Le pagelle di week 11 NFL 2022

Settimana da montagne russe, la numero 11 della NFL. Volano alto dopo lo stop a Green Bay, i Dallas Cowboys; crollano i Minnesota Vikings, a una settimana dal trionfo di Buffalo; si rialzano proprio i Bills. Le newyorkesi in affanno. I Philadelphia Eagles resistono. I Detroit Lions si godono il momento. Non tutte le partite brillano per spettacolarità, alcune si fatica davvero ad arrivarci in fondo, ma chi ha pazienza si può godere il finale inaspettato di Patriots-Jets, con il primo punt return TD dell’anno, che vale il successo a New England.
Curiosità che mi ha colpito: abbiamo visto tagliare Eno Benjamin, Darrell Henderson, Melvin Gordon. Fare il running back in NFL è complicato anche quando la posizione ritrova una sua centralità nello sviluppo del gameplan.
Solito reminder per chi non è avvezzo alle pagelle: i voti sono insindacabili e corrispondono a come gli esterni vedono la vostra squadra. Perciò non prendetevela se non so esattamente che il quinto defensive tackle ha litigato con la moglie il mercoledì mattina prima di colazione perché lei ha perso 300 dollari a bridge la sera prima e questo è il motivo se la vostra squadra non è riuscita a fermare le corse. Il primo voto che trovate è quello alla partita, il secondo (TRA PARENTESI) è quello alla stagione.

Titans 27, Packers 17

Tennessee 8,5 (9)

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Anche belli da vedere. E non è un’affermazione banale quando si parla dei Titans. Molta più fantasia e varietà rispetto alle abitudini. La division è in cassaforte e c’è pure l’opportunità di piazzarsi con un seed molto alto anche nei play-off di quest’anno.

Green Bay 4 (3)

Un fuoco di paglia con i Cowboys? A vedere cosa è successo pochi giorni dopo direi proprio di sì. Green Bay si squaglia e resta solo uno stecchino che si chiama Christian Watson, appena aggiusta un paio di cosette diventa un giocatore da leccarsi i baffi.

Patriots 10, Jets 3

New England 6 (7)

Annullare l’attacco dei Jets vale la sufficienza, perché molto fa già da sé. Se Folk non fosse stato in una giornataccia il passivo sarebbe stato lievemente migliore. Rimane una fase offensiva ampiamente rivedibile. Nel gruppo è rientrato positivamente Harris, non vorrei però che togliesse incisività a Stevenson. Il finale è emozionante e incredibile.

New York 4 (7,5)

La situazione mi ricorda sinistramente quel che è accaduto ai Commanders a inizio stagione. Il quarterback non offre garanzie di leadership adeguate e la squadra ne risente pesantemente. Credo sia il caso di fare accomodare Wilson in panchina a riflettere se vuole far la fine di Wentz senza avere nemmeno il tempo di firmare il contrattone.

Lions 31, Giants 18

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Detroit 8 (5,5)

Dopo aver seminato senza raccogliere per tutta la prima metà del campionato ed essersi meritati dei votacci, finalmente per i ragazzi di Dan Campbell (e per l’apprezzato head coach) arrivano le soddisfazioni. E i complimenti sono più dolci se abbinati alle W. Il rientro di Amon Ra e Swift è una spinta in avanti non sottovalutabile, anche se è soprattutto la difesa a stringere un paio di bulloni. Così d’un tratto si ritrovano secondi nella division.

New York 5 (8)

Non fanno in tempo a godersi un giocatore che lo perdono. Domenica contro i Lions è toccato al ricevitore Robinson. Nel giorno del Ringraziamento devono guardarsi dall’attacco dei Cowboys: chi vince si guadagna un buon vantaggio nella volata play-off.

Eagles 17, Colts 16

Philadelphia 6,5 (9,5)

Vittoria tribolata, faticosa, ispida. Il carattere a Philly non manca. Va ritrovato un po’ di gioco offensivo. La difesa tiene e si è puntellata con Suh e Joseph al centro della difesa.

Indianapolis 6,5 (5)

Vanno a tanto così dalla seconda vittoria consecutiva ai danni di una delle migliori squadre della prima metà del campionato. Il che fa ancora più rabbia guardando indietro alla confusione che hanno messo in campo. Davanti, al contrario, potrebbero ancora esserci degli spiragli. Che Matt Ryan potesse fare il suo, lo si sapeva.

Bills 31, Browns 23

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Buffalo 7 (7)

Ci mettono un paio di quarti a riprendersi dall’amara sconfitta con i Minnesota Vikings. Con tanto di chiacchierata in sideline tra coach McDermott e Stefon Diggs. Quando ingranano staccano abbastanza agevolmente i Browns e ora possono tornare a concentrarsi sul bersaglio grosso.

Cleveland 5,5 (4,5)

Partono bene provando a mettere spalle al muro i Bills prima che ritrovino se stessi. La tattica non gli riesce fino in fondo e soccombono. La prossima sarà l’ultima sfida senza Watson. Non vedo all’orizzonte la possibilità di ribaltare l’annata. Più probabile dover imbastire il 2023.

Falcons 27, Bears 24

Atlanta 7 (6)

Cordarrelle, nel bene (in grandissima maggioranza) e nel male. Si lascia sfuggire un fumble e poco dopo piazza il nono ritorno di kickoff in touchdown (record NFL). Mariota meglio rispetto alle ultime uscite. Arginare Fields non è impresa semplice in queste settimane e anche loro ne accusano le fiammate.

Chicago 5,5 (4,5)

Fields ormai regala emozioni ogni fine settimana. Quel che preoccupa è la lionsizzazione di Chicago. Partite spettacolari ed equilibrare, buone giocate (Kmet delizia con una ricezione irreale ad altezze proibitive) e sconfitte in serie. Siedono sul fondo della NFC North, staccati anche dalla stessa Detroit con cui sembrano essersi scambiati i ruoli.

Saints 27, Rams 20

New Orleans 7 (5,5)

La decisione è ufficiale: Andy Dalton è il nuovo titolare dei Saints. Che il sorriso sfoggiato in molte azioni contro i Rams fosse dovuto a quello? Olave e Johnson continuano a produrre, lasciando ben sperare per il futuro. Quest’anno più che rendere onorevole il campionato con altre 3-4 vittorie successi mi sembra complesso.

Los Angeles 5 (3)

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Perso Stafford, e già senza Kupp, un voto più basso alla partita sarebbe infierire. La stagione invece è una pesante delusione, specie se confrontata con i ricordi di febbraio. Questi Rams non sembrano lontani parenti (e per molti versi non lo sono).

Commanders 23, Texans 10

Washington 8,5 (6,5)

Heinicki si è guadagnato i galloni da titolare. Sacrosanto. Sarà lui il partente da qui alla fine. Frutto di quanto di buono ha fatto la squadra sotto la sua guida gagliarda. Compresa questa netta vittoria contro Houston. I Commanders hanno un record positivo e sono in piena lotta per le wildcard. Non ci avrei scommesso un centesimo.

Houston 3 (2)

Incapaci di trovare il guizzo in grado di offrire una minima speranza al loro voto in pagella. Mostrano qualcosina, ina, ina, ma assolutamente insufficiente a invertire il trend che li qualifica senza discussione alcuna come peggior squadra del campionato.

Raiders 22, Broncos 16 (OT)

Las Vegas 6 (2)

Ah, Davante Adams. Avrebbe meritato una stagione ben diversa, perché di fenomeno si tratta. La vince e la porta a casa. One man show. Bene anche Jacobs. E pulito Carr. Ma che fatica…

Denver 5 (3)

L’avvio è persino promettente. Segue la solita agonia in attacco. Dire che l’ho sbagliata grossa su Russell Wilson è davvero riduttivo. Ho comprato un bilico di cenere con cui cospargermi il capo. Melvin Gordon a fine partita fa le valigie. Secondo me non sarà l’ultimo. Non mi dilungo oltre sul derby delle derelitte.

Bengals 37, Steelers 30

Cincinnati 7 (6,5)

Tenere dritto il volante e vedere se una volta arrivati in gennaio si accende la lampadina. Cincinnati ha sbandato parecchio quest’anno. Non ha troppo margine nella seconda fase di stagione regolare. Senza Chase e pure Mixon a gara in corso, riescono comunque a segnare parecchio a una difesa Steelers che sa il fatto suo e riesce anche a creare un paio di turnover. In tema di difese, nei drive cruciali i Bengals rispondono presenti.

Pittsburgh 6 (4,5)

Pickett, Pickens, Harris, Freiermuth, Johnson. Vedo tanti pezzi nell’attacco degli Steelers che nel giro di uno-due anni potrebbero incastrarsi e far valere la loro contemporanea maturazione. Per il momento vanno a corrente alternata. Mi piace che continuino a giocare anche a gara ormai scivolata via.

Cowboys 40, Vikings 3

Dallas 10 (8,5)

Non importa quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi. E i Cowboys in questo 2022 nelle tre occasioni in cui sono inciampati hanno sempre dimostrato di riuscire a rialzarsi alla grande. Contro i Vikings sono abbacinanti. Gli riesce tutto. La difesa annichilisce Cousins. Pollard (che mi dà sempre più l’impressione di essere pronto a prendere in mano questo attacco, così come accadde ad Ekeler con i Chargers di Melvin Gordon, per capirci con un esempio recente) è un Hermes moderno, irraggiungibile dai difensori gialloviola. Lo vedono sfrecciare, non riescono nemmeno a sfiorarlo. Se al Ringraziamento battono i Giants restano secondi da soli nella NFC BEast. Il piede ai play-off c’è già.

Minnesota 3 (8,5)

Il tonfo sordo dopo la luce abbagliante, manco i Vikings fossero un temporale estivo. Una pessima abitudine degli anni zimmeriani che il nuovo corso ancora si porta dietro. Senza Darrisaw la linea offensiva collassa e con lei l’attacco. Si interrompe persino la sfilza di partite in cui Cousins è stato in grado di lanciare almeno un TD. Va altrettanto male la difesa, punita in qualsiasi modo da Dallas. Le otto vittorie di misura (era il peggior differenziale di sempre per una formazione 8-1) si interrogano adesso di fronte a due sconfitte con goleada. Poco tempo per pensarci, nel giorno del Ringraziamento ci sono i Patriots.

Chiefs 30, Chargers 27

Kansas City 8,5 (9)

Dammi solo un minuto, palla a Mahomes, per vincere ancora. I Pooh rivisitati in salsa Chiefs. Kelce attiva la modalità “unstoppable” e fa quel che gli pare quando gli pare. Promosso Pacheco, che si sta prendendo il backfield. Continuano i ko: Toney ed Edwards-Helaire tra gli altri. Che la difesa non sia impermeabile è cosa risaputa. Così come che la loro strada per il successo sia segnare più degli altri. E se è all’ultimo minuto, nessun problema. Nella west dei super-quarterback il solco è incolmabile.

Los Angeles 7 (5,5)

Il ritorno di Keenan Allen è ossigeno per l’attacco. Nonostante il WR numero 13 non appaia ancora al suo meglio. Ci sarebbe da segnalare anche il rientro di Mike Williams a completare il reparto, solo che dura poco. Herbert ha una fluidità diversa con Allen in campo. Le scelte di coach Staley stavolta non mi dispiacciono. Il problema è che la difesa non riesce ad arginare i Chiefs e la battaglia per un posto nelle wild card sarà durissima.

49ers 38, Cardinals 10

San Francisco 9 (7)

Squillano quasi tutte le campane: Aiyuk, Samuel, Kittle. All’appello manca solo McCaffrey, nulla di cui angosciarsi. Il “campanaro” Garoppolo tira le corde una naturalezza incoraggiante. Va via liscio, liscio. Addirittura sontuoso. Warner e compagni sul lato opposto si limitano a far sfogare Hopkins e controllare che Dortch galoppi senza ferire. SanFran vince la terza di fila e si affianca ai Seahawks in cima alla NFC West, pregustando il sorpasso.

Arizona 4 (4)

Senza Murray non si potevano pretendere i miracoli in attacco. Anche se McCoy tutto sommato sa far navigare la barca, la difesa dei 49ers non è paragonabile a quella dei Rams gestita nel turno precedente. Così il risultato sono soli 10 punti e il match lasciato nelle mani dei Niners. E a quel punto ciò che più sconforta è l’incapacità di limitare l’attacco di San Francisco in difesa. A tratti Arizona è parsa finanche svogliata.

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