[NFL] Super Bowl LI: New England Patriots Preview

I New England Patriots si preparano ad affrontare il nono Super Bowl della loro storia (record NFL), nonché il settimo da quando Bill Belichick e Tom Brady sono diventati head coach e QB titolare. Ma come e perché sono stati in grado di raggiungere il Super Bowl LI di Houston?

Stagione

La stagione non era cominciata sotto i migliori auspici; le quattro giornate di squalifica comminate a Tom Brady dal commissioner Roger Goodell per il Deflategate, sembravano poter rimettere in discussione il titolo della AFC East, divisione letteralmente dominata da quando il QB uscito da Michigan è diventato titolare. I Patriots, infatti, hanno conquistato la division 14 volte negli ultimi 16 anni: le uniche due stagioni non culminate con il titolo sono state nel 2002 e nel 2008 con Brady che perse l’intero anno per infortunio.

Considerato il programma delle prime quattro giornate, con due scontri divisionali (Dolphins e Bills), una squadra considerata da playoff (Cardinals) e la favorita della AFC South (Texans), i rivali sembravano davvero credere di poter finalmente scalzare New England dal trono. Invece i ragazzi di coach Belichick hanno chiuso la regular season con il miglior record della lega grazie a 14 vittorie ed a sole 2 sconfitte. Senza il numero 12 i Pats sono stati in grado di vincere 3 delle prime 4 partite – anche grazie allo splendido lavoro compiuto da Garoppolo, il QB di riserva – perdendo solo contro Buffalo con il third stringer Brissett a guidare l’attacco.

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Dopo il rientro di Brady, i Patriots sono tornati la macchina schiaccia-sassi degli ultimi anni, vincendo 11 delle 12 partite rimanenti con l’unico neo della sconfitta in casa contro i temibili Seahawks. Grazie all’acquisizione in off season del tight end Martellus Bennett, inoltre, sono stati in grado di superare anche l’ostacolo dell’infortunio a Gronkowski che ha chiuso la stagione dopo la dodicesima settimana per un’ernia al disco.

Ai playoff la strada è stata più in discesa del previsto, anche a causa dell’infortunio di Derek Carr che sembrava destinato a dover portare i propri Raiders a Foxborough per il Divisional Round. Al loro posto sono arrivati i ben più abbordabili Houston Texans battuti facilmente per 34-16 nonostante una partita non entusiasmante dell’attacco. La finale di Conference poi, è stata molto meno combattuta rispetto alle aspettative; gli Steelers di Roethlisberger hanno retto per un tempo prima di arrendersi allo strapotere dei padroni di casa per il 36-17 finale.

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Punti forti

L’attacco dei Patriots resta uno dei migliori della lega anche senza Gronkowski. Già detto dell’acquisizione di Bennett, sempre in off season, è arrivata un’altra arma importante a disposizione di Brady: Chris Hogan, ricevitore ex Buffalo Bills, al quarto anno da professionista. Hogan ha stabilito il record in carriera per yard ricevute con 680, all’impressionante media di 17,9 a ricezione. E’ il deep threat che mancava a Brady dai tempi di Randy Moss (con le dovute proporzioni).

La capacità di Hogan di battere i defensive backs in profondità, ha aperto enormi varchi per il compagno di reparto Julian Edelman che ha catturato 98 palloni per il record in carriera di 1106 yard. Oltre all’ottimo gioco aereo, anche le corse sono estremamente migliorate rispetto alla scorsa stagione. LeGarrette Blount ha chiuso la stagione con 1161 yard su 299 portate segnando 18 touchdown, lo score più alto della lega.

Il rientro di Dion Lewis a metà stagione ha inoltre fornito un interessante cambio di ritmo tra RB, in grado di spiazzare notevolmente le difese avversarie. L’attacco è terzo per punti segnati a partita e quarto per yard conquistate. L’arma in più rispetto alle passate stagioni è, però, la difesa. I dubbi paventati ad inizio anno sul reparto, che aveva perso il miglior pass rusher in Chandler Jones e che a metà campionato ha visto Jamie Collins accasarsi a Cleveland, sono risultati infondati.

La difesa si è rivelata la migliore della lega per punti subiti a partita – con appena 15,6 di media – applicando la strategia del “bend but don’t break”: poca preoccupazione per le yard concesse, ma scrupolosa attenzione nella propria red zone. Appena 27 i touchdown subiti in stagione, con sole 6 segnature concesse su corsa. Gran parte del merito va ai due corner back titolari, Malcolm Butler e Logan Ryan. Il primo è il leader degli intercetti con 4, mentre il secondo è il miglior placcatore della squadra, evento più unico che raro tra i defensive backs. Inoltre l’esperienza di Devin McCourty impedisce le giocate profonde permettendo ai Patriots di chiudere in seconda posizione per big play subiti con appena 59.

Punti deboli

Il principale problema della squadra è la mancanza di una pass rush affidabile. Il front seven è composto da giocatori molto duttili che lavorano egregiamente sul gioco di corsa, ma la mancanza di un pass rusher puro si fa sentire. I già citati addii di Collins e soprattutto Jones sono stati difficili da metabolizzare, poiché l’arrivo di Chris Long – nonostante il veterano sia risultato molto utile in termini di leadership – non ha portato i frutti desiderati né Jabaal Sheard è stato in grado di ripetere i numeri del 2015.

steelers patriots

La franchigia del Massachusetts risulta sedicesima in stagione per sack totali (34) ed è guidata in questa voce statistica dal rookie Trey Flowers con 7. Per quanto riguarda l’attacco, l’unico piccolo neo risiede nelle due guardie, Joe Thuney (rookie da North Carolina State) e Shaq Mason. Entrambi sono abilissimi run blocker ma soffrono contro uomini di linea fisici in situazione di pass protection. Come dimostrato nella recente partita contro Houston da Clowney e compagni, l’unico modo per impensierire l’attacco dei Patriots è costringere Brady ad uscire dalla tasca portando pressione centralmente e le due guardie sono gli obiettivi da colpire in questo senso.

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Coaching staff

Gran parte del merito della costanza al vertice dei New England Patriots è dovuta al coaching staff. Bill Belichick è già considerato uno dei migliori head coach della storia ed ha saputo circondarsi di allenatori esperti e affidabili. I coordinatori di attacco e difesa, rispettivamente Josh McDaniels e Matt Patricia, ricevono ogni off season innumerevoli proposte per diventare head coach poiché sembrano sempre in grado di tirare fuori il meglio da chiunque.

Basti pensare a tutti i giocatori scartati da altre squadre che trovano un posto da protagonista a Foxborough: McClellin, Van Noy, Mingo, lo stesso Hogan. E poi ci sono i talenti trovati fra gli undrafted – come Butler – o quelli convertiti (Edelman era un QB ai tempi del college). Menzione speciale per il sessantottenne Dante Scarnecchia; il coach della linea offensiva è tornato in campo in questa stagione dopo tre anni di pausa ed ha totalmente rivoluzionato una linea che era tra le peggiori della lega solo 12 mesi fa. Una buona fetta di Super Bowl è da attribuire alla protezione di cui Brady ha potuto usufruire per tutto l’anno e il merito va al veteranissimo Scarnecchia.

Quarterback

Tom Brady è ormai da anni nell’olimpo dei quarterback NFL. Il ragazzo alto e allampanato che aveva fornito una delle peggiori prestazioni di sempre alla combine del 2000 scivolando fino al sesto round del draft, continua a giocare a livelli impressionanti. Una delle frasi più in voga nell’ambiente sportivo americano è “Father Time is undefeated” (Il tempo è imbattibile); come a dire “puoi essere bravo quanto vuoi, ma prima o poi il tempo ti sconfiggerà”. Ed invece, a 39 anni suonati, Brady resta uno dei migliori QB in circolazione.

tom brady

I numeri di questa stagione sono incredibili: 3554 yard lanciate con quasi il 68% di completi ed un passer rating di 112,2, il tutto con quattro partite in meno e con la perdita a metà stagione del suo target preferito. Ma la statistica più impressionante è quella del rapporto tra touchdown lanciati e intercetti subiti: 28 TD pass a fronte di soli 2 intercetti, ennesimo record NFL di una carriera pazzesca. Ci si aspetterebbe almeno qualche segno di cedimento ed invece il numero 12 continua a migliorare il suo gioco. Non ha mai avuto grandi doti atletiche ma lavorando in off season con Edelman è riuscito a migliorare le sue capacità di scramble e la precisione dei passaggi in corsa. Inoltre, anche la precisione nei lanci lunghi è notevolmente migliorata rispetto alle scorse stagioni, tanto da portare il signal caller uscito da Michigan nella top 5 per big play effettuati.

Momento

New England arriva al Super Bowl forte di nove vittorie consecutive. Dall’ultima sconfitta patita il 13 Novembre contro i Seahawks, sono passati quasi tre mesi. Dopo una partita al di sotto delle loro possibilità contro i Texans, i Pats hanno risposto in maniera più che convincente annientando gli Steelers. L’infermeria, a parte Gronkowski, è vuota e non potrebbero arrivare più in forma al Super Bowl del 5 Febbraio.

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Redazione

Abbiamo iniziato nel 1999 a scrivere di football americano: NFL, NCAA, campionati italiani, coppe europee, tornei continentali, interviste, foto, disegni e chi più ne ha più ne metta.

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