[NFL] Free Agency: i voti – terza parte

Come ricordato anche nell’ultima puntata di 60° minuto, a tenere banco questa settimana è stato il trasferimento di DeSean Jackson, che rilasciato dai Philadelphia Eagles è finito ai Washington Redskins. Una serie di avvenimenti che sembrava sfavorire la prima squadra, ma che, considerando tutti gli aspetti possibili della vicenda, non incide troppo sul nostro voto per la squadra di Chip Kelly. Lo fa, e molto, sulla valutazione dell’operato dei capitolini, come vedremo in seguito.
Il periodo di free agency si sta un po’ raffreddando dopo che i primi giorni di off season avevano riservato qualche sorpresa. Vediamo di seguito i voti per le franchigie analizzate questa settimana.

Philadelphia Eagles – 7/10

Darren Sproles

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Si può facilmente spezzare in due la free agency delle aquile in questo 2014. Ci vorrebbe un voto, molto alto, per l’attacco, e uno per la difesa, un po’ più basso.
Iniziamo da quest’ultima. Strapagare un giocatore non è mai una bella idea, ma farlo per Malcolm Jenkins è ancora peggio. L’ex-Saints verrà pagato 6 milioni l’anno per 3 anni, sarà sicuramente titolare ed è giovane, ma probabilmente i suoi assegni non rispecchiano la quantità di talento a disposizione. Cosa che invece è il caso con Nolan Carroll, cornerback ex-Dolphins giovane e continuo l’anno passato nonostante i problemini fisici.
Curiosità anche per l’operato futuro di Chris Maragos. Cifre basse per questo giocatore degli special team, anch’egli molto giovane. Sarà coadiuvato da Brian Braman, da Houston, 26 anni. Anche se queste firme non sono pessime (la gioventù non mancherà, così come il desiderio di migliorare), non riusciamo a individuare giocatori di qualità per far fare il salto tecnico finale a questa difesa. Rimangono problemi nelle secondarie e nel corpo linabacker.
Di segno quasi opposto l’operato in attacco. Estesi Jason Peters, il centro Jason Kelce, e rifirmati Riley Cooper e l’altro ricevitore Jeremy Maclin.
C’è un concetto abbastanza fondamentale da introdurre in questo discorso: la filosofia offensiva di Chip Kelly può fare a meno di incredibili playmaker nelle “skill positions”. Questo può far capire meglio il taglio di DeSean Jackson, di certo il giocatore più forte che possa finire in free agency quest’anno. Semplicemente, il prodotto di Cal ha iniziato a far trapelare un passato burrascoso in alcune gang di Los Angeles, e in un sistema come quello di Kelly non è imprescindibile.
Darren Sproles, capace di allinearsi in moltissimi slot offensivi, rappresenta un’ottima arma in più per gli Eagles quest’anno. Il prezzo pagato ai Saints è decente oltretutto. Saranno fuoco e fiamme davanti per Philadelphia, la difesa, ancora con qualche lacuna, dovrà però reggere. In Pennsylvania aspettano il draft con impazienza…

Pittsburgh Steelers – 4,5/10

LeGarrette Blount

..e non solo i tifosi degli Eagles. Anche quelli di Pittsburgh vorranno seguire da vicino le selezioni del prossimo maggio.
E probabilmente è la loro ultima spiaggia. Il tetto salariale incombe minaccioso sulle loro teste, con una squadra ben lontana dalle glorie di un tempo. Due soli milioni di spazio per la squadra in giallo e nero, spazio di manovra nullo che potrà essere allargato solamente estendendo i contratti ai veterani. Il che sicuramente peggiorerebbe la situazione futura, con il dubbio beneficio di alleggerire le cose in questo 2014.
Vedremo quale saranno le contromisure prese, mentre per quanto riguarda la free agency segnaliamo tre firme che hanno sollevato interesse. Innanzitutto Michael Mitchell, safety ennesimo residuo dei fantastici Panthers 2013: contratto da 5 anni e 25 milioni, sicuramente troppi per un ragazzo che a grande livello ha giocato solamente l’ultima stagione. Poi c’è LeGarrette Blount, runningback ex-Patriots che ricorderete correre per molte yard con i Patriots durante i Playoff. Il corridore si è accontentato di un contratto modesto anche appurato il fatto che fuori dal backfield fa ben poco. Un Jerome Bettis moderno da alternare a Le’Veon Bell? Chissà.
Ultimo per importanza pare Lance Moore, fedele compagno di Drew Brees nelle evoluzioni della New Orlenas vincitrice del SuperBowl qualche stagione fa. Non crediamo ripeterà grosse prestazioni lontano da Big Easy, e non dimentichiamoci che ha più di 30 anni.
Insomma, c’era poco da fare a Pittsburgh, e quel poco che è stato fatto non ci convince. In linea difensiva manca qualcosa (persi Woodley e Ziggy Hood) e in attacco si spera in Markus Wheaton, al secondo anno, per affiancare degnamente Antonio Brown. Mike Tomlin gestirà al meglio la situazione tecnica, ma non sono tempi molto speranzosi per i 6 volte campioni.

Washington Redskins – 3/10

DeSean Jackson

Districhiamo subito il nodo più importante di questa settimana: per quanto i Redskins avessero bisogno di un playmaker in attacco, la firma di DeSean Jackson ha troppo garantito per essere considerata buona. Washington ha dato 16 milioni di dollari in mano a un giocatore che ha affiliazioni con una gang angelina, che in carriera ha avuto dei spaventosi cali quando non rischiava grosse parti di contratto come nel 2011 e 2012, che spacca lo spogliatoio ed evita le collisioni più dure in mezzo al campo.
Sulla carta il talento ora non manca in quanto a ricevitori: Jackson, Jordan Reed, Pierre Garçon e il nuovo Redskin Andre Roberts garantiscono qualche target a – quello che rimane di – Robert Griffin, ma applicare una tattica espansiva all’ex giocatore degli Eagles testimonia quanta poco cura il management dei pellerossa abbia avuto in questi anni.
Per ricapitolare, Washington ha speso troppo ora in free agency (Roberts, Shawn Lauvao in linea offensiva, il vecchio Tracy Porter nelle secondarie, l’ottimo Jason Hatcher come DT) perché non ha le scelte al draft, cedute per accaparrarsi RG3, per rifondare. Con il cap esausto e una situazione tecnica quasi disperata, ci sorprende abbiano convinto DeAngelo Hall e soprattutto Perry Riley a rimanere, e che abbiano mostrato il necessario polso per taggare l’imprescindibile Brian Orakpo.
Semplicemente, in questo ambiente DeSean Jackson non ci voleva. C’era poco cap e quindi il garantito è levitato, per lui come per tutti i nuovi arrivi.
Alla capitale potrebbero anche non partecipare al draft a questo punto, visto che tutte le posizioni sono coperte; peccato che sia costato qualsiasi tipo di elasticità finanziaria, e che i buchi siano coperti da chi probabilmente non meritava tali appaganti assegni.

Arizona Cardinals – 8,5/10

James Veldheer

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Eccellente l’operato dei Cardinals.
Sistemato finalmente l’abusato lato cieco di Carson Palmer con la firma di James Veldheer, ex Raiders strappato a Oakland con una mossa molto astuta, giunta prima che lo stesso mercato dei tackle di sinistra si dipanasse e per questo diventasse molto difficile.
Altro upgrade degno di nota è Jonathan Dwyer, runningback ex-Steelers. Fisicamente dotato va a sostituire il ritirato Rashard Mendenhall (che “attraverserà il Mondo scrivendo” come dice lui) e non farà spendere nulla alla dirigenza, con un contratto annuale dall’importo trascurabile.
Arriva anche Ted Ginn in free agency, ritornatore e modesto ricevitore che se non altro darà un po’ di riposo al fenomenale Patrick Peterson sui ritorni. E un’altra novità riguarda le secondarie, quelle pattugliate proprio dal prodotto di LSU: a complementare Peterson infatti ci sarà Antonio Cromartie, firmato incredibilmente per un anno a 3 milioni di dollari. Ben lontano dalla vecchiaia (30 anni) Cromartie ha sofferto nel 2013 anche a causa degli infortuni, ma se esiste un giocatore che può ritornare ai fatsi di un tempo è proprio lui.
Perdita di rilievo è però Karlos Dansby: non immaginavamo che il linebakcer lasciasse il deserto, ma l’offerta di Cleveland è stato troppo allettante. Vedremo cosa riuscirà a fare il management di Arizona per riportare un po’ di solidità in mezzo alla difesa, ma finora il lavoro fatto è ottimo.

Saint Louis Rams – 7,5/10

Kenny Britt

Aggiungiamo i Rams alla lista delle franchigie da giudicare a seguito della firma di Kenny Britt, receiver da Tennessee.
Il prodotto di Rutgers ha i numeri per fare bene ma è sempre stato fermato da infortuni o problemi tattici e non ha mai brillato con la maglia dei Titans nonostante il suo ottimo scouting report e la scelta al primo giro. Invece che riempirsi di ricevitori al draft per l’ennesimo anno consecutivo, Saint Louis ha scelto di cambiare strategia e andare su un 25enne con una qualche esperienza. Scelta sperimentale ma del tutto comprensibile, soprattutto perchè il contratto (annuale) di Britt lo spingerà ai limiti del suo rendimento, trasformando il 2014 nell’anno più decisivo per la sua giovane carriera.
Come detto la prima settimana di questa rubrica, Roger Saffold è tornato dopo aver fallito le visite mediche con i Raiders. C’era di meglio in free agency, ma visto che palesemente l’intenzione del management è quella di non esporsi troppo in questa fase, ci permettiamo di non giudicare pessima questa firma. Il contratto è comunque un po’ altino (20 milioni garantiti, gli stessi offerti dai Raiders) ed è questo un aspetto da considerare fallito.
Buoni i contratti di Shaun Hill, uno dei migliori quarterback backup della lega, e di Alex Carrington da Buffalo, giovane pass rusher interno.
Non vediamo i Rams spodestare SF e Seattle in questo 2014, ma qualche soddisfazione se la toglieranno sul campo, anche considerando che quella seconda scelta assoluta verrà scambiata con un buon numero di altri draft pick più bassi. Questo è il quadro di una franchigia interessante, oltre che giovane.

Atlanta Falcons – 5,5/10

Paul Soliai

Genericamente, non è una brutta notizia quando un GM porta nella sua nuova franchigia dei giocatori che aveva draftato nella sua precedente esperienza lavorativa. Quello che non può andare bene è quando egli ne porta di scadenti.
E’ il caso di Scott Pioli, assistente del GM di Atlanta, che si è portato in Georgia Tyson Jackson e Jon Asamoah. Il primo è un uomo di linea difensiva che non ha mai brillato particolarmente prima dell’ottima stagione scorsa. Da qui a dargli un contratto da 25 milioni di dollari ce ne passa, ma non evidentemente per la dirigenza dei Falcons.
Il secondo è un ottimo uomo di linea offensiva, che con la conferma di Joe Hawley come centro, e Peter Konz pronto a subentrare, dovrebbe garantire buone prestazioni all’interno. Peccato che manchi una buona opzione come offensive tackle, ruolo più ricercato.
Il mercato che fin qui può sembrare disastroso è migliorato da Devin Hester (anziano, ma renderà sicuramente migliore lo special team pessimo di Atlanta) e da Paul Soliai, che pur essendo anch’egli strapagato, se non altro era uno dei migliori tackle difensivi sulla piazza.
Atlanta ha speso e spanso, ha rinnovato un paio di pezzi importanti e rinforzato la difesa in modo deciso. Il campo emetterà il suo responso, per ora il voto non può essere sufficiente perché qualche milioncino, soprattutto nel caso di Jackson, si sarebbe potuto risparmiare.

Le puntate precedenti

Dario Michielini

Segue il football dagli anni 90, da quando era alle elementari. Poi ne ha scritto e parlato su molti mezzi. Non lo direste mai! "La vita è la brutta copia di una bella partita di football"

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