[NCAA] Manti Te’o e la presa in giro del secolo

Signori, qui non si può più far nulla che si è spiati. Facebook, Twitter, Instagram. Chi vi scrive ritiene questi mezzi utili quanto totalmente distruttivi per qualsiasi tipo di privacy. E questo per un personaggio “privato”, figuriamoci per uno dei migliori prospetti nella recente storia dell’NCAA.

Nell’ultima settimana Manti Te’o, formidabile linebacker di Notre Dame e protagonista di una stagione da Heisman sfuggitogli per poco, ha dovuto giustificare una serie di avvenimenti che hanno francamente dell’incredibile.
Come tutti ricorderete, alla stagione speciale dell’atleta nato a Laie, nelle Hawaii, ha fatto da contraltare una serie di tragedie personali che ha reso decisamente emozionante la sua eccellenza sul campo da gioco.
Dapprima la perdita della nonna, il 12 settembre, e solo sei ore dopo la morte anche della fidanzata, Lennay Kekua, malata di leucemia da tempo. Manti prende l’aereo, va alle Hawaii per il funerale della parente scomparsa, poi torna sul campo contro Michigan State il giorno dopo, mettendo insieme una delle sue solite prove mostruose.

E giù di dichiarazioni su quanto il doppio lutto lo sproni ad essere un giocatore migliore. Deve farlo per Lennay, deve diventare il miglior atleta possibile in memoria della sua ragazza, spentasi molto giovane e che gli aveva chiesto di essere forte anche per lei.

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Peccato che Lennay, qualora esista davvero, sia viva e vegeta!
Bellissima, fisico notevole, sguardo classico polinesiano, capelli lunghi. Una modella insomma.

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Lennay Kekua (o forse no)

Manti la conobbe su Internet (sei un prospetto NFL e incontri le ragazze su Internet?), e nacque subito una simpatia, sfociata in qualcosa di più come abbastanza spesso succede a ragazzi di quell’età. Poi Te’o vide la foto di questa ragazza perfetta su uno sfondo simile a quello delle sue isole natìe, magari in una giornata plumbea in quel di South Bend e comprensibilmente si invaghì.
Nei mesi scorsi il giocatore dichiarò: “Era la ragazza più bella che abbia mai incontrato”. La parola “met” in inglese lascia pochi dubbi, come pochi dubbi lascia la replica di Jack Swarbrick, direttore atletico di Notre Dame: “Questa era una relazione esclusivamente virtuale”.

Il 26 dicembre suona il telefono di Te’o, è la Kekua. “Ma non eri morta?”. La voce femminile disse di no. Era tutta una messinscena, niente più di quello, forse atta a destabilizzare un fenomeno che domina la scena sportiva, prima al liceo, poi all’università, da anni ormai. Giocatore difensivo della decade nelle Hawaii, unico giocatore difensivo considerato per l’Heisman Trophy, All-American all’unanimità. Scherzato come un bambino dell’asilo, come un ingenuotto qualsiasi!
Nei giorni successivi alla chiamata fu la stessa Notre Dame, con Swarbrick, a chiedere un’investigazione privata sulla faccenda.
Emerse che Lennay esiste davvero, è bella davvero, e vive alle Samoa Americane. E’ cugina di un certo Ronaiah Tuiasosopo, cugino di Marques Tuiasosopo, ex quarterback NFL di Raiders e Jets. A confermarlo è il fullback dei Cardinals Reagan Mauia, che durante un viaggio di beneficenza nelle isole polinesiane la incontrò e divenne amico suo e della sua famiglia.

E twitter cosa c’entra? Beh, Te’o e Ronaiah si seguono a vicenda, e per un’intera estate si sono scritti con quel mezzo e sembravano amici. E le foto che Lennay mandava a Te’o durante le loro conversazioni? Le foto di una compagna di classe del Tuiasosopo più giovane al liceo! E ancora Mauia, che conferma che l’account twitter di Lennay fosse gestito dalla madre della stessa.
Quindi, non esiste una sola Lennay, ma due. Due belle ragazze, una ha una madre che le gestisce gli account sui social network, l’altra era la compagna di classe del cugino di una quasi star NFL.

Ma tentiamo di scrivere ‘Lennay Kekua’ su twitter, cerchiamola. Niente da fare, pagina vuota. La madre le ha cancellato l’account, e l’altra Lennay probabilmente non si chiama così.
Però nei risultati della ricerca scopriamo perchè i social network stanno distruggendo la privacy delle persone: chiunque si sta ritenendo in grado di ipotizzare Te’o sia il mandante di questo scherzetto, per aumentare l’attenzione mediatica nei suoi confronti. E Mauia? Sarebbe forse colui che, a sua volta corrotto da Te’o, si affretta a dire che la Kekua esiste davvero? O vuole solo farsi pubblicità visto che è un free agent?

Il linebacker di Notre Dame, reduce dall’opaca notte del suo BCS Bowl, ha dichiarato in questi giorni che è stato solamente vittima di questa situazione, che ritiene uno scherzo di dubbio gusto, e che è rabbioso al pensiero che i sentimenti per la morte della nonna (l’unica cosa vera in questa storiaccia) siano finiti sullo stesso piano di quelli per una ragazza che nemmeno conosce e che forse neanche esiste.
Bravo Manti, hai fatto chiarezza sulla tua posizione una volta per tutte. Dedicati al draft ora.

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Manti Te’o sulla copertina di Sports Illustrated

Vi immaginate se lo scelgono i Bengals alla 21 assoluta? Cosa potrebbe mai dire uno come Vontaze Burfict al ventunenne raggirato in chat?
O magari se lo scelgono agli Steelers, di cosa potrebbe mai parlare con Ben Roethlisberger, uno che se vuole rimorchiare va diretto in discoteca e dopo tredici minuti ha già un’accompagnatrice? Alla 20 ci sono i Bears, con il loro nuovo coach ed alcuni veterani sul punto di andarsene. Chi sarebbe lo zimbello di un tale ambientino, prevedibilmente mancante di grosse personalità?
Realisticamente, Te’o rimarrà al primo giro nonostante abbia fatto la figura del bambinone. Il che è molto meglio della figura del creatore di disgrazie per essere draftato più in alto o vincere l’Heisman. L’atleta alieno rimane, il ragazzo forse un po’ immaturo sarà altrettanto considerato.

Se non chiudessimo con un’ipotesi personale ci divertiremmo di meno: secondo chi vi scrive Ronaiah Tuiasosopo ha conosciuto Manti Te’o, gli è diventato amico e poi ha pensato al modo di diventare famoso. Ha preso le foto di quella bellona del liceo, ha creato un account twitter ed iniziato a comunicare come Lennay Kekua con il campione da Laie. Che si è innamorato di quelle foto. Ha retto bene il gioco, si è inventato la leucemia e fatto leva sul cuore d’oro del linebacker. Quando la nonna è deceduta e la notizia è trapelata (può essere anche che gliel’abbia detto lo stesso Te’o) ha colto l’occasione per inventare la morte di Kekua, sapendo che Te’o sarebbe stato alle Hawaii al funerale della sua parente.
Insomma: un genio! O un imbecille, decidete voi…

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Mauia, l’abbiamo già detto, è solo un giocatore in cerca di una squadra, che mente. Aspettiamo le foto vere con Lennay e la sua famiglia per ricrederci!

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Dario Michielini

Segue il football dagli anni 90, da quando era alle elementari. Poi ne ha scritto e parlato su molti mezzi. Non lo direste mai! "La vita è la brutta copia di una bella partita di football"

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4 Commenti

  1. Che storia….buffa :-). L’interpretazione che dai alla fine mi sembra la più credibile.

    Una battuta su BigBen…gli basterebbe andare nel bagno di una discoteca 😀

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