Il riassunto di Week 6 NCAA

Dopo una quinta giornata relativamente tranquilla ecco che la week 6 di College Football ci regala sorprese a non finire ma anche le solite certezze: ‘Bama, nonostante i tanti punti concessi, si è sbarazzata della malcapitata Arkansas, West Virginia ha inflitto la 4 sconfitta stagionale a Kansas mentre Michigan dopo le difficoltà di settimana scorsa ha vinto piuttosto agevolmente con Maryland. Vince ancora NC State contro una Boston College sempre più in caduta libera, passeggiata di salute per Clemson dopo lo spavento di settimana scorsa, Ohio State soffre un tempo per poi prendere il comando delle operazioni contro gli Hoosiers.

Vittoria e record di 5-0 per Colorado che grazie a 4 TD di Shenault si conferma una delle sorprese della stagione, UCF non ha problemi contro SMU, Georgia vaporizza Vanderbilt mentre Washington e Wisconsin negano la gioia della prima W stagionale a UCLA e Nebraska. Vittoria super convincente di ND che guidata ancora una volta da Ian Book ridimensiona gli Hokies e rafforza la sua posizione per uno dei quattro posti che valgono le semifinali nazionali.

texas a&m

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Per quanto riguarda le sorprese partiamo da Northwestern che dopo aver rischiato il colpaccio con Michigan riesce a battere Michigan State infliggendo così agli Spartans la seconda sconfitta stagionale. Florida, nella palude, sorprende una LSU che fin qui era stata perfetta infliggendo una sconfitta pesantissima in chiave Playoff mentre Miss State dopo i disastri delle ultime 2 settimane ha vinto piuttosto agevolmente contro la favoritissima Auburn. Jimbo Fisher ci aveva già provato con Clemson e Alabama non riuscendo nell’impresa; questa volta lo scherzetto gli è riuscito e gli Aggies hanno fermato la corsa dei Wildcats di Kentucky vincendo per 20-14 all’OT. Continua la caduta di Stanford che si fa sorprendere da Utah in casa e quella di Oklahoma State che si fa sorprendere dagli imprevedibili Cyclones di Iowa State.

Infine questa era anche la week di due delle Rivalry più sentite del college football: al Cotton Bowl di Dallas, Texas dopo essersi fatta rimontare 21 punti in 4 minuti ha vinto con un calcio allo scadere del Kicker sconfiggendo Oklahoma mentre all’Hard Rock Stadium i Canes hanno rimontato 20 punti a Florida State e per il secondo anno consecutivo si portano a casa la vittoria contro i Seminoles.

Texas vs Oklahoma 48-45

Texas is back.

Dopo una sfida bellissima e non solo per l’alto punteggio (il più alto da quando esiste il Red River Showdown) ma anche per gli alti contenuti tecnici e le grandi giocate cui abbiamo assistito, i Longhorns si aggiudicano con il brivido finale una partita che hanno meritato di vincere. La squadra di Herman era molto più motivata, era molto più convinta e nonostante abbia concesso 45 punti ad Oklahoma ha disputato un’ottima partita difensiva. L’ex coach di Houston è ormai in pieno controllo della squadra, Ehlinger lo possiamo consacrare nell’élite dei QB di questa prima metà di stagione, c’è un pacchetto di ricevitori di assoluto livello e la difesa, come detto, riesce ad adattarsi all’attacco che si trova di fronte per poi capirne i punti deboli ed approfittarne.

L’attacco è ormai collaudato e le oltre 500 yard lo attestano; certo segnare oltre 500 yard ad una squadra di BIG XII non è un’impresa da consegnare agli annali viste le difese presenti nella conference ma per una squadra che veniva da una striscia positiva non era semplice affrontare un avversario del genere.

Purtroppo Oklahoma è incappata negli stessi errori difensivi che si porta indietro ormai da troppo tempo e che Stoops si era ripromesso di correggere week dopo week, stagione dopo stagione; difficoltà nei placcaggi esterni contro ricevitori possenti come quelli di Texas, grosse difficoltà nel riconoscere la read option di Ehlinger, miss tackle, pessima pass coverage, incapacità nel difendere contro i blitz insomma nulla di nuovo in quel di Norman. Tuttavia non possiamo non riconoscere ai Longhorns tutti i meriti di questa vittoria: addirittura Ehlinger aveva lanciato in stagione più di 300 yard solo una volta e non aveva segnato più di 3 TD mentre sabato ha lanciato 314 yard ed è stato responsabile di ben 5 TD. Chiaro che con questi numeri non ci poteva essere altro esito in questo Rivalry game e Texas ha battuto i Sooners allo stesso modo di TCU e USC anche se i ragazzi di Herman hanno commesso le loro solite sciocchezze cioè in difesa concedono ancora troppi big plays sebbene i due turnover di Murray hanno portato in dote a Texas 10 punti; anche il fatto di aver concesso il rientro di Oklahoma (21 punti recuperati di deficit in soli 4 minuti) è una questione da risolvere al più presto.

Murray nonostante gli errori ha giocato una grande partita ma ormai è lapalissiano il fatto che contro ottime squadre e in una partita punto a punto l’attacco dei Sooners deve essere perfetto per emergere. Ecco perché dopo sabato è uscito il solito quesito che si pongono tifosi e addetti ai lavori di Oklahoma e cioè: perché ogni anno c’è un attacco da titolo nazionale e una difesa da Sun Belt con tutto il rispetto per quella conference? Riley in data di lunedì ha riposto a queste domande licenziando il DC Stoops e assumendo il suo ex HC ai tempi di East Carolina, Ruffin McNeill. Vedremo se questo vento di cambiamento in quel di Norman porterà ai Sooners i tanto sperati progressi difensivi.

LSU vs Florida 19-27

Anche Florida cosi come Texas is back.

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Alla vigilia della sfida contro i Tigers era difficile pensare che i Gators potessero vincere contro LSU, perlomeno quelli visti offensivamente contro Miss State. Magari il fatto che fosse presente Tim Tebow sulla sideline insieme al team che dieci anni fa ha portato il titolo nazionale nella Swamp ha portato fortuna ma Florida ha disputato la partita perfetta. Se pensiamo a cos’era questa squadra dopo la sconfitta contro Kentucky non possiamo che fare i complimenti a coach Mullen perché la crescita in quelle aree in cui proprio i Wildcats avevano creato delle voragini si è notata in queste ultime uscite di Florida. A livello difensivo è stata una partita simile a quella contro i Bulldogs con una forte pressione della pass rush che ormai è diventata un incubo, blitz costanti dei DB, una difesa a zona nei giochi su passaggio che ha mandato in confusione Burrow, insomma una partita perfetta difensivamente sia all’interno che all’esterno.

Per quanto riguarda il lato offensivo invece chi aveva l’idea che questo team fosse costruito solo per correre, che Franks non è un QB in grado di vincere partite del genere e che l’attacco non è in grado di giocare anche in no huddle quando serve beh si dovrà ricredere poiché come ha detto Mullen; “abbiamo trovato molti modi per vincere una partita di football”. Il coach ex Miss State ha infatti trovato la chiave per aprire la difesa di Aranda con delle run option (come i tanti Pitch di Franks) che hanno mandato in confusione LSU e che sembrano essere la chiave di questo attacco anche grazie al fatto che il #13 è ormai in totale confidenza.

Male invece LSU perché aveva costruito questo inizio di stagione nel fatto di evitare turnover e nella fiducia totale di una grandissima difesa. Per la quadra di Orgeron invece è successo tutto il contrario; a parte i turnover, troppi drop nei momenti cruciali, troppe penalità, pessima difesa e pessimo attacco nei terzi down e una involuzione nella difesa preoccupante. Eravamo abituati ad una pass rush feroce, ad una difesa contro le corse asfissiante; bene niente di tutto ciò è accaduto sabato, non solo per demeriti dei Tigers ma per meriti di Florida. Anche in attacco stati fatti passi indietro e qui molte delle colpe vanno al coaching staff, incapace di capire che stile di gioco affrontare contro una difesa come quella dei Gators. Di per se non sarebbe una sconfitta che estromette LSU dai giochi ma il fatto che sabato arrivi Georgia nella Death Valley pone Oregon nella condizione da dentro o fuori. Se i Tigers vincono bene, altrimenti devono dire addio a tutti i sogni di PO e conference.

Florida State vs Miami 27-28

Altra rivalità, altra grandissima partita. Miami e FSU hanno dato vita ad una sfida bella tosta, con qualche contenuto tecnico di rilievo ma giocata molto sul filo dei nervi, della tensione e della garra. La spuntano alla fine i padroni di casa grazie ad una maggiore concentrazione e ad un secondo tempo che ha fatto salire di livello la difesa di coach Richt.

Peccato per i Seminoles perché i tifosi ormai avevano assaporato la vittoria ma era chiaro che quando la partita è stata decisa da alcuni errori di FSU, nella squadra di Taggart si è insinuato il tarlo dell’insicurezza, della poca preparazione mentale, della poca attitudine a tenere i nervi saldi e quindi i ‘Canes ne hanno saputo approfittare.

Miami è indubbiamente una squadra che ha dei problemi e che non può infatti pensare di recuperare un divario di 20 punti ogni volta; è vero che commette ancora qualche errore banale di troppo ma è una squadra con del carattere, forgiata sicuramente per soffrire e per far fronte alle tante difficoltà. Non ultima l’infortunio gravissimo al TE Ahmmon Richards che dovrà dire addio per sempre al football giocato dopo aver subìto un brutto colpo al collo. Per il programma e per i fan è stato l’ennesimo colpo durissimo ed infatti la vittoria è stata dedicata proprio al #82; per tutto il mondo rosso-verde sarà un ulteriore sfida da vincere assolutamente.

La squadra di Taggart invece sembra essersi ripresa, almeno momentaneamente dall’impasse di inizio stagione. Almeno offensivamente i ‘Noles hanno dimostrato di saper stare in campo, di saper segnare utilizzando varie soluzioni e finalmente si è visto un Francois molto più sicuro e tranquillo perlomeno nella prima parte di gara. I soliti errori infatti hanno poi affossato FSU e complice un intercetto e un fumble proprio del #12 hanno permesso a Miami di rientrare in partita. Senza questi errori (dovuti più che altro ad una tenuta mentale non perfetta e ad un fattore di insicurezza) i ‘Canes non l’avrebbero mai recuperata. Proprio da questa sfida però deve ripartire la squadra di Taggart poichè errori a parte si è vista una squadra diversa, più convinta e un po’ più in confidenza.

HEISMAN_WATCH

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Non cambia nulla nella leadership della classifica valevole per l’Heisman Trophy. Tagovailoa resta saldamente al comando dopo aver messo a referto 334 yard e 4 TD nella vittoria di Alabama contro Arkansas mentre segue al secondo posto Dwayne Haskins che prende il posto di Kyler Murray grazie alle 455 yard e i 6 TD pass nella vittoria di Ohio State contro Indiana. Il QB di Oklahoma si deve accontentare della terza posizione nonostante i suoi Sooners siano stati sconfitti da Texas nel Red River Showdown. Chiudono invece la top 5 Will Grier, che ha lanciato qualche intercetto di troppo contro Kansas, ed una coppia formata da Ed Oliver e Jonathan Taylor che si rivede in classifica dopo le 221 yard corse e i 3 TD messi a segno nella W contro Nebraska.

Scusate il College Football, il podcast dedicato alla NCAA

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Francesco Fele

Ho 29 anni e sono appassionato di sport Usa da 5 anni, seguo sopratutto il football (tifosissimo delle cheesehead) e l'NBA.

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