Brian Flores ha denunciato NFL, Broncos, Giants e Dolphins

La causa legale intentata due giorni fa da Brian Flores, ex capo allenatore dei Miami Dolphins, ha colto tutto di sorpresa, potrebbe avere pesanti ripercussioni sulla NFL e, soprattutto, sta suscitando vivaci dibattiti nel mondo del football e non solo. In questo articolo cercheremo di descrivere quali sono le accuse che Flores ha rivolto alla NFL e ad alcune squadre per cercare di offrire quanti più possibili elementi per una discussione. Sarà la Corte Federale di New York a decidere quante di queste accuse siano state dimostrate e se possono o meno avere rilevanza penale/civile.

Class action

Brian Flores ha denunciato la NFL, i Denver Broncos, i Miami Dolphins e i New York Giants per pratiche razziste nel processo di selezione degli allenatori e per comportamenti contrari alle norme in vigore. La causa è stata presentata sotto forma di class action, il che significa che chiunque può unirsi se ritiene di aver subito almeno uno dei danni citati da Flores nella sua causa.

Brian Flores è conscio, e lo ha espressamente dichiarato, che un’azione del genere può potenzialmente chiudere la sua carriera nella NFL, ma che l le motivazioni alla base della sua causa valgono l’eventuale prezzo da pagare.

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Rooney Rule

Per capire l’ambito della causa non possiamo non partire dalla Rooney Rule, introdotta nella NFL ad inizio secolo con lo scopo di aumentare il numero di esponenti delle minoranze etniche nei cosiddetti ruoli “direttivi” nella lega. La regola, modificata e ampliata nel corso degli anni, attualmente stabilisce che una franchigia abbia l’obbligo di intervistare almeno due candidati esterni al proprio staff ed esponenti di minoranze etniche per l’incarico di Head Coach, almeno uno per un incarico di Coordinatore e almeno uno per altre posizioni dirigenziali (General Manager, Presidente eccetera). Ovviamente la regola non obbliga all’assunzione, non disciplina come l’intervista debba essere condotta, lasciando tutto alla gestione dei singoli team. Al momento, dopo il licenziamento di Brian Flores dai Dolphins e di David Culley dai Texans è in carica un solo head coach di colore, Mike Tomlin agli Steelers, rispetto ad una percentuale del 75% fra i giocatori.

Quello che Brian Flores ha voluto evidenziare con la sua denuncia è come molti di questi colloqui siano fatti semplicemente pro-forma, solo per ottemperare alla regola e non per vero interesse nei confronti della persona, che diventa quindi solo uno strumento. La domanda è quanto questo sia provabile, ma ci arriviamo tra poco.

La NFL

La NFL è accusata da Brian Flores di aver violato una sezione della legge sui diritti civili. Di fronte alla Corte Federale Flores e i suoi avvocati dovranno dimostrare che la NFL ha messo in atto un sistema che non permette nei fatti alle persone di colore/minoranze di avere gli stessi diritti degli altri. Per provare questa accusa Flores dovrà avere (avrà) la cosiddetta “smoking gun”, cioè una prova inconfutabile che confermi la sua teoria.

La richiesta di Flores, come risarcimento, è la creazione di un comitato che cerchi investitori di colore interessati ad acquistare una squadra NFL, il cambiamento delle politiche di assunzione di Head Coach e General Manager, l’obbligo per le squadre di motivare per iscritto il licenziamento di un allenatore e la creazione di un programma di formazione che aiuti i coach di colore a migliorarsi per poter fare carriera.

Come ovvio e prevedibile, la NFL ha smentito ogni accusa (e ci mancherebbe) con un comunicato diffuso il giorno successivo la denuncia.

New York Giants e Denver Broncos

Brian Flores accusa le due società di averlo intervistato per la posizione di Head Coach non perché interessate, ma solo perché richiesto dalla Rooney Rule e/o di averlo fatto quando avevano già deciso chi assumere.

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Nel caso dei Giants Flores ha prodotto gli screenshot di una conversazione via messaggi di testo con Bill Belichick, il capo allenatore dei New England Patriots e suo mentore, che gli faceva i complimenti per aver avuto l’incarico di Head Coach della squadra di New York; Flores rispondeva che doveva ancora essere intervistato e a quel momento Belichick si scusa per aver sbagliato Brian, vista l’omonimia con Brian Daboll, la persona scelta dai Giants e anch’esso ex-assistente di BB. Che Belichick sia rintronato o abbia scritto volutamente a Flores non è tema di questo articolo, ma ha fornito una prova che ci sia stata una violazione della Rooney Rule. Aspettiamoci anche per Bill una convocazione in tribunale a dover dichiarare chi gli ha dato l’informazione.

Per i Broncos invece l’accusa risale al 2019 quando Flores fu intervistato dalla franchigia del Colorado per il posto di Head Coach. Secondo lui John Elway (General Manager) e Joe Ellis (Presidente) si presentarono al colloquio con un’ora di ritardo ed in uno stato di forma da palesi  reduci da una serata di bevute pesanti. Secondo Flores l’intervista servì solo a smarcare la casella Rooney Rule visto che poco dopo venne annunciata l’assunzione di Vic Fangio.

I Broncos negano ogni accusa:

The allegations from Brian Flores directed toward the Denver Broncos in today’s court filing are blatantly false. Our interview with Mr. Flores regarding our head coaching position began promptly at the scheduled time of 7:30 a.m. on Jan. 5, 2019, in a Providence, R.I., hotel. There were five Broncos executives present for the interview, which lasted approximately three-and-a-half hours—the fully allotted time—and concluded shortly before 11 a.m. Pages of detailed notes, analysis and evaluations from our interview demonstrate the depth of our conversation and sincere interest in Mr. Flores as a head coaching candidate. Our process was thorough and fair to determine the most qualified candidate for our head coaching position. The Broncos will vigorously defend the integrity and values of our organization—and its employees—from such baseless and disparaging claims.

Miami Dolphins

Qui la situazione un po’ si complica perché si esce dal terreno razziale per spostarsi su quello dell’etica e lealtà sportiva. Brian Flores accusa Stephen Ross, proprietario dei Dolphins, di avergli offerto nel 2019 100mila dollari di ricompensa per ogni partita persa dalla squadra, aggiungendo che gli venne riferito dal General Manager Chris Grier che Ross era furioso dopo ogni gara vinta perché questo pregiudicava la posizione dei Dolphins al Draft e di conseguenza le possibilità di aggiudicarsi un quarterback di valore.

Ma non è tutto. Flores sostiene anche che, nell’inverno del 2020,  Ross chiese a Flores di raggiungerlo sul suo yacht per fare una chiacchierata con un “quarterback importante”. Invito che Flores rifiutò perché al momento il giocatore era ancora sotto contratto con un’alta squadra e l’incontro avrebbe a suo dire rappresentato una violazione delle regole sul “tampering” (la regola che proibisce i  contatti con giocatori di altre squadre).

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La risposta di Stephen Ross:

With regards to the allegations being made by Brian Flores, I am a man of honor and integrity and cannot let them stand without responding. I take great personal exception to these malicious attacks, and the truth must be known. His allegations are false, malicious and defamatory.

E adesso?

E’ ancora presto per capire cosa succederà davvero. In ogni caso, la NFL e le squadre citate hanno reagito in maniera molto dura negando ogni possibile coinvolgimento, quindi molto probabilmente non ci sarà nessuna investigazione della Lega ad esclusione dell’accusa dei soldi per perdere. Non è ancora stata fissata la data della prima udienza nella quale Brian Flores dovrà cominciare a rivelare quali sono le prove a sostegno della sua teoria e non è detto che, come detto sopra e come sostengono gli avvocati di Flores che dicono di essere già stati contattati, qualcun altro non si unisca alla class action (come ha ad esempio ventilato Hue Jackson, ex HC dei Cleveland Browns).

Con la collaborazione di Mauro Rizzotto

Giovanni Ganci

Sports Editor si direbbe al di la dell'oceano, qui più semplicemente il coordinatore di tutta la baracca. Tifoso accanito dei San Francisco 49ers, amante del college football e al di fuori dello "sferoide prolato"© forza Boston Red Sox.

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