[NCAA] Il riassunto della ottava settimana NCAA

Nel college football si sa che le emozioni e le sorprese non finiscono mai; ma è proprio quando pensi di averle viste tutte dopo l’incredibile finale della sfida tra Michigan e Michigan State, ecco che nella ottava settimana NCAA si ripete in tutta la sua tragicità un epilogo simile, e allo stesso modo atroce, nella partita tra Florida State e Georgia Tech.

Per i Seminoles, che non perdevano una partita della ACC dal 2012, si tratta di una sconfitta pesantissima che mette la parola fine a tutti i sogni di playoff e che retrocede i ragazzi di Jimbo Fisher dalla posizione 9 alla 17. Ma non è l’unica sorpresa di una ottava giornata fondamentale in ottica post season; infatti anche Utah, che partiva dal terzo posto nel ranking, viene sconfitta per la prima volta in stagione da una rediviva USC che domina la partita e retrocede gli Utes di ben dieci posizioni.

Ancora ben saldi al primo posto i Buckeyes, che sconfiggono Rutgers con J.T.Barrett di nuovo in cabina di regia, e Baylor, stabile al secondo posto, che si impone facilmente su Iowa State. Sale invece sul terzo gradino Clemson che demolisce Miami con un perentorio 58-0 facendo perdere partita e panchina ad Al Golden mentre al quarto si inserisce LSU che supera lo scoglio Western Kentucky e scalza provvisoriamente TCU dai posti che contano.

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Clemson v Miami

Guadagnano qualche posizione anche gli Spartans che faticano ma poi dilagano contro un ottima Indiana, Alabama, che solo all’ultimo riesce ad avere ragione di Tennessee e Stanford che che domina contro Washington. Le due rappresentanti di Oklahoma, i Cowboys e i Sooners, continuano la loro grande stagione e si avvicinano a ridosso della top ten grazie alle vittorie rispettivamente contro Kansas e Texas Tech così come Memphis che vince nella sfida di venerdì contro Tulsa, Houston a valanga su UCF e Ole Miss che vince l’unica sfida di questa settimana tra squadre di ranking, annullando l’attacco di Texas A&M.

In fondo alla classifica continuano ad avanzare Temple, che vince contro East Carolina, Duke, che ha bisogno del quarto OT per sconfiggere gli Hokies e Pittsburgh che sconfigge Syracuse mentre chiudono UCLA e Mississippi State, che ritroviamo di nuovo all’interno del ranking, grazie alle vittorie su Cal e Kentucky.

Florida State vs Georgia Tech 16-22

Quando pensi che le immagini del finale tra Michigan e Michigan State, che continuano a disturbare i sonni dei tifosi dei Wolverines, siano ormai dimenticate dalla maggior parte di noi, ecco che puntualmente la magia e l’imprevedibilità del college football si ripropone in tutta la sua potenza e drammaticità.
A farne le spese stavolta sono i Seminoles che a 6 secondi dalla fine perdono partita, imbattibilità nella ACC che durava da tre anni ma cosa più importante perdono definitivamente il treno dei playoff.

La squadra di Jimbo Fisher, che per inciso non stava convincendo già da prima di questa partita, esce completamente distrutta da questa sconfitta non solo per il modo con cui è avvenuta ma perché pone interrogativi importanti circa il proseguo della stagione e non solo. Non si possono cercare i motivi di questa debacle soltanto con l’ultima azione; i problemi offensivi dei ‘Noles si erano già palesati nelle partite precedenti con la sensazione che il solo Cook fosse in grado di reggere la baracca ed un Golson che si è rivelato un buon game-manager ma ben lontano dal carisma di Winston.
Dimenticare subito questa sfida e non lasciare scappare Clemson nella lotta alla division, sarà l’obiettivo di Florida State e Fisher, che sa come uscire da queste situazioni, dovrà metterci tutto l’impegno possibile.

georgia-tech-florida-state

Per Georgia Tech invece si tratta di una vittoria prestigiosa non solo per la vittima illustre ma anche perché arriva in un momento difficilissimo dove le Yellow Jackets venivano da ben 5 sconfitte consecutive. Gli obiettivi iniziali dei ragazzi di Paul Johnson sono stati ridimensionati ma questa vittoria porta una ventata di fiducia non indifferente ed è utile per far si che almeno il target minimo della conquista di un Bowl venga rispettato.
La partita inizia in maniera equilibrata con le due squadre che non si risparmiano soprattutto nel gioco di corsa, ed il primo quarto si chiude sul 3-3 con un fg per parte.

Ad inizio secondo quarto, l’inerzia della partita sembra pendere dalla parte dei Seminoles quando Brutus intercetta Thomas, consentendo poi il TD di Cook nel drive conseguente. La triple option di Georgia Tech non sembra funzionare e così Florida State allunga ancora con un fg di Aguayo ma Thomas riporta i suoi in carreggiata trovando il varco giusto ed accorciando le distanze con una grande corsa di 60 yard, prima che il kicker in maglia rossa segni ancora in chiusura di primo tempo.

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Al rientro dall’intervallo lungo la partita si fa più dura e tesa con le due squadre che non riescono più a trovare le giuste soluzioni offensive. Solo la squadra di casa riesce ad avvicinarsi alla redzone avversaria grazie a due fg di Butker, di cui l’ultimo, quello del pareggio, a 54 secondi dalla fine.
Con meno di un minuto da giocare Golson riesce ad avvicinare i suoi in raggio da fg e le speranze degli ospiti vengono riposte sui piedi del miglior kicker della nazione; il calcio da 56 yard di Aguayo però viene bloccato dallo special team, con il pallone vagante che viene raccolto da Austin, il quale, protetto dai compagni di squadra, si invola per 78 yard varcando la endzone con il cronometro a 0, nell’incredulità di tutti i tifosi che invadono il campo per festeggiare.

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Texas A&M vs Ole Miss 3-23

L’unica partita tra squadre di ranking di questa week 8 vede l’affermazione di Ole Miss sugli Aggies, che paiono ormai in caduta libera, e consente ai Rebels di scalare il ranking e non perdere troppo contatto dal duo di testa alla SEC West. La squadra di Hugh Freeze, benché non abbia brillato nel gioco offensivo, ha saputo vincere la partita in difesa concedendo solamente 192 yard totali e mandando in crisi i ragazzi di Kevin Sumlin, in una partita che per molti tratti non è stata proprio irresistibile.
Per Ole Miss adesso, le ultime difficilissime 4 sfide, rappresentano un punto di svolta della stagione e ci diranno se la squadra guidata da Chad Kelly avrà la stoffa per reggere il ritmo di LSU e Alabama anche se il treno dei play off sembra ormai un utopia.

Per gli Aggies invece questa sconfitta rievoca scheletri del passato poiché anche l’anno scorso i Texani avevano iniziato alla grande salvo poi perdersi nella seconda parte di stagione. Quello che più preoccupa di queste ultime sfide è proprio l’incapacità cronica dell’attacco guidato da Kyle Allen, che sembra ormai lontano parente del giocatore tanto ammirato ad inizio campionato.
Gli ultimi TD degli Aggies, venuti solamente dalle prestazioni degli special team, la dicono lunga sulla situazione offensiva della squadra di Sumlin che fatica a trovare valide opzioni nonostante il tanto talento a disposizione soprattutto nel reparto ricevitori. Chiudere la stagione nel migliore dei modi sarà adesso l’obiettivo primario di Texas A&M e toccherà proprio a Sumlin il compito di inculcare nuovamente la mentalità vincente ai suoi giocatori.

texas aem ole miss

Come detto prima la partita non è proprio bellissima ed infatti inizia in maniera contratta, con gli attacchi che fanno molta fatica a muovere l’ovale e con le difese che dominano la prima parte. Bisogna infatti aspettare gli ultimi due minuti della sfida per vedere i primi punti a referto grazie al TD di Engram su passaggio di Kelly mentre gli Aggies fanno tanta fatica per trovare soluzioni offensive.
I Rebels invece riescono a muovere bene la catena anche se in redzone sono poco concreti riuscendo a segnare punti solo grazie ai fg di Wunderlich, con Texas A&M che si avvicina alla redzone avversaria solo in chiusura di primo tempo grazie ad un calcio di Bertolet prima che Ole Miss però segni ancora con Wunderlich, che porta così il vantaggio a due possessi.

Al rientro dagli spogliatoi la situazione non cambia e Treadwell ne approfitta per incrementare il vantaggio grazie ad un gran passaggio di Kelly per 58 yard. A questo punto la partita si congela, con i padroni di casa che si limitano a controllare senza spingere tanto e con gli Aggies che nonostante provino anche il cambio di QB non riescono ugualmente ad avvicinarsi in redzone chiudendo così una partita da dimenticare in fretta.

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Utah vs USC 24-42

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Nella attesissima sfida interna alla PAC 12 South ecco che arriva l’altra sorpresa di giornata dopo la sconfitta dei Seminoles. Con una prestazione mostruosa in difesa, con un grande Cameron Smith, i Trojans rispondono alla grande dopo la sconfitta con Notre Dame, battendo una delle squadre più in forma della nazione.
Per i ragazzi allenati da Clay Helton, che ha preso il comando dopo il licenziamento di Sarkisian, si tratta di un’affermazione di grande prestigio non solo per il valore dell’avversario ma anche perché capita in un periodo non proprio tranquillo per USC e questo non può fare che bene a tutto l’ambiente. Oltretutto questa vittoria consente ai Trojans di non perdere troppo contatto con le avversarie divisionali e puntare al primo posto è un obiettivo ancora realizzabile.

Per Utah invece questa sconfitta significa ritornare con i piedi per terra dopo un inizio di stagione eccellente e fa retrocedere di ben dieci posizioni la squadra di Whittingham. Per gli Utes, che comunque conservano il comando della PAC 12 South, si è trattato di una partita iniziata bene ma poi quando USC ha preso le misure al QB Wilson per Utah non c’è stato più niente da fare. Le ultime 4 partite degli Utes presentano più di un insidia e quindi lo staff avrà il compito di resettare tutto e far ripartire la squadra in modo da continuare a giocare come nella prima parte di stagione.

usc-utah

Eppure la partita era iniziata bene per gli ospiti che, nonostante il TD iniziale dei Trojans grazie ad una corsa di Davis per 9 yard, passava in vantaggio nell’arco di due minuti grazie a Covey che prima riceveva da Wilson per 30 yard, poi grazie ad un grande ritorno di punt consentiva a Poole di entrare in endzone nel drive conseguente.
USC però non si scompone e nel secondo quarto inizia a prendere possesso del campo e ribalta nuovamente la situazione con Vainuku, che segna in regime di goal line approfittando dell’intercetto di Smith, poi con una corsa di Jones da 18 yard. Prima dell’intervallo è ancora Smith che intercetta nuovamente Wilson ma stavolta il freshman con il #35 chiude la giocata in endzone dopo una corsa di 55 yard.

Con l’inizio del secondo tempo Utah palesa grosse difficoltà a raggiungere la endzone e così la squadra di casa ne approfitta ancora per andare a segno prima con Kessler in situazione di goal line e poi con JuJu Schuster-Smith dopo un passaggio di 25 yard. La grande giornata di Smith però non finisce qui perché Wilson, nel tentativo di riportare sotto gli Utes, si fa intercettare nuovamente dal LB che chiude così una prestazione maiuscola. Per gli ospiti ci sarà solo il tempo per fissare il punteggio con un big play di Covey per 66 yard prima che al Coliseum cali il sipario su una partita bellissima sopratutto per la squadra di casa.

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Cambia qualcosa anche nella corsa all’Heisman Trophy con la prima posizione però sempre saldamente nelle mani di Leonard Fournette. Il sophomore di LSU ha chiuso la sfida contro Western Kentucky con 150 yard e un TD e adesso si aspetta solo la sfida del 7 novembre contro la tosta difesa di Alabama per vedere se il #7 saprà confermarsi anche contro avversari di livello.

Al secondo posto è sempre stabile Trevor Boykin nonostante TCU non sia scesa in campo per via del bye mentre al terzo posto troviamo la new entry Christian McCaffrey che nella sfida contro Washington ha accumulato 300 yard totali e due TD. Per il figlio dell’NFL All-Pro Ed McCaffrey si tratta dell’ennesima prestazione super che lo porta al comando della classifica di yard per game (259,7).

Al quarto posto troviamo Corey Coleman che riceve per 85 yard e due TD nella vittoria contro Iowa State ma dovrà rinunciare per il resto della stagione allo sparring-partner Seth Russell infortunatosi al collo mentre chiude la classifica Ezekiel Elliott, tra i protagonisti della vittoria di Ohio State contro Rutgers con 142 yard e 2 TD su corsa.

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Francesco Fele

Ho 29 anni e sono appassionato di sport Usa da 5 anni, seguo sopratutto il football (tifosissimo delle cheesehead) e l'NBA.

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