato Hunter Renfrow, che sembrava aver il posto garantito, e soprattutto in una last minute trade con i Vikings, Adam Thielen viene rimandato in Minnesota per in cambio la 5th scelta 2026 e la quarta scelta 2027. Si vociferava da qualche settimana questa trade e alla fine è avvenuta, Adam è entrato nei cuori nero-blu-argento ma il football è un business, e in un parco WR giovane e di talento, “sacrificare” un veterano per scelte medio alte un suo senso ce l’ha, ma Renfrow potrebbe essere un rimpianto.

OFFENSE

Per la prima volta dopo anni un Head Coach dei Panthers dovrà affrontare un problema paradossale: l’abbondanza. Pur senza Thielen e Renfrow, il reparto aereo di Carolina annovera tanta gioventù e talento: Legette, McMillan, Coker, Tremayne, Horn e Moore di sono quasi tutti potenziali starter, con una età media di reparto di 24,3 anni. Una rivoluzione verde che da a Canales l’imbarazzo della scelta anche se Legette, McMillan e Coker sembrano essere più avanti nelle gerarchie. Sarà interessante vedere l’evoluzione di questi tre giocatori, in situazioni completamente diverse. McMillan deve confermare l’investimento, ha talento da vendere ma è sempre un rookie e a volte l’impatto con la NFL può distruggere le certezze. Legette non ha incontrato le aspettative lo scorso anno (495 yard e 4 TD) e deve riscattarsi, perchè i mugugni e dubbi su di lui crescono, mentre Jalen Coker è la favola a lieto fine, undrafted free agent che nessuno si calcolava, ha scalato tutta la depth chart e ora è starter, con margini di crescita ancora importanti. Di certo tanti occhi osserveranno questo trio, che Bryce Young dovrà servire degnamente.

Il problema dell’abbondanza si ritrova anche nel reparto corse, dove ci si aspetta una importante e continua staffetta tra Hubbard e Dowdle, una coppia solida e di talento, e numeri alla mano, da quasi 2200 yard in due lo scorso anno, ma il giovane Etienne scalpita e ha i numeri per insidiare le gerarchie.

QB, linea e TE sono riconfermati dallo scorso anno, riconferme meritate, ma ora è da trovare la continuità. La protezione offerta dai ragazzoni in linea, soprattutto grazie agli innesti Hunt e Lewis ha permesso a Young di trovare sicurezza e serenità e sul lungo dell’anno scorso questo si è visto nel gioco dell’Heisman Trophy  2022, che è andato via via migliorando.

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Se al primo anno Young ha avuto l’alibi della linea, al secondo anno ha avuto l’alibi della capacità di separazione dei WR, quest’anno le chiacchiere staranno a zero: ha tutto per esplodere, capacità personali, un reparto valido e un sistema efficace. In tanti, troppi pensano che questo sarà l’anno della consacrazione e deve essere così, perchè fallire la stagione riporterà i Panthers indietro ancora di anni, non se lo può permettere.

DEFENSE

Nonostante una off season intensa, la difesa restituisce ancora un sapore insipido, una sensazione tangibile di incompletezza, una inquietante consapevolezza sul fatto che ancora non ci siamo.

A roster fissato pur vedendo tanti nuovi nomi si ha l’impressione che nulla sia cambiato. Per citare Kurt Russell in “Fuga da Los Angeles” possiamo dire che “più le cose cambiano, più rimangono le stesse”. Felicissimo di essere smentito in futuro, ma non si vede chi possa essere in grado di migliorare questa maledetta run defense. In linea la buona notizia è il ritorno di Derrick Brown dopo un anno ai box per un grave infortunio, ma chi gli gira intorno non è di certo al suo livello e dietro gli inside linebacker Rozeboom e Trevin Wallace non sembrano dei game changer. La secondaria appare invece più in grado di dare garanzie, ma il punto debole rimane chiaro a tutti ed è frustrante notare come Evero non arretri sul suo modulo 34. Vero è che il football difensivo moderno ruota maggiormente su questo allineamento ma se non si ha il personale qualche alternativa va trovata. In tutto questo bisogna anche vedere se la pass rush, lasciata ai mano ai rookie essenzialmente, riuscirà a mettere pressione agli avversari. Lo scopriremo solo vivendo.

COACHING STAFF

Canales è alla sua seconda stagione come Head Coach e come HC dei Panthers, è già questo è qualcosa di rilevante, dato che ha già superato in tempo coach più blasonati come Frank Reich. I Carolina Panthers sono un tritacarne, una franchigia che toccato il vertice della NFL per poi piano piano ripiombare nell’anonimato. Ovvio che quando assaggi le delizie più prelibate, le vuoi mangiare ancora e al più presto: Tepper ha fretta, i fan hanno fretta, e questo genera molta pressione e poca pazienza. Grazie anche alla sua giovane età Canales sembra reggere la pressione e piano piano sta costruendo, finchè si migliora va tutto bene, e fino a ora è stato così. A coadiuvarlo lato offense anche qui un giovanissimo Idzik, non si parla mai di lui, forse perchè Canales lo sta “proteggendo”, forse perchè è marginale in questo momento, difficile avere un giudizio su di lui. Lato defense Evero, se non la sentisse, farebbe bene a sentire la pressione e svegliarsi perchè così non è cosa, deve trovare alternative, deve essere meno prevedibile, e dire che il suo assistente è un certo Dom Capers, uno che è nel football dal 1974, possibile che non si riesca andare oltre la 34 defense?

Record previsto: 7-10

I Carolina Panthers hanno tutto per una stagione migliore della precedente, a essere cautamente ottimisti è plausibile pensare di mettere a segno 2 o 3 vittorie in più rispetto lo scorso anno, che bene fanno allo spirito. Pensare di poter competere con Tampa Bay per la vittoria della NFC South è molto vicino all’utopia, ci sono troppe variabili e troppi “se”, ma chissà che, per una volta, le soprese saranno in positivo.

I nostri voti

Offense - 7
Defense - 5
Coaching Staff - 6

6

I Carolina Panthers approdano al 2025 come un grande cantiere in costruzione, un cantiere aperto dal 2020 circa, che ha visto diversi crolli e più tentativi di ricostruzione falliti.

T.Shirt e tazze di Huddle Magazine Merchandising

Alessandro Calabrese

Appassionato di Football Americano e tifoso dei Carolina Panthers dal 2006. Ex giocatore, da 3 anni Coach in II Divisione FIDAF

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