Per la partita più attesa dell’anno, quella che può valere una carriera sportiva e un’intera vita, le attese non possono mai essere basse. Quest’anno c’era una favorita abbastanza chiara, ma nei sessanta minuti poteva succedere davvero di tutto. Un errore, e poi un altro ancora, magari una grande giocata che si concretizza (o no) per una manciata di centimetri. Il football può essere imprevedibile. Oppure può seguire tutte le aspettative.
E così la squadra più forte in campo mantiene il totale controllo della partita. Non scappa via, specialmente nella prima mezz’ora di gioco, ma mostra una superiorità netta e che sembra impossibile da rovesciare. Il Super Bowl numero sessanta è andato esattamente così: i Seahawks, la squadra più forte se pensiamo ai cinque mesi di stagione NFL, si sono portati a casa il Lombardi Trophy. Per i Patriots, rivelazione (con un po’ di fortuna) di quest’annata, si chiude in malo modo una stagione comunque molto positiva, viste le difficoltà della franchigia solo dodici mesi fa.
Arriviamo alla partita. Beh, non è stato certo uno spettacolo al livello di questi Playoff, che hanno invece regalato tante ottime sfide, soprattutto nei primi due turni. Ma le finali spesso sono così: l’emozione e la paura di sbagliare possono compromettere parte dello spettacolo. Il mestiere della gestione supera il brivido dell’azzardo, da una parte e dell’altra, anche se con risultati diversi. Tutto sommato non è stata certamente una bella partita, ma il Super Bowl ha sempre quello spirito in più che vale almeno un voto.
Voto alla partita: 6.5
Seattle Seahawks 10
L’attacco di Seattle 6.5
Il reparto offensivo dei Seahawks non è stato molto efficace, soprattutto nel primo tempo. Ha mosso molto bene le catene, ma ogni volta che si avvicinava alla endzone sembrava fermarsi. Non si prendevano mai rischi, meglio mettere punti a tabellone con i field goal. Una strategia che rende solo se si ha una grande difesa. E Seattle ce l’aveva.
Sam Darnold (7.5) ha gestito alla grande la partita: doveva guidare i compagni e non commettere errori, è riuscito a svolgere in modo eccellente entrambi i compiti. Anche perché aveva accanto l’MVP del Super Bowl, un Kenneth Walker III (10) che è stato il miglior giocatore in campo domenica sera, e anche in tutte le settimane di postseason. Con un JSN non al top della condizione, e costantemente controllato dalla secondaria di New England, Cooper Kupp (8.5) si ripreso la scena con sei ricezioni per 61 yards. L’ex Rams vola a due Super Bowl vinti, ed è un solido candidato per la Hall of Fame.
I can’t stop watching this run.
Kenneth Walker is not human 👽pic.twitter.com/iu3PauS0uy
— Dov Kleiman (@NFL_DovKleiman) February 10, 2026
Dove la trovi quella calma interiore per aspettare un secondo, leggere la posizione dei giocatori in campo e scegliere dove andare, nella notte più importante della tua vita
La difesa di Seattle 10
È difficile ricordare una prestazione così dominante di un singolo reparto al Super Bowl. Mentre i minuti scorrevano, l’impressione era che la difesa di Seattle potesse davvero tenere a zero punti segnati gli avversari. I Seahawks non davano davvero speranze: anche solo conquistare un primo down nei primi tre quarti sembrava una missione impossibile. Merito di tutto il reparto difensivo, perfetto sia in front seven nel portare pressione e nel coprire i passaggi corti e le corse, sia nella secondaria.
Drake Maye si ricorderà a lungo di Derick Hall (8), Byron Murphy II (9) e del resto dei compagni, che hanno messo a referto sei sack, undici QB hits e hanno anche forzato tre turnover, tra cui un intercetto riportato in endzone. Perfetta anche la serata di Coby Bryant (9), stabilmente tra le migliori safety della lega. Qualche difficoltà in più per Nick Emmanwori (6.5), ma per un rookie già giocare a questo livello significa moltissimo.
New England Patriots 5
L’attacco di New England 4.5
Per il mancato spettacolo di domenica notte, il principale indiziato è proprio il reparto offensivo di New England. La prima responsabilità va alla linea offensiva (4): la partita era difficilissima, ma non è mai stata in grado di proteggere Maye, e anche nel gioco di corse è stata tutt’altro che perfetta. Per tutti i Playoff non ha garantito una protezione adeguata, ed è il primo reparto su cui il front office dovrà lavorare in offseason per mantenere ad alti livelli i Patriots negli anni a venire.
Per Drake Maye (5) non si può certo parlare di partita da dimenticare. In questa stagione si è imposto come uno dei migliori quarterback della lega, e questa postseason in chiaroscuro rimane fondamentale come esperienza per il futuro. Le due star dell’attacco, Stefon Diggs (4.5) e Hunter Henry (5), non si sono praticamente mai viste, mentre un commovente Mack Hollins (7.5) ha aiutato a rendere il punteggio meno difficile da mandare giù.
La difesa di New England 7
Al reparto difensivo appartiene il miglior giocatore della serata per i Patriots, e cioè quel Christian Gonzalez (9.5) che è stato il vero tallone d’Achille per Darnold e compagnia. Il giovanissimo cornerback è stato fondamentale in questi Playoff, e nella notte del Super Bowl ha praticamente salvato da solo i Patriots da un paio di touchdown, che avrebbero reso la sfida ancora di più a senso unico.
Buona è stata anche la prestazione di Craig Woodson (8), che da rookie ha messo a referto dieci tackle e due pass defended. Meno bene è andata invece la linea difensiva dei Patriots, poco incisiva nel portare pressione a Darnold. Da rivedere anche la difesa sulle corse, che ha concesso troppo spazio a Walker.
#Patriots CB Christian Gonzalez with one of the best pass breakups I’ve seen from a corner all year. Bail technique in cover three vs. a post route with the safeties exchanging.
PubblicitàUnreal recovery speed and athleticism to make the diving PBU vs. one of the fastest WRs in the NFL. pic.twitter.com/aCA6qk18UT
— Evan Lazar (@ezlazar) February 10, 2026
Nonostante tutto, una serata da ricordare
Voti bonus
Bad Bunny 8.5
Non so se per voi è lo stesso, ma mi sembra che per il mondo che frequento (amici, conoscenti, gente sui social) il vero Super Bowl sia stato l’esibizione di Bad Bunny. Il suo spettacolo ha francamente superato lo show visto in campo dalle due squadre, con quel messaggio finale che ho visto almeno trenta volte su Instagram. Il suo genere può piacere o meno, ma è stato un Halftime che ha colpito nel segno, visti anche i risultati dei rating.
John Schneider 10
Negli ultimi anni, Schneider si è trovato a dover prendere tante scelte difficili. Scambiare Wilson, l’eroe di Seattle per una decade. E poi dire addio a Geno Smith, preferendo un quarterback che veniva da un’ottima stagione, vero, ma da una sola ottima annata in sette anni di NFL. Ma anche il coraggio con cui si è mosso negli ultimi Draft, che sono stati la vera fonte del talento che ha permesso ai Seahawks di vincere questo Super Bowl. Per Schneider è il secondo, dodici anni dopo la vittoria a senso unico contro Denver. In dodici anni sono cambiati tutti i giocatori e lo staff. È rimasto solo lui, l’artefice del successo di Seattle.




