Uno sguardo al 2019: New England Patriots

Vi proponiamo la review della stagione 2019 delle trentadue squadre NFL: aspettative, risultati, futuro. Oggi è il turno dei New England Patriots.

COME DOVEVA ANDARE…

In una franchigia come quella dei New England Patriots, e con a roster giocatori del calibro di Brady, è inutile negare che l’obiettivo di ogni stagione è conquistare il titolo; la notizia del ritiro di Gronkowski aveva generato un pò di malumore a Foxboro, ma gli arrivi, in free agency di DeMaryus Thomas, e di N’Keal al draft, avevano portato faccie nuove nell’attacco dei Patriots, e nuove armi a disposizione di Brady, ormai 42enne, ma ancora in grado di dominare la lega, come successo nel corso dei playoff dell’anno scorso. La dirigenza dei Patriots ha poi sostituito Trey Flowers, accasatosi ai Lions, e Malcolm Brown, New Orleans, con Bennet dagli Eagles e Pennel dai Jets, dando così una nuova faccia alla linea difensiva dei Patriots. L’obiettivo era comunque quello di riconfermarsi campioni, anche se mai come in questa stagione i dubbi aleggiavano intorno a Foxboro.

…E COME È ANDATA

Nel peggiore dei modi possibili. Per la prima volta dal 2009, i Patriots non hanno ottenuto uno dei primi due seed della AFC, dovendo così giocare l’accesso ai playoff nel Wild Card Weekend, in casa, contro i Titans.
La stagione era iniziata come tutti si aspettavano: nelle prime otto partite i Patriots, guidati per la 18° stagione dall’accoppiata Brady & Belichick, hanno trovato otto vittorie; in week 9 però arriva la trasferta a Baltimore contro i lanciatissimi Ravens di Lamar Jackson, che infliggono la prima sconfitta stagionale ai Patriots, mettendo in mostra tutte le debolezze della squadra del Massachussetts: l’attacco non gira alla perfezione come negli ultimi anni, e la difesa, finora impeccabile, soffre le incursioni di Jackson & co, non riuscendo a trovare un modo per arginare l’attacco di Baltimore. Dopo la bye week i Patriots tornano alla vittoria, vincendo le due partite consecutive contro gli Eagles ed i Cowboys; tra week 13 e week 14 però arrivano due sconfitte importanti, prima contro i Texans in trasferta, e poi contro i Chiefs, questa volta in casa, che si vendicano così della sconfitta ai playoff dell’anno scorso. A condannare New England alle Wild Card è però la sconfitta di week 17, contro i Miami Dolphins (non vincevano contro i Pats a Foxborough dal 2008 ndr), con i Patriots così costretti a saltare la bye week e a giocare contro i Titans di un sempre più esplosivo Derrick Henry. Quando guarderemo a questa partita fra qualche anno sarà ricordata come la fine di un’era: questa è infatti l’ultima partita di Tom Brady in maglia Patriots, e se ciò non bastasse, l’ultimo pallone lanciato da Bardy è una pick-six che chiude definitivamente la partita sul 20-13 per i Titans, e porta all’uscita prematura dai playoff per i Patriots.

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COSA HA FUNZIONATO…

Sembra che ci siano state due stagioni all’interno della stessa: fino a week 9 i Patriots sembravano la solita macchina da guerra, schiacciasassi,  capace di dominare anche con un attacco non al massimo della forma; dopo la sconfitta contro i Ravens però, i Pats non sono più tornati quelli di inizio stagione, ed allora diventa difficile anche capire cosa ha funzionato e cosa no. I ricevitori sono forse una delle migliori notizie dell’ultima stagione: Edelman e N’Keal Harry, anche se non molto usato, sono stati fra i migliori in stagione, e l’arrivo di Sanu prima della deadline ha migliorato ancora di più un reparto già ben fornito. Benjamin Watson non è sicuramente Gronkowski, ma nelle occasioni in cui è stato chiamato in campo, il 38enne TE ha ben figurato.
La difesa dei Patriots è stata letteralmente dominatrice nella prima parte di stagione, soprattutto la secondaria, salvo poi andare sempre “in calando” fino ad arrivare alla brutta figura delle wild card contro i Titans, con un Derrick Henri vero mattatore dell’incontro.

patriots defense bills

..E COSA NON HA FUNZIONATO

Sicuramente Antonio Brown: il WR ex Steelers e Raiders ha giocato una sola partita per i Patriots, prima di venire rilasciato per problemi extracampo, ed è solamente una delle cose che non sono funzionate a New England quest’anno. L’attacco ha faticato molto, per tutta la stagione, e la recente notizia dell’addio di Brady non rasserena di certo gli animi, con la dirigenza chiamata a trovare una soluzione per non entrare in una spirale di tanking e stagioni fallimentari. Un’altra importante nota negativa dei Patriots è la mancanza di un vero e proprio playmaker in attacco: Edelman ci prova, ma manca come il pane uno del calibro di Gronkowski, in grado di trascinare la squadra sia fisicamente che mentalmente, ed ancora una volta, l’addio di Brady non aiuta.
Brady non ha avuto la sua migliore stagione, e per la prima volta da anni non è riuscito a trasformare un attacco normale in un attacco da Super Bowl, concludendo nel modo peggiore la stagione e la sua carriera a New England.

E ADESSO?

Adesso per la prima volta dopo 20 anni i Patriots si ritrovano a “rincorrere”: Brady ha abbandonato la nave, firmando per i Buccaneers, e New England è rimasta così senza QB. Se ciò non bastasse, i Patriots devono sistemare anche la linea offensiva, trovare un nuovo TE e trovare una soluzione all’involuzione della seconda parte di stagione della difesa e più in generale di tutta la squadra. I Patriots hanno la 23° scelta al draft, ma probabilmente pescheranno un QB nei giri più alti come ci hanno dimostrato Belichick e la dirigenza nelle ultime occasioni (Garoppolo 62° scelta, Brissett 91° scelta, Brady 199°). È fondamentale però che arrivi un QB, magari andando anche a pescare nel mercato dei free agent, dove c’è ancora ad esempio un Cam Newton disponibile.

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Luca Belli

Nonostante la giovane età, tifoso "Die Hard" dei Green Bay Packers. Cresciuto nel momento d'oro di Favre e Rodgers. Abituato a vincere poco con la fede calcistica, essendo tifoso della Fiorentina, ha trovato nei Packs la sua svolta. Aspetta con ansia il secondo anello personale. Go Packs Go!

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