Il riassunto di Rose Bowl, Fiesta Bowl e Sugar Bowl

Siamo arrivati quasi al termine dei riassunti delle decine di Bowl disputati da metà dicembre (primo, secondo, terzo e semifinali) ed oggi è il momento dei tre disputati a cavallo di Capodanno.

Rose Bowl: Ohio State vs Utah

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Non c’è niente che urli “college football” più dello storico stadio situato alle falde delle San Gabriel Mountains e l’iconico tramonto che, solitamente durante il terzo quarto, si presenta ai fortunati astanti. Ancora una volta, la partita ospitata in questo scenario che toglie il fiato non ha deluso: Ohio State batte Utah per 48 a 45.

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I protagonisti principali di questa vittoria sono stati il QB C.J Stroud (37/46 per 572 yard, 6 touchdown e 1 intercetto) ma soprattutto il WR Jaxon Smith-Njigba. Con Olave e Wilson fuori per opt-out, il sophomore nativo di Rockwell (Texas) ha tirato fuori una delle prestazioni più dominanti mai vista per un WR a questo livello: 15 ricezioni (su 16 target) per 346 yard e 3 touchdown.

L’inizio lento della difesa dei Buckeyes, ha permesso a Utah di concludere il primo quarto sul 14-0 (touchdown di Britain Covey e Micah Bernard), da lì in poi, nonostante la risposta di Ohio State con il primo touchdown in carriera del freshman e figlio d’arte Marvin Harrison Jr., gli Utes sono rimasti in controllo riuscendo addirittura ad allungare il vantaggio a fine primo tempo grazie a due marcature consecutive: un kickoff return da 97 yard per Britain Covey e una corsa da 62 yard del QB Cameron Rising. Il primo tempo si è concluso sul 35-21 in favore di Utah.

Alla ripresa il vantaggio degli Utes si era stabilizzato sui dieci punti di scarto (38-28) quando è cominciata la furiosa rimonta di Ohio State guidata, ovviamente, da Stroud e uno Smith-Njigba imprendibile per la difesa di Whittingham.

Il touchdown del primo vantaggio Buckeyes è qualcosa di spettacolare:

https://twitter.com/FDSportsbook/status/1477454286212714497?s=20

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Nonostante si trovassero per la prima volta sotto nel punteggio e con una difesa ormai messa alle corde dai colpi di Smith-Njigba, gli Utes non hanno mollato. Neanche di fronte al brutto infortunio occorso a Rising (la più classica delle concussion, molto spaventosa) e all’esordio assoluto di Bryson Barnes che, al primo drive della carriera, ha guidato la sua squadra al touchdown del pareggio sul 45-45 a 1:54 dal termine.

L’ultimo drive, orchestrato da Stroud, è stato perfetto perché oltre a guadagnare yard ha mangiato anche gran parte del cronometro permettendo ai Buckeyes di arrivare in redzone e segnare il comodissimo field goal della vittoria.

Per Ohio State una vittoria importante per diversi motivi. Il primo è il riscatto dopo la sconfitta contro Michigan in regular season che permette ai Buckeyes di chiudere con un bel successo una stagione che, per le aspettative, potremmo ritenere deludente. Il secondo è sicuramente la certezza di avere già in casa i giocatori del futuro: le prestazioni di Smith-Njigba (storica), Harrison Jr. e CJ Stroud rilanciano prepotentemente la squadra di Ryan Day che si presenterà ai nastri di partenza della nuova stagione ancora una volta tra le favorite per la vittoria finale.

Per Utah è un peccato. Gli Utes hanno giocato una partita, e una stagione, gettando il cuore oltre l’ostacolo ed il testa a testa finale con una delle squadre più talentuose della nazione è la dimostrazione del lavoro eccezionale svolto da Whittingham in questi anni. Nonostante la sconfitta è facile prevedere come questo possa rappresentare un nuovo punto di partenza per Utah, una squadra con un’identità ben precisa e  destinata a lottare per la vittoria della conference ogni anno. Chapeau.

Fiesta Bowl: Oklahoma State vs Notre Dame

 Anche il Fiesta Bowl non è stato avaro di emozioni: con una grande rimonta Oklahoma State batte Notre Dame per 37-35.

Un inizio veramente impressionante sia in difesa che in attacco per Notre Dame che, pronti via, si ritrova immediatamente sul 14-0 grazie a due giocate-lampo in attacco: 75 yard in 5 giocate nel primo drive (touchdown di Lorenzo Styles) e 66 yard in 4 giocate (touchdown di Chris Tyree).

Oklahoma State risponde bene e non lascia scappare gli Irish ma, dopo la prima marcatura dei Cowboys, Notre Dame allunga di nuovo grazie al tandem Jack Coan-Michael Mayer che portano alla propria squadra due touchdown consecutivi. Con il risultato sul 28-7, il momentum della partita è tutta dalla parte della squadra di Marcus Freeman, all’esordio come head coach: 28-14 all’intervallo.

https://twitter.com/NDFootball/status/1477358273351147520?s=20

Quello che sembrava essere solamente l’ultimo sussulto per Oklahoma State si trasforma, invece, nell’inizio di una rimonta incredibile. I Cowboys cominciano il secondo tempo nel migliore dei modi e, grazie a due drive abbastanza lunghi (87 e 89 yard) consecutivi, riagganciano Notre Dame sul 28-28. L’ennesimo 3&out da parte degli Irish, che sembrano aver perso tutta la verve offensiva del primo tempo, non viene punito fino in fondo dalla squadra di Gundy che passa comunque in vantaggio grazie ad un field goal e, allo stesso modo pochi minuti dopo, allunga sul 34-28. Il parziale del terzo quarto (17-0) rispecchia perfettamente la svolta della partita: ora è Oklahoma State in pieno controllo.

Nell’ultimo quarto Notre Dame riesce finalmente a muovere le catene ma, ad un passo dalla endzone, l’intercetto di Malcolm Rodriguez sul lancio di Jack Coan vanifica gli sforzi degli Irish.

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A questo punto l’attacco di Oklahoma State trova vita facile contro la difesa di Freeman senza, tuttavia, chiudere la partita. Notre Dame sfrutta male la possibilità di rientrare in gara risultando tremendamente inefficace in attacco: il field goal del 37-28 a due minuti dalla fine dà due marcature di vantaggio ai Cowboys e chiude virtualmente la partita.

https://twitter.com/YahooSports/status/1477402561091182594?s=20

Esordio da dimenticare per Marcus Freeman, la sua Notre Dame è apparsa molto più aggressiva in attacco rispetto alla gestione di Brian Kelly ma, i soliti problemi con il QB e la mancanza di ricevitori esplosivi, hanno impedito agli Irish di sostenere i ritmi altissimi dell’avvio di partita.

Le speranze playoff di Oklahoma State si sono infrante sul muro di Baylor nella finale della Big 12, per questo vincere il Fiesta Bowl e chiudere bene una stagione comunque positiva rappresenta un ottimo risultato per la squadra di Mike Gundy.

Sugar Bowl: Ole Miss vs Baylor

L’attesa sfida tra l’attacco esplosivo di Lane Kiffin e la difesa cerebrale di Dave Aranda è stata clamorosamente vinta da quest’ultima: Baylor batte Ole Miss per 21-7

La partita è stata subito caratterizzata dal brutto infortunio di Matt Corral: il QB e miglior giocatore dei Rebels, sulla cui disponibilità a giocare questa partita si è molto discusso, è stato portato negli spogliatoi durante il primo quarto ed ha concluso in maniera sfortunata la sua esperienza collegiale (fortunatamente per Corral e la sua carriera tra i professionisti, non pare abbia riportato lesioni gravi).

Per Ole Miss, costretta a fare a meno del proprio QB titolare, la partita ha preso una piega tutt’altro che desiderata e le chance di Baylor di imporre il proprio gioco fisico sono salite alle stelle. Il back-up Luke Altmyer è riuscito a portare i suoi in redzone ma il passaggio del possibile touchdown del vantaggio Rebels è stato deviato, intercettato e riportato nella endzone opposta da parte di Walcott.

Il primo touchdown della partita viene segnato dalla difesa: niente di meglio per la squadra di Aranda che chiude il primo tempo sul 7-0.

Anche Baylor ha i suoi i dolori in attacco e, nel terzo quarto, la partita appare bloccata sul 7 pari. Il QB di Bears, Gerry Bonahon, fatica a prendere ritmo grazie alla difesa di Ole Miss che fa il suo mestiere applicando pressione sulla tasca e impedendo agli avversari di allungare il vantaggio. L’OC Jeff Grimes è costretto dunque a tirare fuori il coniglio dal cilindro e lo fa con un end-around di Monaray Baldwin per un touchdown da 48 yard che dà a Baylor il desiderato vantaggio.

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Nel successivo drive Altmyer viene intercettato per la terza volta e Baylor recupera il possesso in pieno territorio di Ole Miss. Questa volta Bonahon capitalizza il regalo del collega e pesca Ty Thornton per il touchdown finale del 21 a 7.

Per Baylor si conclude una stagione storica: mai nella storia i Bears avevano raggiunto le 12 vittorie stagionali e il titolo della Big 12. Dave Aranda, al secondo anno a Waco, ha tirato fuori un capolavoro e le sue quotazioni non faranno altro che salire da qui alla prossima stagione.

Per Ole Miss c’è il rammarico di non essere riusciti a chiudere un’ottima stagione con la vittoria di un Bowl importante. Ovviamente perdere Corral ad inizio partita è stato decisivo per l’andamento della stessa e, da questo punto di vista, poco va imputato ai ragazzi di Kiffin.

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Guido Semplici

College Football - Co-Host di Scusate il CFB, mi trovate anche su Podcast Verso il Draft e su Twitter.

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