Follia nella grande mela (New York Jets vs Tampa Bay Buccaneers 24-28)

Quella che per i Buccaneers doveva essere una tranquilla trasferta a New York contro i Jets, squadra che non aveva più nulla da chiedere all’attuale campionato, si è trasformata in una giornata a dir poco “difficile” dentro e fuori dal campo (prima follia di giornata)

I due team arrivavano con due situazioni opposte con i Bucs freschi vincitori della South Division della NFC e con un record di 11-4 e i Jets con 4 vittorie e 11 sconfitte, con una difesa che statisticamente è agli ultimi posti della lega e con un attacco orfano di troppi infortunati e con il rookie Zach Wilson in cabina di regia.

I padroni di casa partivano subito forte e, grazie ad una corsa di Carter per 55 yard, trovavano la endzone con Braxton Berrios (eroe di giornata per la squadra della grande mela); nel drive si evidenziavano tutte le assenze nella difesa di Tampa (3 LB su 4 out con il solo White titolare e le assenze di Barrett, Pierre-Paul e David) La squadra di Coach Arians pareggiava con un TD di Evans su lancio di Brady, nonostante il forte ricevitore fosse reduce da un infortunio alla caviglia. Il successivo possesso di New York era la fotocopia del primo con la difesa di Tampa non in grado di fermare le azioni di Wilson & Co. finalizzate dal TD di Berrios (per lui 2 TD, 1 su corsa e 1 su ricezione) Tampa accorciava con un FG di Succop, con meno di un minuto al halftime Brady tentava il lancio lungo su Evans ma veniva intercettato dal DB Echols e i Jets aumentavano il divario con un FG di Pineiro, 17-10 per i padroni di casa.

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La situazione diventava preoccupante per i detentori del Vince Lombardi Trophy, con un attacco che faticava muovere la palla (gli infortuni di Godwin e Fournette si sono sentiti pesantemente, Evans con problemi alla caviglia era visibilmente limitato) e con una difesa che oltre alle croniche debolezze sui lanci palesava evidenti problemi anche contro le corse avversarie. Il rientro in campo vedeva i Buccaneers faticare ancora e restituire il pallone ai Jets che, con Ty Johnson, andavano ancora in touchdown per il 24-10 (con meno di 7 minuti rimanenti nel terzo quarto)

In queste circostanze si manifestava la seconda grande follia della giornata per la franchigia della Florida, il WR Antonio Brown sulla sideline si spogliava di casco e paraspalle e, a petto nudo, entrava nel tunnel verso gli spogliatoi arringando il pubblico, abbandonando la sua squadra in un momento a dir poco critico. Con molta probabilità la causa dell’insano gesto è da ricercare nel dialogo tra l’HC Arians che chiedeva al suo ricevitore di entrare in campo e la non volontà dello stesso. Si è subito capito che l’episodio rappresentava la fine della storia tra Brown e Bucs, iniziata la scorsa stagione e suggellata dalla vittoria nel Super Bowl (TD su ricezione per AB), tesi avvalorata dalle parole di Arians nel dopo partita che dichiarava che Brown non era più un giocatore dei Buccaneers. Da sempre genio e sregolatezza Antonio Brown ha collezionato nella sua carriera sospensioni e squalifiche, ultima quella dovuta alla presentazione di falsa certificazione COVID. Peccato! Un grande talento senza un’adeguata solidità mentale che mancherà sicuramente ai campioni in carica, già orfani di Godwin ed Evans a mezzo servizio.

La partita di Tampa non finiva qui, con Brady sempre motivato nel cercare la rimonta e la vittoria. Il drive con lo “show” fuori programma si concludeva con un passaggio dello stesso QB per il TE Brate, sempre prezioso con le sue ricezioni in red zone. Contemporaneamente l’attacco dei Jets non era più così fluido e produttivo come nella prima parte del match e i Buccaneers si avvicinavano con un altro FG (20-24) Nel successivo possesso New York ritornava a muovere la palla e si giocava un quarto down sulle 7 yard difensive di Tampa il match point per chiudere la partita, non trovando però il guadagno necessario.

Con poco più di 2 minuti al termine e con 93 yard da guadagnare la possibile rimonta era tutta nelle mani di Brady (già capace di innumerevoli recuperi nei minuti finali di partite ormai date per perse) che trovava gli eroi di giornata nei due WR backup Tyler Jonhson (3 ricezioni per 41 yard) e Cyril Grayson (4 ricezioni per 52 yard e il decisivo TD). Con 15 secondi rimanenti sul cronometro partita vinta.

Il match è vissuto sull’orgoglio di un team come i Jets desideroso di riscattare una stagione deludente al cospetto dei campioni in carica e sulla difficoltà di quest’ultimi, nonostante il potenziale decisamente superiore (anche se “spuntato” dagli infortuni eccellenti) ai padroni di casa. Nella squadra di Coach Saleh nota di merito al minuto (175 cm) ma energico WR Braxton Berrios capace di mettere sempre in difficoltà il reparto difensivo di Tampa, per lui 8 ricezioni per 65 yard e 1 TD con l’aggiunta di 2 corse per 12 yard e 1 TD. Anche Wilson nonostante tutto ha ben figurato (19/33, 234 yard e 1 TD) e il trio di RB Carter, Walter e Johnson con un totale di 138 yard e 1 TD su corsa. Il reparto difensivo ha avuto un’ottima prestazione nella prima parte dell’incontro ma è venuto meno proprio nell’ultimo e decisivo drive dei Bucs.

Sul fronte Tampa Brady ha dato, come sempre, dimostrazione della volontà di non mollare mai e di guidare i suoi anche nei momenti più critici, per lui 34/50 per 410 yard, 3 TD e 1 intercetto, niente male per un 44enne…

L’attacco sulle corse ha faticato più del dovuto, visto anche l’avversario modesto, né Jones né Vaughn hanno saputo trovare i varchi adeguati nelle maglie della difesa biancoverde, lasciando ai ricevitori l’onere (e l’onore) della vittoria: Gronkowski non a segno ma sempre pericoloso (7 ricezioni per 115 yard) i “rincalzi” Grayson e Johnson per un totale di 131 yard e 1 TD con il veterano Perriman a dare una mano (2 ricezioni per 41 yard). In difesa poche le note positive con l’unico sack del backup Anthony Nelson e la solita rocciosa prestazione di Winfield (8 tackle di cui 2 decisivi nel drive dei Jets che poteva chiudere la partita)

Nella prossima e ultima partita della stagione regolare i New York Jets andranno a far visita ai Buffalo Bills, su un campo sempre difficile soprattutto in pieno inverno, desiderosi di concludere il campionato con una buona prestazione. I Tampa Bay Buccaneers giocheranno in casa contro i Panthers (5-11) che hanno già perso contro la squadra di Arians a Charlotte.

Per i campioni in carica si tratta di chiudere la stagione cercando di non avere altri infortuni in un’annata costellata da guai fisici ai propri giocatori chiave, sia in attacco che in difesa e se possibile mantenere, o guadagnare un buon posto nella griglia degli imminenti playoff (attualmente #3 del seed)

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A dispetto del freddo periodo invernale il momento caldo, se non bollente della stagione NFL sta arrivando e i Bucs vogliono vendere cara la pelle (sperando nei rientri degli infortunati eccellenti) ricordando a chiunque voglia batterli che sono loro gli attuali Campioni in carica!!

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Roberto Abelli

Tifoso Bucs dal 1984 Ex giocatore ed ora coach Appassionato di football NFL e NCAA

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