NCAA Preview 2018: SEC – West Division

Così come l’anno scorso oltre ai preview delle squadre NFL vi proponiamo anche quelli delle maggiori conference NCAA.

Prima puntata dedicata alla SEC e più precisamente alla West Division della Conference. Nei prossimi giorni sarà disponibile il preview della East Conference e le Media Guide delle diverse Università.

Alabama Crimson Tide

Alabama Crimson Tide

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Preseason ranking: 1

Head Coach: Nick Saban (12° anno, 127-20)

Record 2016: 13-1

Match da non perdere: Louisville (2 set.), Texas A&M (22 set.), at LSU (3 nov.), Auburn (24 nov.)

Punti di forza

Arrivare ai nastri di partenza di una nuova stagione da campione nazionale uscente potrebbe essere un handicap, una paura o una sfida per tutti ma non per i Crimson Tide; i ragazzi di Saban infatti sono così preparati mentalmente a vivere queste situazioni che ne hanno fatto un vero e proprio punto di forza. Ok i giocatori, ok il recruiting, ok la difesa ma la vera forza di questa squadra risiede proprio nella loro testa e negli insegnamenti che un guru come Saban riesce ad inculcare nei propri giocatori.

Punti deboli

Indubbiamente la partenza di 12 giocatori (passati in NFL nell’ultimo Draft) rappresenta un problema per Alabama. I Tide, a prescindere dalla qualità di talento che è rimasta e che si è aggiunta con il recruiting, hanno nella secondaria il loro dilemma più grande. Sostituire Mincah Fitzpatrick, Anthony Everett e Ronnie Harrison non è facile per nessuno anche se ormai conosciamo Saban e la sua proverbiale cura maniacale proprio per questo reparto.

L’attacco

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Durante la finale nazionale contro Georgia abbiamo visto brillare l’astro nascente di Tua Tagovailoa, che con una partita perfetta ha regalato ai Tide la vittoria. L’ingresso in campo del nativo delle Hawaii (al posto di uno spento Jalen Hurts) non solo è valso il 16esimo titolo per Alabama ma ha messo Saban nella situazione di dover scegliere chi far giocare titolare in questa stagione. E’ probabile che a partire sia proprio Tagovailoa (nonostante un infortunio pre Spring Game) con Hurts pronto a subentrare in caso di problemi o per risolvere qualche situazione particolare. Nessun problema per la linea offensiva che vedrà il ritorno di 4 starter su 5, così come il reparto RB che vedrà il ritorno di Damien Harris. Sarà difficile anche sostituire Calvin Ridley ma Jerry Jeudy e il game winner della finale DeVonta Smith, sono pronti a prenderne l’eredità.

La difesa

Detto della secondaria, che rappresenta il reparto più colpito dalle assenze, il resto della difesa sembra essere ormai decisa. Il fronte difensivo vede il ritorno di alcuni key players come Raekwon Davis e Isaiah Buggs mentre il pacchetto LB avrà in Terrell Lewis, Christian Miller e Anfernee Jennings i punti di forza per quanto riguarda il lato esterno del reparto. C’è qualche problema a depth nel lato interno poiché Mack Wilson e Dylan Moses rientrano entrambi da due infortuni che ne hanno limitato l’utilizzo nella scorsa stagione ma le aspettative per questa difesa sono come ogni anno altissime.

I prospetti

Come ogni anno sono tanti i prospetti nelle file di Alabama da seguire in ottica draft e il 2018 non farà eccezione. La difesa è sicuramente il reparto che esprime da sempre i migliori giocatori in prospettiva NFL e quest’anno Raekwon Davis è la nostra prima scelta. All-SEC nel 2017, Davis ha guidato i Tide per numero di sack (8,5) a cui ha aggiunto 10 TFL; la sua combinazione pazzesca tra size, velocità e atletismo ne fanno uno dei DL più interessanti di tutto il CFB nonché adatto per giocare non solo da interior lineman ma anche per posizionarsi “on the edge”. Perfetto per giocare in una difesa 3-4, riesce con la sua forza e le sue lunghe braccia ad essere efficace contro le corse e possiede inoltre anche quelle movenze da pass rush che gli consentono di andare addosso al QB avversario.

Arkansas Razorbacks

arkansas university razorbacks

Preseason ranking: 59

Head Coach: Chad Morris (1° anno)

Record 2017: 4-8

Match da non perdere: at Auburn (22 set.), TAMU (29 set.), Alabama (6 ott.), LSU (10 nov.), at Miss State (17 nov.)

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Punti di forza

Il running game con Devwah Whaley e Chase Hayden rappresenta l’unica sicurezza di questa squadra. Coach Chad Morris inoltre porterà una ventata di freschezza nella offense e sebbene questo potrebbe non tradursi nell’immediatezza, garantisce alte aspettative per il futuro.

Punti deboli

I Razorbacks sono indubbiamente un team in transizione. Dopo anni di pro style offense, infatti, l’arrivo del nuovo coach Chad Morris (ex SMU) porterà molte novità a Fayetteville. Il passaggio ad una spread offense non sarà dei più semplici e indubbiamente prenderà del tempo per essere attuata; ecco perché per Arkansas potrebbe essere una stagione che stenterà a decollare almeno all’inizio. Se poi aggiungiamo numerosi punti interrogativi, a partire dal nodo QB, ecco che le aspettative die tifosi Hogs non sono delle più rosee.

L’attacco

Nelle ultime gestioni di Arkansas eravamo abituati ad un attacco classico, impostato sulle corse e su una Offensive Line fondata su una pro style offense. Morris invece rivoluzionerà questo sistema e sebbene SMU, sua ex squadra, negli ultimi 3 anni abbia chiuso con un record negativo è stata nella top 15 nella 2017 per quanto riguarda il gioco su passaggio (oltre 300 yard di media a partita). Naturalmente ci vorranno gli interpreti giusti per questo nuovo modo di attaccare, ad iniziare dal QB che vede la lotta tra Cole Kelley e Ty Storey. A garantire le scorribande di Whaley e Hayden nel backfield ci sarà una O-Line che vede il rientro di 3 veterani nel ruolo di T e nella esperta G Hjalte Froholdt. 

La difesa

Anche la difesa vede un nuovo volto a dirigere le operazioni ed è quello di John Chavis, esperto DC di una conference difficile come la SEC. Insieme a Chavis dovrebbe tornare la difesa 4-3 che avrà come obiettivo una maggiore pressione al QB e sarà costruita attorno ai rushers Randy Ramsey, Game Richardson e McTelvin Agim. Anche il pacchetto LB dovrà aiutare a migliorare l’ultimo posto degli Hogs per quanto riguarda sack e TFL con la secondaria formata dalla coppia di S Santos Ramirez e Kamren Curl che dovranno cambiare spot passando da SS a FS e da CB a SS.

I prospetti

I Razorbacks, con un attacco votato al gioco su corsa, negli ultimi anni è stato in grado di fornire alla NFL ottimi O-Line. Quest’anno invece potrebbe essere il turno di un RB come Devwah Whaley. Qualcuno addirittura ha azzardato che Whaley con la stagione giusta potrebbe dare filo da torcere a Bryce Love e Damien Harris come migliore back della NCAA. Giocatore rapido nel primo passo, fa della potenza e della elusività la sua arma migliore. Con una buona O-Line potrebbe fare sfracelli grazie al suo atletismo, alla sua fluidità e la capacità nei tagli e nei cambi di direzione; inoltre abbina una grande forza nel “lower body” ed è un giocatore che non teme il contatto con i difensori avversari.

Auburn Tigers

Auburn tigers

Preseason ranking: 7

Head Coach: Gus Malzahn (6° anno, 45-22)

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Record 2017: 10-4

Match da non perdere: Washington (1 set.), at Miss State (6 ott.), at Georgia (10 nov.), at Alabama (24 nov.)

Punti di forza

Nonostante aver perso qualche pezzo importante, Auburn si presenta a questa nuova stagione come detentrice, un po’ a sorpresa, della SEC West. In pochi avrebbero scommesso infatti che i Tigers battessero Alabama e sebbene il Peach Bowl si sia concluso con la sconfitta contro UCF, la stagione del team di Malzahn è stata spettacolare. Il ritorno per un altro anno del QB Jarrett Stidham ha amplificato la sete di vittoria della fan base di Auburn che si aspetta un’altra annata al top della Division.

Punti deboli

La difesa è quella che più ha subìto negativamente la partenza di alcuni giocatori chiave. Sopratutto la secondaria è quella che presenta meno esperienza a depth ed in una SEC West che si prospetta a trazione anteriore, è quanto mai urgente trovare una soluzione immediata. Occhio infine alla schedule, sempre tosta, e che porterà le War Eagle a giocarsi le partite più importanti tutte fuori casa.

L’attacco

Auburn ha la fortuna di avere tra le proprie fila quello che da molti è definito il miglior QB della NCAA. Jarrett Stidham è infatti (al pari di Will Grier) il giocatore più in vista anche in ottica Draft e Malzahn ha costruito già dall’anno scorso un attacco intorno alla sua figura. Stidham inoltre ha le armi giuste per poter far male sia nel reparto ricevitori (Ryan Davis e Darius Slayton su tutti) mentre il reparto RB ha subìto un ridimensionamento perché Kerryon Johnson ormai non c’è più; Kam Martin e JaTarvious Withlow scalpitano nel backfield. Infine anche la O-Line ha bisogno di migliorare, sopratutto in pass protection, perché è impossibile per un team che punta al titolo di Conference ripetere i numeri del 2017 (90 TFL e 36 sack).

La difesa

Il fronte difensivo di Auburn composto da Derrick Brown, Dontavius Russell e Marlon Davidson è il più dominante della NCAA insieme a quello di Clemson, senza troppi dubbi. E’ vero che l’assenza di un grande rusher come Jeff Holland si farà sentire ma i Tigers hanno abbastanza talento a roster per trovare chi possa sostituirlo e il pacchetto LB vede il rientro di Deshaun Davis e Darrell Williams. Il problema principale è rappresentato dalla secondaria e nonostante la presenza di Javaris Davis e Jamel Dean negli spot di CB possa rassicurare, non c’è esperienza in depth; nei nickel e dime packages infatti vedremo spesso la rotazione di molti Freshman nello spot di S.

 

I prospetti

E’ anche fin troppo facile indicare Jarrett Stidham come colui che uscirà prima di tutti tra le fila delle War Eagle; e sebbene siano molti altri i prospetti che andranno ad arricchire il Draft 2019 non possiamo che parlare dell’ex Baylor. Stidham ha infatti il braccio e la mobilità per fare benissimo in NFL e dalla maggior parte degli analisti è indicato come il miglior QB in uscita di questa classe. Non ha le misure del QB modello tra i Pro ma la sua accuracy, il suo lancio preciso nel profondo e le sue capacità nel “throwing move” compensano di fatto la sua leggera mancanza nella size. Inoltre la sua abilità nel correre con la palla in mano può tornare utile in situazioni di corsa designata ma anche se si tratta di improvvisare, Stidham si fa trovare sempre pronto.

LSU Tigers

Louisiana State University lsu tigers

Preseason ranking: 26

Head Coach: Ed Orgeron (3° anno, 15-6)

Record 2017: 9-4

Match da non perdere: Miami (3 set.), at Auburn (15 ott.), Georgia (13 ott.), Alabama (3 nov.), at TAMU (24 nov.)

Punti di forza

E’ paradossale il fatto che una difesa che perde giocatori come Arden Key, Christian LaCouture, Greg Gilmore, Donnie Alexander e parte della secondaria sia il punto di forza di questa squadra. Ma quando tra le tue fila hai un DC come Dave Aranda allora tutto è possibile. Anche dal reparto WR, che è salito di livello grazie alla presenza del transfer da Texas Tech Jonathan Giles, ci si aspetta una grande stagione e se si riuscirà a trovare il giusto feeling con il nuovo QB potremo vederne delle belle dalle parti di Baton Rouge.

Punti deboli

Per LSU questo sarà un anno di grandi cambiamenti. Coach Oregon non ha mai avuto grande feeling con l’offensive coordinator Matt Canada che infatti verrà rimpiazzato da Steve Ensminger. Se aggiungiamo che il backfield è praticamente da rifondare (Guice è stato scelto in NFL), c’è da risolvere ancora il nodo QB e la schedule è difficilissima i Tigers saranno fortunati a chiudere un’altra stagione 9-4.

L’attacco

Lo Spring Game non ha chiarito la diatriba tra QB ma un aiuto potrebbe arrivare dal transfer da Ohio State Joe Burrow. L’ex Buckeye infatti non ha scelto i Tigers per restare seduto in panchina ma dovrà comunque guardarsi alle spalle dalla presenza di Myles Brennan, Justin McMillan e Lowell Narcisse. Detto dell’arrivo di Giles nello spot di WR bisognerà trovare un alternativa valida all’assenza del RB Derrius Guice; il posto da titolare è ancora aperto e la battaglia tra Clyde Edwards-Helaire, Nick Brossete ed i Freshman Provens e Curry è appena iniziata. La linea offensiva vedrà il ritorno di tutti i titolari ad eccezione del centro, spot che dovrebbe essere occupato da Lloyd Cushenberry.

La difesa

La difesa, nonostante tutte le perdite nei ruoli chiave, è ancora piena di talento era presenza del DC Aranda è un valore aggiunto importantissimo. Il fronte difensivo si schiererà con Rashard Lawrence e Ed Alexander con una buona depth da sfruttare nelle rotazioni. Il pacchetto LB invece presenta due superstar, una affermata e una in rampa di lancio; Devin White infatti ha guidato la squadra per numero di tackle nel 2017 (133) mentre K’Lavon Chaisson si è presentato con 27 tackle e 2 sack al suo primo anno nella Death Valley. Anche la secondaria, che ha perso due pezzi importanti, ha comunque talento da esprimere con Greedy Williams, leader per intercetti l’anno scorso, e la S John Battle, un picchiatore che porta l’aggressività ai massimi livelli.

I prospetti

Greedy Williams si sta preparando alla sua seconda stagione a Baton Rouge (è un redshirt sophomore) che potrebbe essere anche l’ultima. Il CB nativo di Shereveport dopo un 2017 da paura concluso con la nomina nel first team All-SEC è considerato da molti addetti ai lavori come una probabile top ten pick. SIze giusta per il ruolo da CB, Williams è un giocatore produttivo e con una naturale abilità nell’individuare il pallone (6 intercetti nel 2017). Le sue skills man-to-man sono impressionanti e grazie alle lunghe leve riesce a contestare ogni pallone; inoltre la combinazione tra velocità e atletismo lo porta a non perdere mai di vista ovale ed avversario, abilità con cui riesce a creare molti turnover. In più è molto rispettato nello spogliatoio dove ha dimostrato carisma e doti da leader naturale.

Mississippi State Bulldogs

sec Mississippi State University Bulldogs

Preseason ranking: 14

Head Coach: Joe Moorhead (1° anno)

Record 2017: 9-4

Match da non perdere: Florida (29 set.), Auburn (6 ott.), at Alabama (10 nov.)

Punti di forza

Indubbiamente la partenza di Dan Mullen sponda Florida, ha lasciato un grande vuoto; il lavoro svolto dal nuovo coach dei Gators è stato infatti encomiabile ed ha portato i Bulldogs ad essere un team abituato al fondo della conference ad essere un top team in una SEC sempre più competitiva. La forza di Miss State quest’anno (oltre ad un attacco esplosivo) è che l’arrivo di Joe Moorhead potrebbe essere addirittura un upgrade rispetto a Mullen e anche la sua precedente esperienza a Fordham parla per lui.

Punti deboli

Se da una parte l’ingaggio di Moorehead ha portato una ventata di entusiasmo incredibile, dall’altra c’è da considerare il fattore novità. L’impatto da un college di FCS (sebbene l’anno scorso Moorehead fu QB coach e OC a Penn State) ad una conference come la SEC, potrebbe non essere cosi morbido. In più c’è da tenere in considerazione la forma fisica di Nick Fitzgerald, che è si uno dei QB più promettenti di tutta la NCAA ma rientra da un bruttissimo infortunio e quindi la sua tenuta è tutta da considerare.

L’attacco

Sicuramente la presenza di Fitzgerald (se sano) è il valore aggiunto di questa squadra. Moorehead è un guru dell’attacco e come OC ha voluto Luke Getsy, che per anni è stato a contatto con Aaron Rodgers in quel di Green Bay quindi non c’è dubbio che Fitzgerald crescerà in ottime mani. Stessa situazione infortuni si presenta nel pacchetto ricevitori che sono tutti di talento ma hanno bisogno di evitare guai fisici. Il reparto RB invece vede il ritorno di Aeris Williams che concluse con oltre 1,100 yard nel 2017 oltre al già citato Fitzgerald che sappiamo quanto sia pericoloso se messo in condizioni di correre. A questo poi si aggiunge un’ottima linea offensiva (una delle migliori in pass protection l’anno scorso) che nonostante la partenza di Martinas Rankin presenta un quintetto tosto e “pesante”.

La difesa

Cambio in cabina di regia anche per quanto riguarda la difesa che scenderà in campo agli ordini del nuovo DC Bob Shoop. Shoop è reduce dalla pessima annata di Tennessee che ha coinvolto tutta la squadra ma il vento per lui dovrebbe cambiare. Il leader di questa difesa è senza dubbio Jeffery Simmons, DT dalle grandissime qualità e che sarà affiancato come pass rusher da Montez Sweat, che in base all’allineamento della difesa potrebbe ricoprire più ruoli. La secondaria è però il reparto più completo e viene dal 12esimo posto nella difesa contro i passaggi nel 2017. Le due S Mark McLaurin e Johnatan Abram sono due grandi tackler oltre che playmaker pericolosissimi e sono loro che dovranno guidare la ciurma di DB presenti a depth.

I prospetti

I prospetti di Miss State in orbita Draft 2019 sono tanti e per la maggior parte escono dal reparto difensivo. Avevamo parlato di Jeffery Simmons ed è proprio lui il candidato #1 per una scelta al primo giro in una classe di DL che si presenta ricchissimo.

Alla voce produzione di Simmons la scorsa stagione leggiamo 60 tackle, 12 TFL, 5 sack e 2 force fumble; numeri di assoluto rispetto e che lo pongono in cima alla lista nel ruolo di DT. Non importa che Shoop utilizzi la 3-4 o la 4-3; Simmons è un giocatore talmente forte che si può allineare in qualunque schema grazie al suo talento atletico e alla capacità di creare turnover. Quello che preoccupa sono i problemi off-field (era stato sorpreso a picchiare una ragazza) anche se da un bel po’ di tempo i suoi problemi sono spariti dal radar, segno che il ragazzo probabilmente ha messo la testa a posto.

Ole Miss Rebels

Ole Miss Rebels

Preseason ranking: 58

Head Coach: Matt Luke (2° anno, 6-6)

Record 2017: 6-6

Match da non perdere: Texas Tech (1 set.), Alabama (16 set.), at Lou (29 set.), Auburn (20 ott.), TAMU (10 nov.), Miss State (23 nov.)

Punti di forza

Nonostante i Rebels abbiano perso il QB Shea Patterson (passato a Michigan) l’attacco si presenta anche quest’anno come uno dei più esplosivi della SEC. Mantenere le 462 yard e i 33 punti di media a partita del 2017 sono l’obiettivo di coach Luke e dell’Offensive Coordinator Phil Longo  che hanno nel Signal Caller Jordan Ta’amu l’uomo di punta di un’attacco basato essenzialmente sul gioco di passaggio.

Punti deboli

Alle grandi prestazioni dell’attacco di Ole Miss fanno di contraltare le pessime prestazioni della difesa. Le statistiche della D sono infatti uno specchio di quelle dell’attacco (460 yard e 35 punti di media subìti a partita) e la mancanza di due giocatori fondamentali come Marquis Haynes e Breeland Speaks, che l’anno scorso portarono 23 dei 29 sack, si farà sicuramente sentire.

L’attacco

8 starter saranno ai nastri di partenza agli ordini di coach Longo e come dicevamo non ci saranno problemi a mettere il pallone per aria quest’anno. Lo JUCO transfer Ta’amu si è fatto già notare nel 2017 quando sostituì l’infortunato Patterson lanciando per 11 TD e 4 intercetti. Avrà a disposizione una batteria di ricevitori come A.J. Brown, DaMarkus Lodge e D.K. Metcalf, tutti giocatori pericolosissimi nel profondo. Il RB Jordan Wilkins è passato ai Colts quindi il peso del gioco su corsa sarà sulle spalle e sulle gambe D’Vaugh Pennamon e Eric Swinney anche se l’obiettivo maggiore di Longo sarà quello di provare a controllare l’orologio; questo non è proprio tipico del OC ma bisognerà limitare la difesa e farla stare in campo il meno possibile.

La difesa

Pessima difesa su passaggio, orribile difesa contro le corse. Si presenta così il lato debole dei Rebels che quest’anno dovrà fare a meno di due giocatori importanti come Haynes e Speaks. Benito Jones e Josiah Cotney sono i puntelli del fronte difensivo mentre con la partenza di un altro leader come DeMarquise Gates, il pacchetto LB è pieno di prospetti interessanti ma giovani e quindi inesperti. La secondaria vede il rientro di due giocatori navigati come Myles Hartsfield e Ken Webster ma ha bisogno di turnover come il pane; gli 8 intercetti dell’anno scorso rappresentano infatti un bottino magrissimo e una buona difesa parte anche da una secondaria in grado di creare takeaways.

I prospetti

Come da tradizione negli ultimi anni Ole Miss esprime grandi prospetti in linea offensiva. Greg Little, Sean Rawlings e Javon Patterson sono tutti nei radar per il Draft 2019 anche se colui che ha più possibilità dei venire scelto in alto è il WR A.J. Brown. Il famoso analista di ESPN Mel Kiper lo ha addirittura inserito come migliore prospetto tra i WR nonché 4 overall dopo un 2017 dove Brown ha chiuso al primo posto della SEC per ricezioni (75), yard ricevute (1,252) e TD (11). Con le misure di 6,1 per 220 pound il nativo di Starkville è un incubo per i difensori avversari grazie alla combinazione di velocità e fisicità. Allineato il più delle volte nello slot, riesce grazie alle sue movenze a disegnare routes impossibili da seguire per i CB e oltre ad essere una minaccia prima della presa, lo è anche after catch grazie ad una presa salda del pallone ed al suo fisico che gli permette di assorbire i contatti.

Texas A&M Aggies

Texas A&M University

Preseason ranking: 25

Head Coach: Jimbo Fisher (1° anno)

Record 2017: 7-6

Match da non perdere: Clemson (9 set.), at Alabama (22 set.), Miss State (27 ott.), at Auburn (3 nov.), LSU (24 nov.)

Punti di forza

75 milioni per 10 anni. Questo il mega contratto che Texas A&M ha stipulato con Jimbo Fisher per far tornare gli Aggies nell’olimpo del college football. L’ex coach di Florida State lascia dunque Tallahassee dopo 7 anni e un titolo nazionale nel 2013; ecco perché è, secondo la direzione atletica dell’università, l’uomo giusto per il programma. Certo il lavoro da fare non è semplice ma Fisher ha sempre amato le sfide e questa, in una division tosta come la SEC West, è quantomai allettante.

Punti deboli

L’arrivo di Fisher però oltre che una manna dal cielo per la fan base può essere un’arma a doppio taglio. Con un acquisto del genere infatti i tifosi vorranno vedere subito i risultati e questo potrebbe non essere possibile, anche in virtù di una schedule tra le più complesse di tutta la NCAA. Pazienza e lavoro sodo sono le parole chiave in questo primo anno del nuovo coach: la fan base è avvisata.

L’attacco

Insieme a Fisher TAMU ha cambiato anche l’offensive coordinator ed a College Station è arrivato Darrell Dickey, che a negli ultimi anni a Memphis ha svolto un grandissimo lavoro. Il primo problema da risolvere per Dickey è il nodo di QB e le alternative sono 2: Kellen Mond che è più propenso per il gioco su corsa e Nick Starkel che è migliore nel gioco su passaggio. Purtroppo per loro però non ci sarà più Christian Kirk a ricevere l’ovale e il suo posto sarà questione per Jhamon Ausbon, che dovrebbe diventare appunto il WR #1. Qualcosa deve cambiare anche in O-Line poiché gli Aggies hanno avuto problemi l’anno scorso in pass protection ma anche qui il talento a disposizione non è in discussione.

 

La difesa

TAMU ha concluso il 2017 al secondo posto per sack portati, secondi solo a Miami. Non c’è bisogno di dire che l’obiettivo è continuare su questo trend e per farlo gli Aggies si affidano prima al duo di Tackle Daylon Mack e Kingsley Keke mentre Landis Durham si preoccuperà esclusivamente di dare la caccia al QB avversario. Ancora meglio il pacchetto LB composto da una coppia di picchiatori terribili come Otaro Alaka e Tyler Dodson all’interno mentre nell’outside lavorerà Anthony Hines.
La secondaria ha perso Armani Watts ma Clifford Chairman e Charles Oliver assicurano il giusto mix di esperienza anche se ci sarà bisogno di creare qualche turnover in più.

I prospetti

Dopo 7 anni consecutivi in cui gli Aggies riuscivano a piazzare un giocatore nel primo round, quest’anno si è interrotta la striscia con Christian Kirk che è stato scelto al secondo giro. Quest’anno potrebbe ripresentarsi questo trend poiché TAMU ha dei giocatori di talento ma per ora sembrano tutti fuori dal radar del primo giro. Dei vari prospetti quello che ha più possibilità di uscire prima, in base anche alla stagione che disputerà è senza dubbio il DT Kingsley Keke. Avevamo già detto che la classe dei DT di quest’anno era una delle migliori degli ultimi anni e Keke è uno di quelli che viaggia un po’ sotto traccia ma potrebbe essere la sorpresa del Draft 2019. 6’4 per 300 pound Keke è uno di quei difensori abili nell’handwork e che grazie alla sua stazza riesce a reggere i double team e proteggere i suoi LB. Riesce ad eludere i Lineman avversari grazie ad un ottimo movimento laterale e un grande bilanciamento; in più ha doti da leader e il suo carisma all’interno della locker room si riflette su tutta la squadra.

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Francesco Fele

Ho 29 anni e sono appassionato di sport Usa da 5 anni, seguo sopratutto il football (tifosissimo delle cheesehead) e l'NBA.

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11 Commenti

  1. Quasi certamente Tua non si siederà più, voci di corridoio, ma poi mica tanto, davano l’hawaiano pronto a fare le valige verso USC in caso di un altro anno come backup di Hurts

    1. Nel caso in cui Tagovailoa dovesse fare il backup, il suo trasferimento sarebbe già pronto considerando anche il fatto che non perderebbe neanche l’anno di eleggibilità

  2. Se Tua farà il backup è certo che andrà via anche perché non perderà l’anno di eleggibilità…ma io credo che a partire titolare sia proprio lui

  3. Sicuramente Francesco si informa più del sottoscritto riguardo Alabama, però ricordo di aver letto qualche tempo fa come Hurts fosse lui stesso intenzionato a chiedere un transfer nel caso non abbia spazio durante la stagione.

    Poi c’è la nuova regola sulle redshirt che potrebbe garantire una win win ad entrambe le parti: Hurts a Dicembre si laurea, potrebbe giocare in quattro partite fino a Dicembre e poi non entrare più in campo e prendere la redshirt per quest’anno, trasferirsi e giocare immediatamente nel 2019 e avere due anni di eleggibilità residui.

    Io però credo che si stia mettendo da parte troppo presto un giocatore che è 26-2 come starter, ha vinto un titolo nazionale e ha giocato con un tasso di efficienza offensiva altissimo, commettendo pochissimi turnover e controllando un attacco che era poco esplosivo nel suo complesso, non certo per colpe solo sue.

    Poi aggiungeteci anche che Alabama proverà sicuramente a vincere l’Heisman con Damien Harris perchè c’è anche la necessità di recuperare appeal nelle skill position offensive dove il recruiting 2018-2019 è stato pessimo, soprattutto se paragonato a quello irreale di Georgia.

    Insomma queste due cose per me si compenseranno e giocheranno entrambi, forse con Hurts titolare nelle prime battute per poi lasciare posto a Tua che a fine anno dovrebbe essere il titolare.

    Poi zero partite in trasferta non-conference, una sola in trasferta nella SEC contro una squadra in ricostruzione (LSU) ed il resto è la solita passeggiata tra squadre che avranno pochissimo da dire in stagione. L’unica partita interessante sarà contro Mississippi State (in casa), secondo incomodo della SEC West, che dice quanto sia sceso ultimamente il livello in questa conference. L’unica contender ad avere un calendario più comodo di quello di Alabama nella nazione, è Georgia…

    1. Nulla da dire per quanto riguarda facilità della schedule e anche sul fatto che Miss State è la vera contender se Fitzgerald dimostra di aver recuperato appieno (occhio anche a Auburn che ha Stidham è un front Line difensivo pauroso)
      Per il nodo QB sono due le cose,entrambe assodate: se Tua non è titolare va via subito e non perde neanche un anno di eleggibilità mentre Hurts ha già detto che quest’anno non si muoverà da Alabama
      Ergo win win solo per Tua in questo caso

    2. Enrico Basta e lo so che le più toste ce le ha fuori però è sempre una squadra da non prendere sottogamba (chiedere a Bama proprio l’anno scorso)

  4. visto che si parla di ncaa ne approfitto, ma come si farà ad accedere al sito ncaa.com visto che con la nuova legge sulla privacy per noi che navighiamo dall’europa il sito è bloccato?

    1. Spero risolvano a breve il problema perchè vuol dire tagliare fuori tutta l’Europa. L’unico modo al momento è usare una VPN (Tunnel Bear o Windcribe per esempio) centellinando i mega a disposizione gratuitamente.

      1. Per quanto riguarda il bypassare la restrizione europea ti confermo l’utilizzo di una VPN…io a tal proposito faccio un abbonamento apposito per vedere le partite
        Grazie anche per la fiducia e oltre ai recap settimanali non perdere l’appuntamento con il podcast ogni settimana!!

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