[NFL] Week 5: Battaglia tra texani (Dallas Cowboys vs Houston Texans 16-19)

Questo derby del Texas metteva una davanti all’altra due franchigie agli antipodi.

I padroni di casa, i Texans, sono nati soltanto nel 2002 e possono vantare nel proprio palmares giusto 4 titoli della AFC South corrispondenti ad altrettante apparizioni nei playoff.

Dall’altro lato una franchigia storica, entrata nella lega nel 1960, 5 volte vincitore del Super Bowl e 10 volte della Conference, i Cowboys sono un brand internazionale, sono la squadra con più tifosi negli Stati Uniti, non a caso sono definiti l’America’s team e portano con sé sempre grandi aspettative.

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Cronaca

I primi drive di entrambe le squadre non riescono ad avvicinarsi alla end-zone e conducono solo a tentativi di field-goal, inizio lento alla partita.

Da notare nel primo possesso uno screen per il Tight-End Swain, sostituto del ritirato e neo commentatore Jason Witten, che porta a un guadagno di 47 yard, che preparano all’ex kicker della Canadian Football League, Brandon Maher un facile calcio da 27 yard. 3-0.

I Texans nel successivo possesso non fanno altrettanto col loro di kicker, offrendogli un field goal da 48 yard, che se ti chiami Gano o Tucker è una sciocchezza, ma se ti chiami Fairbairn, per quanto bravo tu possa essere, qualche goccia di sudore la fa scorrere, difatti il calcio va largo a sinistra.

Anche sul successivo drive la partita non decolla, Dak Prescott, invece, appare in serata quando trova l’ex cestita Rico Gathers per 32 yard, peccato che tutto ciò porti solamente a un’altra realizzazione di Maher da 43 yard.

Il football è bello, però, anche perché ci vuole poco a riprendere e ribaltare i punteggi e difatti ai Texans basta un drive fatto bene, composto da piccoli ma costanti guadagni su lancio e corsa, fra i quali spicca uno da 34 yard che evidenzia il ritrovato legame tra Watson e Hopkins, per arrivare alle porte della end-zone avversaria e trovare un TD con il rookie Keke Coutee, che ha brillato in quest’inizio di campionato. 6-7.

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Nel secondo quarto i texani in blu e rosso si riaffacciano nella red-zone dei Cowboys proponendo un copione che si ripeterà diverse volte nel corso del match, l’incapacità da parte della squadra di O’Brien di capitalizzare i viaggi in territorio nemico. Difatti tutto si conclude con un field goal di Fairbairn da 20 yard. 6-10.

Alla squadra di Garrett basta un TD per tornare in vantaggio, ma le sue debolezze escono a galla quando Prescott prova un lancio di una ventina di iarde per Tavon Austin che tocca la football, alzandola e facendola cadere comodamente nelle mani di Kareem Jackson che dà ai suoi la possibilità di aumentare il vantaggio prima di metà tempo.

Deshaun Watson & Co non vogliono sprecare anche questa occasione, guadagnano 67 yard lasciando scorrere giusto 1:28 sul cronometro, fondamentale in questo la ricezione e poi la corsa di Alfred Blue, backup running back, per 28 iarde.

I Texans sembrano aver raggiunto la terra promessa, la end-zone avversaria, quando Watson su un 3rd & Goal passa a Hopkins che si allunga nell’area dei Cowboys, tuttavia una perfetta chiamata arbitrale posiziona il guadagno giusto a 1 yd dalla linea di touchdown poiché “Nuk” Hopkins aveva appoggiato il gomito sul terreno. Turnover on down.

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Al ritorno dagli spogliatoi la serata sembra stregata per il ricevitore dei Texans che dopo un eccellente presa di una palla bassa, la perde in seguito ad un tackle di Antony Brown, rendendola viva e dunque recuperata da Jourdan Lewis, cornerback dei Cowboys, che la porta fino alle 16 yards avversarie. I Cowboys non possono sprecare un’occasione così ghiotta e anche grazie a una ricezione di Zeke Elliot da 9 yard, Dak può trovare con relativa facilità Allen Hurns nella end-zone avversaria, fattosi trovare libero al centro di essa. 13-10.

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I Texans in attacco non graffiano e ancora una volta arriva in soccorso la difesa che trova un altro intercetto su palla deviata, in questo caso da Jonathan Joseph nelle mani del rookie da Stanford, Justin Reid. Niente da fare, l’attacco della squadra di Houston non gira, ancora una volta devono accontentarsi di un field-goal che per lo meno pareggia il punteggio. 13-13.

Dopo 3 drive consecutivi risultanti in 3 punt, a dimostrare come nessuno dei due attacchi sia stato un fulmine di guerra in questo derby, arriviamo al quarto quarto.

La musica non cambia, i Texans non riescono a marciare giù nel campo fino al territorio dei Cowboys, provvidenziale in questo senso è una penalty per pass interference ai danni dell’ex safety Byron Jones, ora corner, nell’occasione incaricato di una copertura 1 on 1 contro il pro-bowler ricevitore Nuk Hopkins. la penalità vale 27 yard e rende possibile un altro field goal, da 19 iarde, ancora risultato però di scarsa concretezza in red-zone. 13-16.

Nel possesso successivo Dak Prescott fa qualcosa che non causerà sicuramente lamentele da parte dei tifosi dei Cowboys, scappa dalla pressione di JJ Watt e Brandon Dunn per completare un passaggio valido 44 iarde per Tavon Austin. Questa giocata magnifica, però, è l’immagine dell’intera partita, poche grandi giocate per pochi touchdown, anche in questo caso, infatti, gli stellati devono accontentarsi di un field goal che vale il pareggio. 16-16.

Dopo due possessi nulli da parte di entrambe le squadre, a 1:41 dalla fine i Texans hanno il possesso, un field goal basterebbe per la vittoria. Sono in grado di gestirla bene, i due migliori ricevitori di Houston aiutano Deshaun, e Hopkins e Coutee portano rispettivamente a casa 13 e 18 iarde; dopo il guadagno sulla ricezione del rookie Keke però la pass-rush dei Cowboys guidata da Demarcus Lawrence arriva a Watson, non aiutato dalla sua offensive line, che si libera frettolosamente della palla intercettata da Xavier Woods. A questo punto manca anche troppo poco tempo per arrivare a un field goal, si va in over time come già diverse volte in questa stagione.

Dopo l’intercetto e la vittoria del lancio della monetina, i Cowboys sembrano avere cambiato marcia e pronti a chiuderla in over-time, tale impressione è suffragata da alcuni lanci non difficili ma sicuri da parte di Prescott che permettono ai Jerry Jones’ boys di avanzare; la difesa dei Texans, però, fa un passo in avanti e ferma i Cowboys, spicca un tackle del fino a quel momento silente, Zach Cunningham, linebacker migliore in copertura piuttosto che nei blitz, ma che riesce comunque a chiudere l’A-Gap che avrebbe condotto Zeke Elliott a un first down e costringendo così i Cowboys a eseguire un punt.

Sul successivo possesso si ha lo show di Hopkins, che mette in mostra le sue mani forti nella presa della palla pure essendo incalzato dal defensive back in copertura a uomo su di lui per poi eludere lui e altri 2 Cowboys con altrettante spin, stile Madden.

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I Texans capiscono di avere la vittoria e vanno di corse per far scorrere il cronometro e dare a Fairbairn una migliore posizione per far sì che il suo tentativo sia il più sicuro possibile; danno al loro kicker un calcio da 36 yard, facile per un professionista nella NFL, o così si suppone, difatti il natio delle Hawaii, già autore di due field goal in over time una settimana fa non sbaglia e regala ai suoi la vittoria e un record pari a quello dei “cugini” e più blasonati Cowboys, sempre più in crisi e con poche prospettive di miglioramento.

Considerazioni

Partiamo dai vincitori e padroni di casa.

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Bill O’Brien ha provato la quinta combinazione diversa di offensive line in cinque partite, e potrebbe aver trovato quella giusta per il materiale che ha a disposizione Houston: la linea ha garantito una minima protezione a Deshaun Watson che ha dovuto comunque metterci del suo uscendo dalla tasca o correndo. Resta il fatto che andando contro una delle migliori pass-rush della lega non si sono comportati male, permettendo anche a una riserva come Alfred Blue di accumulare 46 yard su 20 corse, non un’enormità ma comunque un sostegno al gioco aereo.

L’attacco nonostante le 375 yard ottenute da Watson, apparso tornato alla forma dell’anno scorso, non è riuscito a capitalizzare drive ben costruiti fino alla end-zone avversaria: su 5 possessi nei quali sono arrivati nelle 10 yard avversarie hanno ottenuto un solo touchdown e 3 field-goal, la partita sarebbe stata decisamente più corta se fossero stati concreti nella red-zone.

Watson Texans Cowboys

DeAndre Hopkins si conferma uno dei ricevitori migliori della lega, probabilmente nella top5, ottiene 151 iarde su 9 ricezioni, ma quello che più impressiona è la tecnica e la conseguente sicurezza con cui prende qualsiasi pallone venga lanciato nella sua zona. I Texans hanno poi trovato un eccellente slot receiver in Keke Coutee, che con le sue 51 yd su 6 ricezioni e un TD oscura l’altro ricevitore del trio magico di Houston, Will Fueller V.

Ciò che ha tenuto in partita i Texans è stata, però, la difesa eccellente soprattutto nel fermare l’arma migliore di Dallas, Ezekiel Elliott. JJ Watt ha ottenuto 1 sack mentre il suo gemello, Jadeveon Clowney 0.5, riuscendo comunque insieme ai compagni di linea e a volte i linebacker, a portare pressione sul quarterback avversario o fermare le corse.

Anche la secondaria di Houston si è comportata bene, 2 intercetti ma 7 passaggi deviati, inoltre va sottolineata la prestazione di una grande safety come Tyrann Mathieu in grado di bloccare la corsa nel box o fare tackle in campo aperto, con lui al massimo la difesa dei Texans può volare.

Passiamo a Dallas.

L’attacco dei Cowboys è stato come i suoi giocatori, inconsistente, Dak ha fatto qualche buon lancio per buoni guadagni di yard ma se si guardano le statistiche ha ottenuto soltanto 208 yard. Elliott considerato il gioiello di questa offense, non è da meno, anzi se possibile ha fatto peggio di Prescott per le aspettative che si porta dietro, solo 54 iarde su corsa e 30 in ricezione, peggio del suo omologo dei Texans, il quale tuttavia è una riserva.

In questa partita poi è apparsa evidente la differenza tra ricevitori talentuosi e nella media, quelli di Dallas sono stati in grado di fare una buona giocata in tutta la partita, non sono stati costanti come Hopkins, Coutee e la tight-end Griffin dall’altra parte.

Gathers Cowboys Texans

L’offensive line non ha giocato male, ma si sa che è il punto forte dell’attacco dei Cowboys, Zack Martin e La’El Collins raddoppiavano regolarmente JJ Watt all’inizio della partita, poi però lui e il compagno Clowney hanno iniziato a scambiarsi di posizione sulla linea di scrimmage e lì sono arrivati i dolori.

Come nel caso di Houston, anche per Dallas ciò che l’ha tenuta in partita è stata la sua difesa, in grado di limitare la corsa, anche perché non erano contro il migliore duo offensive line-runningback. Positiva la prova dei linebacker Jaylon Smith e Leighton Vander Esch, 1st round pick da Boise State, in particolare il primo dei due è riuscito a tenere il passo di Deshaun Watson in una corsa verso la linea di touchdown per poi fermarlo, ha deviato un lancio ed è stato l’unico ad ottenere un sack fra i suoi. Di sicuro ci si aspettava di più da una difesa classificata fra le migliori pass-rush della lega contro, forse, la peggior offensive-line del Paese.

I defensive back hanno fatto ciò che potevano, principalmente in copertura a uomo, chiunque fosse il malcapitato, Woods o Jones, abbinato a Hopkins, è stato surclassato.

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Un Commento

  1. Aggiungerei che quel genio di Garrett ha preferito sul 4&1 ai supplementari andare di punt..
    Mentre McVay sul 4&3 sulle proprie 15 ha detto: andiamo, non abbiamo paura di nessuno..

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