Wild Card 2021: le pagelle del lunedì (e quelle finali)

Si arriva al succo della stagione e cambiano ovviamente le mie pagelle. Nei voti non vengono più prese in considerazione le aspettative ma solo la prestazione. Voto anche alla giornata e alle singole gare oltre che alle squadre. Più combattute e spettacolari sono più alta è la valutazione (qui quelle di sabato e qui quelle di domenica).

IL TOTALE DEL WEEKEND: VOTO 4,5

Il super weekend delle wild card di super ha avuto davvero poco e offre argomenti che fanno sponda a chi non ha gradito aver portato a 14 le squadre ammesse ai play-off. Verissimo che con una giornata in più di campionato era necessario rendere più combattuti gli ultimi turni e per farlo ampliare la platea delle contendenti finali era quasi inevitabile. Resta che quest’anno il fascino delle wild card è andato a remengo. Il primo turno con i colpacci è stato un bel ricordo, quest’anno non sono mai stati nelle corde delle squadre sfavorite. Non è un assioma, ma se prima l’incrocio peggiore era terza classificata contro sesta (con un divario poco ampio), ora con la seconda che anziché attendere si scannino le rivali meno accreditate, scende subito in campo andando a sfidare la settima (quest’anno entrambe entrate nel lotto con il fiatone) finisce che tra le due c’è il pericolo di trovare un canyon incolmabile e il risultato si è visto domenica sera/notte. Forse se non si fossero suicidati i Colts ci sarebbe stato più equilibrio. Ma è un ragionamento che regge poco, visto che alla fine hanno collassato con i Jaguars…

Aggiungo alle motivazioni del voto netto: tantissimi errori, dalle penalità ai drop, ai passaggi sbagliati. E vi invito a fare un giochino di qui in avanti: come sarebbe finita se scambiassi… e qui mettete chi volete, il coach? Il QB? La difesa? A piacimento. Ci pensavo con le partite del weekend, convinto che ad allenatori invertiti Dallas – San Francisco sarebbe finita al contrario mentre a QB invertiti sarebbe finita allo stesso modo…

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Rams – Cardinals 31-11 (4,5)

Altro assolo. E sono addirittura 4 su 6 partite. Così la melodia delle wild card va a farsi benedire. Cardinals ammutoliti dai Rams e Monday Night in ghiaccio dopo mezz’ora di football. In Italia la tentazione di andare a dormire all’intervallo è stata forte (e giustificata) per moltissimi. Nella ripresa non si sono nascosti incredibili e memorabili ribaltoni.

Los Angeles 9,5

Wow! Primo tempo da capogiro. Coach Morris in difesa riesce a miscelare a dovere i campioni a disposizione. Ha nascosto le carte fino ad ora? Ha dato un colpetto di bacchetta magica? Lo scopriremo meglio contro Tampa. Intanto si gode l’avermi fatto rimangiare i dubbi. Von Miller mi ha colpito, sempre sul pezzo come ai bei tempi. Ma tutti hanno lasciato davvero nulla quando ancora lo spazio per scrivere c’era. Finito quello, un minimo di comprensibile relax pur senza compromettere alcunché. Discorso che vale anche per l’attacco. Ecco, l’attacco. Felice per Stafford: play-off e prima vittoria (dopo 186 partenze da titolare), che goduria. Felice per Odell Beckham: incisivo e spettacolare, è ancora lui. Felice per Cam Akers: rientro da record e già determinante, applausi. Impressione: i puntini si stanno unendo nel momento ideale della stagione.

Arizona 4

Quanto ha ben impressionato Los Angeles, tanto ha deluso Arizona. A parziale discolpa: l’assenza di Hopkins, sicuramente dura da assorbire in una gara di play-off; le precarie condizioni fisiche di Conner, cruciale nel brillante campionato dei Cards; l’infortunio dell’ultima ora della guardia titolare Pugh. Ma l’incapacità di fare alcunché su entrambi i lati della palla nel primo tempo si è spinta oltre le defezioni. Lo scorso anno fu un’annata deludente che si concretizzò con l’aver mancato la post season. Quest’anno i Cardinals sono riusciti a giocare gran parte della regular season a buon livello (non tutta). La batosta dello scorso fine settimana servirà per un ulteriore passo avanti nel 2022?

The Playbook Endgame – Guida ai playoff 2021
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