[W16] Ravens ai playoff, ma…

Undici vittorie e quattro sconfitte, ad un solo passo dal conquistare il trono della AFC North dopo aver, tra gli altri, sconfitto sia in casa che a domicilio, i temibilissimi rivali dei Pittsburgh Steelers. Per i Baltimore Ravens la stagione 2011 si sta rivelando decisamente positiva, e a questo punto naturalmente la domanda è: possono arrivare fino in fondo, cioè fino al Gran Ballo?

Beh, innanzitutto c’è da vincere il prossimo match in casa dei Cincinnati Bengals, e non sarà impresa facile, primo perché i nero arancio di coach Lewis con una doppia w sarebbero sicuramente alla post season, secondo perchè su questo campo Flacco ha storicamente sempre fatto grande fatica (in tre partite l’ex stella di Delaware ha completato appena il 54% dei lanci con tre touchdown e sei intercetti).

ravensUna eventuale sconfitta, se da un lato non pregiudicherebbe l’accesso ai playoff già ottenuto, potrebbe costringere i Ravens ad un cammino nella post season molto più difficile, con i match decisivi tutti lontano dalle mura amiche. In caso di k.o. a Cincinnati e di contemporanea vittoria degli Steelers in quel di Cleveland, sarebbero infatti proprio i giallo neri a vincere la division ed a conquistare la bye al primo turno ad eliminazione diretta.

Torniamo alla domanda di partenza: possono i Ravens arrivare al Superbowl?  
La risposta è “sicuramente si, ma…” e questo ma è spiegabile in modo molto semplice: il passing game dell’attacco. E proprio a tale riguardo, il match giocato e vinto domenica scorsa dai Ravens in casa con Cleveland per 20-14 è stato emblematico. OK non c’era il leading receiver Boldin, appiedato da un problema al ginocchio, e questo di per sè è un handicap notevole per un team con poca esperienza nel ruolo, ma in sua assenza nessuno degli altri attori principali è stato in grado di “riempirne le scarpe”.  Sia il veterano Lee Evans, sulla carta di gran lunga il più esperto dei ricevitori in viola, che il rookie Torrey Smith, che soprattutto il tight end Dickson sono riusciti a rendere indolore l’assenza di Boldin, al punto che il ricevitore più efficace del team di coach Harbaugh è stato il solito, affidabilissimo Rice (che però di professione fa il runner) con tre ricezioni per 48 yards ed una meta.

Un discorso a parte merita invece l’altro tight end Pitta, che ha vissuto un pomeriggio da fantasma, visto che Flacco non ha mai tirato nella sua direzione. Ma anche il quarterback non è esente da colpe: contro i Browns, Flacco non ha completato nessun passaggio oltre le 20 yards e appena due sopra le dieci ed è stato inoltre pizzicato nella end zone avversaria da Sheldon Brown.

Ora è vero che le sue statistiche non sono state certamente aiutate dalle numerose palle lasciate cadere dai suoi ricevitori (Evans e Dickson in testa), e che la coppia di cornerback di Cleveland Haden e Brown ha disputato uno dei migliori match della stagione, ma chiudere riuscendo a servire solo due volte i ricevitori di ruolo e terminare il match con 11 passaggi completi su 24 tentati per 132 yards, è senza dubbio un bottino decisamente misero. D’altronde non è un caso se, perfino con Boldin in campo, l’attacco dei Ravens a livello di passing game è il diciottesimo dell’intera NFL, mentre per quanto riguarda il qbravens rating Flacco è addirittura ventesimo. Il tutto tenendo conto che i team che puntano al titolo hanno in cabina di regia quarterback di valore assoluto o comunque in grado di cambiare il volto ad un match: Brady, Roethlisberger, Rodgers, Brees e Ryan solo per citare i migliori.

Per fortuna dei Corvi almeno il rushing game capitanato dal formidabile tuttofare Rice, ha ben altro rendimento. Contro i Browns che avevano come obiettivo principale del loro gameplan difensivo, proprio quello di fermare le corse dei Ravens, il piccolo runner non ha brillato (23 portate per 87 yards), ma per essere appunto il sorvegliato speciale non se l’è cavata poi così male, contando anche la performance come ricevitore. E Rice è stato efficacemente supportato dal grande vecchio Ricky Williams che ha disputato probabilmente il miglior match da quando è in maglia viola, con 45 yards conquistate in dieci portate.

La linea offensiva si è invece “adeguata” al grigiore del passing game: vero i Ravens hanno perso prima ancora di metà partita il loro miglior uomo, cioè la guardia Yanda, però in generale il reparto non ha impressionato neppure questa volta, con soprattutto Oher in evidente difficoltà. Per altro avendo nel backfield una coppia come quella formata da Rice e Wiliams, coach Harbaugh può sicuramente dormire sonni più tranquilli.

La difesa invece, marchio di fabbrica ormai da anni dei Ravens, sta avendo una stagione da Superbowl, essendo la terza a livello di yards concesse e di punti subiti. Contro i Browns, Ngata ha faticato a reggere l’urto del rushing game ospite (e infatti il runner dei Browns Hillis è andato ben oltre le 100 yards), ma si è trattato di un incidente di percorso in una annata di grande spessore per il fenomeno di origini tongane. Ed il resto della linea si è disimpegnato alla grande grazie all’ennesima prestazione mostre di un Suggs devastante e alla conferma di un Kruger sempre positivo.

Il pacchetto dei linebacker ha invece ovviato alla prestazione così così del loro leader Ray Lewis (che dopo il rientro sta faticato a recuperare la forma migliore) grazie soprattutto alla coppia Johnson e McClain. Contro i Browns ha giocato un match molto valido anche la coppia di corner back Webb-Smith, con il primo che si è confermato su ottimi livelli, mentre il rookie Smith, subentrato a partita in corso a Cary Williams k.o. per un problema alla testa, sembra stia finalmente mostrando le qualità che ne hanno fatto una prima scelta. Insomma difensivamente la squadra sembra pronta per arrivare fino in fondo, anche se ha bisogno di ritrovare il miglior Ray Lewis, però con ogni probabilità sarà l’attacco, e soprattutto il rendimento di Flacco and company, a determinare la sorte dei Corvi nella post season.

Per chiudere mi sembra doveroso fare un punto della situazione anche per la bistrattata compagine di Cleveland. Il cambio di coach con l’arrivo di brownsShurmur non ha portato grandi giovamenti a livello di record anzi, se i Browns non batteranno Pittsburgh nell’ultimo match di regular season faranno peggio del 5-11 con cui si concluse l’annata 2010. Però analizzando un po’ più attentamente la stagione ci sono motivi di fiducia per il prossimo anno, a partire dal fatto che metà delle sconfitte sono arrivate per un touchdown o meno. Inoltre la seconda scelta del draft 2011, il defensive end Jabaal Sheard ha messo a segno 8 sack e si avvia a diventare un punto fermo per la difesa dei Browns dei prossimi anni. E altri due giovani come il cornerback Joe Haden e la safety T J Ward hanno disputato un’ottima stagione. In più c’è sempre quell’incredibile macchina da placcaggi che è il linebacker D’Qwell Jackson.

I problemi che dovranno essere corretti nella prossima offseason riguardano soprattutto l’attacco. I Browns sono stati poco fortunati a livello di rushing game con la stagione piena di guai fisici per il runner Hillis (colpito evidentemente anche lui dalla “Madden curse”, visto che era sulla copertina dell’ultima edizione del  celeberrimo gioco), ma né Ogbonnaya né Hardesty hanno dimostrato di poterlo sostituire. L’altra seconda scelta degli ultimi draft, il receiver Little se utilizzato propriamente come ricevitore di possesso, può sicuramente diventare un ottimo atleta nella NFL e la linea di attacco guidata dalla coppia Alex Mack (centro) e Joe Thomas (tackle) è sicuramente solida. Aggiungete un ritornatore sempre elettrizzante come Cribbs (che anche contro i Ravens ha fatto sentire la sua presenza con il ritorno di punt in meta da 84 yard che ha riacceso la partita) e rimane il vero punto debole della franchigia: l’assenza di un regista all’altezza.

Intendiamoci, né McCoy né la sua riserva Wallace sono giocatori mediocri, ma sono atleti a cui nella NFL puoi chiedere di non perdere le partite, non certo di vincerle, e ai Browns di oggi e dell’immediato futuro questo non basta.

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