[NFL] Rookie: il Pagellone

Siamo arrivati quasi a fine stagione e dopo aver analizzato la performance delle cinque prime scelte, è arrivato il momento delle valutazioni di fine anno della classe 2016.

La nidiata 2016 è stata molto florida di talenti, producendo moltissimi starter che hanno saputo subito affermarsi nei rispettivi ruoli. Come ogni anno, il nostro pagellone tiene conto di quali erano le aspettative ad inizio stagione di questi ragazzi, in base anche alla posizione di chiamata del draft, e quali poi sono state le loro prestazioni in campo. Quindi, non perdiamo tempo e andiamo subito a vedere i promossi e i bocciati della stagione 2016.

Voto 1 – Laquon Treadwell, WR, Minnesota Vikings

Pubblicità

3 passaggi lanciati verso di lui, 1 ricevuto per 15 yard. Queste le statistiche in nove partite giocate di Treadwell. Disastroso forse è un aggettivo che non rende a dovere l’idea di quanto sia stata brutta la stagione dell’ex Ole Miss. Il fatto che abbia visto il campo col binocolo, 80 snap totali, è la punta di un iceberg di problemi che stanno decisamente più in profondità. Partono dall’attitudine mentale, passano per il lavoro in allenamento e arrivano fino alla prestazione della domenica. Treadwell ha dalla sua parte la giovane età, 21 anni, ma ha davanti un off-season in cui dovrà lavorare tantissimo.

Voto 2 – Germain Ifedi, OG, Seattle Seahawks

Uscendo dal draft, Ifedi era considerato un solido prospetto. Si pensava che avrebbe potuto ritagliarsi un ruolo all’interno di una squadra in disperato bisogno di lineman offensivi, invece ha fatto registrare una delle più brutte stagioni per un uomo di linea. Discreto nel run blocking, ma assolutamente disastroso nel pass blocking, dove ha concesso 38 pressioni al quarterback ed è stato penalizzato 8 volte. Un disastro. Dovrà lavorare parecchio in estate per migliorare il suo gioco, ma i Seahawks sembrano già stufi delle sue prestazioni e valuteranno sicuramente delle alternative.

Voto 3 – Darron Lee, LB, New York Jets

Essere un’atleta fuori dal comune, non significa essere un buon giocatore di football. Per Pro Football Focus le sue prestazioni sono risultate essere le peggiori di qualsiasi altro rookie linebacker della NFL e, nei suoi compiti di pass coverage, nei quali al college eccelleva, è stato ridicolizzato dai quarterback avversari con un irreale passer rating di 132.9. Apparso piuttosto confuso e in difficoltà nel leggere le giocate avversarie, Lee dovrà lavorare soprattutto sull’aspetto mentale del gioco, per non sprecare l’immenso talento fisico che si ritrova.

Voto 4 – Jared Goff, QB, Los Angeles Rams

Goff ha giocato poco, è vero. La situazione dei Rams è stata difficile, con grande incertezza nel coaching staff e le dichiarazioni di Jeff Fisher a suo riguardo che, sicuramente, non lo hanno per nulla motivato, ma il ragazzo californiano rimane comunque la pick numero 1 del draft e ci si aspetta sempre di più dalla prima scelta assoluta. Partiamo dai numeri: 7 presenze, altrettante sconfitte, 1.089 yard, 5 touchdown e 7 intercetti. Statistiche negative, indubbiamente, ma figlie anche del contesto disastrato che si è trovato intorno e della sua, evidente, precocità nell’essere schierato in campo. Goff è ancora molto acerbo e l’aspetto più evidente è che non riesce ancora a leggere il gioco nel modo giusto, è troppo lento nel comprendere il flusso che scorre molto velocemente intorno a lui, lasciandolo esposto a grossi errori. Il nuovo coaching staff di Los Angeles dovrà lavorare dalle basi per ricostruire un talento indiscutibile, ma ancora lontano dall’essere un quarterback NFL affidabile.

[clear]

Voto 5 – Corey Coleman, WR, Cleveland Browns

Fare bene nel marasma dei Browns non era facile, anzi era difficilissimo, ma paradossalmente per un rookie poteva anche essere l’opportunità di mettersi in mostra. Coleman entrava in NFL con solide garanzie, i Browns hanno fatto un doppio trade up per assicurarsi le sue prestazioni, ma l’ex Baylor non ha ripagato al meglio l’investimento. In 10 partite ha messo a referto 3 touchdown e 413 yard di guadagno, ma ha droppato anche 4 passaggi e ha sempre fatto molto fatica a separarsi dal difensore. L’anno prossimo, magari con più stabilità alla guida dell’attacco, potrebbe presentarsi subito la stagione del riscatto.

Pubblicità

Voto 6 – Carson Wentz, QB, Philadelphia Eagles

Le prime partite della regular season avevano fatto sembrare Wentz un fenomeno destinato a portare Philadelphia ai playoff, poi la situazione si è normalizzata e il ragazzo da North Dakota State ha potuto disputare la sua tranquilla stagione più lontano dai riflettori. Wentz ha impressionato e ha sbagliato, ha lanciato 17 touchdown e 14 intercetti, in poche parole ha attraversato un’onesta stagione da matricola. L’impressione è che gli Eagles abbiano trovato un ragazzo serio sul quale costruire il futuro della propria franchigia e che Wentz abbia il talento, fisico e mentale, per guidare a lungo questa squadra.

Voto 7 – Jalen Ramsey, CB, Jacksonville Jaguars

Erano anni che un defensive back scelto alto nel draft non dava seguito alle belle promesse fatte vedere al college, ma che Ramsey fosse un giocatore speciale lo si era immaginato. Una prima metà di stagione molto solida e un finale di regular season spettacolare hanno permesso a Ramsey di essere preso seriamente in considerazione per il defensive rookie of the year award. Contro ogni ricevitore avversario ha messo in campo prestazioni convincenti ed è stato un grande playmaker per la difesa di Jacksonville. I suoi numeri recitano 65 tackle, 1 fumble forzato, 2 intercetti di cui uno riportato in touchdown e 14 passaggi deflettati, ma aldilà di queste ottime statistiche, Ramsey ha sempre dato l’impressione di essere al posto giusto per compiere una giocata importante, la certezza di cui aveva bisogno la difesa dei Jaguars per sentirsi le spalle protette.

[clear]

Voto 7,5 – Tyreke Hill, WR, Kansas City Chiefs

Elettrizzante è l’aggettivo migliore per descrivere Hill. Scelto al quinto round dalla piccola West Alabama, il giovane rookie ha scalato la montagna fino ad essere eletto All-Pro all’unanimità. I suoi 12 touchdown totali sono stati fondamentali per le vittorie dei ragazzi di Andy Read e l’head coach è stato fenomenale nel capire le potenzialità di questo ragazzo. Tre calci ritornati, di cui due punt, lo hanno reso il ritornatore più incisivo della lega, ma a farlo salire agli onori delle cronache sono stati anche i 6 touchdown pass ricevuti e le tre corse in end zone. Ad oggi non esiste un all-around player più incisivo di Hill e Kansas City non può che sfregarsi le mani dalla soddisfazione.

Voto 8 – Joey Bosa, DE, San Diego Chargers

In estate, con la lunga disputa contrattuale che lo ha visto protagonista, qualcuno ha pensato che Bosa non fosse così forte come si diceva. Il rookie da Ohio State da quando ha messo piede in campo nel week 5 è diventato l’unica nota lieta in casa Chargers. 54 pressioni totali portate ai quarterback, tra cui spiccano i 10.5 sack, e una costante presenza nel backfield avversario per fermare le corse. I Chargers hanno tanti difetti da sistemare, ma possono star sicuri di avere trovato il loro pass rusher del futuro.

Pubblicità
[clear]

Voto 8,5 – Jake Conklin, OT, Tennessee Titans

Dovrebbero inventare dei premi per i lineman. Per quanto Elliott e Prescott abbiano stupito la lega, Conklin è stato il rookie più costante ed affidabile in una delle posizioni più delicate del football. Le prestazione del tackle da Michigan State sono state eccellenti. All-Pro al primo anno nella NFL, Conklin ha concesso appena 2 sack e, ancor più importante, è stato penalizzato solo una volta su 1.001 snap, dimostrando la concentrazione necessaria per diventare un tackle dominante in futuro. Dove ha  dominato immediatamente è stato sul running game, spianando, insieme ai suoi compagni, 2.187 yard per i runner dei Titans, terzo miglior attacco su corse della lega.

Voto 9 – Dak Prescott, QB, Dallas Cowboys

Se non ci fosse stato Elliott, staremmo parlando di Prescott come della più grande rivelazione degli ultimi anni. Scelto al quarto round e circondato da scetticismo al via della stagione, il quarterback da Mississippi, con grande umiltà, si è preso il comando dell’attacco dei Cowboys e lo ha condotto ad una stagione da 13 vittorie. Aldilà dei numeri fantastici per un rookie (3.667 yard, 23 touchdown e solo 4 intercetti), ciò che più impressiona di Prescott è la sua leadership, la capacità innata che ha di gestire i suoi compagni, guidandoli dentro e fuori dal campo. Dal punto di vista tecnico ha ancora molti dettagli da sistemare, ma è stato bravissimo nel gestire le risorse di cui dispone l’attacco dei Cowboys.  Ai playoff non ha per nulla deluso e Dallas può guardare al futuro con una certezza al comando dell’attacco.

[clear]

Voto 10 – Ezekiel Elliott, RB, Dallas Cowboys

È vero, dietro una linea formata da tre All-Pro e due ottimi giocatori, tantissimi running back potrebbero far registrare buoni numeri. Ma tra mettere a referto una manciata di buone statistiche e trascinare l’attacco della miglior squadra della regular season c’è una differenza abissale. Quasi 1.000 yard guadagnate dopo il contatto sono un numero impressionante e certificano la capacità di Elliott di essere decisivo anche in campo aperto. 15 touchdown su corsa sono il miglior dato di un running back in uscita dal college. Nemmeno i playoff hanno fermato Elliott, che non si è tirato indietro e ha giocato un’ottima partita per i Packers. Lo aspettiamo il prossimo anno ancora più affamato e desideroso di imporsi come uno dei giocatori offensivi più inarrestabili della NFL.

[clear] [ad id=”29269″]

Gabriele Balzarotti

Appassionato di USA e sport americani fin dall'adolescenza, le leggendarie imprese di Ray Lewis hanno reso la mia anima black and purple. Mente dietro alla "Strada verso il Draft", fucina di schede sui giovani talenti che arrivano in NFL, e conduttore di Podcast verso il Draft.
Pulsante per tornare all'inizio