NFL Preview 2018: Washington Redskins

Dopo un 8-7-1 con tanti rimpianti nel 2016, i Redskins hanno chiuso un’altra stagione nell’anonimato con il 7-9 dell’anno passato. Niente playoff, che a dirla tutta mancano soltanto da un paio di annate, e, di conseguenza, ancora nessuna vittoria in postseason. Quella sì, manca da ormai 13 anni. Per questa ragione, oltre a quella di natura economica, vien da chiedersi se sia ragionevole l’investimento per portare nella capitale Alex Smith, che in tredici anni di carriera ha vinto appena due partite nei playoff, raggiungendo al massimo il Championship nel 2011 con i Niners.

OFFENSE

Raiders_Redskins thompson

Al timone, dunque, c’è non più Kirk Cousins. Il quarterback, dopo aver riscritto nel 2016 ogni record di franchigia con 4.917 passing yard, ha chiuso la scorsa annata con 4.093 yard, 27 touchdown pass e 13 intercetti. Rendimento leggermente inferiore, nel complesso, rispetto alla stagione da career-high di Smith con i Chiefs, conclusa con 4.042 yard, 26 TD pass e soli 5 intercetti. In post-season, un secondo tempo inesistente proprio di Smith contro i Titans ha però pregiudicato l’approdo al Divisional Round. Nonostante ciò, i Redskins gli hanno assicurato un contratto da quattro anni a 94 milioni di dollari, di cui ben 71 garantiti, rinunciando anche a Kendall Fuller nell’accordo con Kansas City. A Smith l’occasione di far ricredere i tanti che hanno criticato la trade.

Pubblicità

Il parco ricevitori a sua disposizione per farlo è, senza dubbio, intrigante. Josh Doctson, dopo aver saltato praticamente l’intera stagione da rookie, si è rialzato con 502 yard e un team-high da 6 touchdown lo scorso anno. Confermato anche Jamison Crowder, arma letale da 789 yard e 3 touchdown, mentre al posto di Ryan Grant, oggi ai Colts, e di Terrelle Pryor, passato ai Jets, è arrivato Paul Richardson dai Seahawks, reduce da una stagione da career-high con 703 yard e 6 touchdown in tutto. Accordo, anche in questo caso, poco vantaggioso a livello economico, con 40 milioni di dollari sul piatto per i prossimi cinque anni.

Se Jordan Reed dovesse tornare sui livelli di due stagioni fa, dopo i tanti problemi fisici vissuti nell’ultimo anno, la coppia di tight-end composta insieme a Vernon Davis potrebbe rivelarsi letale. Il primo grande rimpianto è nel backfield, con il grave infortunio al ginocchio per Derrius Guice, scelta e possibile gemma alla numero 59 al Draft. Il reparto resta comunque interessante, con Chris Thompson e Rob Kelley attesi alla rivalsa dopo i rispettivi infortuni, Samaje Perine in cerca di conferme, dopo una stagione da rookie da 603 yard, ma appena 3.4 di media e l’acquisto all’ultimo di Adrian Peterson per portare un po’ di esperienza al reparto. Offensive line affidabile, con il left tackle Trent Williams e la right guard Brandon Scherff tra i migliori esponenti nella Lega nei rispettivi ruoli.

DEFENSE

washington redskins seahawks

L’atroce linea difensiva, la peggiore in NFL l’anno passato contro le corse avversarie, è stata rinforzata con due scelte al Draft. Alla numero 13 è arrivato Da’Ron Payne, pronto a ricomporre l’accoppiata di Alabama insieme a Jonathan Allen, mentre alla numero 163 ecco Tim Settle, un buon rincalzo alle spalle proprio di Payne. A completare il terzetto è Matt Ioannidis, 4.5 sack l’anno passato. Molto più valido e rassicurante il poker di linebacker alle loro spalle. Zach Brown è tra le stelle difensive delle Lega e ha collezionato 127 tackle, 2.5 sack e ben 12 tackle for loss l’anno passato. Con lui l’accoppiata delle meraviglie composta da Ryan Kerrigan e Preston Smith, che ha totalizzato la bellezza di 21 sack, 8 tackle for loss e 3 intercetti. Completano il reparto Mason Foster e il nuovo arrivato Pernell McPhee, autore di 31 sack in sette stagioni in carriera tra Ravens e Bears.

La secondaria risulta indebolita dopo l’offseason. Fuller, come detto, è volato ai Chiefs, mentre Bashaud Breeland è ancora free agent. I Redskins perdono due opzioni importanti tra i cornerback, oltre a 29 pass deflected e 5 intercetti in totale. Tocca quindi a Quinton Dunbar, mai realmente convincente in tre stagioni nella capitale, affiancare Josh Norman, in grande declino da quando è a Washington e senza intercetti per la seconda volta in carriera l’anno passato. Addio anche a Su’a Cravens, distrutto dagli infortuni e già in injury reserve anche ai Broncos. Fatta eccezione per D.J. Swearinger, 10 pass deflected e 4 intercetti l’anno passato, non restano grandi scelte tra le safety. Montae Nicholson è un prospetto al secondo anno tutto da valutare, così come il rookie Troy Apke, scelta numero 109 al Draft.

COACHING STAFF

jay gruden redskins

Jay Gruden, arrivato alla quinta stagione da head coach dei Redskins, è ansioso di migliorare un record non particolarmente esaltante da capo allenatore, con 28 vittorie a fronte di 35 sconfitte e una partita conclusasi in parità. Nessuna stagione da 10 vittorie e nessun successo ai playoff per lui, che rischia di finire ben presto sulla graticola.

Per il ruolo di offensive coordinator è stato confermato Matt Cavanaugh, vincitore di tre Super Bowl in carriera, due da giocatore e uno alla guida dell’attacco dei Ravens nel 2000. Grandissima esperienza nel ruolo per lui, che è Washington ormai dal 2015 e, dopo un paio di stagioni da coach dei quarterback, ha guadagnato il timone di un attacco fin qui affidabile ed efficiente. Per il ruolo di defensive coordinator confermato Greg Manusky, con dieci anni di esperienza da leader della difesa tra Niners, Chargers, Colts e Redskins. Da lui si attende un grande miglioramento del reparto, per nulla convincente nella sua stagione d’esordio nella capitale.

[review] [ad id=”29259″]

I nostri voti

Offense
Defense
Coaching Staff

Tutto da valutare l'attacco nelle mani di Smith, con Guice prima perdita di valore tra i tanti infortuni di questi ultimi mesi. Front seven rinforzato, secondaria con gli uomini contati. Coaching staff confermato nella sua totalità dopo una stagione non esaltante, ma con l'acqua alla gola.

Pubblicità
T.Shirt e tazze di Huddle Magazine Merchandising

Alessio Salerio

Scopre il football nella notte dell'upset di Phoenix del 2008, se ne innamora quattro anni dopo grazie ai medesimi protagonisti. Ideatore della rubrica "Colori, episodi, emozioni", negli anni cambiata di nome, non nella sostanza.

Articoli collegati

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

Huddle Magazine si sostiene con gli annunci pubblicitari visualizzati sul sito. Disabilita Ad Block (o suo equivalente) per aiutarci :-)

Ovviamente non sei obbligato a farlo, chiudi pure questo messaggio e continua la lettura.