La strada verso il Draft: Aidan Hutchinson

Età: 21 – Ruolo: Defensive End – College: Michigan
Classe: Senior – Altezza: 6’ 7’’ (2.01 m) – Peso: 260 lb (118 kg)

Se si potesse progettare ed assemblare in laboratorio un defensive end da 4-3 gli si apporrebbero tutte le caratteristiche di Aidan Hutchinson. Prospetto praticamente esente da red flag per il ruolo. Ragazzo nato e cresciuto in Michigan, figlio di Chris Hutchinson, ex defensive tackle dei Michigan Wolverines, del quale Aidan ha ripercorso le tracce, giocando per lo stesso college e vestendo la maglia #97 , che d’ora in avanti sarà sempre collegata al nome di famiglia, in quel di Ann Arbor. Chris e Aidan sono la prima coppia padre-figlio a diventare All-American vestendo la maglia dei Wolverines.

La carriera a Michigan è stata sempre un crescendo, ma che il materiale di base fosse buono lo si era intuito già nell’anno da true freshman (2018), quando Aidan fu utilizzato, anche se non da titolare, in tutte e 13 le gare dei Wolverines. Il posto da titolare lo ebbe a partire dalla stagione seguente (2019) chiusa con 4,5 sack e 10 TFL. Dopo un 2020 di bye, per via di un infortunio e del calendario ridotto causa Covid, è tornato nel 2021 per la stagione da senior con alte aspettatve, che sono però state abbondantemente superate: 14 sack, 15 TFL, 4 fumble forzati e in generale una presenza sul campo che incuteva terrore nelle O Line e nei quarterback avversari.

Aidan Hutchinson è stato il capitano tecnico e spirituale di una Michigan che per la prima volta nell’era Harbaugh è riuscita a battere (demolire) Ohio State, e che per la prima volta si è qualificata ai Playoff nazionali, da numero #2 del ranking. Dicevamo che Hutchinson sia l’archetipo del pass rusher da 4-3. Per dimensioni, peso, potenza, volontà e leadership.

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Fisico imponente, costruito grazie ad una mentalità, a detta di allenatori e compagni, da vero e proprio “macinatore” in palestra: il classico giocatore cui si potrebbe affibbiare la frase fatta “il primo ad arrivare e l’ultimo ad andar via”. Grazie ad un lavoro mirato sulle fibre rapide, si è costruito un’esplosività da centometrista: il primo passo “in uscita dai blocchi” è impressionante, ed è una delle qualità principali per un buon atterratore di quarterback.

Assieme al fisico, alla potenza e all’esplosività, l’ultima grande qualità che un pass rusher deve possedere è la tecnica, ossia l’uso sapiente delle mani nel corpo a corpo, e forse questa, tra le tante, è proprio quella che eleva Hutchinson dal resto dei pass rusher della classe 2022 e in generale dalla media dei pass rusher in uscita da college. È un pass rusher piuttosto rifinito nell’uso delle mani e possiede un pacchetto di pass rush moves completo, anche se le più usate sono la swim – la bracciata da nuotatore con il braccio lontano, solitamente eseguita dopo un jab con il braccio interno – e la rip and dip – la mossa che prevede l’abbassamento della spalla al di sotto del braccio dell’O Lineman e il successivo movimento ad uncino del braccio per liberarsi definitivamente del tentativo di presa del protettore.

Oltre a queste, si sono viste anche vere e proprie bull rush, necessarie quando il lineman, conoscendo la tecnica del pass rusher da cui deve difendersi, si “protegge” tenendo le mani molto basse. Un esempio nel video qui sotto.

https://twitter.com/PFF_College/status/1467315136864137224?s=20&t=pjS4c_0xm0y8pggZ4Y0tgw

Potremmo continuare, ma il senso di tutto ciò scritto finora è che dal punto di vista tecnico al ragazzo non manca assolutamente nulla. Ed è quello che distingue un prospetto “pronto” da uno “grezzo”, come siamo soliti chiamarli.

Solitamente pass rusher così potenti offrono il fianco contro le corse: non è il caso di Aidan Hutchinson, che, pur essendo indubbiamente meno efficace da run stopper che da pass rusher, riesce a svolgere anche questo ruolo più che discretamente. Nel match contro Ohio State, per esempio, i Buckeyes hanno ripetutamente cercato di attaccare il suo lato della linea con le corse per cercare di stancarlo e di mandarlo fuori ritmo, ma i risultati non sono stati quelli sperati.

Altro aspetto da tenere in considerazione è la versatilità del ragazzo: lo abbiamo definito “l’archetipo del 4-3 DE”, perché è effettivamente costruito per fare quello, ma a Michigan ha giocato in una multiple defense, che cambiava spesso e volentieri fronti e ha dimostrato di saperci fare in tutti i ruoli dell’esterno della linea, anche come DE two-gapper o come OLB (ruolo ricoperto perlopiù nei primi anni), e in ogni caso è riuscito a produrre sack e TFL sia partendo da una two che da una three-point-stance.

Andando a cercare proprio il pelo nell’uovo, si può notare la sua tendenza ad “infiammarsi” in periodi specifici della partita, giocando più blandamente in altri, il che è un difetto piuttosto tipo dei prospetti in uscita dal college. Scavando ancora più in profondità potremmo dire che effettivamente qualche inch in più in quelle braccia lo avrebbe reso un prospetto fisicamente ancora migliore, ma siamo davvero ai dettagli.

Il range di uscita è la Top 3, quindi ha anche poco senso elencare le squadre che potrebbero essere interessate a lui, in quanto avranno reali speranze di accaparrarselo solo Jacksonville, Detroit e Houston, a meno di improbabili e onerosissime trade.

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