L’ora della verità (Indianapolis Colts vs Las Vegas Raiders 44-27)

Un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno, diceva il saggio. Questo è ciò che nelle ultime settimane mi veniva in mente pensando al 2020 dei Raiders.

Grandi prestazioni come quelle contro i Chiefs, crolli terribili come con i Buccaneers e con i Falcons, vittorie insperate strappate per il rotto della cuffia come contro i Jets. I Raiders, ancora a tutti gli effetti in corsa per i playoff, dovevano dimostrare contro i diretti rivali Indianapolis Colts di poter competere per un posto da Wild Card. Era l’ora della verità… ma l’orologio è rotto.

“Abbiamo preso una decisione molto difficile”, ha detto Jon Gruden lunedì, commentando la notizia dell’allontanamento del defensive coordinator Paul Guenther. “Paul è un mio grande amico ed un grande coach, ma ora ci serviva una voce diversa”.

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Riavvolgiamo il nastro e torniamo alla partita di domenica, uno strazio – ancora una volta – per i tifosi nero-argento. Gli Indianapolis Colts hanno galoppato in lungo e in largo incontrastati sul prato verde del nuovissimo stadio di Las Vegas. La difesa di Guenther non aveva risposte, tanto da concedere, a partita conclusa, 212 yard su 31 corse (6.8 di media) e 2 TD… e questo tenendo in conto anche gli inginocchiamenti per far scorrere gli ultimi secondi.Senza sporcare troppo la divisa, il rookie RB Jonathan Taylor ha guadagnato 150 yard su 20 corse (7.5 di media); sue sono state le due segnature sul terreno.

Chi proprio a fine partita non ha neanche dovuto lavarla la divisa, visto che non ha versato una sola goccia di sudore, è stato Philip Rivers. Il QB ex Chargers, alla ventinovesima partita contro i Raiders, ha avuto un posto privilegiato per osservare la debacle del reparto difensivo nero-argento. Protetto in maniera perfetta dalla sua linea, anche quando il LT Anthony Castonzo ha lasciato il campo per infortunio, il veterano ha avuto tutto il tempo necessario per permettere ai suoi ricevitori di liberarsi delle marcature, concludendo con un 19/28 per 244 yard e 2 TD.

I Colts hanno segnato in sette dei nove drive offensivi della partita, 4 TD e 3 field goal. A chiudere i giochi ci ha pensato la difesa, che in pieno garbage time ha messo a segno un pick-six con Khari Willis, bravo ad impossessarsi di un pallone sfuggito alle mani del RB Jalen Richard. Si trattava del secondo intercetto di Derek Carr; il primo era stato messo a segno in maniera spettacolare in end zone da Kenny Moore II nel secondo quarto.

I Raiders, nel primo tempo nonostante tutte le difficoltà sono rimasti in partita, ed i tifosi speravano che si accendesse una scintilla, che la squadra si scuotesse. In vantaggio 14-10 grazie a due TD pass consecutivi, uno per il sempre troppo poco utilizzato TE Foster Moreau ed uno per il solito Nelson Agholor, i Silver & Black si sono fatti subito beffare da un redivivo T.Y. Hilton – 2 TD su ricezione ed una coreografia in end zone che da sola è uno schiaffo alla difesa dei Raiders. Rodrigo Blankenship con un facile field goal ha mandato le squadre negli spogliatoi sul 20-14 per gli ospiti.

Nel secondo tempo è stato Taylor a salire sul palcoscenico, con due TD su corsa – uno dei quali da 62 yard grazie ai perfetti blocchi della OL.

I Raiders hanno dimostrato ancora una volta di non avere una identità in difesa, incapaci di mettere pressione sul QB e decisamente inetti contro le corse, e per questo Guenther non poteva che pagarne le conseguenze. Ma l’attacco, nelle mani di Gruden, non ha certo brillato. Pur consapevole delle difficoltà della difesa, l’head coach e play caller offensivo per ben due volte si è accontentato di un field goal dopo aver fallito l’assalto alla end zone dalle ultime 20 yard. Se devi affondare, forse è preferibile farlo con stile… coltello fra i denti, andando all’arrembaggio. Ma Gruden non è più il Chucky dei primi 2000, dalla sideline non trascina la squadra e troppo spesso si fa trovare dalle telecamere con espressione sconsolata, l’espressione di chi è in balia degli eventi.

Dopo due partite in cui la difesa è stata imbarazzante non poteva che compiersi un sacrificio. Nonostante la settimana corta – i Raiders giocheranno il Thursday Night Football game contro i Chargers – l’addio a Guenther non poteva aspettare. C’era bisogno di una scossa, e Gruden prova a darla mettendo la difesa nelle mani del defensive line coach Rod Marinelli. Difficile attendersi un netto cambio di rotta, ma i Silver & Black con il loro record di 7 vinte e 6 perse sono ancora matematicamente in corsa per i playoff e si deve fare di tutto per scuotere l’ambiente.

I Colts dal canto loro non solo hanno superato in scioltezza una delle avversarie per la corsa alla Wild Card, ma hanno raggiunto i Tennessee Titans in vetta alla AFC South con il record di 9-4. La corsa per il titolo divisionale si fa davvero interessante.

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Mako Mameli

Appassionato di football americano fin dall'infanzia, gioisce e soprattutto soffre con i suoi Raiders e aspetta pazientemente che la squadra torni a regalargli qualche soddisfazione, convinto che sarà ancora in vita quando Mark Davis solleverà il quarto Lombardi Trophy. Nel tempo libero gioca a flag football e mette in pratica gli insegnamenti di Al Davis lanciando lungo ad ogni down... peccato che abbia una percentuale di completi peggiore di quella di JaMarcus Russell.

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Un Commento

  1. quando venne fired Norton,la difesa passò a John Pagano e se ricordo bene in quelle ultime gare la secondaria migliorò il proprio rendimento,quindi magari potremmo aspettarci una uguale evoluzione anche stavolta.
    non ho capito perché tenere Carr in campo a partita già ampiamente persa.
    le ultime tre saranno tutti match ball e forse manco basterà.
    in queste condizioni giovedì alle 2 e passa di notte forse non vale la pena stare svegli…vedremo.

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