[NFL] Il Super Bowl visto oltre oceano

 Le parole usate lunedì post Super bowl dai media americani descrivono chiaramente la sorpresa e quanto questo la netta vittoria dei Seattle sia stato uno shock un po’ per tutti: “annihilation, total domination, overpowered, destruction”. I Denver Broncos hanno subito una sconfitta tanto imbarazzante quanto inaspettata che fa ha fatto ripiombare i tifosi dei Broncos a quei tre super bowl persi in malo modo a fine anni 80.

Il 43-8 finale racconta tutta la storia di una partita a senso unico fin dal primo snap, quando una miscommunication tra Peyton Manning e il centro causa la safety iniziale. Anche il secondo drive dei Broncos fa subito capire che non sarà una giornata tranquilla per l’attacco dei record: al primo lancio, D.Thomas taglia per una crossing route e subito dopo la ricezione Kam Chancellor si presenta con un placcaggio che fa letterlamente rimbalzare all’indietro il possente WR. è un colpo psicologico che fa andare a mille l’adrenalina per la difesa dei Seahawks e mette apprensione ai WR dei Broncos.
Durante la stagione le molte “yards after the catch” erano state un po’ il marchio dell’attacco Broncos. Chancellor fa subito capire che sarebbe stata una lunga giornata per Manning and Co.

Seattle si è presenta con una difesa semplice,senza troppi movimenti per ingannare Manning durante lo snap count. Chiaro il messaggio per Peyton: vogliamo batterti con la nostra velocità e prestanza fisica, niente trucchi. Per capire quanto la partita sia a senso unico, il primo down dei Broncos arriva solo al secondo quarto. Il football è fatto di game plan, film review, tattiche, lavagna, Xs and Os, ma alla fine i Seattle tornano a un semplice old school football per vincere la partita più importante: velocità, aggressività e pressione costante senza pausa.
Sherman ha dichiarato che il game plan difensivo in se è stato molto semplice dal punto di vista tattico, il più semplice dell’anno. Una prestazione difensiva che ricorda quella dei Ravens contro i Giants nel 2000, ma certamente Kerry Collins non era Manning. Oppure quella dei Bears di Ditka contro i Patriots nel 1986, ma ancora una volta, Toni Eason non era Manning. La domanda che continua a imperversare è cosa mai sia successo a questi Broncos,così brillanti per tutta la stagione, con un attacco da record storici.
La risposta sta nella fenomenale prestazione della difesa Seahawks.

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Kam Chancellor intercettaNonostante il disastro iniziale la difesa limita i Seahawks a due FG nella redzone e il lascia il risultato a portata di mano, 8-0. Ma Manning non è troppo a suo agio nella tasca, continua a muoversi saltellando di qua e di là a causa della pressione del front four e subito arriva il primo intercetto.
Seattle inizia a dilagare andando sul 15-0 capitalizzando su quell’errore. Con tanto tempo ancora sul cronometro tutti si aspettano che i Denver siano pronta a rialzarsi subito, mostrando quello che si è visto per tutta la stagione.Infatti il drive che inizia nel secondo quarto con 12 minuti da giocare, porta il primo first down per i Broncos e con passaggi corti e metodici, Manning marcia e sembra avere trovato il suo ritmo. Quando questo lungo drive ha consumato quasi 9 minuti sul cronometro, Manning ancora sotto pressione lancia una pick-six devastante. Avril entra prepotente e colpisce Manning al momento del lancio. Ne esce un’anatra ferita che cade nelle mani di Malcolm Smith il quale ringrazia e ritorna l’intercetto in touchdown per 69 yards.

Stupore generale, con i Seattle in pieno controllo sul 22-0 e Denver in stato confusionale. Non c’è tempo per pensare e Manning si rifà sotto con un altro drive che si ferma alle 19 yards nella redzone. Ci vogliono dei punti al più presto per Denver. Si gioca un 4th and 2 alla mano, decisione che potrebbe far discutere. Un FG avrebbe dato almeno il sollievo di punti ai Broncos e un input positivo per andare all’halftime. Però avendo Manning e l’attacco dei record è comprensibile che lo giochi alla mano. Manning inspiegabilmente non vede Thomas libero di fronte a lui e opta per un lancio in diagonale per Thomas in double coverage. Il lancio non arriva al mittente perchè viene deviato alla linea di scrimmage,ancora una volta la pressione dei front four di Seattle è altissima.
Disastro totale ma non è finita. Denver va negli spogliatoi con zero punti sul tabellone. Iniziano a volare i tweet di scherno su Floyd Mayweather che aveva dichiarato una puntata di 10 milioni di dollari sulla vittoria dei Broncos. Si inizia pure a rimembrare le batoste patite dai Broncos, in primis quando Joe Montana guidò i 49ers con un umiliante 55-10.

Percy Harvin ritorna il kickoff in endzoneAll’inizio del terzo quarto i Broncos devono fare i conti con lo special team Seahawks che mettono il famoso “nail on the coffin”.Nel tentativo di evitare un ritorno di Percy Harvin, Denver fa un kick off corto, ma Harvin prende la palla dopo un rimbalzo anomalo in verticale e crea scompiglio. Lo special team di Denver ne combina di tutti i colori, tranne che placcare Harvin. Due o tre giocatori mancano il tackle e dopo 10 secondi Harvin è in TD per il 29-0… l’incredulità è ai limiti del possibile.
E’ufficialmente “panic time” per Manning, e sembra che pure il coaching staff sia abbastanza confuso sul da farsi. Al drive successivo ancora un paio di chiamate strane del coaching staff dei Broncos Su un 3rd and 10 dalle 38, chiamano una draw per Monte Ball con guadagno nullo e poi optano per il punt. Sotto 29-0 a 38 yards dalla end zone, si doveva rischiare di più. Si doveva lanciare sul 3rd and 10 e poi provare il quarto alla mano.Veramente è strano che abbiano preferito il punt dalle 38 yards, sotto 29-0 nel Superbowl.

Nel drive successivo ancora una volta i Broncos marciano e prendono le briciole che la difesa dei Seattle lascia. Ma ci pensa D.Thomas a rovinare tutto facendosi strappare la palla mentre sta entrando nella redzone. Un fumble che fa sembrare D.Thomas abbia le mani fatte di marshmallow. Un errore non accettabile per questo stage. è proprio la fine perchè questo errore mette la difesa dei Denver già in aereo e i due TD successivi degli Seahawks fanno sembrare che si stia giocando a una partita tra Men Vs Boys. Finisce 43-8 e Manning deve rimandare i discorsi del “best QB ever” forse per sempre. I media avevano veramente pompato questo tema durante le due settimane precedenti. Se Manning vince contro questa difesa, possiamo dire che è il best QB ever? Ovviamente no a posteriori.

Seattle vince il primo Super Bowl sfidando Manning con un game plan semplice e con una squadra giovanissima. Denver invece dispiega la difesa per limitare M.Lynch (solo 39 yards per lui), e sfida Russell Wilson a creare pericoli. Il giovane QB raccoglia la sfida in giornata di grazia, distribusce passaggi e converte molti terzi down cruciali con dei bei laser nel mezzo. Guardando alle ultime partite di Seattle era sembrato che Wilson fosse l’anello debole dell’attacco. Sfortunatamente per Denver, Russell sforna una prestazione solida senza errori o pazzi scramble che in passato avevano causato enormi perdite di yards.

russell wilson sb seahawksE’ tempo per festeggiare per Seattle, Paul Allen e Pete Carroll. Tanti anni nella NFL e una soddisfazione enorme e fino a un paio di anni fa veramente inaspettata. Onore al gran lavoro fatto da Snyder e Carroll nel mettere assieme un roster fatto di molte “late picks” al draft al quinto, sesto, settimo giro. Un Russell Wilson preso dopo i vari Luck, RG3, Weeden, Tannehill. Un MVP scelto al settimo giro: Malcolm Smith. Quando gli hanno detto che era MVP non ci credeva e ha detto che aveva bisogno di sentirlo da una fonte ufficiale della NFL per crederci del tutto.

I Seattle sono un esempio di una squadra giovane, dal talento medio che seguono al 100% la filosofia del coach e credono nel gioco di squadra e nel sacrificio della prestazione individuale a favore di quella del team. Un buon messaggio a tanti allenatori e General Manager che hanno roster ben molto più quotato sulla carta, ma incapaci di creare un gruppo vincente.
Sembra che il problema salary cap non si presenterà ancora fino alla stagione 2015 e quindi penso vedremo questi Seattle ancora protagonisti l’anno prossimo,anche se la concorrenza è agguerrita. La NFC è saldamente in mano a 3 QB della

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Lorenzo Guidolin

Inviato da Los Angeles, appassionato di football dai tempi di Montana e Marino.

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