“L’uomo non è veramente uno, ma veramente due.”
La celebre frase de Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson sembra descrivere alla perfezione la domenica al M&T Bank Stadium dei Cincinnati Bengals da una parte, e dei Baltimore Ravens dall’altra. Per un tempo la squadra di Zac Taylor è stata irriconoscibile, passiva e incapace di trovare ritmo offensivo mentre Baltimore travolgeva gli ospiti macinando yard su yard ad ogni possesso, portandosi sul 13 a 0. Nella ripresa, invece, è emersa una versione completamente diversa: Joe Burrow è tornato ai suoi livelli trascinando i compagni alla travolgente vittoria rimontando lo svantaggio grazie a 5 touchdown consecutivi per il finale di 35 a 13.
Fino all’intervallo lungo Baltimore, ancora priva di Lamar Jackson per il terzo incontro consecutivo a causa di un infortunio alla caviglia, sembrava avere la gara in pugno. I Ravens hanno controllato il possesso per oltre 22 minuti nel primo tempo e costruito un vantaggio di 13-0 grazie a un touchdown da 48 yard di Zay Flowers e a due field goal realizzati dal kicker di casa Tyler Loop dalle 34 e dalle 24 yard. Tuttavia, l’incapacità di trasformare il predominio territoriale in maggiori punti si è rivelata fatale. Sul fronte opposto, solo punt per Cincinnati.
I Bengals, rimasti a secco nei primi due quarti, hanno cambiato marcia immediatamente dopo l’intervallo. Il primo drive della ripresa si è concluso con il touchdown da 6 yard di Mike Gesicki su assist di Burrow, riaprendo completamente la gara. Dopo un rapido three-and-out dei Ravens, il quarterback di Cincinnati ha colpito ancora trovando Tee Higgins per il touchdown del sorpasso. Da quel momento la sfida è sfuggita di mano ai padroni di casa. Baltimore ha avuto un’ultima occasione per rispondere, ma sul quarto e due dalle 12 yard avversarie Tyler Huntley ha lanciato un incompleto che ha rappresentato il vero turning point dell’incontro. Cincinnati ha immediatamente approfittato dell’errore percorrendo 88 yard e allungando sul 21-13 grazie alla corsa in end zone di Samaje Perine, autore dell’unico touchdown su corsa dei Bengals. Nel quarto periodo Burrow ha completato l’opera. Prima ha trovato Ja’Marr Chase per un touchdown da due yard, poi Drew Sample per una segnatura da sedici yard che ha definitivamente chiuso la contesa. Il quarterback dei Bengals ha così lanciato quattro touchdown nella sola seconda metà di gara, guidando uno dei comeback più impressionanti della stagione.
Per i Ravens resta il rammarico di una partita controllata per lunghi tratti ma sfuggita nuovamente nella ripresa. Huntley aveva disputato un eccellente primo tempo ma l’attacco di Baltimore non ha segnato nemmeno un punto dopo l’intervallo. Il bersaglio preferito del Qb di casa, che chiude con 23 su 34 un touchdown ed un intercetto, è stato Flowers, autore di una prestazione di assoluto livello con 8 ricezioni per 137 yard e un touchdown, compresa la giocata iniziale da 48 yard che aveva acceso l’entusiasmo del pubblico di casa. Più contenuto del solito l’impatto di Derrick Henry, limitato a 45 yard su 17 portate, in una giornata in cui il running game dei Ravens si è fermato a sole 83 yard complessive. Bene la difesa nel primo tempo, male nel secondo dove i Ravens, continuando a blitzare quasi in ogni occasione, hanno lasciato troppo scoperta la secondaria colpita sul profondo. Le tante assenze lungo la linea offensiva hanno finito per depotenziare il running game, autentica identità offensiva di Baltimore. Senza la consueta efficacia sulle corse e con il solo Flowers a garantire una minaccia credibile nel gioco aereo, l’attacco dei Ravens è apparso discontinuo e incapace di trovare il proprio ritmo.
Sul Fronte opposto, Burrow chiude con 22 su 30 per 292 yard e 4 touchdown. A trascinare l’attacco ospite sono stati soprattutto i suoi ricevitori. Higgins ha disputato una gara eccezionale con 6 ricezioni per 148 yard (25 yard di media) e un touchdown, risultando praticamente immarcabile nelle situazioni chiave. Chase ha aggiunto 5 ricezioni per 62 yard e una segnatura, mentre Gesicki e Sample hanno contribuito con un touchdown a testa.
Ancora una volta, il gioco di corsa dei Bengals non ha brillato dal punto di vista statistico, fermandosi a 73 yard complessive. Chase Brown ha guidato il reparto con 39 yard in 11 portate, ma è stato Perine a firmare la giocata che ha definitivamente indirizzato la sfida. Solo un sack concesso dalla Oline degli ospiti. Anche la difesa di Cincinnati merita una menzione speciale. Dopo aver sofferto nella prima metà di gara, il front seven ha alzato il livello della pressione nella ripresa costringendo i padroni di casa a due turnover on down e ad un intercetto. Tra i migliori Boye Mafe, autore di 1,5 sack, e Dexter Lawrence II, che ha contribuito con un sack e due tackle for loss, aiutando a spegnere definitivamente l’attacco dei Ravens.
Il successo consente ai Bengals di salire a un record di 4-2, mai raggiunto prima da Joe Burrow, e di rilanciarsi nella corsa al titolo della AFC North, mentre Baltimore scivola a 4-3 incassando la seconda sconfitta divisionale consecutiva.
I Bengals hanno mostrato due facce nel giro di poco tempo. La squadra smarrita e impotente del primo tempo ha lasciato spazio a quella dominante e irresistibile della ripresa, pur caratterizzata dai soliti difetti di fabbrica. Ora, dopo due partite fuori casa, Cincinnati con 2 gare tra il pubblico amico nelle prossime tre (la terza ancora in casa ma ufficialmente in trasferta a Madrid), può ancora allungare. Per i Ravens è stato un secondo tempo da dimenticare che, pur attenuato dall’assenza di Lamar Jackson, solleva interrogativi concreti sul prosieguo della stagione, soprattutto alla luce delle imminenti sfide contro avversarie di alto livello come Bills e Jaguars. L’attacco è chiamato a una pronta reazione, ma le preoccupazioni non riguardano solo quel lato del campo. Anche la difesa deve ritrovare incisività: emblematica, in tal senso, la prestazione dell’ex Hendrickson, rimasto senza sack e senza tackle. Un dato che evidenzia la scarsa pressione esercitata sul quarterback avversario, un limite che potrebbe rivelarsi particolarmente penalizzante in ottica playoff.
(A cura di Marco Malizia)




