Tabù infranto (Cincinnati Bengals vs Jacksonville Jaguars 34-31)

Era dal 1990 che i Bengals non vincevano un Monday Night Football in trasferta, ma nell’epoca di Joe Burrow è normale che molti record e tabù vengano infranti, molto meno normale è che la vittoria sia arrivata con il backup quarterback Jake Browning che, con una splendida prestazione, ha permesso ai Bengals di battere i Jaguars all’overtime 34 a 31.

Cincinnati, senza il suo QB titolare, sembrava la vittima sacrificale da dare in pasto ai Jaguars di Trevor Lawrence che con una vittoria si sarebbero posizionati al primo posto assoluto in AFC, ma i tigrotti son partiti aggressivi cercando di vendere cara la pelliccia, azzardando addirittura un 4&3 al primo drive fermato da un sack del duo Allen e Walker.
Lawrence non perdeva tempo completando uno splendido passaggio di 26 yard per Kirk che si infortunava nell’azione ed era costretto a lasciare definitivamente la partita. Una serie di corse portava i Jaguars a ridosso dell’end zone e un bel pitch per Etienne consentiva ai padroni di casa di portarsi sul 7-0.
Nel drive successivo uno screen per Mixon e una corsa da 15 yard del rookie Brown mettevano McPherson nella condizione di tentare un calcio dalle 57 yard che si andava a infrangere sulla barra orizzontale dei pali.
L’ottima posizione di partenza non veniva però sfruttata da Lawrence e compagni che restituivano così subito palla agli ospiti.

Questo è stato il momento della svolta nella partita di Jake Browning. Dopo una mediocre prestazione contro gli Steelers la scorsa settimana, il quarterback alla seconda partita da titolare in NFL ha sfoderato una serie di passaggi medio lunghi per Chase e Irwin che hanno allungato la difesa, per poi punirla sul corto con i passaggi successivi che hanno prodotto grandi guadagni dopo la ricezione, portando i Bengals al pareggio con una corsa di Mixon.
Un bel drive ben orchestrato da Lawrence portava al primo TD in stagione di Engram, a cui rispondeva un sempre più sorprendente Browning che conduceva la squadra al secondo TD di MIxon della serata.
Il primo tempo si chiudeva in pareggio con un Lawrence in gran spolvero soprattutto quando si liberava in fretta del pallone, completando ben 7 passaggi su 8 per 70 yard e 1 touchdown quando lanciava in meno di 2,5 secondi.
Non di meno Browning chiudeva il primo tempo con un 17/19 per 178 yard, la miglior percentuale di completi all’intervallo dal 2020 per i Bengals.

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Un 3&out alla ripresa del gioco restituiva palla ai Bengals che non perdevano tempo e con un passaggio profondo per Chase, lasciato colpevolmente solo contro Tyson Campbell, siglavano una segnatura da 76 yard, la più lunga in stagione. L’asse Lawrence-Jones-Washington nel drive successivo portava di nuovo la partita in parità, anche se la safety Hill si lasciava scappare dalle mani il possibile intercetto in end zone che è poi finito a Washington.
A questo punto cosa farebbe un allenatore quando vede che il proprio backup QB è in serata di grazia e quando un trick play per far lanciare Chase nel primo tempo è finito con una perdita di 7 yard? Naturalmente chiamerebbe un altro trick play per far lanciare questa volta l’altro ricevitore, Tyler Boyd, con il risultato di provocare, sulle proprie 17 yard, un bell’intercetto di Allen su un passaggio laterale riportato fino alle 9 yard avversarie.
Seguivano due tentativi dalla 1 yard, il primo inconcludente di Etienne, il secondo una Qb sneak di Lawrence, che consentivano ai Jaguars di andare in vantaggio.
Dopo un drive infruttuoso a testa, era Browning che, dopo aver guadagnato il campo con una serie di bei passaggi per i propri ricevitori, riusciva a segnare il pareggio con una QB sneak.

Nel drive successivo, sulle 30 yard di Cincinnati, Lawrence subiva un sack a causa di una caduta provocata dall’indietreggiamento del Left Tackle Little che gli provocava una distorsione alla caviglia che lo metteva fuori dai giochi per il resto della partita, sperando che non gli provochi un’assenza più lunga.
A un primo calcio sbagliato da McManus dalle 48 yard, seguiva quello a segno di McPherson a 2 minuti e 31 secondi dalla fine, ma era bravo il backup QB di Jacksonville, Beathard, che imbastiva il drive per il pareggio di McManus dalle 40 yard che mandava le squadre all’overtime.
La difesa dei Bengals nel supplementare è salita in cattedra costringendo i Jaguars al punt anche grazie ad una sanguinosa penalità per holding che ha annullato un bel passaggio a Ridley a due yard dall’end zone.
I successivi passaggi per Chase e Higgins hanno permesso ai Bengals di raggiungere la distanza sufficiente a McPherson per siglare il field goal della vittoria dalle 48 yard.

Quello che a inizio stagione si profilava come un Monday Night spettacolare tra Burrow e Lawrence, non ha assolutamente tradito le attese ma si è chiuso con lo scontro in overtime tra Browning e Beathard.
È stato sicuramente uno dei più appassionanti Monday Night della stagione, ma l’eroe del giorno è stato sicuramente quello meno atteso: Jake Browning; 32 su 37, 354 yard, 1 TD pass, 22 yard su corsa e 1 rushing TD. Dopo la mediocre prestazione della scorsa settimana, specie in occasione dei terzi down che aveva chiuso con 2 su 10, ha sfruttato al meglio la settimana di lavoro, mostrando una calma tipica di Joe Burrow, da cui nel dopopartita ha dichiarato di aver appreso tanto e che gli ha fornito supporto in sideline nonostante l’operazione appena subita e il braccio al collo. Browning ha sfoderato tutti i colpi del suo repertorio che si è dimostrato sorprendentemente vario, ma merito va dato anche al coaching staff, che ha imparato dall’errore della scorsa settimana e ha adattato il playbook al nuovo quarterback.
La difesa dei Bengals è stata brava nel limitare le corse, specie quelle centrali, ma ha concesso troppo campo a Lawrence che ha chiuso con 22 su 29 per 258 yard e 2 TD, a cui bisogna aggiungere le 8 yard su corsa e 1 TD.

Il quarterback dei Jaguars rischia di subire uno stop la cui durata è ancora da stabilirsi, ma che lo ha visto rientrare negli spogliatoi zoppicando e sorretto dallo staff medico; i Texans e i Colts sono in rimonta e il passo da lottare per il primo posto in conference a perdere quello in division è breve.
Se l’attacco rischia di rimanere spuntato a causa delle assenze di Lawrence e Kirk, la difesa dei Jaguars è sembrata tutto tranne che solida. Ha permesso a un quarterback, alla seconda partita da titolare, di sembrare un fenomeno, al punto che quel numero 6 della maglia sembrava un 9 rovesciato come quello di Burrow; ha concesso 156 yard su corsa a una squadra che fino a week 12 era la peggiore della lega in questa statistica con solo 75,8 a partita.
Probabilmente i Jaguars hanno sottovalutato l’avversario, convinti di fare una passerella in diretta nazionale che li avrebbe portati al vertice della AFC e quando si son trovati davanti una tigre ferita ma agguerrita non sono riusciti ad arginarla, incappando in un passo falso che può davvero rappresentare una svolta negativa, soprattutto alla luce degli infortuni patiti, in una lotta per i playoff che si fa sempre più incerta e serrata.

I Bengals dal canto loro hanno sorpreso tutti con una prestazione di livello, soprattutto in attacco, permettendo a Zach Taylor di vincere la partita contro suo fratello Press, offensive coordinator dei Jaguars.
Con un Browning così i playoff non sono più un miraggio, anche se un obiettivo di questi Bengals è quello di sviluppare i giocatori che hanno avuto meno spazio come il running back Brown, autore di una prova convincente, e soprattutto capire il vero valore di un coaching staff che finora aveva sempre avuto Joe Burrow a nascondere le proprie lacune.

 La vera vincitrice di questo Monday Night resta comunque la NFL che continua a garantire grande incertezza anche nelle partite che sembrano più scontate, ma che questa volta ha potuto contare anche su uno spettacolo offensivo di alto livello qualitativo.

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