Troppi Packers per questi Rams (Green Bay Packers vs Los Angeles Rams 36-28)

Nel freddo, ma neanche poi tanto, del Lambeau Field arriva la terza sconfitta consecutiva per i Los Angeles Rams, che chiudono il mese di novembre senza vittorie dopo le cadute contro Titans, 49ers e Packers.

Quella di Green Bay è sembrata la fotocopia della partita di playoff dello scorso Gennaio, con i Packers in pieno controllo ed i Rams sempre ad inseguire, con il miraggio di rimettere la gara sui giusti binari ma con il punteggio sempre fuori portata. Solo che questa volta quelli decimati dagli infortuni erano i Packers, che potevano vantare una lista infortunati lunga come la quaresima, mentre Aaron Donald era al 100% delle sue possibilità ed al timone non c’era più il reietto Jared Goff con il pollicione rotto ma l’eroe del nuovo millennio Matthew Stafford che, per la terza partita consecutiva, ha lanciato il suo pick-six di ordinanza e commesso un altro costosissimo turnover, regalando di fatto dieci punti agli avversari in una partita persa di otto.

In casa Green Bay, oltre al solito tanto impeccabile quanto indisponente Aaron Rodgers, il duo Adams / Cobb (finchè quest’ultimo è stato in campo, ha disposto a proprio piacimento di una difesa avversaria che ha dimostrato una volta di più che la strategia “bend but don’t break” può funzionare con le squadre medio/scarse, ma non con quelle che hanno un attacco che attua la filosofia del “you bend, i break you”.

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Imbarazzante l’assetto difensivo del backfield da parte di un Raheem Morris che dimostra partita dopo partita di avere dei grossi limiti a livello tattico, lasciando ancora una volta troppa libertà al miglior ricevitore avversario anzichè assegnarlo a uomo a Ramsey come logica vorrebbe e come ha insegnato Brandon Staley lo scorso anno.

I problemi dei Rams sono molteplici, a partire da un attacco che non macina gioco sulle corse, che inizia a sentire degli scricchiolii (giustificabili, vista l’età) anche dalle parti dei suoi uomini più affidabili come Andre Withworth, con una linea d’attacco che sta lentamente collassando attorno alle precarie condizioni fisiche del proprio centro Brian Allen. Senza contare le difficoltà di portare a bordo un Odell Beckham Jr che ha comunque fatto del suo, in un sistema complesso quale è quello di McVay, e lo stesso dicasi per Von Miller in difesa, che spesso sembra sperso in uno schema nel quale ancora non si è ben capito quali siano le sue respinsabilità ed i suoi assegnamenti.

Detto questo, ieri sera la linea offensiva di Green Bay ha fatto un lavoro superlativo contro la linea di difesa di Los Angeles, battagliando quasi sempre in cinque, senza l’ausilio del tight end, e riuscendo anche a gestire Donald in singolo assegnamento, ricorrendo pochissimo ai costanti raddoppi di cui è invece spesso fatto oggetto il due volte DPOY.

Con una prestazione di alto livello della sua linea offensiva, Rodgers ha potuto sedersi tranquillamente al tavolino scegliendo con cura i propri bersagli bevendo un caffè e leggendo le ultime notizie sui quotidiani locali. A differenza di quello dei Rams, poi, il gioco di corsa dei Packers è risultato efficace quanto basta per poter tenere la difesa all’erta, e tanto è bastato per offrire a Rodgers altre possibilità in più per fare il gioco che più gli piace. 

Ah, dimenticavamo… Rodgers aveva un dito del piede rotto, ma nessuno se n’è accorto, perchè con questa protezione ha potuto operare in assoluta tranquillità senza forzare nulla. Tutto l’opposto di Matthew Stafford, invece, che in questo orribile novembre sembra il lontano parente del quarterback che aveva già vinto il titolo di MVP a Settembre. Forse la (in)consistenza degli avversari aveva qualcosa a che fare con le sue prestazioni monstre, ed ora che il calendario si è fatto più sostanzioso le difficoltà emergono.

A proposito di calendario, la prossima settimana arrivano i Jaguars, per cui si spera che Los Angeles riuscirà a prendere una boccata d’aria fresca con un avversario decisamente alla propria portata. Per i Packers, invece, una bye week che permetterà di recuperare qualche acciaccato e di constatare la reale entità dell’infortunio di Randall Cobb ed eventualmente rimetterlo in sesto al meglio per il rush finale verso i playoff, dove queste due square potrebbero (se i Rams cambieranno rotta, ovviamente) reincontrarsi presto.

Massimo Foglio

Segue il football dal 1980 e non pensa nemmeno lontanamente a smettere di farlo. Che sia giocato, guardato, parlato o raccontato poco importa: non c'è mai abbastanza football per soddisfare la sua sete. Se poi parliamo di storia e statistiche, possiamo fare nottata. Siete avvertiti.

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