Ritorna la Serra di Huddle, a cura di Michele Serra. Protagonista di questa puntata è Drake Maye.
Dopo 3 partite, in molti avevano già premuto il bottone del panico per Drake Maye. Dopo una stagione da sophomore da quasi MVP – perso per un solo voto di differenza con Matthew Stafford – il quarterback dei Patriots ha iniziato la stagione in maniera completamente antitetica. Impreciso e fin troppo ansioso di mettere a segno big plays, e tutt’altro che aiutato da un running game inefficiente, Maye è stato profondamente messo in discussione. Tutto ciò, almeno, prima della partita di domenica contro i Bills. A Buffalo si è rivisto il passatore calmo sotto pressione e preciso dello scorso anno, e i Patriots si sono portati a casa una bella vittoria nello scontro divisionale.
Andiamo a vedere alcune azioni per vedere cosa è andato diversamente per lui e i Patriots.
SOTTO PRESSIONE – Partiamo dicendo che non è stata una passeggiata, né per Maye né per la offensive line, rimaneggiata per infortuni e spesso in balia della difesa dei Bills.
Come riportato da ESPN Insights, contro Buffalo il numero 10 è stato pressato 21 volte – il massimo finora in carriera – completando il 50% dei propri passaggi per 76 yard e un TD. Nelle tre gare precedenti, le sue cifre sotto pressione dicevano 0 TD, 3 INT e 42% di completi.
Nonostante la brutta giornata di Will Campbell e soci, in difficoltà soprattutto contro i blitz, Maye ha avuto la prontezza di rimanere calmo e non forzare, cosa che invece gli era capitato in più occasioni in questa giovane stagione, soprattutto contro Seattle e Jacksonville.
Qui vediamo un primo esempio. Buffalo porta un blitz con lo slot corner – atteggiamento messo in pratica più di una volta domenica, sempre con scarsi risultati per i Bills; Maye lo vede con la coda dell’occhio e si sposta verso l’altro lato, trovando Doubs nell’honey hole, il punto debole della cover 2 tra cornerback e safety. Anche il bellissimo touchdown di Elliot Chism è arrivato nello stesso modo: un blitz portato dal backfield, evitato uscendo dal lato opposto e lanciando un bel pallone per Chism, che poi ci mette la firma con una ricezione incredibile.
Nel touchdown di un redivivo Doubs c’è condensato dentro un po’ di tutto quanto detto finora:
Sul lato destro, Pop Douglas viene messo in motion (su questo aspetto torneremo tra pochissimo) e avvicinato alla linea di scrimmage. Allo snap, su quel lato l’azione si sviluppa come un tunnel screen; Maye si volta e non sceglie questa opzione, anticipata dal difensore dei Bills. A questo punto, continua con la progressione, scandagliando il campo prima a destra e poi a sinistra, dove trova Doubs, che ha battuto il proprio uomo. Nel frattempo, la safety alta – pre snap erano due, poi c’è stata una rotazione e ne è rimasta una singola – viene attirata dal lato opposto del campo dalla traccia lunga di Henry, che libera spazio per Doubs. Traccia bonus: la pressione di Rousseau, che batte Campbell. A Maye non interessa e si prende il colpo mentre esegue il lancio.
Come anticipato poco fa, domenica i Patriots hanno usato una quantità inusitata di motion pre-snap, impiegata nel 75% degli snap offensivi: era da dicembre 2023 che New England non la usava così tanto in singola gara.
Qui, invece, la pressione arriva dal mezzo, con DeWayne Carter che spinge il centro Jared Wilson verso Maye. Il QB rimane saldo nella tasca, aspettando che Doubs completi la sua traccia verso l’esterno.
IN CONTROLLO – Al netto della bella prestazione, l’offensive coordinator Josh McDaniels – che in queste settimane si è preso la sua bella fetta di critiche – ha disegnato un bel piano partita, approfittando di una delle difese peggiori della NFL (27esima in DVOA).
Dopo aver ricevuto lo snap ‘under center’, i Patriots occupano il campo su più livelli, per dare a Maye opzioni più definite. La motion di Henderson allo snap lo porta a uscire dall’altro lato del campo e tenere basso il difensore che lo marca a uomo. La traccia profonda di Doubs impegna cornerback e safety alta, mentre lo spazio centrale del campo è occupata dalla basic (un altro nome per indicare una traccia in-breaking) di Hollins, che ne guadagna 19. Questa volta, la tasca è immacolata.
Anche in occasione della conversione da due punti di Stevenson vediamo un Maye in controllo e bravo a leggere quello che il campo gli mette davanti. Intanto, la motion di Henry denota copertura a uomo. Una volta partito lo snap, lo vediamo scandagliare il campo seguendo la progressione, prima a destra e poi a sinistra; la tasca pulita lo porta ad avanzare e trovare il running back, che era libero dalla marcatura.
Nel complesso, contro Buffalo Maye è ricorso allo scramble solo quando necessario, non perdendo la calma e affrontando di petto la pressione avversaria. Certo, nella sua partita c’è anche un intercetto e un paio di passaggi a vuoto, ma i passi avanti sono netti, a maggior ragione in una partita così delicata.



