La strada verso il Draft: Drake London

Età: 2o – Ruolo: Wide Receiver – College: USC
Classe: Junior – Altezza: 6’4’’ (1.93 m) – Peso: 220 lb (100 kg)

Drake London è un big target che potrebbe far comodo a tante squadre. Un’ala piccola cui l’Altissimo ha regalato anche una velocità non totalmente sfruttabile sul parquet, ed ecco perché ce lo siamo ritrovati a dominare sul gridiron.

Nato e cresciuto a Moorpark, California, dove giocò per i Musketeers della locale Moorpark High School sia a football – 62 ricezioni, 1089 yard e 12 touchdown nell’anno da senior – che a basket – 29.2 punti di media, 11.9 rimbalzi e 3.8 assist all’ultimo anno, cifre davvero impressionanti.

Pubblicità

Data l’incredibile produzione sul parquet, il suo recruiting da parte di USC avvenne per ambedue gli sport e, nel 2019, giocò in entrambe le squadre anche se con fortune decisamente differenti: se con casco e paraspalle si è da subito dimostrato un pezzo importante per la squadra – 9 partite da starter sulle 13 totali, 39 ricezioni per oltre 500 yard – con la canotta è stato niente più che un pezzo da garbage time – solo 3 presenze e neanche un punto. Ecco perché dal 2020 è passato in pianta stabile al football, comprendendo che, contro le previsioni di chi lo conosceva all’high school, la strada verso la gloria sarebbe stata quella del rettangolo verde.

Inutile girarci attorno: se Drake London è considerato un prospetto da primo giro lo deve soprattutto al suo fisico. È infatti un big target che rappresenterà un mismatch fisico con qualsiasi CB anche al piano superiore: altezza, braccia lunghe e forza fanno di lui un’arma potenzialmente letale in redzone.

Ovviamente il fisico di per sé non basta, ma quando ad esso si legano una grande capacità di assorbire i contatti e delle mani forti, estremamente utili nelle ricezioni contestate, ecco che si inizia a prospettare un wide receiver interessante.

A renderlo da primo giro ci pensano il route running – estremamente vario e rifinito – e l’ottimo rilascio, rapido e creativo.

Ciò che sorprende di Drake London è il suo essere davvero completo tecnicamente come prospetto, non ci sono dei veri aspetti del gioco in cui manca totalmente e, anche se la sua produzione collegiale non è stata al livello degli altri talenti da primo giro, non va dimenticata la squadra di provenienza: probabilmente la peggior USC dal secondo dopoguerra, con scarsa produzione offensiva e una continua rotazione nel ruolo di QB, con il quale per i ricevitori è sempre stato difficile creare un feeling.

Essere riuscito comunque ad emergere in una situazione, come detto, piuttosto disastrata, dimostra che la stoffa il ragazzo ce l’ha.

Pubblicità

Anche se le doti fisiche fanno di lui un ideale WR1, a USC ha giocato spesso anche nello slot, destreggiandosi bene nelle zone interne del campo con ottimo controllo del corpo. Sullo slot veniva spesso marcato da linebacker, decretati più adatti di uno slot-corner per marcarlo, i quali venivano però prontamente battuti a livello atletico.

La forza di London sta fondamentalmente qui: riuscire a rappresentare un mismatch sia contro i defensive back (mismatch fisico) che contro i linebacker (atletico) e quindi rappresentare un costante grattacapo per i defensive coordinator avversari.

Ovviamente ciò che lo separa da Julio Jones è l’atletismo: abbiamo visto in questo Draft process crollare le quotazioni di molti prospetti poiché reputati “troppo lenti per essere WR1 in NFL” – il più clamoroso è probabilmente David Bell, ma anche Treylon Burks ha perso qualcosina. Il trattamento riservato a Drake London è stato, invece, diverso. Probabilmente in questo caso, dato il fisico imponente, si considera che la “velocità pura”, ossia quella misurata con la 40-yard-dash, non sia poi fondamentale per lui per creare la separazione necessaria per effettuare la ricezione, poiché i centimetri che ha gli garantiscono sempre un catch radius più ampio rispetto a quello del suo marcatore.

Focalizzarsi troppo su un singolo aspetto non è mai cosa giusta, specialmente quando tale aspetto non è osservato direttamente sul campo. Ecco perché la 40-yard-dash va considerata, ma fino ad un certo punto, e non può e non deve variare totalmente la percezione di un prospetto.

Valutandolo sul campo, Drake London è un ricevitore che per le potenzialità che ha merita il primo giro, pur non essendo una vertical threat, ma più un “possession receiver” – ricevitore che ti fa prendere il primo down e mantenere il possesso, più che creare big plays dal nulla. Non essendo pericoloso sul profondo non godrà del titolo di “talento generazionale”, ma non per questo non meriterà una chiamata attorno alla metà del primo giro.

Di squadre interessate a lui, e in generale ai WR, ce ne sono tante, per citarne qualcuna: Washington, Philadelphia, Los Angeles Chargers, New Orleans e difficilmente andrà oltre alla 22 di Green Bay.

Articoli collegati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pulsante per tornare all'inizio