[NFL] Week 13: Una sconfitta indolore (Chicago Bears vs New York Giants 27-30)

Chicago Bears on the road ancora senza Trubisky, Chase Daniel entra in campo accompagnato dall’abbraccio di Cody Whitehair e dai compagni, un bel gesto per dare fiducia al QB2.

La partita inizia malissimo con Mizzell che droppa il kickoff di apertura mettendo Daniel in difficoltà da subito. Primo lancio subito intercettato da Alec Ogletree che segna un pick 6 (il 2° personale in stagione) quando ancora il pubblico del MetLife Stadium deve prendere posto a sedere.
L’attacco dei Giants è tutto nelle gambe di Saquon Barkley, 125y su corsa e 21y su ricezione, che nella giornata di ieri supera le 830 yard corse da Tuffy Leemans nel 1936 diventando il più prolifico rookie nella storia del prestigioso team di New York.

Anche Jordan Howard è in giornata positiva, una corsa da 21 yard alle spalle di Leno che spiana la strada, spinge i Bears al touchdown di Adam Shaheen pescato libero da Daniel su corta distanza per il pareggio.
Quando l’attacco funziona la difesa prende forza e Kyle Fuller intercetta Manning bruciando Odel Beckam Jr. sull’anticipo: per Fuller è il 6° intercetto stagionale che potrebbe valere la chiamata al Pro Bowl.
Daniel è poco lucido e Ogletree se ne è accorto immediatamente, così il ‘pattern reading’ difensivo dell’inside linebacker blue va ad intercettare un lancio del QB2 di Chicago per la seconda volta in 15 minuti. Ogletree straripante in questa partita.

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Saquon Barkley Giants Bears

Allen Robinson II non smette di deliziarci con le sue ricezioni e il WR1 suona la carica che porta i Bears vicini alla goal line, ma il bello deve ancora arrivare: 3rd and goal, Nagy chiama una wildcat formation ma Howard non passa, così Akiem Hicks si presenta al 4th down e sfonda la linea di New York per il touchdown del vantaggio.
The Fridge parte seconda va in scena sui grandi schermi di Broadway 33 anni dopo, il touchdown più pesante dell’anno ci riporta dritti nel 1985; noi di Chicago Bears Italia avevamo già avuto la sensazione che una corsa simile a quella dell’immenso William Perry si sarebbe potuta rivedere questa stagione, e la sensazione era giusta.

Se sto sognando svegliatemi!

Il sack di Floyd risponde a quello di B.J. Hill (3 sacks ieri), e l’azione dopo Hicks fa sentire il suo dolce peso a Eli Manning con un altro sack. Resta mezzo minuto da giocare prime dell’intervallo e col possesso nelle mani dei Giants, Nagy ha la brillante idea di chiamare un timeout che concederà il tempo a Rosas di calciare un assurdo field goal da 57 yard. La leggerezza costerà cara alla fine della partita, punteggio sul 14-10 per Chicago al half-time. Mi soffermo qui perchè con Chase Daniel incapace di impostare una manovra offensiva efficace viene voglia di chiedere al Matt Nagy cosa pensasse di far fare al QB backup in 10 miseri secondi una volta recuperato il possesso, eventualmente. (sfogo mio).

I Giants sono come galvanizzati dal field goal festeggiato come una vittoria e, visto che Manning non riesce a lanciare, ripartono dal lancio di Odell Beckam Jr. che raggiunge Shepard in end-zone completamente dimenticato dai suoi marcatori. Sembra essere la giornata delle follie di week 13, e non è ancora finita.
Saquon Barkley porta avanti i Big Blue che si trovano a forzare un 4th & goal dopo aver fallito tre tentativi su corsa. Manning si ricorda di aver vinto 2 Super Bowl e di averlo fatto lanciando in situazioni ben più complesse di questa, così trova OBJ che riceve il TD del 24-14.

Se pur Eli Manning stia giocando ormai da tempo sottotono, il QB neworkese ha un ottimo shot clock managing e consuma tantissimo tempo in ogni drive, non che a Daniel serva chissà quanto per rimettere la palla in mano ai Giants, però il lavoro del QB blue sull’orologio è notevole.
La sveglia però suona anche per Daniel, decisamente in ritardo oggi, e Chase lancia profondo per Tarik Cohen che si fa trovare pronto (sempre), ma l’assalto dei Bears termina con soli 3 punti su calcio di Parkey.
Si torna ad un solo possesso di distanza con Chicago che insegue: Giants in raggio da field goal poco prima del Two-minute warning, e Khalil Mack mette a segno una monumentale giocata col sack su Eli Manning che spinge i Giants fuori dalla porta forzando l’ennesimo punt di Riley Dixon.

Nemmeno il tempo di ripartire all’attacco e Gabriel commette un fumble troppo vicino alla nostra end-zone recuperato dalla difesa dei giganti, i quali sprecano e devono accontentarsi di un altro FG che mette il risultato sul 27-14 per New York.
A Chicago serve un miracolo ora, 1 minuto e mezzo da giocare con 1 timeout e due possessi di svantaggio. Daniel alza il ritmo e in una manciata di secondi Parkey segna 3 punti vitali; non importa andare subito a touchdown perchè il possesso va recuperato in ogni caso.
Resta la carta finale, onside kick di Parkey che tocca il piede di Beckam e Brown lo recupera per Chicago. Incredibile ma vero, siamo ancora vivi!

Una domenica infinita partita male e finita al cardiopalma si risolve con una magia dopo che Chase Daniel arriva vicino alla goal line dei Giants con grande aggressività, ma la squadra di casa si fa continuamente penalizzare dalle flag: parte lo snap, Daniel per Burton, Burton per Cohen, Cohen per Miller, touchdown!
Follia pura a 3 secondi dalla fine e si va all’overtime.

Tarik Cohen uomo partita per Chicago con 30 yard su corsa, 156 su ricezione, ed 1 TD pass da 1 yard per rispondere a quello di OBJ da 49y.
Bene anche Howard sulle corse con 76 yard su 16 tentativi, mi resta da domandare a coach Nagy come mai nella seconda metà di gara le corse non siano state assolutamente sfruttate?

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akiem hicks bears giants

L’overtime parte con Daniel che chiama tail ed ovviamente esce head, possesso ai Giants che convertono in 3 punti su field goal.
La risposta conclusiva si riassume in un 4th down convertito magicamente da Allen Robinson II, e Daniel che commette 3 fumble in una sola azione vanificando tutti gli sforzi per vincere una partita che si poteva vincere tranquillamente.
In una domenica di pioggia che sicuramente non aiuta il gioco, Chase Daniel ha lasciato ai tifosi dubbi e certezze, ora è bene che i Chicago Bears chiariscano una volta per tutte l’entità del problema di Trubisky, perchè così sembra una presa in giro. Ho detto sia prima della sfida coi Lions, che prima della sfida coi Giants, che avrei preferito perdere una di queste partite invece di rischiare di perdere il mio QB in vista delle gare contro Rams e Packers , o meglio ancora dei playoffs; una volta che la sconfitta è arrivata però mi pesa particolarmente, specie quando siamo risorti dalle nostre ceneri in quel modo.

Il segnale che il nostro team sia forte è arrivato anche durante questa domenica, ma abbiamo capito che i Bears se si riposano perdono concentrazione e di conseguenza anche le partite, un pò come successo contro i Dolphins. Quindi, a questo punto, l’idea della Wild Card non è poi così negativa.

Una domenica negativa per tutta la NFC North che coi suoi 4 teams di rappresentanza colleziona zero vittorie: oltre ai Bears infatti, perdono i Lions contro i Rams, i Vikings contro i Patriots, e a gran sorpresa i Packers che crollano in casa contro i derelitti Cardinals. La sconfitta di Green Bay, che oggi vanta lo stesso record di Cleveland di 4-7-1, costa la panchina a Mike McCarthy head-coach delle teste di formaggio dal lontano 2006. Come recita il titolo la nostra sconfitta, se pur dura da digerire, non cambia nulla e risulta indolore dal momento che non perdiamo terreno nei confronti dei nostri diretti rivali.

Ora i Los Angeles Rams, per una sfida tra Donald e Mack dal sapore epico!

Chicago Bears Alex

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