I grandi fallimenti della NFL: Vince Young

Robert Griffin III, Colin Kaepernick, Cam Newton, Lamar Jackson; sono i primi nomi che vengono in mente a tutti quando si parla di dual-threat quarterback, ovvero quarterback che alla capacità di creare big play con i passaggi, aggiungono anche uno spiccato talento nella corsa, diventando così un pericolo per le difese avversarie. Ma c’è qualcuno, nella storia recente della NFL, che è stato un dual-threat QB prima di questi quattro famosi play-caller, ed è il giocatore di cui parliamo oggi nella nostra rubrica dedicata ai più grandi “bust” della NFL, ovvero giocatori arrivati nella lega con le più grandi aspettative e che poi si sono rilevati inutili, ed addirittura dannosi,per le squadre che li avevano messi a contratto; questa è la storia di Mr InVinceable, Vince Young.

Vince Young nasce a Houston, Texas, il 18 Maggio del 1983 e già dalle High School fa parlare di sé diventando famoso nello stato del Texas; verrà nominato miglior prospetto delle high school e sceglierà di andare a giocare per i Texas Longhorn al college. Se nella prima stagione a Texas University inizia come secondo di Chance Mock, guadagna presto la fiducia di coach Mack Brown e finirà la stagione alternandosi con Mock, dando le prime dimostrazioni della sua abilità nella corsa. La seconda stagione è quella in cui inizia a giocare titolare; porterà i Longhorn ad un record di 11-1 e alla prima apparizione nella loro storia al Rose Bowl, dove batteranno Michigan. La stagione della consacrazione è quella da junior, la terza a Texas University, in cui i Longhorn finiranno con un record di 11-0, arrivando così al 2° posto nei ranking e guadagnandosi un posto al National Championship Rose Bowl, contro gli imbattuti USC Trojans, che venivano considerati come la miglior squadra di college della storia, guidati dai due Heisman Trophy Matt Leinart come QB e Reggie Bush come RB.

vince young texas

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Il Rose Bowl del 2006 verrà ricordato per molto tempo come la miglior partita di college football della storia: a poco più di sei minuti dalla fine della partita i Texas Longhorn erano sotto di 12 punti; in due drive magistrali, in cui Vince Young buca più volte la difesa grazie alle sue abilità di corsa, Texas University trova due TD che fissano il punteggio finale sul 41-38 a diciannove secondi dalla fine, trovando quindi la vittoria finale. Young finisce la partita con 467 yard totali, 200 su corsa e 267 su passaggio, e 3 TD su corsa, vincendo così il premio di MVP della partita e venendo nominato All-American.
Dopo aver annunciato di voler tornare al college per l’ultimo anno, Young torna sui suoi passi decidendo di rendersi eleggibile al Draft del 2006, dove lo previsioni lo davano come una delle prime scelte. Grazie alle pressioni del GM Floyd Reese, rimasto abbagliato dal talento di Young, i Tennessee Titans scelgono con la terza chiamata assoluta di quel draft il QB proveniente da Texas A&M, preferendolo anche a quel Matt Leinart che era stato sconfitto in semifinale da Young.

La stagione da rookie di Young vede il quarterback mettere in mostra tutte le sue doti, e tutte le sue debolezze: i Titans arrivano ad un record di 8 vinte ed 8 perse, grazie anche ad una striscia di sei vittorie consecutive, con Young in stato di grazie, che lo porterà anche a vincere il titolo di Offensive Rookie of the Year. Quello che però non impressiona di Vince Young sono le sue statistiche: finisce la stagione con solamente il 51,5% di passaggi completati, 12 TD e ben 13 INT, troppi per un QB scelto alla terza chiamata assoluta, e che avrebbe dovuto portare i Titans a lottare per il titolo; se le statistiche sui passaggi non impressionano, quelle sue corsa sono invece impressionanti; 7 TD, 552 yard corse, per una media di 6,7 yard a portata, che però non bastano a far ricredere gli scettici riguardo alle sue abilità da QB.

La seconda stagione vede invece i Titans concludere con un record di 10 vittorie e 6 sconfitte, che valgono alla franchigia del Tennessee l’accesso ai playoff attraverso la Wild Card; Young però, pur migliorando la percentuale di passaggi completati (62,3%), peggiora le proprie statistiche: solamente nove TD a fronte di ben 17 intercetti, e peggiorano anche le statistiche su corsa, con solo 395 yard in stagione, 3 TD ed appena 4,2 yard a portata. La partita delle Wild Card contro i Chargers è l’emblema della stagione di Young, che lancia per 138 yards, corre solo 12 yards e perde la partita per 17-6, uscendo così anche dai playoff.
Con i dubbi sul talento di Young che iniziano a farsi sempre più consistenti inizia la stagione del 2008, la terza fra i professionisti, per il QB texano; nella prima partita contro i Jaguars arriva l’infortunio al ginocchio per Young, che è così costretto a saltare un mese: Jeff Fischer non perde tempo, e lo sostituisce con Kerry Collins, che rimarrà il titolare fino alla fine della stagione.
Date le ottime prestazioni nella stagione precedente, con i Titans che ottennero il #1 seed nella AFC, nella pre-season della stagione del 2009, Fisher annunciò che il QB titolare sarebbe rimasto Collins, con Young come backup, che avrebbe dovuto riconquistarsi il posto da titolare con le prestazioni sul campo; ciononostante, dopo un’inizio di stagione con sei sconfitte consecutive, Fisher nominò Young come starter, finendo così la stagione con un record di 8 vittorie ed 8 sconfitte, che non bastano per l’accesso ai playoff; Young però riesce a vincere il premio come Comeback Player of the Year, e finirà con la chiamata per giocare al Pro Bowl, sostituendo l’infortunato Philip Rivers; sono gli ultimi scampoli di NFL per il QB texano, che dopo nove partite della stagione del 2010 verrà relegato in panchina, finendo la stagione con il rilascio da parte dei Titans, la squadra che aveva creduto in lui dopo il College.

vince young titans

Dopo le stagioni ai Titans giocherà altre partite solamente agli Eagles, nel 2011, con una sola vittoria a fronte di 2 sconfitte: saranno le ultime partite di Young in NFL, con il QB che verrà firmato e rilasciato da altre squadre, e finirà anche in CFL.
Il 14 Giugno 2014 annuncerà il ritiro, ed inizierà a lavorare a Texas University, salvo poi venire licenziato anche lì a causa di inadempienze ed assenze varie; Young attraverserà anche vari problemi finanziari, dichiarando pure bancarotta, a causa di una pessima gestione delle proprie finanze, come ad esempio una non restituzione di 1,9 milioni di dollari ottenuti da un prestito bancario.

Ma cosa è successo a quel Young dominatore in NCAA? Come è possibile che il salto fra i professionisti sia stato così traumatico per lui, non riuscendo a mantenere quel livello, e finendo con niente di più che un premio come miglior rookie e miglior comeback?
Probabilmente per le troppe differenze fra il football del college ed il football professionistico, che ha mostrato tutte le enormi lacune di Young, mai dimostratosi come un vero passatore, talento necessario per qualsiasi dual-threat quarterback; non a caso già nella sua seconda stagione le sue statistiche su corsa si ridimensionarono, con le squadre che lo costringevano al lancio, suo tallone d’Achille, piuttosto che alla corsa; a questo si può aggiungere anche una non ottima attitudine al lavoro ed alle “regole”, con il QB che si renderà protagonista anche di un incidente diplomatico, quando in una conferenza stampa ai tempi degli Eagles arriverà a parlare di Philadelphia come dream team; la squadra finirà la regular season con un record di 8-8 che non permetterà loro di arrivare nemmeno ai playoff, a causa anche delle due sconfitte arrivate con Young come QB titolare.

Nonostante tutto, Vince Young rimarrà il primo dual-threat QB della storia insieme a Michael Vick, e la sua ultima ‘prestazione al college, il Rose Bowl contro i Trojans, sarà ricordato per sempre nella storia del college football.

Luca Belli

Nonostante la giovane età, tifoso "Die Hard" dei Green Bay Packers. Cresciuto nel momento d'oro di Favre e Rodgers. Abituato a vincere poco con la fede calcistica, essendo tifoso della Fiorentina, ha trovato nei Packs la sua svolta. Aspetta con ansia il secondo anello personale. Go Packs Go!

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