[NCAA] Il riassunto della sesta settimana NCAA

Emozioni, grandi partite, upset clamorosi, conferme, licenziamenti, ritiri e squalifiche: questa la sintesi di una sesta giornata di college football da batticuore, che ha regalato ansia e trepidazione non solo durante ma anche dopo le partite. Dopo una week del genere, in cui è successo davvero di tutto, ci saranno molti cambiamenti a partire dal ranking AP che ha subìto delle modifiche sopratutto per quanto riguarda la parte alta della classifica.

Con la conferma del primo posto di Ohio State, che solo dopo la metà del terzo quarto riesce a scrollarsi di dosso i Terrapins di Maryland, il primo avvicendamento lo troviamo al secondo e terzo posto con Baylor e TCU che si scambiano di posizione con i primi che vincono a valanga su Kansas mentre la squadra di Patterson riesce a vincere contro Kansas State solo negli ultimi istanti dopo essere stata sotto anche di 18 punti.
Continuano a scalare la classifica Utah che esce vincente dal gameday contro Cal, Clemson che batte agevolmente Georgia Tech e LSU che in casa sconfigge South Carolina, con i Gamecocks che oltre alla partita perdono Steve Spurrier, che ha deciso di ritirarsi da allenatore senza neanche finire la stagione in corso lasciando tutta Columbia nello sconforto più totale.

Nonostante il 6-0 continua a faticare Michigan State che dopo la vittoria sofferta contro Rutgers scende al 7 posto mentre Florida, che vince senza patemi contro Missouri, guadagna tre posizioni ma perde il QB Will Grier per tutta la stagione dopo una squalifica per positività a sostanze dopanti. Vincono anche Alabama contro i Razorbacks nonostante i ’Tide perdano due posizioni, e Florida State che vince nella sfida storica contro Miami mentre fa un grande balzo in avanti Michigan che per la terza volta consecutiva lascia gli avversari a 0 punti dimostrandosi una squadra assolutamente pericolosa per il proseguo della stagione.

Florida State

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Conferme per Ole Miss e Notre Dame, vincenti rispettivamente contro New Mexico State e Navy, e per Oklahoma State e Iowa che guadagnano ben 5 posizioni dopo aver sconfitto West Virginia e Illinois. In caduta libera invece Oklahoma che dopo aver brillato per 4 partite subisce la prima sconfitta per mano di Texas, Georgia che oltre perdere la partita contro Tennessee deve dire addio a Chubb che salterà tutta la stagione dopo un grave infortunio al ginocchio e USC che nella partita di giovedi viene sconfitta da Washington e si deve separare da Steve Sarkisian, licenziato dal direttore atletico dell’università dopo alcuni comportamenti non proprio consoni ai dettami della scuola.

Nella parte finale del ranking avanza Boise State, vincente su Colorado State e Toledo facile su Kent State con le new entry Houston e Duke che escono vittoriose dai confronti con SMU e Army West Point.

California vs Utah 24-30

Una partita dai mille turnover quella andata in onda al Rice-Eccles Stadium di Salt Lake City in quello che era il college gameday della sesta giornata. Dopo una partita bellissima e incerta fino alla fine, sono i padroni di casa di Utah a festeggiare una vittoria che per la squadra di coach Whittingham è di fondamentale importanza anche perché grazie a questa affermazione, gli Utes entrano nella top 4 del ranking e rafforzano il loro primo posto nella PAC 12 South.

La squadra di casa ha dimostrato un ottima tenuta mentale, molto sangue freddo e, nonostante i soli sei punti di distacco, ha dato l’impressione di essere in totale controllo della partita con la difesa che ha annullato Jared Goff, uno dei migliori QB tra i prospetti tra quelli in ottica draft. Con la seconda parte di stagione che inizia proprio ora, sapremo se gli Utes avranno la stoffa per rimanere in alto e se il bel gioco e la solidità visti finora risulteranno decisivi. Per i Bears invece si tratta di una sconfitta che fa male per il modo in cui è arrivata, con la squadra che è parsa troppo distratta e con Goff che nonostante le oltre 300 yard è stato intercettato per ben 5 volte. Vincere con queste statistiche era praticamente impossibile e con un calendario tostissimo da qui alla fine, vedremo se Cal imparerà dai propri errori e se sarà in grado di impensierire Stanford per la supremazia della PAC 12 North.

La partita è subito piacevole ed inizia con un botta e risposta tra le due squadre con Utah che prima passa in vantaggio con un calcio di Phillips approfittando di un fumble di Williams, poi subisce il TD di Davis dopo un passaggio da 35 yard di Goff e poi, prima della chiusura del primo quarto, passa nuovamente a condurre con una grande corsa di Booker da 40 yard. I Bears, nel secondo quarto, pareggiano subito con Anderson dopo aver sfruttato l’intercetto di Wilson ma Goff, completamente in bambola, si fa intercettare a sua volta per ben due volte consentendo poi a Utah di andare a segno con un TD di Butler-Bird prima e con il secondo TD personale di Booker poi.

Il primo tempo si conclude con il QB #16 che si riscatta in parte nel drive successivo quando pesca Powe in regime di goal line e riportando i suoi ad un solo possesso di distacco.
Al rientro dagli spogliatoi la sfida si fa ancora più incerta in quanto Utah, dopo aver allungato con un calcio del solito Phillips, subisce il TD di Watson che approfitta di un fumble sanguinoso di Booker ed avvicina i Bears a soli tre punti anche se poi all’inizio dell’ultimo quarto è sempre Phillips a riportare sul +6 la squadra di casa. Con 12 minuti da giocare Cal avrebbe tutto il tempo per recuperare ma la difesa degli Utes si dimostra insormontabile e i ragazzi di Whittingham possono così festeggiare.

https://www.youtube.com/watch?v=8Qevzmsg5lQ

Miami vs Florida State 24-29

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Una prestazione sontuosa di Dalvin Cook consente ai Seminoles di vincere la sfida storica contro gli Hurricanes e di continuare da imbattuta il cammino per i playoff. Per la squadra di Jimbo Fisher, che ha faticato in questa prima parte di stagione, è stata una partita molto difficile per via della solidità degli avversari, sopratutto nel gioco aereo, e proprio per questo si tratta di una vittoria importantissima sia in ottica ranking che in ottica conference. La squadra di Tallahassee si sta comunque comportando bene anche in difesa dove ha concesso solamente 20 yard su corsa ai ‘Canes ma ci vorrà ben altro se i Seminoles vogliono ripetere il terzo posto dell’anno scorso.

Per Miami invece si tratta della seconda sconfitta consecutiva dopo quella con Cincinnati e che pone seri interrogativi circa la tenuta mentale della squadra di coach Al Golden. Certo Florida State è avversario molto più tosto dei Bearcats ma per i ragazzi guidati da un seppur ottimo Brad Kaaya la durezza della schedule non lascia alternative se si vogliono cullare sogni di postseason.

Come detto il padrone assoluto della sfida è Dalvin Cook che mette subito in chiaro le cose già dal primo drive dove mette a segno un TD dopo una grande corsa di 72 yard. Miami prova subito a replicare ma si deve affidare solo alle mani di Kaaya data l’impossibilita di muovere l’ovale a terra e dopo un drive lunghissimo gli Hurricanes accorciano le distanze con un fg di Badgley. Il RB dei ‘Noles però oggi è in giornata di grazia e nel drive successivo allunga ancora stavolta su passaggio di Golson prima che Aguayo, ad inizio del secondo quarto, porti la sua squadra a due possessi di vantaggio dopo un calcio da 22 yard.
Kaaya però non si fa prendere dal panico e con drive fatti di lanci da medio-corto raggio riporta i suoi a stretto contatto con gli avversari grazie ad un passaggio per Scott da 54 yard prima però che Aguayo metta fra i pali il pallone del 20 a 10 a ridosso della chiusura del primo tempo.

Al rientro dall’intervallo lungo Miami sembra poter controllare la partita ed infatti riesce ad accorciare ancora le distanze con un drive di ben 7 minuti concluso con il passaggio di Kaaya per Yearby in situazione di goal line. Ancora l’infallibile Aguayo però riporta i suoi sul + 6 prima che il QB #15 completi la rimonta grazie ad un passaggio di 29 yard per Coley. Il vantaggio degli ospiti però è effimero poiché Cook, rientrato sul gridiron dopo un piccolo infortunio, sigilla il risultato per i Seminoles grazie ad una corsa di 23 yard concludendo la sua grande partita con 222 yard su corsa e 47 su passaggio.

Northwestern vs Michigan 0-38

Con l’ennesima grande prestazione della difesa, i Wolverines continuano la rincorsa per un posto playoff battendo ad Ann Arbor Northwestern, quella che alla vigilia di questa sfida era una delle grandi sorprese di inizio stagione. Per la squadra di Jim Harbaugh si tratta della terza vittoria consecutiva in cui gli avversari vengono lasciati a 0 punti a riprova che la cura dell’ex coach dei 49ers sta funzionando alla grande. Ormai Michigan fa paura a chiunque e, grazie ad un mix di talento, intelligenza tattica e grande fisicità si è imposta ormai all’attenzione di tutti e la prossima sfida, il big match contro Michigan State, ci dirà il ruolo che la squadra di Harbaugh vorrà recitare nella seconda parte di stagione.

Per Northwestern si tratta di una sconfitta che era ampiamente in preventivo per via dell’ottima forma di cui godevano gli avversari, e che non intacca minimamente questa grande prima parte dei ragazzi di coach Pat Fitzgerald. I Wildcats adesso però devono essere bravi a mettere da parte questa brutta prestazione e pensare subito alla sfida pericolosissima che li vedrà contrapposti all’altra sorpresa della BIG 10, Iowa.

Questa vittoria Michigan la costruisce sopratutto nel primo quarto in cui annichilisce gli avversari in attacco, in difesa e anche negli special team; al returner Chesson infatti bastano pochi secondi per percorrere 96 yard e segnare subito i primi punti con il ritorno del kick off. I Wildcats sono completamente frastornati e dopo aver restituito l’ovale ai Wolverines con un punt, subiscono il secondo TD nel drive successivo con una corsa di Johnson in regime di 3 and goal.

Lo stesso copione si ripete subito dopo con la squadra di casa che manda in visibilio gli oltre 100.000 sugli spalti quando il QB Rudock si incarica personalmente di varcare la endzone dopo che la difesa aveva nuovamente costretto Northwestern al punt. Viste le premesse e con i Wildcats che fanno una fatica enorme a trovare varchi giusti, possiamo dire che la partita si chiude qui anche perché prima della fine del primo tempo Michigan allunga ancora con un TD di Lewis che intercetta il lancio di Thorson e corre indisturbato per 37 yard.

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Al rientro dagli spogliatoi il copione non cambia e anche Michigan, vista la pochezza dell’attacco avversario, decide di togliere il piede dall’acceleratore ed andare in controllo della partita. Prima della fine però i ragazzi di Harbaugh si tolgono lo sfizio di andare ancora a segno prima con un fg di Allen da 47 yard, poi ci pensa Green a mettere il sigillo finale con una corsa da 4 yard.

Nella lotta all’Heisman Trophy, che ormai è diventata una sfida tra runningback, si conferma al primo posto Leonard Fournette che continua a sfoderare prestazioni super ed è, manco a dirlo, protagonista della vittoria contro South Carolina con 158 yard e un TD su corsa. Il sophomore di LSU, con questa partita, entra di diritto nel club dei giocatori che hanno superato le 1000 yard dopo sole 5 partite e se continuerà di questo passo sarà veramente difficile scalzarlo dalla posizione di testa.

Staccato di qualche punto troviamo l’unico QB della top 5 e cioè Trevor Boykin; è grazie a lui se TCU continua la stagione da imbattuta grazie a due TD pass e due segnature su corsa, nella vittoria all’ultimo istante contro Kansas State.
Al terzo posto si conferma Ezekiel Elliott autore di 106 yard e un TD nella vittoria di Ohio State contro Maryland mentre purtroppo dobbiamo segnalare l’uscita definitiva di Nick Chubb per via del grave infortunio subito contro Tennessee. Al suo posto entra Dalvin Cook che da solo è riuscito a sconfiggere gli Hurricanes con tre TD totali e 222 yard su corsa mentre chiude la top 5 Devontae Booker anche lui a referto con 222 yard e due TD nella vittoria importantissima di Utah contro Cal.

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Francesco Fele

Ho 29 anni e sono appassionato di sport Usa da 5 anni, seguo sopratutto il football (tifosissimo delle cheesehead) e l'NBA.

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