[NCAA] La situazione dopo week 10 e preview di week 11

“We want Bama!”. Il coro intonato dai tifosi di Florida State al termine del match con cui sabato scorso hanno schiantato i rivali di Miami 41-14 non lascia dubbio: i Seminoles quest’anno vogliono andare fino in fondo, fino al BCS Championship; Oregon permettendo.[pullquote] BCS Ranking
1. Alabama 8-0
2. Florida State 8-0
3. Oregon 8-0
4. Ohio State 9-0
5. Stanford 7-1
6. Baylor 7-0
7. Clemson 8-1[/pullquote]Infatti continua il balletto nella BCS standing tra FSU e Oregon, con i ‘Noles che questa settimana sono tornati al secondo posto scavalcando Oregon, ferma per il turno di bye. Ma il destino di Floride State è ormai segnato: se i Ducks battono Stanford il secondo posto sarà loro, considerando il basso livello degli avversari di FSU da qui alla fine della stagione. Un dubbio, però ci assale: siamo certi che i Crimson Tide chiuderanno imbattuti la stagione? Alabama, infatti, negli ultimi due campionati ha sempre perso almeno una partita. Louisiana State sabato e, soprattutto, Auburn all’ultima giornata, potrebbero mettere seriamente a repentaglio l’imbattibilità della squadra di Nick Saban con chissà quali risvolti in classifica.
Joel Hale, Doran Grant, Tyvis PowellAlle spalle del terzetto continua la sua marcia Ohio State. Poveretti questi Buckeyes. Sotto la gestione di coach Urban Mayer continuano a macinare punti e vittorie ma sono destinati a non poter migliorare il quarto posto in classifica. Infatti dopo la sconfitta di Michigan è sfumata anche l’ultima speranza di affrontare almeno una squadra classificata prima della fine del campionato.

Detto di Stanford, il cui destino in classifica dipenderà dal match contro Oregon, qualche speranza in più ce l’ha Baylor, che attualmente è settima e imbattuta, ma che nei prossimi turni giocherà contro ben tre team di alta classifica: Oklahoma (10), Texas Tech (25) e Oklahoma State (14).
Come finirà la stagione non è dato saperlo ma una cosa è certa: ne vedremo delle belle, perché siamo a Novembre e in questo mese anche i dettagli fanno la differenza. Un field-goal sbagliato, un turnover, un placcaggio mancato possono perfino decidere il destino di una stagione. Del resto come diceva lo storico capo allenatore di Arkansas Frank Broyles: “Loro si ricorderanno sempre quello che fai a Novembre”.

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Miami (7) vs Florida State (3) 14-41
College+Gameday+Obamacare+Sign.+FSU+vs.+Miami+College+Gameday+in_588c80_4870205Il match più importante della decima settimana è stato lo scontro tra le due imbattute Miami e FSU, che si sono giocate anche il simbolico titolo di regina del Sunshine State. A Tallahassee in un Doak Campbell Stadium gremito in ogni ordine di posto e in un ambiente particolarmente elettrizzante, condito da un pre-partita all’insegna degli sfottò tra i tifosi (come vedete nella foto),  i Seminoles come da previsioni l’hanno spuntata abbastanza facilmente.
Gli Hurricanes del resto venivano da due partite vinte per il rotto della cuffia e, secondo alcuni, si trovavano in una posizione di classifica perfino superiore alla loro reale forza; inoltre durante la partita hanno dovuto rinunciare al loro straordinario tailback Duke Johnson, uscito anzitempo per un infortunio alla caviglia che sembra anche piuttosto grave. Florida State, invece, ha trovato un Devota Freeman in gran spolvero autore di 3 TD. Nel primo quarto sono stati i Seminoles a passare per primi in vantaggio grazie ad un bel drive di 72 yards culminato dal TD di Freeman con una corsa da 5 yards. Ma Jameis Winston (21/29, 325 yards, 1 TD, 2 INT) ha complicato le cose alla sua squadra lanciando nel primo tempo ben due intercetti, entrambi trasformati in TD dai passaggi di Morris (16/28, 192 yards, 2 TD, 2 INT) per Hurns. Nonostante ciò FSU è andata all’intervallo in vantaggio per 21-14 grazie al TD di James Wilder Jr. (con una corsa da 1 yard) e allo splendido passaggio da 48 yards trasformato in TD da Freeman. In questa circostanza ottima lettura da parte di coach Jimbo Fischer che, accortosi del tentativo di blitz della difesa di Miami sul lato destro della sua linea di attacco, ha chiamato uno screen-pass sulla sinistra.
Al rientro dagli spogliatoi FSU, però, è scesa in campo decisa a non regalare più niente agli avversari e nel terzo quarto ha di fatto chiuso la pratica Miami, segnando due TD e arrotondando il punteggio nel finale con altri 2 field-goal. Nel dopo gara chiarissimo il messaggio di Jimbo Fischer: “Abbiamo giocato contro la numero 7 in classifica e abbiamo vinto di 27 punti. Siamo una grande squadra – ha spiegato il capo allenatore dei Seminoles-. Noi continuiamo a giocare bene e lasciamo che sia la gente a giudicare”.

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Michigan (21) vs Michigan State (22) 6-29
Dal sole della Florida al freddo a alla pioggia del Michigan. Altra rivalità inter-state quella tra i Wolverines e gli Spartans padroni di casa, risoltasi a favore di questi ultimi. Naturalmente è lecito aspettarsi da due scuole del nord un match molto fisico, vinto, manco a dirlo, grazie alla prova superlativa della difesa di MSU che chiude con 7 sacks e costringe i rivali a –48 yards totali sulle corse, confermandosi la numero uno del paese per difesa totale e per difesa sulle corse. E del resto se il trofeo che simboleggia la sfida tra le due scuole è intitolata ad un taglialegna, Paul Bunyan, una ragione deve pur esserci.
Alla vigilia del match il coach di MSU aveva consigliato ai suoi di tenere un basso profilo e di scatenarsi in campo. E così è stato con la difesa degli Spartans che ha subito messo in chiaro le cose mettendo a segno 4 sacks sul malcapitato QB Devin Gardner solo nel primo quarto. Gardner, però non si è perso d’animo e ha trovato a metà di secondo quarto un big-play passando l’ovale a Chesson per un guadagno di 38 yards, permettendo così ai suoi di impattare il punteggio sul 6-6 (con un field-goal dalle 39 yards). Nel finale di quarto è finalmente venuto fuori l’attacco degli Spartans che, guidato da Connor Cook (18/33, 252 yards, 1 TD, 1 INT), ha segnato un TD con un passaggio da 14 yards per Fowler allo scadere.
Nel terzo quarto il copione del match non è cambiato con i Wolverines incapaci di varcare la soglia delle 50 yards. All’inizio dell’ultimo parziale Cook si è fatto intercettare regalando una ghiotta opportunità agli avversari  con la palla sulle 41 yards degli Spartans. Ma ancora una volta la difesa di MSU è salita alla ribalta, mettendo a segno 2 sacks e provocando una perdita di 31 yards che ha costretto Michigan al punt. Subito dopo un TD da 1yard su corsa di Cook e un field-gol hanno messo la ciliegina sulla torta degli Spartans.

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Auburn (11) vs Arkansas 35-17
Se passate da Fayetteville, sede del campus dell’Università di Arkansas, è obbligatoria una sosta al Catfish Hole, ritrovo dei tifosi dei Razorbacks nonché uno dei posti migliori d’America per mangiare il pesce gatto e altre prelibatezze -inutile dirlo- rigorosamente fritte. Lo sa bene Gus Malzahan, ex offensive coordinator di Arkansas e originario della zona, che ha guidato la sorprendente Auburn alla vittoria sui Razorbacks.
I Tigers, reduci dalla disastrosa campagna del 2012 (3-9 la peggiore in 60 anni) hanno risalito la classifica e sperano che l’Iron Bowl riservi loro scenari ancora più importanti. Dall’altro lato Arkansas dopo le tre vittorie in apertura continua a perdere collezionando, così, il sesto stop consecutivo, reso ancora più amaro dall’infortunio al QB titolare Brandon Allen e dai 3 turnovers concessi agli avversari. Protagonista del match il running back dei Tigers Tre Mason autore di ben 4 TD e di 139 yard su corsa in 32 portate. Punteggio mai in discussione e match compromesso a metà terzo quarto quando gli ospiti guidavano 28-3, per via di 3 TD di Mason e di uno di Coates, su un passaggio da 88 yards di Marshall (al rientro dall’infortunio alla spalla).
Nel finale i padroni di casa hanno provato a rientrare in partita portandosi sul 28-17, ma è stato ancora Mason a frustrare le residue chance dei Razorbacks, fissando così il punteggio sul 35-17.

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La settimana numero undici comincerà prestissimo, infatti nella notte tra giovedì e venerdì si disputeranno due match molto importanti per la classifica BCS: Stanford–Oregon e Baylor-Oklahoma.
Il primo match avremo finalmente la fortuna di poterlo vedere in TV (dopo l’assurda chiusura di ESPN America) su uno dei canali Sky (seppure in differita). Come abbiamo già avuto modo di dire Mariota e l’attacco devastante di Oregon sono chiamati a superare l’ultimo ostacolo sulla strada del BCS Championship game, rappresentato dalla difesa di Stanford, peraltro rivale di conference nel PAC 12.
Lo spettacolo del college football, però, andrà avanti per tutto il weekend e sabato ci regalerà altri match importanti. Su tutti ovviamente spicca LSU in visita ad Alabama. Storie del vecchio sud, che si intrecciano intorno alla leggendaria figura di Nick Saban, ex capo allenatore a Luoisiana State, con la quale vinse peraltro il primo titolo BCS in carriera. Nel match tra Tigers e Crimson Tide non ci sono in ballo rivalità particolari e nemmeno supremazie statali ma soltanto l’orgoglio di essere più bravi a giocare a football degli altri.

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